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ESTRATTO DOCUMENTO

d) alle persone invalide di guerra, invalide civili

di guerra e invalide per servizio con

minorazioni ascritte dalla prima all'ottava

categoria di cui alle tabelle annesse al testo

unico delle norme in materia di pensioni di

guerra, approvato con decreto del Presidente

della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e

successive modificazioni.

2. Agli effetti della presente legge si

intendono per non vedenti coloro che sono

colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo

visivo non superiore ad un decimo ad entrambi

gli occhi, con eventuale correzione. Si

intendono per sordomuti coloro che sono colpiti

da sordità dalla nascita o prima

dell'apprendimento della lingua parlata.

Circolare Ministeriale - Ministero del

Lavoro e della Previdenza sociale - 24

novembre 1999, n. 77

"Legge 12 marzo 1999, n. 68”

Con la presente circolare si intende

procedere a un iniziale inquadramento

del nuovo impianto normativo, delineato

con la legge in oggetto indicata, con

taluni approfondimenti che si ritengono

utili prima dell'entrata in vigore della

legge che, com'è noto, è differita a un

momento successivo alla pubblicazione.

Al riguardo, non può trascurarsi di evidenziare

che la riforma in esame si interseca con il

processo in atto volto a completare l'effettivo

trasferimento di funzioni e compiti in materia

di mercato del lavoro alle Regioni nonché alle

Province. Il Ministero è tenuto pertanto a

svolgere un ruolo centrale per la

predisposizione delle misure di cambiamento

modellate sul nuovo sistema, entro cui si

articoleranno le singole misure amministrative

di adattamento, garantendo altresì, definito il

decentramento dei servizi, omogeneità di

gestione sul territorio nazionale, nel quadro

delle più generali competenze di

coordinamento, indirizzo e programmazione

delle politiche dell'impiego.

Il lavoratore invalido civile da avviare al

lavoro, prima di essere effettivamente

assunto, dovrà essere sottoposto a nuova

visita, indipendentemente dal grado di

percentuale di invalidità già riconosciuta,

per controllare la permanenza dello stato

invalidante

Su richiesta dello stesso lavoratore o del

datore di lavoro può accertarsi che la

natura ed il grado dell’invalidità non

possano riuscire di pregiudizio alla salute

o all’incolumità dei compagni di lavoro ed

alla sicurezza degli impianti

Ai lavoratori con un riconoscimento

d’invalidità superiore al 50% può essere

concesso congedo per cure connesse

all’infermità invalidante

Sono esentati dal pagamento delle quote

di partecipazione di cui all’art. 10 gli

invalidi civili e del lavoro nei cui

confronti sia stata accertata una

riduzione della capacità lavorativa nella

misura superiore a due terzi

Per poter ottenere l’assegno mensile di

cui all’art. 13 legge 118/1971 così come

modificato dall’art. 9 del D.Lgs.

509/1988, a decorrere dalla data di

pubblicazione della nuova tabella

indicativa delle percentuali di invalidità,

occorre che la riduzione della capacità

lavorativa sia almeno pari al

settantaquattro per cento (74%)

Restano salvi i diritti acquisiti

dai cittadini che già beneficiano

dell’assegno mensile

Nei casi in cui sia accertata una totale

inabilità lavorativa è concessa una pensione.

Tale pensione viene concessa esclusivamente

ai soggetti non collocati al lavoro, che non

abbiano un reddito superiore ad un certo

limite e che abbiano compiuto il diciottesimo

e non abbiano superato il sessantacinquesimo

anno di età

L’indennità di accompagnamento è concessa

ai cittadini residenti nel territorio

nazionale, nei cui confronti sia stata

accertata una inabilità totale, che non si

trovino gratuitamente ricoverati in istituto

e che versino nell’impossibilità di

deambulare senza l’aiuto permanente di un

accompagnatore o che abbisognino di una

assistenza continua perché non in grado di

compiere gli atti quotidiani della vita.

L’indennità mensile di frequenza, non

compatibile con l’indennità di

accompagnamento è concessa ai

minori.

Oggi è possibile ottenere la concessione

di un’indennità mensile di frequenza,

per i minori invalidi cui siano state

riconosciute difficoltà persistenti a

svolgere i compiti e le funzioni della

propria età nonché ai minori ipoacusici

che presentino una perdita uditiva

superiore ai 60 dB.

CIECO CIVILE

Nel 1920 viene fondata a Genova l'Unione

Italiana Ciechi (U.I.C.), come associazione

privata che, costituita in ente morale con il

R.D. 29 luglio 1923, n. 1789, garantisce ai

non vedenti la tutela dei loro diritti.

