Paniera completo e-campus - Risposte aperte e chiuse
Storia del diritto italiano
Servizi giuridici
Vaccarella Alessandro
Lezione 001
Perché nelle facoltà di giurisprudenza di insegna la storia del diritto?
Per fornire gli strumenti tecnici e concettuali per la comprensione della dimensione storica del fenomeno giuridico contemporaneo.
Per fornire gli strumenti tecnici e concettuali per la comprensione del diritto e della morale.
Per fornire gli strumenti tecnici e concettuali per la comprensione del fenomeno giuridico.
Per fornire gli strumenti tecnici e concettuali per la comprensione del diritto positivo.
Cos'è il diritto?
L'insieme delle norme scritte (siano esse leggi, atti aventi forza di legge, regolamenti, ordini o direttive) e delle consuetudini.
L'insieme delle sole leggi scritte, vigenti in un determinato ordinamento in un certo periodo storico.
L'espressione, il prodotto, la vita stessa di una determinata comunità sociale in un determinato momento storico, colta in uno dei momenti più alti della condizione umana, che è quello associativo-organizzativo.
L'insieme delle sole norme scritte, vigenti in un determinato ordinamento in un certo periodo storico.
A cosa serve il diritto?
A comporre il pluralismo e di mantenere uniti gli uomini fra loro.
Ad attribuire a ciascuno il suo.
Ad legittimare lo Stato.
Ad indicare consociati cose è giusto e cosa non lo è.
Cos'è il diritto? A cosa serve?
Il diritto – che ha per scopo quello “di comporre il pluralismo e di mantenere uniti gli uomini fra loro” – è “l'espressione, il prodotto, la vita stessa di una determinata comunità sociale in un determinato momento storico, colta in uno dei momenti più alti della condizione umana, che quello associativo-organizzativo” (Martines).
Perché nelle facoltà di giurisprudenza si insegna la storia del diritto?
L'insegnamento della storia del diritto nelle facoltà di giurisprudenza ha la funzione di dotare il futuro giurista positivo di un bagaglio culturale che gli consenta di comprendere che “il suo strumento tecnico è tratto da un prodigioso deposito sapienziale di regole di giustizia che una ultra millenaria tradizione europea di esercizio della ragione giuridica ha messo a disposizione dell'uomo contemporaneo” (Cavanna).
Lezione 002
L'esperienza storico-giuridica del Diritto Comune si è svolta nel periodo compreso tra:
Il XII ed il XVIII secolo d.C.
Il VI ed il XII secolo d.C.
Il XII ed il XVI secolo d.C.
Il XII ed il XIX secolo d.C.
Il Diritto Comune è un diritto:
Codificato.
Positivo.
Giurisprudenziale.
Consolidato.
Secondo la tradizionale partizione della storia del diritto, per “età tardo antica” si intende il periodo:
Dal IV/V secolo d.C. al 476.
Dal 476 al X secolo.
Dall'XI secolo al 1492.
Dal 1492 al 1789.
Quale processo storico-giuridico metterà fine all'esperienza del Diritto Comune?
La nascita della filosofia del diritto naturale.
La codificazione del diritto.
La nascita degli Stati nazionali.
L'affermarsi dell'illuminismo giuridico.
Come si può definire, in via di prima approssimazione, il Diritto Comune?
Con l'espressione Diritto Comune possiamo designare, in via di primissima approssimazione, il diritto romano giustinianeo ed il diritto canonico così come furono elaborati interpretati tra i secoli XII e XVIII dalla giurisprudenza dottrinale e giudicante dell'Europa occidentale. Il Diritto Comune – grandioso fenomeno giuridico che si colloca al centro della storia europea del diritto – è quel “sistema che si sviluppò con la rinascita giuridica del secolo XII e che fu opera della scienza giuridica in simbiosi con le leggi romane, le norme canoniche nonché i diritti locali e speciali delle città, dei regni, dei borghi, delle corporazioni dei ceti sociali (iura propria)” (Padoaschoppa). La millenaria vita del Diritto Comune si sviluppa nella notte di Natale dell'800 (incoronazione di Carlo Magno) fino all'anno 1804 (Code Napoleone).
Qual è la tradizionale partizione della storia del diritto?
La tradizionale partizione della storia del diritto vede l'individuazione di cinque macro periodi:
- Età tardo antica: dal IV/V secolo d.C. al 476
- Alto medioevo: dal 476 al X secolo
- Basso medioevo: dall'XI secolo al 1492
- Età moderna: dal 1492 al 1789
- Età contemporanea: dal 1789 ad oggi
Lezione 003
Quali sono le principali compilazioni emanate nel periodo compreso tra il IV ed il V secolo d.C.?
