Le funzioni del sistema finanziario
Il sistema finanziario è composto da: istituzioni, i mercati e gli strumenti finanziari. Le istituzioni ci dicono chi opera nei sistemi finanziari, e, specificatamente ci dicono: chi controlla, le autorità di controllo; chi agisce, gli intermediari. Il sistema finanziario realizza 4 funzioni: la funzione creditizia, che consiste nel trasferimento di risorse dalle unità in surplus alle unità in deficit; assicura l’efficiente funzionamento del sistema dei pagamenti, trasmette al sistema economico gli impulsi di politica monetaria ed economica, gestisce i rischi.
La funzione creditizia si può realizzare o tramite l’intermediazione diretta, o tramite l’intermediazione indiretta. Nell’intermediazione diretta il soggetto in surplus compra direttamente il debito di qualcun altro, gli strumenti da destinare allo scambio sono attinti direttamente sul mercato e il relativo rischio ricade sul datore dei fondi e non sull’intermediario. Nell’intermediazione indiretta c’è un intermediario che mette in contatto unità in surplus e unità in deficit. In questo caso i rischi sono a carico dell’intermediario.
L’intermediazione indiretta compensa alle asimmetrie informative e riduce le inefficienze presenti sul mercato quali incompletezza imperfezioni. L’intermediazione si può poi distinguere in propria, quella prevista dal codice civile, e impropria.
La funzione monetaria ha lo scopo di consentire un efficace funzionamento del sistema dei pagamenti tramite strumenti di pagamento alternativi alla moneta. La funzione di trasmissione della politica monetaria è propria del sistema finanziario perché moneta e credito influenzano le scelte degli operatori economici e agiscono su consumi e investimenti, sul reddito nazionale, sull’occupazione e sui prezzi.
La funzione di gestione dei rischi riguarda sia i rischi connessi all’operatività in senso stretto, sia i rischi connessi ad altre attività speculative. I rischi possono essere gestiti o tramite il ricorso a contratti assicurativi o tramite il ricorso ai derivati.
Gli intermediari finanziari
Ci sono tantissimi soggetti interessati a operare nel circuito dell’intermediazione. Le banche svolgono l’esercizio del credito, inoltre, grazie alla riforma del ’92, possono svolgere attività complementari a questa. Le banche dal ’92 hanno la possibilità di offrire credito su tutte le scadenze.
Tra le varie operazioni le banche fanno credito al consumo, attivano operazioni di leasing, effettuano finanziamenti mobiliari, operano in titoli, gestiscono il risparmio individuale e collettivo, offrono strumenti di pagamento.
Le società di intermediazione mobiliare (SIM) sono un gestore unico, possono prestare servizi di investimento nei confronti del pubblico, negoziando per conto proprio e per conto terzi. Le società di gestione del risparmio (SGR) gestiscono il risparmio individuale e collettivo. I fondi comuni di investimento mobiliari e immobiliari sono patrimoni privi di personalità giuridica che conferiscono al partecipante quote del patrimonio. Le società di investimento a capitale variabile (SICAV), a differenza delle SGR, fanno solo gestione collettiva. Si differenziano però dai fondi comuni perché l’investitore acquista titoli azionari e non quote. L’investitore diventa un socio e può quindi chiedere il rimborso delle azioni in qualsiasi momento. Il processo di dismissione è più veloce, nel caso dei fondi comuni bisogna attendere la realizzazione della vendita della quota.
Le compagnie di assicurazione percepiscono premi che investono in attività finanziarie, perciò sono intermediari. I fondi pensione assolvono al compito di erogare prestazioni previdenziali integrando il trattamento pensionistico pubblico.
La classificazione dei mercati
I mercati sono le strutture attraverso le quali investire o acquisire risorse e si possono suddividere sotto diversi aspetti. Possiamo differenziare i mercati in mercato all’ingrosso, nel quale possono operare solo investitori istituzionali e professionali, e mercato al dettaglio, nel quale operano gli investitori privati.
Possiamo poi suddividere i mercati in mercati regolamentati, mercati nei quali esistono regole di funzionamento che permettono una conoscenza preventiva degli aspetti del funzionamento di quel mercato, e mercati over the counter non soggetti né a disciplina specifica né al controllo dell’autorità di vigilanza, a questi mercati si delegano operazioni particolari.
