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tenendogli la mano: una cosa per lui insopportabile, ma che accetta quando incontra Tereza. Tomas

incontra Tereza (a seguito di sei casi fortuiti) in un bar di una piccola città della Boemia, dove lei

lavorava. Tereza, rimase sorpresa di quell’uomo che aveva un libro aperto sul bancone e si rivolgeva a lei

con il suo fare gentile. Lo stesso giorno lei prese il treno per Praga e bussò alla sua porta con una valigia

pesantissima e con in mano il libro di Tolstoj, Anna Karenina. Quella stessa notte fecero l’amore, ma a

Tereza venne l’influenza e lui non poté più mandarla via come faceva con le altre donne. Mentre lei

dormiva mostrava un’espressione infantile e Tomas pensava che fosse un bambino che qualcuno aveva

messo in una cesta spalmata di pece e affidato alla corrente di un fiume perché lui la tirasse sulla riva del

suo letto. Così Tomas s’innamora di lei, e contrariamente a quanto faceva con le sue amanti, gli faceva

piacere dividere il letto con lei. L’unico punto debole di Tomas erano le avventure erotiche con altre

donne e non poté fare a meno di tradirla, ritenendo che sesso e amore fossero due cose completamente

diverse e ciò la faceva soffrire terribilmente. Tereza era tormentata dagli incubi ed ogni notte era costretta

a sentire l’odore dei genitali delle amanti nei capelli del marito. Tomas, però, stava male al pensiero di

farla soffrire ma non riusciva a rinunciare alle sue amanti e lui la consolava e la calmava quando lei si

svegliava urlando per via di orribili sogni, sapendo che era lui la causa di tali incubi. Di tutte le amiche

erotiche, quella che preferiva di più era Sabina che la pensava come lui: meglio fare l’amore e rimanere

liberi e indipendenti e senza impegni. Per diminuire la sua sofferenza, Tomas sposò Tereza e gli regalò

un cucciolo che chiamarono Karenin, perché voleva fosse chiaro che apparteneva a Tereza. Ma nemmeno

la presenza di Karenin riuscì a farla stare meglio. Intanto il paese di Tereza fu occupato dai carri armati

russi e lei girava per le strade con la macchina fotografica, in cerca di situazioni compromettenti dei

soldati. Molte delle sue foto comparvero sui quotidiani stranieri più importanti. In questi giorni di

disordini, a Tomas gli fu offerto un lavoro in Svizzera e Tereza fu ben felice di partire per Zurigo perché

così Tomas e la sua amante non potevano vedersi. Ma anche Sabina era a Ginevra e non le fu difficile

raggiungere Tomas. Tereza che aveva tanto voluto partire, ora si rendeva conto che nulla era cambiato.

“Chi vive all’estero cammina su un filo teso in alto nel vuoto senza la rete di protezione offerta dalla propria terra

dove ci sono la famiglia, i colleghi, gli amici, dove ci si può facilmente far capire nella lingua che si conosce

dall’infanzia. A Praga Tereza dipendeva da Tomas soltanto nelle cose del cuore. Qui dipende da lui in tutto. Se lui

l’abbandonasse, che ne sarebbe di lei? Deve dunque passare tutta la vita con la paura di perderlo?”

Erano a Zurigo da alcuni mesi, quando Tomas di ritorno a casa, trovò una lettera di Tereza che

annunciava la sua partenza per Praga, poiché non aveva la forza di vivere all’estero. Per la prima volta

Tomas passeggiava solo per le strade di Zurigo e respirava il profumo della sua libertà… Assaporava la dolce

leggerezza dell’essere. Per Tomas era insopportabile sapere Tereza da sola a Praga e ritornò da lei...

Una delle coincidenze che spinsero Tereza verso Tomas, fu la fuga dalla sua famiglia, più in particolare

dalla madre con la quale aveva un rapporto molto distaccato. Quando Tereza abitava con lei, in casa non

esisteva pudore, la madre girava nuda per l’appartamento con indosso solo la biancheria intima e a volte

d’estate completamente nuda. Kundera paragona la famiglia di Tereza, ad un campo di concentramento,

dove l’individuo perde la sua individualità, si “spersonalizza”, perde cioè il suo essere persona e diventa

un corpo che non ha diritti, neppure il diritto al pudore, alla segretezza dei propri più intimi pensieri.