Codice Ermogeniano, Codice Teodosiano, Codice Giustinianeo.
Codice Gregoriano, Codice Ermogeniano, Breviarium Alaricianum.
Codice Gregoriano, Codice Ermogeniano, Codice Teodosiano.
Codice Ermogeniano, Codice Giustinianeo, Breviarium Alaricianum.
Codice Gregoriano, Codice Ermogeniano e Breviarium Alaricianum sono le principali compilazioni emanate:
Nell'Alto Medioevo.
Nell'età tardo antica.
Nel Basso Medioevo.
Nell'età feudale.
L'età tardo antica si caratterizza per:
La prevalenza degli iura sulle leges.
La predominanza delle leges sul diritto giurisprudenziale.
La pari dignità riconosciuta a iura e leges.
La prevalenza delle leges sugli iura.
Con quali strumenti tecnici l'Imperatore, nell'età tardo antica, esercitava il potere legislativo?
L'Imperatore esercitava il potere legislativo mediante: edicta, ossia costituzioni, ovvero leggi vincolanti nell'Impero, nonché mediante rescripta, ossia brevi testi a mezzo dei quali gli uffici imperiali risolvevano le questioni giuridiche che non potevano essere definite sulla base del diritto preesistente.
Cosa sono i codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano?
Importanti raccolte di costituzioni imperiali – sotto il regno di Diocleziano – furono il codice Gregoriano ed il codice Ermogeniano. Altra importante raccolta di costituzioni imperiali fu il codice Teodosiano, promulgato da Teodosio II nel 438 d.C., in sedici libri: tale raccolta ebbe grande influenza in Occidente fin dopo l'anno 1000.
Quali sono le caratteristiche dell'età tardo antica?
L'età tardo antica si caratterizza per la prevalenza delle leges (costituzioni) sugli iura (fonti tradizionali del diritto civile, ossia consuetudini, usi, senatoconsulti, pareri dei giuristi, etc.). L'età tardo antica si caratterizza per la massiccia produzione normativa: gli interventi legislativi furono così tanti e tali da determinare la necessità di raccogliere le costituzioni imperiali.
Lezione 004
L'insurrezione di Nika dell'11 gennaio 532 avvenne mentre Giustiniano e Triboniano erano dediti alla compilazione di:
Digesto.
Breviarium.
Institutiones.
Codex.
Giustiniano istituì una commissione composta da Triboniano, magister officiorum, e altri nove giuristi assegnando il compito di:
Rielaborare i codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano, per redigere un codice di agevole fruizione aggiornato alle esigenze correnti.
Valutare la fondatezza delle norme contenute nei codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano e, se del caso, redigere un codice di agevole fruizione aggiornato alle esigenze correnti.
Valutare l'attualità delle norme contenute nei codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano per inserire quelle ritenute tali in un codice di agevole fruizione conseguentemente aggiornato alle esigenze correnti.
Riformare il diritto romano classico e i codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano.
Quale era il fine della legge delle citazioni del 426 d.C.?
Se già con la legge delle citazioni del 426 il ricorso agli iura era stato in qualche misura limitato e circoscritto, con l'intervento di Giustiniano essi diventavano – nella selezione e nell'aggiornamento appena detti – una sezione autonoma dell'ordinamento giuridico vigente, anzi l'unica fonte di iura, poiché quelli non inseriti nella selezione perdevano ciò che oggi definiremmo la propria “forza di legge”. In altri termini, quella parte di iura che venne espressamente individuata, attualizzata e inserita nel Digesto, diveniva diritto: tutto il resto veniva abbandonato dimenticato.
In quale contesto venne alla luce il Digesto?
Nel corso di questi cinque anni (529-534), Giustiniano decise di selezionare gli iura al fine redigendo il Digesto. Anima di quest'impresa è ancora Triboniano, medio tempore diventato quaestor sacri palatii, ciò che oggi potremmo definire come ministro della giustizia. Il 15 dicembre 530 Giustiniano dispose che con gli iura – all'occorrenza modificati così da renderli aggiornati – venisse costruito un templum iustitiae: solo ciò che in tale “edificio giuridico” fosse stato contenuto, avrebbe costituito il diritto; ciò che non vi fosse stato contenuto, non lo sarebbe stato. Il Digesto venne promulgato il 16 dicembre del 533, a soli tre anni dall'inizio dei lavori; una velocità incredibile se si considera:
- che si trattò di cernere circa 10.000 pezzi di una quarantina di giuristi di sistemarli in 50 libri;
- che il Digesto venne alla luce nonostante l'insurrezione di Nika dell'11 gennaio 532.
