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Silvia D'Alpaos Semiotica 2012/13

Lezione 1

Statistica ottobre 2012:

  • CD più venduto: I Muse, che hanno un sound inglese non orecchiabile per tutti.
  • Singolo più venduto: One day, che non ha caratteristiche dei gusti tipici del pubblico.
  • Mensile più venduto: Wired, un giornale che parla di tecnologia con un linguaggio visuale, usa immagini e non le parole, è una comunicazione innovativa.
  • Videogioco più venduto: Pes 2013.
  • Libro più venduto: 50 sfumature di grigio.
  • Video più visto: Candy di Robbie Williams, una canzone che induce a fare piccoli movimenti.
  • Canzone disco più venduta: Gangnam style di PSY presenta una ripetizione dello stesso suono (loop) di 30 secondi. È un video di grande impatto.
  • Trasmissione italiana più innovativa: Pechino Express, un reality presentato da un uomo (Emanuele Filiberto) e non da una donna; inoltre è un reality registrato e non in diretta come avviene sempre.
  • Canzone più venduta negli Stati Uniti: Dance and love di Jennifer Lopez e Pitbull.
  • Film più visto: Magic Mike.
  • Spot più venduto quest'estate: Quello della Vodafone con una vecchia canzone di Raffaella Carrà.

Cos'è la semiotica?

La semiotica è una scienza con teorie proprie e non un'opinione personale, e riguarda la creatività. Vari elementi tecnici della denotazione vanno a costruire la connotazione.

Lezione 2

Nella comunicazione esistono due grandi aree:

  • Denotazione: Gli elementi che tutti devono saper riconoscere. La denotazione varia dall'insieme di conoscenze che ognuno ha (enciclopedia).
  • Connotazione: È un valore aggiuntivo dato dall'unione di vari elementi denotativi.

Verso della comunicazione:

  • Andare da sinistra a destra, tornare da destra a sinistra.
  • Salire dal basso verso l'alto, scendere dall'alto verso il basso.

Visione del video: Father and daughter. Ci sono vari elementi denotativi che alludono al ritorno della bambina sempre nello stesso posto come i cipressi, il campanello e la bicicletta. Pian piano gli elementi iniziano ad essere eliminati ma il destinatario comprende ugualmente che la bambina ritorna sempre nello stesso posto. Il verso della comunicazione procede da destra a sinistra poiché la bambina non sta andando ma sta tornando. Nella narrazione della storia è molto importante il colore bianco e nero e la musica. Si dice che quando tutti i codici vanno all’unisono, la narrazione e la musica cambiano di botto. Il codice della narrazione di giudizio è uguale a quello finale.

Non esiste un'unica definizione di semiotica. Approcci diversi definiscono infatti oggetti diversi. In generale, la semiotica è una riflessione sistematica cioè una teoria sui segni, le loro classificazioni, le leggi che regolano e i loro usi nella comunicazione. La semiotica è la scienza che studia i segni, deriva dalla parola greca (segno). Il segno è un qualcosa che sta per qualcos'altro.

La semiotica studia due grandi aree: la significazione o connotazione e la comunicazione o denotazione. Le origini della semiotica si hanno in campo filosofico con Peirce e psicologico con De Saussure. Inizialmente con semiotica si intendeva solo la prospettiva filosofica mentre quella linguistica era detta semiologia. Vi sono due grandi aree: quella generativa/strutturale/denotativa di Greimas e quella interpretativa/connotativa di Eco. La semiotica inizia ad essere insegnata all'università solo dagli anni '60, è una scienza moderna e nuova. La prima riflessione avvenne già con i filosofi greci mentre Galileo fu il primo a portare la semiotica fuori dall'ambito filosofico introducendola nella medicina. Locke e Lambert considerano non la semiotica logica. Alla fine dell'ottocento nasce la semiologia che studia i segni su base linguistica. Nel 1964 esce l'opera “Elementi di semiologia” di Roland Barthes che fonda la semiotica. Il libro è intitolato semiologia e non semiotica altrimenti nessuno l'avrebbe acquistato, non conoscendo il termine semiotica. Nella semiotica convivono nell'ambito filosofico denotativo e quello linguistico connotativo.

Gli elementi base della comunicazione che possiedono regole proprie sono: emittente, messaggio e ricevente. I tre elementi devono essere combinati perché avvenga la comunicazione, può però mancare l'emittente. Il messaggio è l'elemento base della comunicazione, infatti non si possono trasmettere pensieri telepaticamente, ci vogliono i messaggi. Il messaggio non è un insieme di contenuti e idee, è invece un oggetto materiale che si presta ad essere spostato da una persona all'altra, è dunque il sostituto del contratto/canale, codice, riferimenti al mondo reale. La comunicazione dunque è formata da sei elementi: emittente, contatto, messaggio, codice, contesto, destinatario.

