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DIRITTO PUBBLICO

(Risposte Aperte)

1) Quali sono le caratteristiche delle norme giuridiche? I caratteri essenziali della norma giuridica, che la

distinguono dalle altre tipologie di regole (religiose, sociali, morali), sono: la generalità, l'astrattezza e

l'imperatività. Dev'essere generale nel senso che non va dettata per singoli individui ma per la

generalità dei consociati. Astrattezza significa non dettata per una situazione concreta bensì per ipotesi

astratte. Generalità e astrattezza sono caratteri necessari e hanno la funzione di garantire l'eguaglianza

davanti alla legge di tutti i cittadini che si trovano nella medesima situazione. Per imperatività si

intende che gli interessati non possono sostituire le norme giuridiche con altre disposizioni.

2) Che cosa si intende per ordinamento giuridico? Con il termine ordinamento giuridico si indicano le

norme che regolano la vita di una comunità o di una popolazione. Esso comprende anche

l'organizzazione interna dello Stato e tutto ciò che riguarda i rapporti giuridici tra organi dello Stato e

membri della collettività.

3) Quali sono gli elementi essenziali della norma giuridica? Dal punto di vista strutturale la Norma

giuridica si compone di due elementi: precetto, cioè il comando contenuto nella norma; sanzione, cioè

la minaccia di una punizione in caso di inosservanza del precetto.

4) Concetto di cittadinanza e modi di acquisto: La cittadinanza è la condizione che attraverso

l'ordinamento giuridico attribuisce una serie di diritti e doveri ad un individuo della comunità. I modi di

acquisto della cittadinanza italiana sono: per nascita quando un genitore è italiano, per riconoscimento

ovvero adozione di minore straniero da parte di un italiano o dichiarazione giudiziale della filiazione per

matrimonio o per motivi particolari e per concessione.

5) Quali sono i caratteri dello Stato Liberale? Lo Stato liberale ha due caratteristiche fondamentali: è

basato sulla divisione dei poteri tra organi diversi; riconosce le libertà fondamentali dei cittadini, in

particolar modo: la libertà economica, ovvero la libertà di intraprendere attività economiche senza

limitazioni o controlli da parte dello Stato; e il diritto alla proprietà privata. Il principio di libertà non si

riferisce più ad una classe sociale, ad un ceto, bensì al singolo individuo.

6) Quali sono gli elementi dell'ordinamento statale? Gli elementi costitutivi dell’ordinamento statale

sono il popolo, il territorio e il governo. Il popolo è costituito dalle persone che fanno parte dello Stato

in quanto ne hanno la cittadinanza. Si parla di territorio quando si fa riferimento allo spazio sul quale si

esercita la sovranità dello Stato. Tale spazio tuttavia è costituito da quattro elementi: la superficie della

terra, le acque territoriali, lo spazio aereo fino all’atmosfera, il sottosuolo. Il governo consiste

semplicemente nell’organizzazione dei centri di potere. Tale elemento sottolinea la necessità di una

struttura organizzativa che deve essere data al potere politico, in modo che esso possa essere

riconosciuto dagli altri Stati.

7) Cosa esprime il concetto di sovranità? La sovranità è l'espressione della somma dei poteri di governo

(legislativo, esecutivo e giudiziario), riconosciuta a un soggetto di diritto pubblico internazionale (es.

Stato) che può essere una persona o un organo collegiale. La modalità in cui questa somma di poteri è

organizzata e ripartita è detta forma di governo.

8) Cosa si intende per Forma di Stato? Per forma di Stato si intende il modo in cui lo Stato risulta

strutturato nella sua totalità, ed in particolare il modo in cui si atteggiano i rapporti tra gli elementi

costitutivi del medesimo. In questo concetto, il termine stato rileva come stato-ordinamento, ossia

come combinazione dei tre elementi fondamentali: popolo, territorio e sovranità.

9) Quali sono i caratteri dello Stato Assoluto? Lo Stato assoluto era una forma di Stato caratterizzata

dall'accentramento dei poteri (potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario) nelle mani del

re. Di conseguenza, in tale forma di Stato, non erano organi supremi dello Stato diversi dalla corona. Il

sovrano era considerato il rappresentante di Dio sulla terra e a lui spettava il compito di emanare le

leggi, di nominare i giudici, di comandare l'esercito, di dichiarare guerra o concludere la pace, di

emettere moneta, di imporre le tasse. Il termine assoluto deriva proprio dal fatto che il potere del re è

assoluto, cioè privo di qualsiasi vincolo.