Lezione 005
Le Institutiones di Giustiniano, prendono spunto dalle Istituzioni di:
Modestino.
Gaio.
Papiniano.
Ulpiano.
Il Codex Repetitae Prelectionis fu emanato da Giustiniano nell'anno:
565 d.C.
533 d.C.
534 d.C.
528 d.C.
Cos'è la littera Pisana (di poi littera Florentina)?
La seconda (e più importante) testimonianza è il testo dei Digesti noto come littera Pisana – perché il manoscritto ebbe sede a Pisa tra i secoli XII e XV – e poi come littera Florentina. È discusso se i due tomi siano stati redatti a Costantinopoli, a Ravenna o nell'Italia meridionale: si tratta, comunque, di un manoscritto databile tra la metà del VI secolo e primi anni del seguente. Tale manoscritto, già noto alle prime scuole medievali, venne studiato approfonditamente dai giuristi della scuola culta.
Cosa sono le Institutiones di Giustiniano?
Giustiniano sapeva bene che una riforma strutturale dell'ordinamento come quella che stava compiendo doveva essere accompagnata da una parallela riforma didattica, che sortisse un'adeguata formazione dei giuristi: decise quindi di redigere un manuale ufficiale di diritto, da insegnarsi durante il primo anno di preparazione. Dal secondo al quarto anno gli scolari avrebbero studiato il Digesto e al quinto anno il Codice. La redazione del manuale di diritto venne affidata – sempre sotto il controllo di Triboniano – a Teofilo e Doroteo, i quali scrissero ciascuno due dei quattro libri delle Institutiones, partendo dalle Istituzioni di Gaio. Il 23 novembre del 533 vennero promulgate le Istituzioni, che divennero il primo manuale scolastico con forza di legge.
Lezione 006
Quale giurista coordinò la promulgazione del Corpus Iuris Civilis di Giustiniano?
Graziano.
Papinian.
Triboniano.
Ulpiano.
Il Corpus Iuris Civilis è la straordinaria opera di:
Giustiniano e del suo giurista Ulpiano.
Giustiniano e del suo giurista Papinian.
Giustiniano e del suo giurista Triboniano.
Giustiniano e del suo giurista Graziano.
Cos'è il Corpus Iuris Civilis di Giustiniano?
La sterminata compilazione giustinianea costituisce ciò che verrà chiamato Corpus Iuris Civilis, straordinario e ineguagliato monumento, modello e patrimonio di sapienza e cultura giuridica. Le fasi della compilazione giustinianea sono le seguenti:
- 528 d.C.: Primus Codex Iustinianus (12 libri, costituzioni da Diocleziano a Giustiniano).
- 533 d.C.: Digesto (50 libri, raccolta di iura, le fonti giurisprudenziali acquistano forza di legge).
- 533 d.C.: Institutiones (4 libri, breve testo di didattica avente forza di legge).
- 534 d.C.: Codex Repetitae Prelectionis (12 libri, revisione del primo codice con aggiornamento delle nuove costituzioni emanate dal 528 d.C.).
- 535-565 d.C.: Novellae Constitutiones dell'Imperatore Giustiniano. Manca una raccolta ufficiale: circolarono in epoca medievale in due raccolte private (Epitome Iuliani e Autenthicum).
In cosa si sostanzia il valore della compilazione giustinianea?
Giustiniano (483-565 d.C.) divenne imperatore dell'Impero romano d'Oriente dal 527. Giustiniano fu il più grande legislatore della storia; è innegabile che quella da lui voluta sia stata una straordinaria opera di recupero e razionalizzazione dei più pregevoli passi del diritto romano. Giustiniano tentò di ristabilire la certezza del diritto. Il più grande merito della compilazione di Giustiniano, che ne fa un'opera dal valore incommensurabile, consiste nell'aver sottratto all'oblio gli scritti dei massimi giuristi della Roma antica. Sarà proprio la “riscoperta” di questa opera a determinare il rinascimento giuridico, intorno al 1100. La vigenza del corpus giustinianeo: in Oriente fu la base del diritto bizantino per quasi mille anni, fino alla caduta dell'Impero romano d'Oriente ad opera dei turchi, nel 1453. In Occidente la vigenza del corpus fu limitata alla provincia italica (nel resto dell'Europa occidentale, e precisamente in Francia e Spagna, verrà conosciuto nel rinascimento giuridico). In Italia il corpus diviene diritto vigente nel 554 d.C., con la Pragmatica Sanctio.