L'U.I.C. perderà la personalità giuridica di

diritto pubblico con D.P.R. 23 dicembre

1978.

Con R.D. 2 ottobre 1934, n. 1944 viene

costituito in ente morale l’Ente Nazionale

Lavoro Ciechi (E.N.L.C.), con sede a Firenze,

che ha come finalità quella di assicurare ai

non vedenti abili al lavoro un'attività

lavorativa remunerata.

Viene quindi costituito l'Ente Nazionale di

Lavoro per i Ciechi (E.N.P.C.), che ,

acquistata la personalità giuridica nel 1934,

si sviluppa durante la Seconda Guerra

Mondiale, tramite i suoi opifici, per il

fabbisogno di forniture militari.

La legge 9 agosto 1954, n. 632 istituisce

l'Organizzazione Nazionale dei Ciechi Civili

(O.N.C.C.), successivamente soppresso con la

legge 27 maggio 1970, n. 382.

Solo con legge 2 aprile 1968, n. 484 si danno

disposizioni per l'assunzione obbligatoria,

presso le pubbliche amministrazioni e le

aziende private, degli invalidi e dei ciechi.

La vigente legge 29 marzo 1985, n. 113

impegna amministrazioni pubbliche e aziende

private dotate di centralini ad occupare in

maggioranza non vedenti. La fornitura degli

speciali dispositivi necessari per il lavoro di

centralinista ai non vedenti era stata

inizialmente disposta a carico dell'U.I.C., ma

con il D.P.R. 23 dicembre 1979 (art. 4) è

diventata di competenza dell'Ente Regione.

La professione del massaggiatore e del

massofisioterapista aveva visto i non vedenti

impiegati fin dalla Prima Guerra Mondiale.

R.D. 31

Non tardò quindi l'emanazione del

maggio 1928, n. 1334 che autorizzava i

ciechi diplomati all'esercizio dell'arte

ausiliaria del massaggio.

Le leggi specifiche circa questa professione

vengono emanate dal 1950.

Tra queste la legge 15 giugno 1950, n. 376

istituisce, negli organici degli ospedali, un

posto di massaggiatore da riservare agli

abilitati alla professione, con preferenza per

i non vedenti.

La prima legge riguardante il collocamento

obbligatorio in questo settore, è la legge 21

settembre 1961, n. 686, ma solo con la

legge 19 maggio 1971, n. 403 venne

espressamente regolata l'assunzione dei

massaggiatori e dei massofisioterapisti

ciechi.

Sono obbligati all'assunzione gli enti

ospedalieri e gli istituti di ricovero e cura, gli

ospedali specializzati per cure ortopediche, di

riabilitazione e recupero funzionale.

Le prestazioni economiche sono previste dalla

legge 9 agosto 1954, n. 632 si occupa

espressamente della tutela dei ciechi

sancendo l'erogazione di un assegno a vita a

coloro che, affetti da cecità congenita o

acquisita, fossero inabili al lavoro e sprovvisti

dei mezzi necessari per vivere.

L'assegno era di importo diverso a seconda

se il soggetto fosse affetto da cecità

assoluta o avesse un residuo visivo.

Successivamente è stato definito il cieco

civile, come colui che è "affetto da cecità

congenita o contratta in seguito a cause che

non siano di guerra, infortunio del lavoro o di

servizio" (esistono infatti anche coloro che

hanno contratto la cecità per cause di

guerra, di lavoro o di servizio, e coloro che

sono stati colpiti da cecità durante la vita

lavorativa, che fruiscono dei trattamenti

previdenziali dell'I.N.P.S.).

I ciechi civili godono invece dei trattamenti

pensionistici erogati direttamente dallo

Stato.

Con legge 10 febbraio 1963, n. 1329 il cieco

civile ha diritto, qualora si trovi in stato di

bisogno ed abbia un'età maggiore di 18 anni,

ad una pensione non reversibile (sostituisce il

vecchio assegno vitalizio), di importo diverso

a seconda se sia affetto da cecità assoluta o

abbia un residuo visivo inferiore ad 1/20 in

entrambi gli occhi con eventuale correzione

(ventesimisti).

Con la legge 28 marzo 1968, n. 406 e

successiva revisione di cui alla legge 21

novembre 1988, n. 508, è istituita

un'indennità di accompagnamento.