Possiamo poi distinguere i mercati in mercati aperti e mercati diretti. Nel mercato diretto il cedente e il prenditore negoziano direttamente le condizioni dell’investimento. Nel mercato aperto si negoziano titoli standardizzati che incorporano i diritti del possessore.
I mercati aperti a loro volta si dividono in mercati finanziari e monetari. Nei mercati monetari gli strumenti di negoziazione hanno scadenza entro i 12 mesi (BOT, accettazioni bancarie, commercial paper). Nel mercato finanziario invece confluiscono titoli a medio-lungo termine (BTP, obbligazioni e azioni). Nei mercati finanziari operano: i broker che mettono a contatto unità in surplus e unità in deficit, e i dealer, soggetti che assumono posizioni proprie in titoli.
I mercati finanziari e monetari poi si suddividono in mercati primari e secondari. Un mercato è primario quando un titolo viene immesso sul mercato per la prima volta. Nei mercati secondari invece il titolo è oggetto di negoziazioni successive. In base agli spazi di riferimento possiamo poi distinguere tra mercato interno e mercato internazionale.
Le autorità di controllo del sistema finanziario
Le autorità di controllo in ambito UEM: la BCE e l’Eurosistema del sistema finanziario
Il SEBC e la BCE definiscono la politica monetaria dell’area euro. Le banche centrali nazionali invece svolgono le funzioni esecutive, la banca d’Italia ha funzioni di vigilanza del sistema bancario e gestisce la tesoreria statale. Gli interventi di politica monetaria attuati dalle BCN devono essere coordinati con la politica fiscale, la politica dei redditi e la politica di bilancio (le 4 sfere della politica economica) al fine di perseguire gli obiettivi finali di sviluppo dell’economia, stabilità monetaria, stabilità del cambio, crescita del capitale reale.
Dal punto di vista strutturale il sistema europeo è formato da: la BCE, il vertice istituzionale del sistema, il SEBC composto dalla BCE e dalle BCN, l’eurosistema composto dalle BCN dei paesi che hanno aderito all’euro. Il SEBC si compone del consiglio generale direttivo e del comitato esecutivo della BCE. Il consiglio direttivo è composto dal comitato esecutivo e dai governatori delle BCN, quest’organo si occupa di definire le linee guida di politica monetaria e di scegliere obiettivi e strumenti. Il comitato esecutivo gestisce la realizzazione delle linee individuate impartendo alle BCN le istruzioni per l’attuazione della politica monetaria.
C’è poi un altro organo della BCE, il consiglio generale che svolge funzioni consultive. L’Eurosistema affianca ad un accentramento decisionale un decentramento operativo. L’obiettivo dell’Eurosistema è la stabilità dei prezzi. La BCE è un’autorità indipendente dai Governi, non può accettare istruzioni dagli organi comunitari e ha la piena indipendenza nell’utilizzo degli strumenti di politica monetaria coerenti con la realizzazione della stabilità dei prezzi. C’è poi un’indipendenza finanziaria. La BCE e le BCN non possono finanziare i disavanzi pubblici concedendo crediti.
Le principale finalità della politica monetaria comune
La politica monetaria è una delle componenti della politica economica di qualunque sistema economico. A livello europeo la stabilità dei prezzi è definita come una variazione dei 12 mesi dello IACP che non si allontani dallo 2%. Se si va sopra o sotto il 2% il mercato va in inflazione o in deflazione.
La stabilità della BCE si poggia su due pilastri: il primo pilastro ci dice che noi prendiamo come base di riferimento M3, questa considera non solo il circolante ma anche i depositi, le quote dei fondi di investimento monetario e i titoli di debito emessi da istituzioni finanziarie e monetarie. Il secondo pilastro consiste in una valutazione di ampio respiro delle prospettive per i prezzi: prendiamo elementi che abbracciano un periodo temporale più ampio e situazioni di mercato diverse. La politica monetaria ha come obiettivo finale la stabilità dei prezzi. Questo viene perseguito mediante gli obiettivi intermedi e gli appositi strumenti di intervento.
