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Malattie apparato locomotore

Osteite pubica

Cos'è l'osteite pubica, quali tipologie di atleti interessa e quali sono le cause di insorgenza? È una patologia articolare infiammatoria da sovraccarico della sinfisi pubica ed è una delle tre possibili cause di pubalgia. Le cause non sono molto chiare, ma troviamo molteplici fattori:

  • Estrinseci: calzature, fattori tecnici come la scorretta esecuzione tecnica del gesto, sovrallenamento, scarso riscaldamento, scarsa flessibilità della muscolatura, campi di gioco in particolari situazioni che aumentano lo stress eccentrico degli adduttori;
  • Intrinseci: appoggio del piede (varo/valgo, pronatore/supinatore) iperlordosi lombare; squilibrio muscolare fra gli adduttori e gli addominali (dovuto spesso ad addominali deboli e adduttori retratti), vizi nell’esecuzione del gesto a causa di infortuni passati.

Gli atleti che ne sono più affetti sono calciatori, giovani pattinatori a rotelle o professionisti che praticano corsa su lunghe distanze. Si manifesta con dolore pubico centrale.

Meccanica di flessione del ginocchio in catena cinetica chiusa

In catena cinetica chiusa, la flessione del ginocchio avviene con tibia fissa. La flesso-estensione è determinata da una combinazione di un movimento di rotolamento e scivolamento dei condili femorali sul piatto tibiale. Nei primi 25° di flessione avviene un rotolamento puro, in seguito i condili femorali ruotano posteriormente e scivolano anteriormente sul piatto tibiale con una simultanea rotazione esterna del femore. Rotolamento e scivolamento dei condili femorali durante la flesso-estensione del ginocchio sono guidati dai legamenti crociati.

Strutture tendinee e menischi del ginocchio

Quali strutture tendinee hanno estensioni ai menischi del ginocchio, qual è il loro ruolo sui menischi e come agiscono su di essi durante la flesso-estensione del ginocchio? I menischi sono fissati al piatto tibiale con i loro corni anteriori e posteriori mediante i legamenti menisco-tibiali. Questi legamenti sono poco tesi per permettere ai menischi di muoversi per seguire i condili femorali durante la flesso-estensione e la rotazione interna/esterna del ginocchio. I due corni anteriori dei due menischi sono tenuti uniti dal legamento trasverso.

Inoltre, ai menischi arrivano anche estensioni tendinee del tendine rotuleo in posizione anteriore, del tendine del semimembranoso posteriormente, e del popliteo che si attacca al corno posteriore del menisco laterale. Grazie a queste estensioni tendinee, i muscoli stabilizzano in maniera attiva la posizione dei menischi durante il movimento di flesso-estensione del ginocchio.

Valutazione del rischio di pubalgia

Quali elementi deve contenere una valutazione del soggetto ai fini della verifica del rischio di pubalgia? La pubalgia è una sindrome retto-adduttoria che interessa la regione addominale, inguinale fino alla zona interna delle cosce. Per valutare questa patologia, vanno esaminati i fattori estrinseci (calzature, il campo da gioco che in determinate situazioni aumenta lo stress sugli adduttori, o i fattori tecnici come la scorretta esecuzione del gesto, sovrallenamento, scarso riscaldamento, scarsa flessibilità della muscolatura), e i fattori intrinseci (iperlordosi lombare, scorretto appoggio del piede, vizi nell'esecuzione del gesto, squilibri muscolari, ecc.).

È stato difficile individuare le possibili cause di rischio pubalgia, ma all’origine di questa patologia si possono inserire tre cause: osteite pubica (patologia articolare infiammatoria da sovraccarico della sinfisi pubica), ernia da sport (lesione della parete posteriore del canale inguinale) e sindrome retto-adduttoria. Si può impostare un programma di ginnastica posturale, l’uso di suolette o ricorrere all’osteopatia. Inoltre, è possibile impostare un allenamento partendo dalla valutazione di eventuali dismetrie degli arti, paramorfismi della colonna vertebrale, o alterazioni dell’appoggio del piede a terra, mirando a ristabilire la stabilità del cingolo pelvico. Ciò è possibile mediante esercizi del “core”, definiti appunto core-stability per allenare e rinforzare la muscolatura dell’addome, del tratto lombare e della muscolatura adduttoria. La diagnosi è quasi sempre di tipo clinico e si possono effettuare anche dei test diagnostici come radiografie, ecografie, risonanze magnetiche con mezzo di contrasto ed emografie.

