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Sintassi generativa

Appunti di glottologia sulla sintassi generativa basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Aliffi dell’università degli Studi di Palermo - Unipa, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in lingue e letterature moderne. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Glottologia docente Prof. M. Aliffi

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SINTASSI GENERATIVA E LINGUISTICA COGNITIVA

La teoria della sintassi generativa è stata modificata più volte.

Teoria standard l’uomo ha una innata capacità innata di linguaggio, cioè la capacità di ricostruire

e applicare le regole linguistiche (competence).

I bambini neonati sanno distinguere tantissimi foni e molti poi li dimenticano e diventa difficile

riacquisirli al momento dell’apprendimento di una 2° lingua. Il concetto base della grammatica

generativa è che il bambino riesce a produrre più frasi di quante ne senta (= INNATISMO) riesce a

costruirsi le regole della lingua a partire dalle frasi a cui è sottoposto alla base c’è la SINTASSI

Linguistica contemporanea:

Linguistica cognitiva non considera la linguistica una disciplina isolata ma come parte di una

 serie di conoscenze alla base c’è la SEMANTICA

Linguistica generativa considera la linguistica una disciplina isolata alla base c’è la SINTASSI

 

Ci sono principi e dei parametri:

I principi sono generali e valgono per tutte le lingue.

I parametri rappresentano il modo in cui le singole lingue rispondono ai principi.

Es: PARAMETRO PRO-DROP il principio di fondo è che nella struttura è sempre presente il soggetto

mentre il parametro è che ci sono lingue che obbligatoriamente devono esprimere foneticamente il

soggetto (es. inglese) e lingue, appunto PRO-DROP, che possono ometterlo (es. italiano). L’italiano è

una lingua PRO-DROP, l’inglese non è una lingua PRO-DROP. La spia del parametro PRO-DROP sono i

verbi metereologici.

Si parte sempre dall’idea di sintagma, che in inglese si dice phrase, mentre la frase in inglese è

sentence.

Il sintagma può essere:

nominale: il gatto;

aggettivale: molto felice;

verbale: apri la finestra;

avverbiale: molto frequente, frequentemente

preposizionale: di Maria, a Casa, per amore, per caso.

La testa è costituita dall’elemento che permette di attribuire la tipologia al sintagma es. la testa del

sintagma preposizionale è la preposizione I sintagmi quindi sono tutti endocentrici

Sintagma preposizionale: con Maria: endocentrico testa: con

Molto felice: felice è la testa

Mario apre la finestra con violenza. La testa si fa partire dal sintagma o dalla frase.

SN Mario (argomento)

F = SN la finestra (argomento)

SV apre SP con violenza (circostanziale)

PROBLEMA: vengono messi allo stesso livello l’argomento e il circostanziale.

Tutti i sintagmi che partono dalla frase (F) sono endocentrici. Qual è la testa?

F non ha testa, anomalia, è esocentrico. Si parte dal verbo, si considera il verbo elemento

fondamentale della frase. Il verbo viene scisso in due sintagmi:

sintagma della flessione la testa è la flessione es. 1° persona singolare presente

 indicativo. Il sintagma della flessione è un sintagma funzionale perché presenta i tratti

flessivi.

sintagma verbale la testa è il verbo non flesso la forma base del verbo (es. ama). Il

 

sintagma verbale è un sistema lessicale perché presenta la forma base del verbo che poi viene

flesso.

Perché si operata questa divisione? Perché non abbiamo sintagmi esocentrici.

Ciò che nella rappresentazione / teoria tradizionale veniva indicato come frase (F) viene sostituito dal

sintagma della flessione in questo modo non si hanno più sintagmi esocentrici.

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La teoria parte dell’inglese. Es. “dico che ti amerò e che lo farò sempre.” “I say I will love you

and that I will do it forever.”

La frase in inglese dimostra che il verbo è formato da due sintagmi Will: sintagma della flessione

perché indica il futuro / love: sintagma verbale forma base del verbo.