Gli strumenti della politica monetaria comune
Gli obiettivi intermedi sono il controllo della base monetaria e dei tassi d’interesse a breve termine. Per quanto concerne il controllo della base monetaria, gli strumenti utilizzati sono: le operazioni di mercato aperto, le operazioni su iniziativa delle controparti, la riserva obbligatoria. Le controparti autorizzate ad accedere a queste operazioni devono soddisfare dei criteri di idoneità: il rispetto di requisiti operativi e prudenziali attinenti all’obbligo di riserva, alla solidità finanziaria, alla possibilità di essere assoggettate a forma di vigilanza da parte delle autorità nazionali.
Le attività idonee per le operazioni di politica monetaria si dividono in una lista di serie A e una di serie B. Appartengono alla lista di primo livello le operazioni selezionate direttamente con la BCE, sono: certificati di debito della BCE, altri strumenti di credito con rating altissimo, se c’è uno scarto tra credito e garanzia non più coerente viene codificato il finanziamento oppure si ripristina la differenza mediante contanti. I titoli devono essere emessi dal SEBC, l’emittente deve essere ritenuto solido dalla BCE, l’emittente deve aver emesso i titoli nello SEE, l’ubicazione dell’attività dev’essere l’area euro, la valuta dev’essere l’euro.
Appartengono alla lista di secondo livello i titoli che hanno come controparte non la BCE ma le BCN. Questi sono strumenti di debito negoziabili e non. Lo standard di credito è sempre ottimo ma è attenuato rispetto alla lista di primo livello. L’emittente dev’essere ritenuto solido dalla BCN, la valuta è sempre l’euro e il luogo è sempre l’area euro.
Le operazioni di mercato aperto
Le operazioni di mercato aperto sono uno strumento di politica monetaria che serve a controllare la liquidità. Sono operazioni su iniziativa della BCE che consistono nell’acquisto o nella vendita di titoli tra la BCE e le banche allo scopo di creare o distruggere base monetaria. Le OMA si suddividono in: operazioni di rifinanziamento principale, operazioni di rifinanziamento a lungo termine, operazioni di fine-tuning e operazioni di tipo strutturale. Le controparti devono essere idonee a partecipare a queste operazioni: devono avere requisiti prudenziali e operativi.
Le operazioni di rifinanziamento principale sono operazioni temporanee, operazioni di pronto contro termine, effettuate con frequenza settimanale e mediante aste standard; consistono nell’immissione di liquidità tramite l’acquisto di titoli; mirano al controllo dei tassi interbancari e a definire il livello di liquidità ottimale nonché a segnalare l’orientamento di politica monetaria. Queste operazioni servono a evitare che le banche abbiano eccessi o carenze di liquidità. Queste operazioni da un lato influenzano il livello dei tassi interbancari perché la quantità di titoli offerti all’asta determina il livello di BM; dall’altro lato ci danno indicazioni di politica monetaria: se la BCE aumenta i tassi vuole fare una politica restrittiva, viceversa se li abbassa vuole fare una politica espansiva.
Le operazioni di rifinanziamento a lungo termine hanno durata trimestrale e consistono nell’immissione di liquidità: creano uno stock di BM costante in un orizzonte temporale più lungo, non sono usate per dare segnali di politica monetaria. Si svolgono tramite aste standard.
Le operazioni di fine tuning hanno lo scopo di controllare gli effetti sui tassi d’interesse causati da fluttuazioni impreviste della liquidità tramite l’immissione o l’assorbimento di liquidità. Queste operazioni possono essere temporanee, swap in valuta o possono concretizzarsi in acquisti/vendite definitivi e si svolgono tramite le aste veloci (più veloci di quelle standard).
Le operazioni strutturali consistono nell’immissione o nell’assorbimento di liquidità. Sono operazioni effettuate a livello decentrato dalle singole BCN, le operazioni di fine tuning e strutturali sono rivolte ai singoli istituiti bancari.
Le operazioni su iniziativa delle controparti
Le operazioni su iniziativa delle controparti sono uno strumento di politica monetaria che serve a controllare la liquidità. Sono operazioni che si mettono in atto per soddisfare le esigenze specifiche di alcuni operatori del sistema finanziario, di solito le banche. Sono operazioni bilaterali tra la BCE e le singole banche. Assolvono all’obiettivo macroeconomico di intervenire in modo temporaneo per stabilizzare l’equilibrio finanziario dell’area euro e a un obiettivo microeconomico di aiutare la singola banca. Queste operazioni hanno scadenza overnight: servono a supportare gli obblighi giornalieri delle banche. Le operazioni su iniziativa delle controparti si suddividono in operazioni di rifinanziamento marginale e depositi marginali; queste operazioni determinano il corridoio d’oscillazione del tasso overnight: il tasso applicato al rifinanziamento marginale è il tetto d’oscillazione dell’overnight, il tasso applicato ai depositi marginali invece è il pavimento. Le operazioni di rifinanziamento marginale sono operazioni temporanee che servono a immettere liquidità: permettono alla BCN di dare liquidità alla banca che la richiede dietro prestazione di titoli che diano garanzie sufficienti. I depositi marginali invece assorbono liquidità: le banche costituiscono depositi presso la BCN.