Programma di allenamento per la prevenzione della pubalgia

Quali elementi deve contenere un programma di allenamento mirato alla prevenzione della pubalgia? Si può impostare un programma di ginnastica posturale, l’uso di suolette o ricorrere all’osteopatia. Inoltre, è possibile impostare un allenamento partendo dalla valutazione di eventuali dismetrie degli arti, paramorfismi della colonna vertebrale, o alterazioni dell’appoggio del piede a terra, mirando a ristabilire la stabilità del cingolo pelvico. Ciò è possibile mediante esercizi del “core”, definiti appunto core stability per allenare e rinforzare la muscolatura dell’addome, del tratto lombare e della muscolatura adduttoria.

Per valutare questa patologia, vanno esaminati i fattori estrinseci (calzature, il campo da gioco che in determinate situazioni aumenta lo stress sugli adduttori, o i fattori tecnici come la scorretta esecuzione del gesto, sovrallenamento, scarso riscaldamento, scarsa flessibilità della muscolatura), e i fattori intrinseci (iperlordosi lombare, scorretto appoggio del piede, vizi nell'esecuzione del gesto, squilibri muscolari, ecc.).

Anca a scatto

Definizione anca a scatto, tipologie e cause: Si tratta di un fenomeno extra-articolare localizzato a livello dell’anca che, in situazioni particolari di movimento, ad esempio mentre si corre o si compiono alcuni movimenti, provoca un rumore o sensazione di scavallamento causati dal passaggio difficoltoso di un tendine su una sporgenza ossea. Ci sono due tipologie di anca a scatto:

  • Antero-mediale: dovuta al passaggio del tendine dell’ileopsoas sul piccolo trocantere o dal legamento ileofemorale che può scattare sopra la testa del femore, in casi di movimenti a gradi di libertà estremi (come la circonduzione dell’anca da supino) ed è caratterizzata da rumore sordo e non doloroso nella regione anteriore dell’anca, oppure in alcuni casi lo scatto può essere dovuto a sublussazione d’anca;
  • Esterna: dovuta al passaggio del tensore della fascia lata sul grande trocantere, visibile come una corda che passa da una parte all’altra del gran trocantere, ed è la forma più comune di anca a scatto.

Geometria del femore e stabilità dell'anca

Quali sono i fattori legati alla geometria del femore prossimale responsabili della stabilità dell'anca e come si ripercuote la loro alterazione su di questa? La geometria del collo del femore è importante per la stabilità dell’anca in quanto la sua variazione va a modificare le linee di forza che agiscono su questa struttura sia in postura ortostatica che durante cammino. I fattori legati alla geometria del femore prossimale sono due:

  • Sul piano trasversale osserviamo l’angolo di anteroversione del collo del femore;
  • Sul piano frontale l’angolo di inclinazione (shaft angle).

L’anteroversione provoca paramorfismi o dislocazione dell’anca in caso di accrescimento osseo nei primi anni di vita, e osteoartriti in età adulta. Un alterato shaft angle e insufficienza dei muscoli abduttori provoca una caduta della pelvi sul lato non in appoggio in posizione ortostatica, il cosiddetto segno di Tendelenburg. Ciò si ripercuote anche sulla corsa con il pelvic drop che si manifesta durante l’appoggio monopodalico, e a cui si associano altre alterazioni come il ginocchio valgo.

Sindrome retto-adduttoria

Cos'è la sindrome retto-adduttoria, quali tipologie di atleti interessa e quali sono le cause di insorgenza? È una lesione muscolo-tendinea da sovraccarico cronico o ad un evento traumatico, che presenta dolore nella regione pubica provocata da una tendinopatia inserzionale dei muscoli adduttori dell’anca che si inseriscono sull’osso pubico. Gli sport con la più alta incidenza di questa sindrome sono:

  • Calcio (cambi di direzione o sovraccarico da scivolata);
  • Atleti che svolgono attività sul ghiaccio come pattinaggio e hockey (movimento di spinta in fuori dell’arto che provoca stress agli adduttori).

