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La forma di governo in Italia

L'Italia ha una forma di governo a debole razionalizzazione, cioè gli interventi costituzionali a garanzia della stabilità del governo sono limitati. La razionalizzazione ha il compito di garantire la stabilità del governo mettendo dei paletti alle procedure che porterebbero a una mozione di sfiducia, rendendo questa più difficoltosa da attuare. La mozione di sfiducia interrompe il rapporto tra Parlamento e Governo, obbligando l'ultimo a dimettersi, ma per essere attuata deve essere motivata e votata con appello nominale, deve essere firmata da 1/10 dei parlamentari e non può essere discussa prima di tre giorni dalla presentazione al fine di assicurare un periodo di riflessione prima del voto. Inoltre, far cadere il Governo dà la piena responsabilità politica del gesto al Parlamento nei confronti di cittadini e partiti.

Il Governo, per potersi formare, ha bisogno della mozione di fiducia, cioè, entro dieci giorni dalla sua nomina, deve presentarsi davanti alle Camere e ottenere la fiducia (una sorta di autorizzazione a procedere) che gli verrà accordata con un voto ad appello nominale e una motivazione. Deve quindi avere una maggioranza parlamentare predeterminata che accetta di sostenerlo; la maggioranza è definita come maggioranza politica, cioè una maggioranza che si aggrega intorno a un determinato indirizzo politico e che si impegna a realizzarlo.

Nelle due mozioni è previsto l'obbligo dell'appello nominale, in quanto, in questo tipo di votazioni, il Parlamento non va considerato come un'unica entità politica, ma vanno considerati i singoli elementi e, soprattutto, la presenza di una minoranza politica che potrebbe volersi opporre alla mozione. La presenza di una maggioranza politica di supporto al Governo costituisce una necessità che però varia in base al sistema politico e alla forma di governo.

Trasformazione del sistema politico e della forma di governo in Italia

La Repubblica Italiana ha dovuto affrontare una serie di profonde divisioni all'interno della società; tra queste, la più importante era quella sociale dato che erano in forte contrapposizione il marxismo e l'ideologia cattolica che hanno portato alla formazione dei due principali partiti politici di quel momento: Democrazia Cristiana (DC) e Partito Comunista Italiano (PCI). Questa situazione ha portato alla nascita del multipartitismo esasperato, cioè un sistema caratterizzato dalla presenza di numerosi partiti divisi da forti differenze ideologiche. I partiti politici presenti in questo sistema trovavano la loro legittimazione fuori dal territorio nazionale: il PCI si rifaceva all'URSS, la DC alla Chiesa Cattolica ed erano inoltre presenti il Partito Socialista Italiano (PSI) e la destra neofascista con il Movimento Sociale Italiano (MSI) dichiaratamente anti-sistema.

Questa situazione ha provocato delle conseguenze importanti per il funzionamento della forma di governo:

  • Era impossibile praticare il bipolarismo del sistema politico con la contrapposizione tra maggioranza ed opposizione dato che le forti differenze tra i vari partiti avrebbero provocato una crisi della democrazia.
  • Le maggioranze non erano basate su destra e sinistra (i due poli), ma sulla DC, la cui ideologia rendeva il partito compatibile con tutti gli altri.
  • La formazione post-elezioni ha permesso anche ai partiti estremisti di entrare nella coalizione di governo e, di conseguenza, nella democrazia pluralistica.

In particolare, l'ingresso di tutte le forze politiche nella democrazia pluralistica ha permesso di abbattere le forti differenze (che si sono affievolite), permettendo a tutti di diventare una possibile parte della maggioranza di governo ed eliminando i partiti che ne verrebbero esclusi a priori. In questo modo, in Italia diventa possibile un sistema politico bipolare.

Il bipolarismo entra in crisi nel 2011 con le dimissioni del Governo Berlusconi a seguito della grave crisi finanziaria italiana e con la nascita del Governo Tecnico di Monti che permette ai partiti, che in genere erano in poli contrapposti, di schierarsi tutti dallo stesso lato. La crisi del bipolarismo si accentua nel 2013 con la nascita di un Governo di coalizione quasi totale dato che vi confluivano i due partiti maggiori dei due schieramenti opposti. Questo governo ha come capo il Presidente del Consiglio Enrico Letta.

La coalizione

La coalizione è tipica dei sistemi politici pluripartitici e consiste nel raggiungere la maggioranza necessaria alla formazione del governo attraverso l'accordo tra più partiti; il governo che ne deriva è chiamato Governo di coalizione. La formazione di una coalizione prevede procedimenti diversi in base al sistema politico e alla forma di governo. Si distinguono due coalizioni diverse: coalizione annunciata e coalizione formata in sede parlamentare.

Coalizione annunciata: il corpo elettorale deve scegliere tra più coalizioni, la vincitrice diventa la maggioranza che dà la fiducia al Governo ed il suo leader ne sarà il capo.

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

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