Lezione 3

Visione del video: “For the birds”. Parte la musica prima del video. Gli elementi denotativi sono: l'assenza della voce ma l'uso di versi, il linguaggio del corpo è molto forte, il verso della comunicazione va da destra a sinistra. La lingua degli uccellini è diversa da quella dell'uccello più grande. Il verso è invertito. Vi è un ritardo tecnico voluto, ovvero un ritardo rispetto agli altri ritardi cadenzati. Si chiama rumore voluto, un errore per fare in modo che la narrazione sia più coinvolgente. Trattare qualcosa come messaggio significa attribuirgli un significato nella realtà.

Il segno è qualcosa che è riconosciuto da qualcuno come indicazione di qualcos'altro: aliquid pro aliquo. Il segno è strutturato in significato e significante, due facce della stessa medaglia. Il significato è un concetto risultato di una costruzione culturale che ci permette di comprendere un certo campo di realtà. In ogni situazione un segno assume un senso specifico e riguarda un certo referente (oggetto) concreto. Il significato è l'insieme di tutti i possibili sensi che quel segno può avere.

Il significante è un'entità più forte del significato, dotato di un'identità riconoscibile da parte di tutti. Realtà psichiche condivise ben diverse da quegli oggetti materiali. Le entità semiotiche sono rappresentazioni degli oggetti e non gli oggetti stessi. Il segno è costituito dall'unione di un significato (concetto, definizione da vocabolario) con un significante (forma sonora o uditiva). Ogni segno si traduce quindi in un triangolo semiotico:

  • Significato: La definizione da vocabolario.
  • Significante: Un'espressione fonetica, iconica, linguistica.
  • Referente: Ciò a cui il segno si riferisce, un’immagine mentale.

La relazione significa, del triangolo semiotico, indica la correlazione tra il piano del contenuto (significato) e il piano dell'espressione (significante). Perché si possa parlare di relazione segnica deve esserci qualcuno (ricevente) in grado di fare l'associazione tra significato e significante. Il segno non è una cosa ma è la sua rappresentazione, una relazione sociale e culturale.

Bisogna distinguere tra referente e contenuti comunicativi:

  • Gli oggetti reali non significano niente finché non vengono percepiti come cose autonome.
  • Il processo di produzione e circolazione del senso (la semiosi) interviene solo quando qualcuno associa significato e significante.

Lezione 4

Oltre al segno bisogna aggiungere anche l’interpretante. Un'entità che funge da punto soggettivo di collegamento tra un segno e un oggetto. Mentre l'interprete è colui che coglie il legame tra significato e significante, l'interpretante è un secondo significante che evidenzia in che senso si può dire che un certo significante veicola un dato significato. Ci sono casi in cui il collegamento tra significato e significante è diretto si parla allora di denotazione del segno. Altre volte invece il significante richiama significati più ampi: si parla di connotazione. La denotazione sarebbe il nocciolo duro del senso, mentre la connotazione deve essere considerata come un effetto di una certa configurazione della relazione segnica. Possiamo dire che il segno denotativo equivale a significato + significante, mentre il segno connotativo equivale a significante (significato + significante) + significato, e così via.

Scheda di analisi

  • Codice comunicativo principale: Descrivo il prodotto comunicativo con il suo nome proprio, in tutte le sue caratteristiche (es: pubblicità per giornale, anno, campagna pubblicitaria).
  • Codice comunicativo secondario: Stabilire i codici usati in una comunicazione. I codici possono essere: filmico, musicale/sonoro, della prossemica (vicinanza), della cinesica (movimento), linguaggio del corpo (espressione del viso, postura, cinesica e prossemica del corpo), colore (bianco/nero, colori), immagine (iconica/disegno o fotografica), linguistico, dell'analogia. Il codice dell'analogia consiste nell'abbinare ciò che si vede ad un segno ed è sempre presente. Non esiste il codice visivo che è di più codici!
  • Denotazione: Elencare tutti gli elementi denotativi che si vedono senza dargli una qualifica.
  • Connotazione: Elencare emozioni e sentimenti che ogni elemento denotativo ci dà.
  • Analisi ideologica: Si tirano le conclusioni di quanto detto nei quattro passaggi precedenti, quindi non si dice nulla di più di quanto si è già detto prima.

