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Shock: fisiopatologia e classificazione

Trasporto di ossigeno

Il sangue arterioso trasporta l’O2 in periferia, ove viene utilizzato dalle cellule. Affinché questo avvenga con regolarità, è necessaria una normale massa circolante ed un’efficace funzione cardiaca. Inoltre, a livello delle cellule, è indispensabile una normale distribuzione del flusso alle varie cellule, ove avviene la cessione e l’utilizzo dell’ossigeno.

Secondo il principio della legge di Fick, il consumo di ossigeno (VO2, ossia la quantità di O2 usato dalle cellule al minuto) è direttamente proporzionale alla gittata cardiaca (CO) ed inversamente proporzionale alla differenza artero-venosa dell’O2 (avO2D, differenza di O2 presente nel sangue venoso e nel sangue arterioso = quantità di O2 in periferia). VO2 = CO × avO2D.

Se CO diminuisce, aumenta l’estrazione periferica di O2 per mantenere inalterato la VO2. Se avO2D diminuisce, può essere compensato con un aumento della gittata cardiaca. Queste possibilità di compenso giustificano l’apparente benessere in un soggetto sano che sta perdendo fino a un litro di sangue, poiché potrebbe non comportare modificazioni cliniche apprezzabili.

Definizione e classificazione emodinamica

Lo shock viene definito come una condizione di sofferenza cellulare acuta, conseguente a un ridotto apporto o utilizzo di O2 e substrati energetici. Lo shock è definito in due categorie in base alla disponibilità di O2:

  • A basso flusso: La sofferenza è provocata da una diminuzione della massa circolante (shock ipovolemico) o da una riduzione delle performance cardiache (shock cardiogeno). In ambedue le condizioni ho una diminuzione della gittata cardiaca, che può essere compensata nelle fasi iniziali con un incremento della quantità di sangue in periferia.
  • A ridotto utilizzo periferico di O2: La sofferenza è prodotta da un’alterazione del microcircolo che riduce l’estrazione periferica dell’O2 (sepsi e sindromi correlate). Poiché l’organismo cerca di compensare la diminuzione della differenza artero-venosa di O2 con l’aumento della gittata cardiaca, si presenta così il quadro emodinamico ad alto flusso definito sindrome iperdinamica. Lo shock settico si presenta quando, nell’ambito di una condizione di ridotta utilizzazione periferica di O2 da danno al microcircolo, il compenso iperdinamico viene meno e si sovrappone un quadro di ipoperfusione.

Classificazione eziologica

Utile per dare informazioni sulla causa del quadro di shock:

  • Shock vasogenico: qu...
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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alineisabeldebiase.92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica clinica in area critica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Patroniti Nicolò Antonino.
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