La riserva obbligatoria
La riserva obbligatoria è uno strumento di politica monetaria che serve a controllare la liquidità tramite l’aumento (se si riduce la riserva) o la riduzione (se si aumenta la riserva) del moltiplicatore del credito. La ROB assolve alle finalità di stabilizzare i tassi del mercato monetario e di creare una domanda stabile di riserve di liquidità. La disciplina delle riserve ha subito variazioni nel corso del tempo, estendendosi a tutte le banche presenti nel sistema europeo, abbassando la percentuale obbligatoria al 2% e permettendo la mobilizzazione delle riserve. La riserva si applica su tutte le passività con scadenza entro 2 anni, alla raccolta a breve, sono esclusi i pronti contro termine. La riserva grava solo una parte della raccolta bancaria. La riserva si calcola tenendo conto del periodo di riferimento e del periodo di mantenimento. Il periodo di riferimento va dal 19 del mese di riferimento al 31 del mese successivo. Il periodo di mantenimento è un arco temporale nel quale le banche possono mobilizzare completamente le riserve, purché alla fine di questo periodo la media dei saldi non sia inferiore all’importo dovuto. La BCE vuole contrastare manovre speculative sulle aspettative dei tassi d’interesse a breve nel periodo di mantenimento. Le riserve vengono remunerate al tasso medio delle operazioni di rifinanziamento principale relativo a quel mese.
Il controllo dei tassi d’interesse a breve termine
Il controllo dei tassi d’interesse a breve termine è uno strumento di politica monetaria. I tassi si dividono in tassi definiti dalla BCE e tassi del mercato monetario. La BCE definisce i tassi che costituiscono il corridoio dell’overnight. Stabilisce infatti il tetto del corridoio costituito dal tasso sui rifinanziamenti marginali, un’operazione su iniziativa delle controparti; definisce il pavimento, il tasso sui depositi marginali costituiti dalle singole banche, altra operazione su iniziativa delle controparti; inoltre stabilisce il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale che sta tra questi due. I tassi del mercato invece sono i tassi che scaturiscono dall’incontro tra domanda e offerta. Tra i tassi possiamo evidenziare alcuni tassi guida: i tassi ufficiali, i tassi del mercato interbancario, i tassi sui titoli di stato e i tassi bancari. I tassi ufficiali sono: i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principale e i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principale (agiscono sui livelli della liquidità generale) a più lungo termine (agiscono sul livello di liquidità strutturato delle banche). I tassi del mercato interbancario fanno riferimento ai vari punti di equilibrio dei mercati dell’UE, la media dei tassi overnight dei vari mercati dell’UE costituisce l’EONIA, un tasso guida. I tassi di remunerazione sui titoli di stato ci danno informazioni sul grado di solidità di un paese e costituiscono un’opportunità di impiego delle eccedenze di liquidità delle singole banche. Possono costituire guadagni per le banche.
Le autorità del sistema finanziario
La Consob
La commissione nazionale per le società e la borsa (Consob) tutela gli investitori garantendo efficacia, trasparenza e sviluppo del mercato. La Consob controlla i prodotti finanziari tramite il controllo di trasparenza che assicura ai risparmiatori le informazioni utili per agire consapevolmente. La Consob ha il compito di: regolare la prestazione dei servizi di investimento da parte degli intermediari, vigilare sulle società di gestione dei mercati e sulla trasparenza delle negoziazioni, controllare le informazioni fornite al mercato dalle società quotate e dai soggetti di pubblico risparmio. La Consob quindi accerta eventuali andamenti anomali delle contrattazioni su titoli quotati e sanziona i soggetti vigilati, direttamente o tramite il ministero dell’economia.
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