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Disposizioni da attuare e problemi da affrontare per rispettare l’iter procedurale:

• Disposizioni normative poste a tutela dei risparmiatori: impongono obblighi di trasparenza e informazione

verso il pubblico e verso gli organi di vigilanza dei mercati mobiliari. Di rilievo è l’obbligo di redigere e far

approvare dall’autorità di vigilanza un prospetto (listing particulars) contenente tutte le info relative alle

prospettive economiche dell’emittente, alle caratteristiche del titolo offerto e alle modalità di collocamento.

• Disposizioni normative finalizzate a consentire l’ottimale esercizio della politica monetaria.

• Gli obblighi formali da soddisfare crescono quando il collocamento interessi paesi diversi e quindi diverse

giurisdizioni (emissioni cross border). Per eliminare i costi delle emissioni cross border nell’area dell’UE, la

nuova

direttiva sui prospetti sancisce il principio di del single passport: l’approvazione del prospetto da parte

dell’autorità designata, in genere quella del paese dell’emittente, consente a quest’ultimo di collocare e quotare

il propri titolo in qualsiasi paese dell’UE.

• Problema del pricing dello strumento offerto: il rendimento atteso che lo stesso assicura agli acquirenti

dipende dal prezzo di emissione. La difficoltà ad individuare un pricing è amplificata dall’elevata variabilità

dell’umore (sentiment) dei mercati finanziari. Solo ricorrendo ad istituzioni che operano con continuità sui

mercati finanziari, gli emittenti possono sperare di migliorare timing e pricing dell’offerta.

• Lanciato il collocamento occorre sollecitare gli investitori ad acquistare /sottoscrivere i titoli. L’emittente

può contare su una capillare rete di distribuzione in grado di raccogliere le molteplici adesioni all’offerta.

• Il sostegno dei prezzi del titolo nella fase immediatamente successiva al collocamento è di cruciale

importanza. ’

I SERVIZI ELEMENTARI DELL ATTIVITÀ DI COLLOCAMENTO

Le imprese emittenti hanno bisogno di assistenza non solo nella fase di esecuzione del collocamento, ma anche

in quella antecedente di progettazione dell’emissione e in quella successiva al suo completamento.

Progettazione dell’emissione:

Nella fase antecedente l’organizzazione e l’esecuzione del collocamento, l’impresa manifesta una domanda di

servizi consulenziali, chiedendo all’intermediario finanziario di svolgere la funzione di origination. Essa

consiste nell’individuare le esatte esigenze finanziarie dell’impresa e nel definire il più appropriato profilo

tecnico del titolo da emettere nel rispetto dei vincoli regolamentari e di mercato esistenti. Il compito

dell’originator si esaurisce nella progettazione del collocamento. Questo servizio implica uno stretto, continuo

e fiduciario rapporto tra impresa e intermediario.

Organizzazione e gestione del collocamento:

Il primo compito per chi gestisce un collocamento è la redazione di un documento informativo contenente una

descrizione dettagliata dell’operazione.

• Nei private placement non ci sono vincoli normativi per la struttura e per il contenuto di questo documento.

Si presume che siano gli investitori professionali a esigere un grado adeguato di informazione e chiarezza.

• Nelle offerte pubbliche invece, norme primarie e secondarie, dettano il contenuto minimale del documento,

la cui preventiva approvazione da parte delle autorità è necessaria per dar corso all’emissione.

L’approvazione è subordinata ad una verifica formale, ma non sostanziale del documento, noto come

“prospetto informativo”.

le informazioni contenute sono di tre tipi:

− indicazioni relative al mittente,

− indicazioni riguardanti i titoli offerti,

− struttura del collocamento esplicando tempi e modi dell’operazione. 2

Il secondo compito consiste nell’organizzare un sindacato di collocamento (consorzio) alla quale sono invitate a

partecipare anche altre banche in numero crescente all’aumentare della dimensione e della complessità

dell’operazione. L’istituzione che ha l’incarico di gestire il collocamento assume il ruolo e la qualifica di

“banca capofila” o lead bank del consorzio.

