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Limiti al primato del diritto UE: focus sulla saga Taricco

Il primato del diritto UE rispetto al diritto interno talvolta può pregiudicare i diritti fondamentali della persona, per cui vengono apposti dei limiti a tale primato. Ci sono due gruppi di sentenze per illustrare la questione: due sentenze della Corte di Giustizia (Taricco 1 e Taricco 2), un'ordinanza della Corte Costituzionale italiana (ordinanza che ha sollecitato la sentenza Taricco 2) e una sentenza della Corte Costituzionale italiana (sentenza n.269/2017).

Principio Simmenthal, 1978

Il giudice nazionale comune (del merito della controversia) deve poter disapplicare di propria autorità la normativa interna in contrasto con il diritto dell'UE direttamente efficace. Quindi, secondo il caso Simmenthal, è irrilevante per la Corte di Giustizia sia il rango della normativa interna in conflitto (nel caso di specie si trattava di normativa di rango costituzionale) sia l'oggetto/settore materiale del diritto interno (diritto civile/penale/amministrativo...).

Caso Omega, 2004

A partire dal caso Omega, la Corte di Giustizia modula però questo approccio: la norma interna che lede il diritto dell'UE (nel caso di specie la libertà fondamentale di circolazione) non deve essere disapplicata quando sia sorretta da esigenze di tutela dei diritti fondamentali della persona, a condizione che tali diritti fondamentali siano non solo diritti nazionali, ma siano anche riconosciuti dall'ordinamento dell'UE (caso Omega: principio della dignità dell'uomo).

Modelli recenti della Corte di Giustizia

Più recentemente, ci sono due modelli che esprimono la posizione della Corte di Giustizia:

  • Belvedere Costruzioni, 2012: Compatibilità con il diritto dell'UE di una normativa processuale italiana di materia tributaria italiana che impone l'estinzione del processo penale qualora l'amministrazione sia risultata due volte soccombente nei confronti della persona accusata. La Corte qui ammette che la durata ragionevole del processo possa condurre all'estinzione del procedimento, affermando che nei processi che interessano il diritto dell'UE (frodi all'interesse finanziario dell'UE) tali processi possono essere limitati da norme processuali che esprimano il principio dell'equo processo. Nel caso di specie, però, la regola va a favore dell'imputato, cioè permette l'estinzione del procedimento nel quale egli è imputato di frode agli interessi finanziari dell'UE.
  • Caso Taricco I: Caso in cui c'è norma interna che tutela i diritti fondamentali in misura maggiore dei diritti fondamentali tutelati dal diritto UE. Importante il punto 53 della sentenza, che la Corte ha ripreso e sviluppato nella sentenza Taricco II (M.A.S.). Se l'ordinamento nazionale tutela i diritti fondamentali in modo più intenso a scapito di un altro obiettivo/valore tutelato dal diritto dell'UE, la norma nazionale resiste (in caso di contrasto) al primato per affermare questo maggior livello di tutela. Il maggior livello di tutela in questione è garantito dall'art.53 della Carta dei diritti fondamentali (che è norma primaria dal 2009, nel senso che il Trattato di Lisbona ha dato alla carta valore giuridico pari a quello dei Trattati). Il principio di legalità europeo non si oppone a una disapplicazione della norma penalistica interna che in modo rigoroso determina lo spazio temporale della prescrizione del reato. Questo problema rientra nell'art.25 II comma Cost. (nella prospettiva della Corte Costituzionale italiana, che tutela di più il principio in questione in materia penale).

Limite Melloni/Fransson

Questa facoltà di maggior tutela data all'ordinamento interno, limitativa del primato, vale soltanto fin quando non vi è una normativa derivata di armonizzazione che si è occupata del problema del conflitto fra diritto sostanziale e diritti fondamentali. Se tale normativa c'è, la facoltà dello Stato di affermare il suo livello di tutela maggiore si estingue, altrimenti lo Stato può farlo. Questo limite è rilevato dal caso Taricco II (punti 44 e 45).

Saga Taricco

Vicenda: un giudice italiano ha denunciato alla Corte di Giustizia l'ineffettività della disciplina penale italiana in merito alla lotta dalle frodi agli interessi finanziari dell'UE (Taricco I). Tale giudice solleva la questione dell'impunità di fatto: prescrizione della maggior parte dei reati in questione. La Corte di Giustizia richiama la sua giurisprudenza Simmenthal, cioè quando il primato è assoluto.

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Sintesi: sentenze Taricco (vicende, princìpi e soluzioni) e altri casi - Diritto dell'UE Pag. 1
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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

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