Esempio:

  • Campagna pubblicitaria birra Heineken anno 2012
  • Codice fotografico, linguistico, iconico, colore (declinato sotto la forma colore), prossemica (la stella iconica è vicino alla scritta stella), cinesica
  • Denotazione: Lo sfondo non è identificabile, ci sono luci e scritte in alto a destra e in basso a destra, il logo e un tappo di bottiglia.
  • Connotazione: Il colore scuro indica mistero, notte, il tappo indica qualità, freschezza (data dalle goccioline), la birra è stata usata; lo scatto fotografico del tappo è tenuto bene e non è rovinato. Il logo è giovane perché ha una scritta rossa e un font moderno; le luci della notte raccontano un pub pieno di gente e non deserto.
  • Heineken ha voluto lavorare su un pubblico giovane, che vive di notte in compagnia.

Lezione 5

Non si può non comunicare. Comunicare non vuol dire solo diffondere informazioni. Attenzione: codice colore declinato sotto la forma bianco/nero vuol dire necessariamente colore bianco e nero ma semplicemente due colori qualsiasi, ma solo due.

Noi chiediamo sempre le cose che ci troviamo attorno e i loro comportamenti secondo certe categorie o etichette. Fin dall'inizio non abbiamo l'impressione di percepire un caotico insieme di stimoli sensoriali (cui in effetti i nostri organi sensoriali devono essere sottoposti) ma da subito vediamo delle cose che agiscono e subiscono azioni. Ogni cosa si appare dunque etichettata secondo la sua apparenza, e fornita per così dire di istruzioni d'uso. Le cose infatti non ci appaiono in maniera astratta ma subito le vediamo secondo la loro utilità, il loro pericolo, le azioni che ci sono richieste: ogni cosa è per noi. Questa ricchezza di senso del mondo mobilita molte conoscenze, detta enciclopedia di saperi. Essa è quindi diversa da persona a persona. Questa ricchezza di senso viene detta significazione. La comunicazione è presente nel codice comunicativo principale, in quello complementare e nella denotazione mentre la significazione è presente nella connotazione e nell'analisi ideologica.

La ricezione: teoria del ricevente. La comunicazione avviene quando un'emittente trasmette un messaggio ad un destinatario o ricevente. In questo tipo di comunicazione viene un lavoro da parte dell'emittente per dare al messaggio un formato accessibile al destinatario, e il destinatario deve capire ciò che l'emittente gli comunica. Si definisce ricezione l'atto con cui un messaggio è fatto proprio da un essere umano (definito destinatario, ricettore, ricevente, lettore). Esiste la comunicazione senza l'emittente ma mai senza destinatario. L'atto semiotico fondamentale infatti consiste nella produzione di segni e nella comprensione di essi.

Un prodotto comunicativo deve obbligatoriamente presentare quattro elementi:

  • Meraviglia e stupore: elemento alla base di tutta la filosofia e la scienza.
  • Contesto.
  • Funzionamento.
  • Manipolazione (in questo caso è un elemento positivo).

Lezione 6

Nella comunicazione esistono tre dimensioni:

  • Dimensione sintattica: Studia l'organizzazione interna del testo e dei loro analizza tecnicamente (es: le scelte di ogni singolo elemento).
  • Dimensione semantica: Studia il modo in cui il messaggio si rapporta al contesto (es: non scritte comunicative).
  • Dimensione pragmatica: Lega il messaggio all'emittente e al destinatario (il pack del prodotto).

6 funzioni:

  • Emotiva o espressiva: La capacità che ogni emittente ha di esprimere i propri messaggi e le proprie emozioni.
  • Fatica o dell'aggancio: Permette di stabilire un contatto con il ricevente.
  • Metalinguistica: Definisce il codice in uso e i rapporti con gli interlocutori.
  • Referenziale: Permette al messaggio di mettersi in rapporto con il mondo.
  • Poetica: Riguarda l'organizzazione interna del messaggio e il modo in cui è realizzato (è detta poetica perché predominante nell'arte e nella poesia).
  • Conativa: Si cercano degli effetti sul destinatario.

Teoria della comunicazione: Teoria ipodermica o del proiettile magico: questa teoria non ha un fondatore ed è identificata come un'opinione piuttosto che come una teoria. Sostiene che il mittente spari e colpisca il ricevente con un messaggio: questa teoria parte dal presupposto che la comunicazione avvenga sempre ma non sempre è così. Sostiene che la comunicazione sia un processo diretto di stimolo/risposta. Sostiene che i mezzi di comunicazione di massa abbiano effetti istantanei in nome di atti singoli spettatori che verrebbero così influenzati nelle opinioni in comportamenti. In questa ipotesi il pubblico viene considerato completamente passivo e influenzabile mentre i mass media godrebbero di un potere fortissimo. Lo schema emittente-messaggio-ricevente diventa quindi stimolo/risposta. La teoria del proiettile magico non nasce in ambito comunicativo.

Elementi di analisi e discussione:

  • Onnipotenza dei media (i mezzi di comunicazione sono onnipotenti): tutti...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dalpa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Diotto Mariano.
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