Per i cosiddetti "decimisti", che hanno un

residuo visivo superiore ad 1/20, ma

inferiore ad 1/10, viene corrisposto un

assegno a vita, secondo l'articolo 6 della

legge 27 maggio 1970, n. 382.

L'interessato deve fare domanda in carta

libera all'autorità sanitaria competente,

corredata dal certificato di un oculista che

attesti la diagnosi di infermità e l'eventuale

residuo visivo in ciascun occhio, previa

correzione.

Legge 3 aprile 2001, n. 138

Classificazione e quantificazione delle

minorazioni visive e norme in materia di

accertamenti oculistici.

Articolo 1

(Campo di applicazione).

1. La presente legge definisce le varie forme

di minorazioni visive meritevoli di

riconoscimento giuridico, allo scopo di

disciplinare adeguatamente la quantificazione

dell’ipovisione e della cecità secondo i

parametri accettati dalla medicina oculistica

internazionale. Tale classificazione, di natura

tecnico-scientifica, non modifica la vigente

normativa in materia di prestazioni

economiche e sociali in campo assistenziale.

Articolo 2

(Definizione di ciechi totali).

1. Ai fini della presente legge, si definiscono

ciechi totali:

a) coloro che sono colpiti da totale mancanza

della vista in entrambi gli occhi;

b) coloro che hanno la mera percezione

dell’ombra della luce o del moto della mano in

entrambi gli occhi o nell’occhio migliore;

c) coloro il cui residuo perimetrico binoculare

è inferiore al 3 per cento.

Articolo 3

(Definizione di ciechi parziali).

1. Si definiscono ciechi parziali:

a) coloro che hanno un residuo visivo non

superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o

nell’occhio migliore, anche con eventuale

correzione;

b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare

è inferiore al 10 per cento.

Articolo 4

(Definizione di ipovedenti gravi).

1. Si definiscono ipovedenti gravi:

a) coloro che hanno un residuo visivo non

superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o

nell’occhio migliore, anche con eventuale

correzione;

b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare

è inferiore al 30 per cento.

Articolo 5

(Definizione di ipovedenti medio-gravi).

1. Ai fini della presente legge, si definiscono

ipovedenti medio-gravi:

a) coloro che hanno un residuo visivo non

superiore a 2/10 in entrambi gli occhi o

nell’occhio migliore, anche con eventuale

correzione;

b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare

è inferiore al 50 per cento.

Articolo 6

(Definizione di ipovedenti lievi).

1. Si definiscono ipovedenti lievi:

a) coloro che hanno un residuo visivo non

superiore a 3/10 in entrambi gli occhi o

nell’occhio migliore, anche con eventuale

correzione;

b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare

è inferiore al 60 per cento.

SORDOMUTO

Legge 26 maggio 1970, n. 381

"Aumento del contributo ordinario dello

Stato a favore dell'Ente nazionale per

la protezione e l'assistenza ai

sordomuti e delle misure dell'assegno

di assistenza ai sordomuti"

All'articolo 1 della 381/70 viene data la

definizione di sordomuto che deve essere

considerato il minorato sensoriale

dell'udito affetto da sordità congenita o

acquisita durante l'età evolutiva che

abbia impedito il normale apprendimento

del linguaggio parlato, purché la sordità

non sia di natura esclusivamente psichica

o dipendente da causa di guerra, di

lavoro o di servizio

Con la legge 26 maggio 1970, n. 381,

ancora oggi in vigore, è stato istituito un

assegno mensile di assistenza ai

sordomuti di età compresa fra i 18 ed i

65 anni e che si trovino in uno stato di

bisogno materiale (dopo i 65 anni viene

trasformato in pensione sociale gestita

dall'INPS).

Legge 18 dicembre 1973, n.

854

"Modalità di erogazione degli assegni,

delle pensioni ed indennità di

accompagnamento a favore dei

sordomuti, dei ciechi civili e dei

mutilati ed invalidi civili"

L'assegno verrà successivamente

trasformato in pensione non reversibile

(D.L. 30 dicembre 1979, n. 663,

convertito con legge 29 febbraio 1980,

n. 33).

Le esclusioni riguardano coloro la cui

sordità dipende da cause di guerra di

lavoro o di servizio poiché già tutelati

diversamente e coloro che sono affetti

da sordità di natura essenzialmente

psichica.

Con legge 21 novembre 1988, n. 508

viene concessa una indennità di

comunicazione non reversibile, al solo

titolo della minorazione.

Legge 20 febbraio 2006, n.95

Nuova disciplina in favore dei minorati

auditivi.

Art. 1.