La scelta di quali istituzioni finanziarie invitare nel sindacato, dipende dalla necessità di assicurare capacità

distributiva al consorzio nei segmenti di risparmiatori presso cui si intendono collocare i titoli; si cerca quindi di

assicurare la presenza nel sindacato di intermediari di tutti i Paesi interessati dal collocamento.

Mentre alcuni intermediari hanno il loro punto di forza nelle relazioni con la clientela wholesale (dominano il

mercato dei private placement), altri si specializzano nel segmento retail (risultano essenziali laddove

l’obiettivo del collocamento sia quello di assicurare la massima diffusione della proprietà del titolo fra i

risparmiatori).

Nelle emissioni internazionali di maggiori dimensioni, il collocamento è imperniato sull’attività di più

consorzi, ciascuno attivo su una diversa area geografica e campeggiato da una banca capofila. Nelle operazioni

più complesse, la banca leader può essere aiutata da un numero ristretto di altre banche che assumono il ruolo di

banche manager, che coadiuva la lead bank o assume responsabilità di una quota rilevante del collocamento

(global coordination), preferendo scegliere in ogni paese un’importante istituzione finanziaria locale cui

delegare il compito.

L’invito a partecipare al sindacato di collocamento si sostanzia nell’invio di una lettera che descrive le

caratteristiche dell’operazione, i compensi, la quota di titoli da affidare e le eventuali clausole.

Il pricing

L’ultimo compito che compete a chi guida il collocamento (global coordinator) è la definizione del prezzo di

offerta dei titoli (pricing) agli investitori.

La fissazione del prezzo apre il periodo di offerta al pubblico e determina il rendimento atteso dall’investimento

per i sottoscrittori e il costo complessivo della raccolta per l’emittente, decretando così, il successo o meno

dell’operazione. Tanto la fissazione di un prezzo troppo basso (underpricing, danneggia l’emittente), quanto

quella di uno troppo elevato (overpricing,,danneggia i collocatori ) sono causa di insuccesso.

Tanto la propensione ad un eccessivo overpricing (rende difficile ottenere mandati degli emittenti), quanto

quella a un underpricing (rende arduo convincere gli intermediari ad accettare l’invito a partecipare ai sindacati

e gli investitori ad aderire alle offerte) nuocciono alla reputazione di un global coordinator a una banca

capofila.

Il pricing presenta diversi gradi di difficoltà a seconda del tipo di collocamento e della natura dello strumento

finanziario che ne è oggetto. I collocamenti obbligazionari comportano meno problemi e rischi di quelli

azionari.

Nei collocamenti azionari la difficoltà del pricing è contenuta nel caso di aumenti di capitale a pagamento che si

risolvono nell’emissione di titoli già quotati, specie se viene riconosciuto il diritto di opzione (right issue). I

corsi rilevati sul mercato secondario servono da riferimento e costituiscono un limite massimo al prezzo di

collocamento. La presenza di un diritto commerciabile di opzione a favore dei vecchi azionisti elimina persino

il rischio di underpricing del collocamento. La differenza tra il prezzo di emissione e il valore corrente di

mercato delle azioni arricchisce il valore del diritto di opzione. Il prezzo di emissione non può comunque essere

inferiore al valore nominale dell’azione emessa al fine di evitare annacquamenti del capitale sociale.

In particolare per le azioni IPO, non essendo possibile una preventiva rivelazione oggettiva del prezzo di

scambio del titolo offerto, è stata introdotta una tecnica definita book-building, in cui le banche collocatrici

propongono agli investitori professionali diversi possibili prezzi di collocamento dell’azione, invitando a

rivelare la quantità che sarebbero interessati ad acquistare in corrispondenza di ciascuno di essi. Queste

indicazioni permettono la costruzione di una vera e propria curva di domanda aggregata da parte degli

investitori professionali. Lo scarto tra il prezzo minimo e quello massimo viene chiamato “forchetta”e varia a

seconda della volatilità al momento presente sul mercato e della difficoltà di comprendere le potenzialità

reddituali future dell’impresa emittente; in genere si aggira attorno al 25% del valore medio dell’intervallo. 3


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Rigamonti Silvia.

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