Stabilità dell'anca e protesi

Relativamente ai fattori che determinano la stabilità dell'anca, cosa è importante considerare quando si impianta una protesi d'anca? La stabilità articolare di un’anca protesizzata, basata sul corretto rapporto tra le componenti e sul mantenimento dell’equilibrio muscolo-legamentoso, è fondamentale per la funzione articolare e per il successo a lungo termine dell’impianto in termini di integrazione e di rimodellamento osseo. È importante considerare la geometria del collo del femore, cioè l’angolo di anteroversione del collo del femore sul piano trasversale e l’angolo di inclinazione (shaft angle) del collo del femore sul piano frontale. Questo è importante perché variazioni di questi fattori modificano le linee di forza che agiscono su di esso. Una protesi progettata in maniera non corretta potrebbe portare ad instabilità d’anca sia per un fattore strutturale, sia per una ridotta funzionalità muscolare.

Sindromi da sovraccarico del polso e della mano

Quali sono le principali sindromi da sovraccarico a carico di polso e mano? Le principali sindromi da sovraccarico sono le seguenti:

  • Sindrome del tunnel carpale: consiste in una compressione del nervo mediano nel tunnel carpale a causa di tenosinoviti acute e croniche dei tendini dei muscoli flessori ingranditi;
  • Paralisi del ciclista: consiste in una compressione del nervo ulnare nel canale di Guyon a causa di una compressione durante l’appoggio della mano su di un manubrio. La sindrome si procura anche a causa di microtraumi ripetuti;
  • Paralisi del bowler: consiste in una compressione dei rami digitali del nervo mediano delle dita ed è dovuto ad una ripetitività del movimento di presa e lancio della palla nel bowling;
  • Sindrome da impingement dorsale del polso: consiste in un conflitto a livello ulno-carpale, quindi ad una lesione della fibrocartilagine triangolare presente nella gestualità atletica di appoggio rovesciato con polso in iperflessione;
  • Malattia di De Quervain: consiste in un’infiammazione della guaina del tendine estensore breve del pollice e del tendine abduttore lungo del pollice a livello del pollice.

Frattura di Colles e frattura di Smith

Qual è la differenza tra una frattura di Colles e quella di Smith? Entrambe sono fratture distali di radio ed ulna dovute ad una caduta sulla mano. La frattura di Colles è caratterizzata da un meccanismo traumatico di caduta sul palmo della mano in avanti o indietro (deformità del polso a dorso di forchetta). Nella frattura di Smith, invece, il meccanismo traumatico avviene con caduta sul dorso della mano e con polso in iperflessione (deformità a ventre di forchetta). La deformità a dorso di forchetta del polso è tipica della frattura di Colles ed è dovuta al fatto che i frammenti fratturati del radio distale sono spostati indietro rispetto all’avambraccio, mentre in quella di Smith avviene il contrario, a ventre di forchetta.

Valgus overload syndrome

Perché la valgus overload syndrome comincia con un epitrocleite prima di colpire le strutture capsulolegamentose ed ossee eventualmente? L’epitrocleite è un meccanismo infiammatorio-degenerativo (tendinite) a carico dei tendini dei muscoli epitrocleari alla loro inserzione omerale. Questo avviene per il ripetersi di gesti tecnici scorretti per tanto tempo e con grande intensità, oppure per mancanza di tecnica. Se lo stress persiste, l’infiammazione ai tendini si trasforma in valgus overload system, infiammazione da stress in valgo della capsula legamentosa.

Screw home mechanism

Cos'è lo screw home mechanism e quali sono i fattori che lo determinano? È un’involontaria rotazione interna che avviene durante gli ultimi 30° di estensione del ginocchio e nei primi 30° di flessione del femore sul piatto tibiale. Questa rotazione di 10° consente la completa estensione del ginocchio bloccando i condili femorali sul piatto tibiale (le superfici articolari si “incastrano”); questo blocco, detto knee locking, dona auto-stabilità al ginocchio esteso. Viceversa, per sbloccare il ginocchio, il muscolo popliteo agisce attivamente ruotando esternamente il femore. Questa rotazione è data da tre fattori: la forma del condilo femorale mediale che guida il femore in rotazione interna; la tensione passiva del legamento crociato anteriore e la direzione della trazione del quadricipite.