Parallela a questa storia, corrono le vicende di Sabina e Franz, un professore di Ginevra, bello ed aitante,

col quale la donna, una pittrice ceca in esilio, amica di Tereza e di Tomas, ha una relazione. Ma i loro

sistemi di valori e le loro sensibilità rimarranno sempre separati da un’incomprensione radicale. Quando

il povero Franz, per amore di lei, confessò alla propria moglie, Marie-Claude, la loro relazione, Sabina

fece l’amore con lui appassionatamente per l’ultima volta prima di sparire, poiché sentì svanire il fascino

del segreto e dell’intimità, e fuggì d’improvviso facendo perdere ogni traccia di sé. Franz s’innamora, poi,

di una giovane alunna, di un amore quasi paterno, che prima non aveva mai potuto soddisfare, dal

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momento che il rapporto con sua figlia Marie-Anne era del tutto distaccato, ma continuerà ad essere

posseduto dal ricordo di Sabina. Lei, intanto si era stabilita a Parigi, senza riuscire a riprendersi dalla

malinconia.

“ Il suo non era un dramma della pesantezza, ma della leggerezza. Sulle spalle di Sabina non era caduto un fardello,

ma l’insostenibile leggerezza dell’essere… Sabina non sa quale meta si celi dietro il suo desiderio di tradire.

L’insostenibile leggerezza dell’essere, è questa la sua meta?”

Sabina, di tanto in tanto, si accusava di essere stata impaziente, forse se avrebbe aspettato un po’ di

tempo, avrebbero cominciato a capirsi. Durante il soggiorno a Parigi, Sabina ricevette una lettera dal

figlio di Tomas, che le diede la notizia della morte di Tomas e Tereza. Ma la loro storia d’amore

continua…

Tereza, ormai, stanca dei tradimenti del marito, gli confessò di essere disperata e di star male quando

sentiva ogni notte, nei capelli del marito, l’odore delle sue amanti. Così mentre ritornava a casa dal

lavoro, si ricordò dell’invito che le aveva fatto un cliente del bar in cui lavorava e decise di andare da lui.

Tomas le diceva continuamente che sesso e amore sono due cose completamente diverse, ora lei voleva

semplicemente mettere alla prova le sue parole.

“Le slacciò un bottone della camicetta e le fece cenno di continuare da sola. Lei non obbedì a quell’ordine. Aveva

spinto il suo corpo nel mondo, ma non voleva prendersi alcuna responsabilità per esso. Non si difendeva ma

nemmeno lo aiutava…L’anima aveva deciso di mantenersi neutrale”

Ebbe un rapporto con l’ingegnere, ma ben presto Tereza ebbe il sospetto che qualche esponente della

polizia l’avesse vista e che avesse scattato delle foto per poter ricattarla. Ebbe il timore che quelle foto

potessero cadere in mano a Tomas, cioè avrebbe determinato il crollo del loro amore. Tereza aveva voglia

di fuggire, di andare via dalla città per rifugiarsi con suo marito in campagna, ma aveva paura a dirglielo.

Tomas, un giorno inviò una lettera ad un giornale, dove esprimeva il proprio pensiero sui burocratici

comunisti. Dopo queste affermazioni gli venne intimato di ritrattare la sua dichiarazione e qualora non lo

facesse non gli era più assicurato il suo impiego in ospedale. Tomas si rifiutò e fu coinvolto, nelle vicende

della Primavera di Praga (1966), così fu costretto a lasciare il posto all’ospedale. Il nuovo regime sovietico

sconvolse, ancora una volta, la vita di Tomas e Tereza…

“I regimi criminali non furono creati da criminali ma da entusiasti, convinti di aver scoperto l’unica strada per il

paradiso”.

Così Tomas diventò lavatore di vetri. Il suo nuovo lavoro divenne ben presto uno spazio di libertà,

durante il quale aveva mille occasioni per incontrare nuove donne, e passava da un appartamento

all’altro in un meraviglioso stato d’animo.

“L’ossessione di Tomas per le donne, sta nel ricercare in ogni donna quelle differenze che le rendono diverse una

dall’altra, e ciò è possibile trovarlo solo nella sessualità, poiché è qualcosa di prezioso, inaccessibile pubblicamente e

bisogna conquistarlo”.

Passarono tre anni da quando Tomas aveva iniziato a lavorare presso l’impresa di pulizie. Durante questi

tre anni Tomas e Tereza si vedevano poche ore al giorno e questa situazione contribuì alla decisione di

trasferirsi in campagna e di fuggire via dalla città. Ma è proprio lì che il rapporto tra i due raggiungerà

finalmente all’armonia e alla pienezza, e sarà spezzato solo dalla loro morte in un incidente.