10) Cos'è l'indirizzo politico? L'indirizzo politico è l'attività svolta dagli organi costituzionali dello Stato e

consiste nella formulazione delle scelte con le quali si individuano i fini che lo Stato intende perseguire

in un determinato momento storico attraverso l'attività amministrativa.

11) Cosa si intende per Forma di Governo? Per forma di governo si intende l’insieme di regole che

determinano: la distribuzione dei poteri tra gli organi costituzionali dello Stato (di solito Parlamento –

titolare del potere legislativo, Governo – titolare del potere esecutivo, Magistratura – titolare del

potere giudiziario) e le relazioni esistenti tra di essi.

12) Cosa teorizza il principio di separazione dei poteri? In Italia il presidente della repubblica ha come

compito principale quello di garantite gli equilibri fra i diversi poteri. Il principio della separazione dei

poteri teorizza che le tre funzioni generali di uno Stato siano attribuite ad organi diversi: la funzione

legislativa (Parlamento), a cui spetta creare le norme giuridiche; la funzione esecutiva (Governo), a cui

spetta dare attuazione alle norme giuridiche; la funzione giudiziaria (Magistratura), a cui spetta il

compito di garantire l'applicazione e l'interpretazione delle norme in caso di controversie o

contestazioni.

13) Quali sono le principali Forme di Governo? Il governo parlamentare, si caratterizza per una non rigida

separazione dei poteri; il governo presidenziale, si caratterizza per una rigida separazione dei poteri; il

governo semipresidenziale, costituisce una soluzione intermedia tra la forma di governo presidenziale e

quella parlamentare; il governo direttoriale, è caratterizzata da un organo collegiale detto appunto

direttorio che al proprio interno assume la funzione esecutiva e di rappresentanza dello Stato.

14) Cos'è la ratifica? La ratifica è una delle fasi che portano alla formalizzazione di un trattato

internazionale fra Stati; nel diritto internazionale, è un istituto giuridico mediante il quale uno Stato fa

propri gli effetti di un accordo, di una convenzione o di un trattato concluso dal proprio

rappresentante.

15) Con quali procedimenti l'ordinamento pattizio internazionale viene immesso all'interno

dell'ordinamento statale? Con procedimenti ordinari di produzione giuridica, cioè il legislatore

nazionale adotta norma il cui contenuto è dato dagli obblighi internazionali assunti; procedimento

speciale, cioè attraverso l’ordine di esecuzione viene approvato una legge che dispone l'adattamento

dell'ordinamento interno ai vincoli internazionali; adattamento in forma automatica, cioè l'adesione

alle norme internazionale mediante forma automatica senza nessun atto formale.

16) Cos'è l'adattamento automatico? È l'adesione alle norme internazionali in forma automatica senza

nessun atto statale. L’adattamento è immediato diretto e continuo. L’ordinamento interno disciplina

l’adattamento automatico per far sì un meccanismo del genere possa operare.

17) Cos'è il principio dell'autotuela? L’istituto dell’autotutela è la protezione degli interessi dei soggetti

dell'ordinamento attraverso il quale il singolo soggetto è autorizzato a ricorrere ad atti coercitivi, uso

della forza militare, sanzioni economiche per attuare i propri diritti.

18) Quali sono le fonti derivate dell'UE? Le fonti del diritto dell'Unione europea costituiscono l'insieme di

norme giuridiche che regolano l'organizzazione e lo sviluppo dell'Unione europea e i rapporti tra questa

e gli Stati membri. Le fonti del diritto dell'Unione europea sono i regolamenti i quali sono applicati

direttamente dagli Stati membri, e le direttive che non sono dirette ai cittadini ma possono produrre

diritti ad ogni singolo cittadino qualora gli Stati non diano attuazione nei modi e tempi previsti.

19) Cos'è il principio di sussidiarietà? Il principio di sussidiarietà, in diritto, è il principio secondo il quale, se

un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può

eventualmente sostenerne l'azione.

20) Su quali principi si basa la produzione normative dell'UE? I principi su cui si basa la produzione

normative dell’UE sono: principio di attribuzione in cui l'Unione agisce esclusivamente nei limiti delle

competenze che le sono attribuite dagli Stati membri nei trattati per realizzare gli obiettivi da questi

stabiliti; Il principio di sussidiarietà ovvero il principio secondo il quale, se un ente inferiore è capace di

svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne

l'azione; il principio di proporzionalità che regola l'esercizio delle competenze esercitate dall'Unione

europea.