Il verbo fare viene utilizzato per riprendere il futuro.

Anche il sintagma nominale viene scisso in due sintagmi:

sintagma funzionale sintagma del determinante la cui testa è l’articolo determinativo

 /indeterminativo.

Sintagma lessicale sintagma nominale la cui testa è il sostantivo.

 

Anche i pronomi dimostrativi (questo, quello ecc..) poiché sostituiscono l’articolo, appartengono al

sintagma del determinante.

Gli aggettivi possessivi in inglese appartengono al sintagma del determinante poiché sostituiscono

l’articolo (“my cat” e non “The my cat”) mentre in italiano essi non sostituiscono l’articolo (“il mio

gatto”) quindi appartengono al sintagma nominale francese, tedesco e spagnolo (con qualche

eccezione) funzionano come l’inglese quindi in molte lingue i possessivi si trovano nel sintagma del

determinante mentre in italiano si trovano nel sintagma nominale differenza strutturale tra inglese e

italiano.

il gatto: non è nominale, si scinde in due sintagmi, uno funzionale, cioè il determinante (l’articolo, il ) e

da un sintagma lessicale che è gatto.

Si può dire anche questo gatto, quel gatto, non si può dire il questo gatto e allora significa che questo e

quello si trovano nel sintagma del determinante.

La sintassi generative ha permesso di individuare due differenze strutturali fra italiano e inglese 

parametro PRO-DROP e posizione del possessivo.

Altra differenza individuatain italiano ad inizio di frase si possono utilizzare tutti i verbi (sia gli ausiliari

sia i verbi pieni, lessicali: es. vieni stasera?) mentre in inglese si possono usare solo gli ausiliari il

verbo pieno / la voce lessicale in inglese non può essere utilizzata ad inizio di frase, ha bisogno

dell’ausiliare.

Questa differenza è stata studiata confrontando inglese e francese in francese ad inizio di frase si

può utilizzare qualsiasi verbo nelle interrogative vi è l’inversione verbo-soggetto (Aime tu Marie?)

presente anche in italiano (Ami tu Maria?) non ce ne accorgiamo perché l’italiano è una lingua PRO-

DROP quindi il soggetto viene omesso mentre il francese non è PRO-DROP.

Confronto tra inglese e francese: l’italiano si comporta come il francese. in inglese non si può fare.

Gli interrogativi: Mi ami?, ha una situazione particolare, es. ami quella ragazza? Il soggetto in quale

posizione è? L’interrogativa sarebbe ami tu quella ragazza, in questo l’italiano corrisponde

perfettamente al francese. anche in italiano c’è l’inversione. Inversione verbo-soggetto.

Clitici: pronomi che si attaccano al verbo ci sono due casi in cui il clitico piuttosto che mettersi prima

del verbo si mette dopo, si pospone nel caso dell’imperativo (es. Amami!, prendilo!) e dell’infinito

(es: vi chiedo di amarmi, ti chiedo di prenderlo). ami me oppure non mi ami? Accento su mé, mi ami?

l’accento è in mi, si unisce al verbo.

Ristrutturazione: i verbi volere e amare si comportano come se fossero un unico verbo, non sono

separabili per cui il clitico può andare solo all’inizio o alla fine lo voglio amare / voglio amarlo. Es. lo

devo riparare/ la devo riparare /la devo leggere /devo portarla a riparare – clitico con portare e non con

dovere come se portasse diventasse l’unico verbo.

Coreferenza: è il dominio di un elemento nei confronti di un altro è un legame necessario fra i

termini della frase.

Ho incontrato Mario e gli ho detto che lo porterò al cinema.

i i*j ij

Indice di coreferenza: Mario, si indica con i;

gli perché può riferirsi solo a Mario e non a qualcun altro;

i:

lo è sia i sia j perché può riferirsi sia a Maria sia a qualcun altro.

ij:

I genitori amano i loro propri figli

i i, j i*j

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4 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Glottologia
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature moderne
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher armando.arena.73 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Aliffi Maria Lucia.

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