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Intanto il romanzo si sposta sulle vicende di Franz che, spinto dal suo impegno politico, ma anche dal

suo ricordo di Sabina, partecipa ad una marcia di protesta contro il totalitarismo ai confini con la

Cambogia, e di ritorno a Bankok, viene ferito mortalmente da alcuni borseggiatori. Il suo funerale verrà

gestito imperiosamente dalla moglie, unica legittima titolare dello stato di vedovanza.

Il testo, a questo punto, potrebbe essere concluso, ma l’autore che ha giocato con il tempo (andando

avanti e indietro con i suoi personaggi), si dedica al ricordo di Tereza, Tomas e di Karenin. E’ l’ultimo

periodo della loro vita, anche se loro stessi non lo sanno. Qui fra i lavori più umili, Tereza chiarisce

finalmente a se stessa il senso del suo rapporto con il marito…

“Siamo tutti pronti a vedere nella forza il colpevole e nella debolezza la vittima innocente. Ma ora Tereza si rende

conto che nel loro caso è stato tutto il contrario!... La sua debolezza era aggressiva e lo costringeva ad una continua

capitolazione, fino a che lui non aveva smesso di essere forte e si era trasformato in un leprotto fra le sue braccia”.

Tereza, allora, chiede scusa all’uomo che, amandola, le è stato sempre vicino, rinunciando a tutto. La

morte del cane di Tereza, Karenin, segna la fine del romanzo e dei suoi personaggi.

Kundera durante il romanzo fa il nome di molti filosofi, da Parmenide a Scoto Eriugena a Nietzsche per

arrivare a riflettere su Dio e la merda, perché, come dice l’autore, “l’uomo vive ogni cosa subito per la prima

volta, senza preparazioni…la vita somiglia sempre ad uno schizzo. Quello che avviene solo una volta è come se non

fosse mai avvenuto. Se l’uomo può vivere solo una vita, è come se non vivesse affatto”. E’ presente nel romanzo

molte volte la parola “Kitsch” che per Kundera è un accordo categorico con l’essere e la mancanza di

contraddizione.

ANALISI DEI PERSONAGGI

“I personaggi non nascono da un corpo materno come gli esseri umani, bensì da una situazione, da una frase, da

una metafora, contenente come in un guscio, una possibilità umana fondamentale che l’autore pensa nessuno abbia

mai scoperto o sulla quale ritiene nessuno abbia mai detto qualcosa di essenziale”.

I personaggi descritti in questo romanzo, precisa Kundera, sono le sue possibilità che non si sono

realizzate. Per questo vuole bene a tutti nello stesso modo e tutti allo stesso modo lo spaventano.

I tradimenti di Tomas, il dolore di Tereza, il comportamento di Sabina, la presenza di Karenin, l’amore di

Franz per Sabina… tutte queste situazioni narrano una storia d’amore inconciliabile e d’infedeltà, nella

quale Kundera parla della natura del Kitsch, l’Essere, nel ventesimo secolo. I personaggi minori sono: la

madre di Tereza, i genitori e Simon, il figlio di Tomas, Marie-Claude moglie di Franz e Marie-Anne sua

figlia.

Questo è un libro fatto di storie semplici, di tutti i giorni, che a chiunque può capitare di incontrare. Una

coppia di coniugi innamoratissimi, anche se lui ha molte amanti e lei si dispera per questo. Una coppia di

amanti viaggiatori, lui con moglie e figlia che adorano la vita mondana, lei che dipinge quadri che

mostrano “cosa c’è dietro”. Karenin, un cane che sorride alla vita perché ha l’amore incondizionato e

semplice della sua padrona e amica. Pagina 5 di 7


PAGINE

7

PESO

732.00 KB

AUTORE

anita K

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Analisi del libro “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera con commento, trama e biografia completa dell’autore. Il documento ripercorre la storia d’amore tra Tomas e Tereza, nato a scapito della situazione politico-economica che caratterizzava Praga all’epoca dei fatti. Burocrazia e repressione rappresentano lo sfondo della storia narrata ed influenzano fortemente il susseguirsi delle vicende dei due protagonisti nonché della storia parallela incentrata su altri due personaggi, Sabina e Franz.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze linguistiche
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anita K di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche delle scritture e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Perissinotto Alessandro.

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