21) Cosa sono le Direttive? Una direttiva è un atto legislativo che stabilisce un obiettivo che tutti i paesi

dell'UE devono realizzare. Tuttavia, spetta ai singoli paesi definire attraverso disposizioni nazionali

come tali obiettivi vadano raggiunti. Un esempio è quello della direttiva sui diritti dei consumatori

dell'UE, che rafforza i diritti dei consumatori in tutta l'Unione, ad esempio eliminando spese e costi

nascosti in Internet, ed estendendo il periodo entro il quale i consumatori possono recedere da un

contratto d'acquisto.

22) Cosa sono e quali sono i Trattati istitutivi dell’UE? I trattati dell'Unione europea sono l'insieme di

trattati internazionali, stipulati tra gli Stati membri, che pongono le basi dell'ordinamento giuridico

dell'Unione europea, fissano gli obiettivi dell'Unione e istituiscono i diversi organi istituzionali,

disciplinandone le procedure. I Trattati istitutivi dell'UE sono il Trattato di Maastricht firmato nel 1992

ed entrato in vigore il 1° Novembre del 1993 che istituisce l’Unione Europea e il trattato di Lisbona del

2007 entrato in vigore il 1° Dicembre 2009 che ha conferito nuovi poteri legislativi al Parlamento

europeo e lo ha posto alla pari con il Consiglio dei ministri nel decidere i compiti dell'UE e in che modo

spendere i soldi.

23) Cosa sono i Regolamenti? Un regolamento, in diritto, viene usato per designare atti normativi emanati

da organi dello stato, enti pubblici, enti locali, organizzazioni internazionali e anche enti privati per

disciplinare determinate materie o il proprio funzionamento.

24) Quali sono le funzioni della Commissione? La Commissione europea è una delle principali istituzioni

dell’Unione europea, infatti ne è l’organo esecutivo e il promotore dell’iter legislativo. Le funzioni della

Commissione europea sono imprescindibilmente legate a quelle del Parlamento e del Consiglio

europeo: la Commissione propone le iniziative legislative e l’adozione degli atti Ue, è responsabile

dell’attuazione delle decisioni politiche e gestisce i suoi fondi economici, il tutto sotto la vigilanza degli

altri organi dell’Unione europea.

25) Quali sono gli organi dell’UE? Il Parlamento Europeo, il Consiglio Europeo, la Commissione, la Corte di

giustizia, la Banca Centrale Europea, La Corte dei Conti, la Banca Europea per gli investimenti.

26) La Corte di Giustizia Europea: La Corte di giustizia dell'Unione europea interpreta il diritto dell'UE per

garantire che sia applicato allo stesso modo in tutti gli Stati membri e dirime le controversie giuridiche

tra governi nazionali e istituzioni dell'UE. controlla la legittimità degli atti delle istituzioni dell'Unione

Europea; assicura l'osservanza da parte degli Stati membri degli obblighi derivanti dai trattati;

interpreta il diritto dell'Unione su domanda dei giudici nazionali. La Corte di Giustizia dell'Unione

Europea ha sede a Lussemburgo e comprende due organi giurisdizionali: la Corte di Giustizia; il

Tribunale.

27) Quali sono i criteri per risolvere le antinomie? e antinomie sono un problema essenzialmente

L

interpretativo. I criteri elaborati per la risoluzione delle antinomie generalmente accettati sono

quattro: quello gerarchico in caso di contrasto tra due norme, si deve preferire quella che nella

(

gerarchia delle fonti occupa il posto più elevato), quello della competenza (criterio esplicativo

dell’organizzazione del sistema delle fonti; prevede l’applicazione della fonte cui la Costituzione ha

assegnato la competenza per quella determinata materia), quello cronologico (in caso di contrasto tra

norme di pari gradi gerarchico, si deve preferire quella più recente a quella meno recente) e quello

della specialità (in caso di contrasto tra due norme, si deve preferire la norma speciale a quella

generale, anche se questa è successiva).

28) Cos'è l'attività interpretativa? L'interpretazione giuridica, nel diritto è l'attività volta a chiarire e

stabilire il significato delle disposizioni, ossia degli enunciati nei quali si articola il testo di un atto

normativo, in vista della loro applicazione nei casi concreti.