1. In tutte le disposizioni

legislative vigenti, il termine

«sordomuto» è sostituito con

l'espressione «sordo».

2. Il secondo comma dell'articolo 1

della legge 26 maggio 1970, n. 381, è

sostituito dal seguente:

«Agli effetti della presente legge si

considera sordo il minorato sensoriale

dell'udito affetto da sordità

congenita o acquisita durante l'età

evolutiva che gli abbia compromesso

il normale apprendimento del linguaggio

parlato, purché la sordità non sia di

natura esclusivamente psichica o

dipendente da causa di guerra, di lavoro

o di servizio».

3. Al primo comma dell'articolo 3

della legge 26 maggio 1970, n. 381, le

parole: «L'accertamento del

sordomutismo» sono sostituite dalle

seguenti: «L'accertamento della

condizione di sordo come definita dal

secondo comma dell'articolo 1».

MODULISTICA

Art. 96 c.p. (Sordomutismo).

Non è imputabile il sordomuto che, nel

momento in cui ha commesso il fatto, non

aveva, per causa della sua infermità la

capacità d’intendere o di volere.

Se la capacità d’intendere o di volere era

grandemente scemata, ma non esclusa, la

pena è diminuita.

HANDICAP

Legge 5 febbraio 1992, n.

104

Legge – quadro per l’assistenza,

l’integrazione sociale ed i diritti

delle persone handicappate

Art. 1 Finalità (1/2)

La Repubblica:

a) garantisce il pieno rispetto della dignità

umana ed i diritti di libertà e di autonomia

della persona handicappata e ne promuove la

piena integrazione nella famiglia, nella scuola,

nel lavoro e nella società;

b) previene e rimuove le condizioni invalidanti

che impediscono lo sviluppo della persona

umana, il raggiungimento della massima

autonomia possibile e la partecipazione della

persona handicappata alla vita della

collettività, nonché la realizzazione dei diritti

civili, politici e patrimoniali;

Art. 1 Finalità (2/2)

La Repubblica:

c) persegue il recupero funzionale e sociale

della persona affetta da minorazioni fisiche

psichiche e sensoriali ed assicura i servizi e le

prestazioni per la prevenzione, la cura e la

riabilitazione delle minorazioni, nonché la

tutela giuridica ed economica della persona

handicappata;

d) predispone interventi volti a superare stati

di emarginazione e di esclusione sociale della

persona handicappata.

Art. 2 Principi generali

La presente legge detta i princìpi

dell’ordinamento in materia di diritti,

integrazione sociale ed assistenza della

Essa costituisce

persona handicappata.

inoltre riforma economico-sociale della

Repubblica ai sensi dell’art. 4 dello Statuto

speciale per il Trentino-Alto Adige,

approvato con legge costituzionale 26

febbraio 1948, n. 5.

Art. 3 Soggetti aventi diritto (1/2)

E’ persona handicappata colui che presenta

una minorazione fisica, psichica o sensoriale,

stabilizzata o progressiva, che è causa di

difficoltà di apprendimento, di relazione o di

integrazione lavorativa e tale da determinare

un processo di svantaggio sociale o di

emarginazione.

La persona handicappata ha diritto alle

prestazioni stabilite in suo favore in relazione

alla natura ed alla consistenza della

minorazione, alla capacità complessiva

individuale residua ed alla efficacia delle

terapie riabilitative.

Art. 3 (2/2)

Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia

ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in

modo da rendere necessario un intervento

assistenziale permanente, continuativo e globale

nella sfera individuale o in quella di relazione, la

situazione assume connotazione di gravità. Le

situazioni riconosciute di gravità determinano

priorità nei programmi e negli interventi dei servizi

pubblici.

La presente legge si applica anche agli stranieri ed

agli apolidi, residenti, domiciliati od aventi stabile

dimora nel territorio nazionale. Le relative

prestazioni sono corrisposte nei limiti ed alle

condizioni previste dalla vigente legislazione o da

accordi internazionali.

Art. 4 accertamento dell’handicap

Gli accertamenti relativi alla minorazione, alle

difficoltà, alla necessità dell’intervento

assistenziale permanente ed alla capacità

complessiva individuale residua, di cui all’art.

3, sono effettuati dalle unità sanitarie locali

mediante le commissioni mediche di cui all’art.

1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295, che

sono integrate da un operatore sociale e da un

esperto dei casi da esaminare, in servizio

presso le unità sanitarie locali.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - durata 6 anni)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina Legale e Medicina del Lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Marello Giovanni.

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