Semeiotica dell'ipofaringe e della laringe
Dispnea
Alta: ostruzione oroipofaringe e laringe. C'è anche modificazione della voce.
Bassa: ostruzione bronchiale.
La dispnea laringea è di tipo inspiratorio, con movimento di discesa della laringe in fase inspiratoria per contrazione esagerata dei muscoli sternotiroideo e sternoioideo, nel tentativo di ampliare la gabbia toracica. La negativizzazione della pressione determina ulteriore riduzione del lume laringeo. In espirazione aumenta la pressione e così il lume. Vi è un allungamento del rapporto respiri e polso (normale 1:4, diventa 1:6-1:8). Si parla di bradipnea.
- Corneage: fremito vibratorio percepito dalla mano appoggiata sulla laringe, può variare di intensità, tonalità e timbro.
- Tirage: contrazione forzata dei muscoli respiratori, particolarmente evidente a livello della fossetta del giugulo e nelle regioni sopraclaveari.
- Polso paradosso di Kussmaul: nei bambini, indebolimento o scomparsa del polso durante la fase inspiratoria.
Se la dispnea è grave bisogna intervenire immediatamente con steroidi endovena (riducono l'edema). Se la patologia non è flogistica ma traumatica o neoplastica (paralisi ricorrenziale bilaterale), segue al trattamento steroideo la tracheotomia o tracheostomia (in questo caso i margini del tracheostoma vengono suturati alla cute per evitare lo scollamento dei piani).
Tracheotomia e tracheostomia
La tracheotomia si pratica nel tratto immediatamente seguente la laringe, molto vicino alla cute. Se ne distanzia successivamente per strutture muscolari e parenchimali (istmo della tiroide). Viene effettuata sulla parete anteriore della trachea. Si incide sulla linea mediana e si prosegue in profondità raggiungendo l'istmo della tiroide che copre i primi anelli tracheali. La creazione di uno sportello nella trachea è fatta:
- Sopra istmica (I-II anello tracheale): comporta il rischio di stenosi tracheale.
- Tracheotomia transistmica (II-IV).
- Sotto-istmica o bassa: inferiormente al IV anello tracheale.
In caso di tracheostomia si uniscono con punti di seta i bordi dell'apertura tracheale con la cute. Riduce il rischio che l'aria espirata penetri nel sottocutaneo provocando enfisema e che la secrezione bronchiale infetti la ferita operatoria.
In casi di estrema urgenza si può ricorrere alla tracheotomia inter crico-tiroidea. Per tale tecnica esistono appositi kit chirurgici. I punti di repere sono la cartilagine tiroidea e quella cricoide. Si interviene con minitracheotomia. Questa tecnica può favorire l'instaurarsi di una stenosi tracheale. L'operazione è conclusa introducendo una cannula (meglio se con cuffia gonfiabile – palloncino per fissarla in laringe).