Quando e per mezzo di quale strumento normativo, la compilazione giustinianea diviene diritto vigente in Italia?
Nel 535 una nuova iniziativa militare vide le armate di Giustiniano combattere a lungo contro i Goti d'Italia: nel 553 – dopo alterne vicende – Giustiniano ebbe in mano la penisola, e la vigenza della compilazione giustinianea venne estesa all'Italia riconquistata dopo diciotto anni di guerra. L'atto con cui Giustiniano decretò formalmente la vigenza della sua compilazione per partes Italiae, nell'agosto del 554, è la Pragmatica Sanctio: l'Italia diventa formalmente terra di diritto giustinianeo, a differenza del resto d'Europa, che rimane soggetto alle leggi romano barbariche e, quindi, al diritto teodosiano.
Lezione 007
Il popolo barbaro che non ebbe una doppia legislazione di stampo romano (l'una disegnata sul modello diritto ufficiale, l'altra su quella volgare) fu il popolo dei:
Longobardi.
Burgundi.
Franchi.
Visigoti.
Il metodo di costruire le pene in termini di composizione economica era procedimento tipico dei:
Germani.
Greci.
Bizantini.
Romani.
Quale popolazione barbarica emanò il Breviario Alariciano?
I Visigoti.
I Burgundi.
I Franchi.
I Longobardi.
Il Pactus legis Salicae è il più antico esempio:
Di legge sulla proprietà fondiaria.
Di legge sulla famiglia.
Di legge sulla trasmissione ereditaria del feudo.
Di “tariffario penale” stabilito per legge.
La legge Salica emanata da Clodoevo conteneva:
Un'organica disciplina sulla proprietà fondiaria.
Una regolamentazione dei rapporti tra Re e nobiltà.
Una disciplina diretta ad attenuare il fenomeno della faida.
Una consolidazione del diritto dei Franchi.
Cos'è il Pactus legis Salicae?
All'epoca di Clodoevo (481-511) entra in vigore il Pactus legis Salicae: si tratta di un piccolo complesso normativo di fattura germanica. Esito di un accordo tra il popolo dei Franchi e i suoi maggiorenti, esso si sostanzia in una serie di capitoli quasi tutti diretti a stabilire pene pecuniarie per i reati. Il metodo di costruire le pene in termini di composizione economica era procedimento tipico dei Germani: tale metodo cercava di far leva sui congrui risarcimenti per evitare il ricorso alla vendetta privata o alla faida, che era un vero e proprio flagello sociale, considerato che scatenava sanguinose guerre tra le famiglie. Il Pactus legis Salicae è dunque il più antico esempio di “tariffario penale” stabilito per legge.
Cosa caratterizza la legislazione dei popoli barbari?
Il diritto di questi popoli era fondato sul principio della personalità del diritto, a differenza del sistema romano fondato sul principio della territorialità del diritto. Secondo il principio di personalità del diritto, ogni uomo seguiva il diritto della sua stirpe di appartenenza (i barbari erano gelosi delle loro consuetudini e intendevano continuare a seguirle). Secondo il principio di territorialità del diritto, invece, le norme di uno Stato vincolano e si applicano a tutti coloro, pure se stranieri, che vivono in un certo territorio. In altri termini, per il principio di personalità del diritto, soggetti di un medesimo ordinamento politico potevano usare sistemi normativi diversi a seconda dell'etnia di appartenenza: pertanto la Lex Romana Visigothorum sarebbe stata invocata solo dei Romani, la Lex Visigothorum solo dai Goti.
Lezione 008
L'editto di re Rotari è del:
728.
643.
525.
422.
Il rito formale che rendeva irrevocabile la dismissione di un bene prezioso è denominato:
Widrigild.
Gairethinx.
Launegild.
Mundio.
Il gairethinx indica:
La sentenza resa dalla curtis regia.
Il regime giuridico della donna.
Il rito formale che rendeva irrevocabile la dismissione di un bene prezioso.
La chiamata a processo.
Cosa è il gairethinx?
Per tutti gli ordinamenti barbarici il re era soltanto il capo militare della sua gente: ogni potere di governo risiedeva nell'assemblea del popolo, la cosiddetta “curtis regia”, che poteva condannare o assolvere, legiferare e sovrintendere all'applicazione delle leggi stesse. Il gairethinx era il rito formale che rendeva irrevocabile la dismissione di un bene prezioso, normalmente effettuato con l'ausilio di testimoni e in presenza del re o dei suoi rappresentanti.
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