Estensione del ginocchio in catena cinetica chiusa

Descrivere la meccanica di estensione del ginocchio in catena cinetica chiusa: L’estensione del ginocchio in catena cinetica chiusa avviene grazie all’iniziale rotolamento puro nei primi 25° di movimento. Durante l’estensione del ginocchio, i condili femorali ruotano anteriormente e scivolano posteriormente sul piatto tibiale; negli ultimi 30° avviene un’involontaria rotazione interna del femore chiamata “screw-home mechanism” che porta il ginocchio in bloccaggio in estensione; rotolamento e scivolamento dei condili femorali durante la flesso-estensione del ginocchio sono guidati dai legamenti crociati.

Muscoli peronieri e stabilità della caviglia

Che ruolo hanno i muscoli peronieri nella stabilità della caviglia? I muscoli peronieri sono stabilizzatori attivi della caviglia nel compartimento laterale, in particolare i tendini del peroniero lungo e breve con la loro tensione (sia concentrica che eccentrica) resistono all'inversione della caviglia. I tendini dei peronei sono posizionati dietro l’osso del perone, quindi sulla parte esterna della caviglia, e hanno il compito di gestire l’eversione del piede. Anche i retinacoli hanno un ruolo nella stabilità e, in particolare, il retinacolo superiore dei peronieri può rompersi in distorsioni in inversione, mentre il retinacolo inferiore degli estensori, con le sue espansioni nel seno tarsico, contribuisce alla stabilità dell'articolazione subtalare e resiste all'inversione del calcagno. A seguito di un abuso di carico o di particolari condizioni di sollecitamento, può manifestarsi una tendinite dei peronei (infiammazione che provoca dolore e gonfiore) ed è consigliato il riposo per non aggravare la situazione e andare incontro a uno strappo tendineo. Si tratta di una patologia cronica che colpisce soprattutto gli sportivi e che si ripresenta frequentemente nei periodi di attività intensa poiché aumenta il carico sulla caviglia. In uno studio di Bosein su 133 distorsioni di caviglia, venne riportato che una debolezza dei legamenti peroneali era il fattore più significativo di incidenza ad ulteriori distorsioni ricorrenti.

Legamenti crociati e flesso-estensione del ginocchio

Descrivere in che modo i legamenti crociati guidano i condili sul piatto tibiale durante flesso-estensione del ginocchio: I legamenti crociati si inseriscono prossimalmente nella fossa intercondiloidea del femore e distalmente sul piatto tibiale; l’appellativo “crociato” viene dalla configurazione a “X” che assumono reciprocamente, mentre “anteriore” e “posteriore” deriva dalla loro inserzione tibiale: il legamento crociato anteriore (LCA) si inserisce anteriormente nell’area intercondiloidea della tibia e decorre verso dietro, verso l’alto e verso l’esterno per inserirsi sulla faccia mediale del condilo femorale laterale; il legamento crociato posteriore (LCP) si inserisce posteriormente nell’area intercondiloidea della tibia e decorre verso avanti, verso l’alto e verso l’interno per inserirsi sulla faccia mediale del condilo femorale mediale.

LCA e LCP guidano i condili nei movimenti di rotolamento e scivolamento durante la flesso-estensione del ginocchio. In un ginocchio sano, i legamenti mantengono una lunghezza costante, andando a costituire un modello di un sistema a quattro barre. Durante l’estensione del ginocchio, i condili femorali ruotano anteriormente aumentando la distanza tra le inserzioni femorale e tibiale del LCP; dato che il LCP non può allungarsi, i condili femorali sono tirati posteriormente (scivolamento) consentendo la completa estensione del ginocchio. Durante la flessione del ginocchio, i condili femorali ruotano posteriormente aumentando la distanza tra le inserzioni femorale e tibiale del LCA; dato che nemmeno il LCA può allungarsi, i condili femorali sono tirati anteriormente (scivolamento).

Banda ileotibiale

Perché la banda ileotibiale è sia flessore che estensore del ginocchio? La banda ileotibiale è il tendine comune di due muscoli, il grande gluteo e il muscolo tensore della fascia lata. Si inserisce sulla faccia esterna della tibia, subito al di sotto dell’articolazione. Passa superficialmente ad una protuberanza detta epicondilo laterale, da cui è separata da una borsa sierosa di scorrimento.

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Scienze mediche MED/33 Malattie apparato locomotore

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher setdomande di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Malattie dell'apparato locomotore e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Picerno Pietro.
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