29) Che differenza sussiste tra abrogazione e annullamento di una norma? L'annullamento consiste nella

rimozione di una norma dall'ordinamento giuridico ed ha effetti erga omnes ed ex tunc (effetti

retroattivi) ossia riguarda anche le situazioni giuridiche sorte prima di esso. Di solito l'annullamento di

una norma è disposto dalla Corte Costituzionale, per incompatibilità della norma con la costituzione e

per vizi o di legittimità o di merito. L'abrogazione è l'istituto mediante il quale il legislatore determina la

cessazione ex nunc (non retroattiva) degli effetti della norma. Ciò significa che le situazioni venute in

essere precedentemente non saranno coinvolte dall'abrogazione.

30) Cos'è l’analogia? L'analogia, in diritto, è un procedimento logico di carattere interpretativo, utilizzato

nel diritto in relazione all'attività di giurisdizione. Esso ha luogo allorquando, a fronte di una lacuna

dell'ordinamento giuridico, il giudice si veda nella necessità di dover offrire un obiettivo criterio di

valutazione giuridica, in ordine a categorie di soggetti o di rapporti, il cui status o la cui

regolamentazione non appaia espressamente contemplata dalla lettera della norma.

31) Cosa sono le fonti e come vengono classificate? Per fonti del diritto si intendono quei atti o fatti idonei

a produrre diritto. Le fonti del diritto si dividono in fonti di produzione, fonti sulla produzione e fonti di

cognizione. Le fonti di produzione si dividono in fonti di fatto e fonti atto: le fonti fatto sono fonti non

scritte e sono determinate da comportamenti umani non volontari o eventi naturali atti a produrre

diritto, le fonti atto sono atti normativi prodotti da organi o enti nell'esercizio di poteri attribuiti

dall'ordinamento. Poi abbiamo le fonti sulla produzione che sono quelle norme che individuano gli

organi e le procedure di produzione del diritto. Infine, abbiamo le fonti di cognizione che sono quegli

strumenti idonei a far conoscere le fonti di produzione. Tra le fonti di cognizione è possibile distinguere

le forme di pubblicazione in: necessarie, che precedono o condizionano l'entrata in vigore della norma

stessa e non necessarie, che non incidono sull’effettività della norma.

32) Quali sono i caratteri del Decreto Legge? Il decreto legge è un provvedimento con valore di legge

adottato dal Governo nei casi straordinari di necessità e urgenza, che viene emanato dal Presidente

della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Entra in vigore il giorno stesso o il giorno

successivo alla pubblicazione. Il decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60

giorni, altrimenti perde efficacia sin dall'inizio. Le Camere, tuttavia, possono regolare con una legge i

rapporti giuridici sorti sulla base del decreto legge.

33) Quali sono i caratteri del Decreto Legislativo? Con il decreto legislativo il Parlamento affida al Governo

l'esercizio della funzione legislativa. La legge di delega contiene l'oggetto della delega, i principi e le

direttive al quale il Governo deve attenersi, il termine entro il quale esercitare la delega. Dopo aver

ricevuto la legge delega il governo emana il decreto legislativo. Sono presenti due limiti all'utilizzo del

decreto legislativo: un limite razionale volto ad evitare che il governo possa emanare atti che rendono

difficile distinzione di ruoli tra Parlamento e governo; un limite tecnico giuridico per cui non possono

essere delegate materie riservate alla legge costituzionale. Il Parlamento nel decreto legislativo

interviene in via preventiva mentre nel decreto legge interviene in via successiva.

34) Cos'è la legge delega? La legge delega, secondo l'ordinamento costituzionale italiano, è una legge

formale approvata dal Parlamento, che delega il Governo a esercitare la funzione legislativa su di un

determinato oggetto. La legge di delega contiene l'oggetto della delega, i principi e le direttive al quale

il Governo deve attenersi, il termine entro il quale esercitare la delega.

35) Cosa si intende per Riserva di legge e come si differenzia? L'istituto della riserva di legge non essendo

omogeneo si differenzia in vari modi: riserva di legge assoluta, quando la materia deve essere regolata

integralmente dalla legge; riserva di legge relativa, quando i principi sono stabiliti dalla legge, riducendo

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher setdomande di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof D'Alelio Roberto.
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