Semeiotica clinica e strumentale dell'udito
Ipoacusia
Ipoacusia: riduzione più o meno grave dell'udito. Il normoacusico percepisce suoni di 20-25dB a qualsiasi frequenza. Si parla di ipoacusia unilaterale o bilaterale, lieve, media, grave e gravissima. La perdita completa è chiamata anacusia, quella totale bilaterale cofosi. Il 22% della popolazione italiana soffre di ipoacusia, soprattutto maschi dopo i 60 anni; le forme neurosensoriali prevalgono.
- Trasmissiva: lesione a carico dell'apparato di trasmissione (orecchio esterno e medio). Non supera mai i 50-60dB ed è estesa su tutte le frequenze.
- Neurosensoriale o recettiva: lesione a carico dell'apparato di trasduzione (cellule cigliate) o di trasmissione del segnale ai centri nervosi (nervo acustico).
- Cocleare: se il danno è localizzato alle cellule cigliate.
- Retrococleare: se il danno è a livello del nervo acustico.
- Mista: se vi è contemporanea sofferenza dell'apparato di trasmissione e trasduzione.
- Percettiva: espressione di una sofferenza delle vie uditive centrali; in questo caso la soglia audiometrica può essere normale ma sono significativamente alterate le capacità discriminative.
Acufeni
Acufeni: percezioni sonore in assenza di stimolazione acustica. Si distinguono dagli acufeni oggettivi che sono costituiti da rumori prodotti da strutture vicine all'orecchio di origine:
- Vascolare: aneurisma dell’aorta e della carotide, MAV, tumore glomico, ipertensione endocranica, deiscenza del golfo giugulare, tireotossicosi.
- Tubarica: tuba pervia.
- Muscolare: mioclono degli stapedi, tensore del timpano, peristafilini.
- Articolare: spesso percepibile anche dall'esaminatore.
Nella maggior parte dei casi, gli acufeni si manifestano associati a patologie dell'orecchio. Il 10% della popolazione è affetto da acufeni e lo 0-5% di intensità tale da determinare fastidio. Il disagio con cui vengono vissuti gli acufeni è l'elemento che ne caratterizza la gravità. La terapia consiste nell'evitare il silenzio e nel trattamento sintomatico di patologie sottostanti o concomitanti (depressione, insonnia ecc).
Otodinia
Otodinia: dolore auricolare secondario a una patologia a carico dell'orecchio esterno o medio. È espressione quasi sempre di patologia flogistica o neoplastica, traumatica.
Otalgia
Otalgia: dolore auricolare in assenza di una patologia a tale livello. A differenza dell'otodinia, non si associa a ipoacusia. Cause:
- Cavo orale e faringe: patologie dentarie, glossiti, faringotonsilliti, flemmoni peritonsillari, neoplasie, esiti di interventi chirurgici, reflusso gastroesofageo.
- Laringe: laringiti, neoplasie.
- Esofago: corpi estranei, reflusso gastroesofageo, tumori maligni.
- Altre: patologie temporomandibolari, flogistiche e neoplastiche delle ghiandole salivari maggiori, algie cranio-facciali, traumi cervicali, artrosi cervicale, nevralgie.
Otorrea
Otorrea: fuoriuscita di materiale liquido dal meato acustico esterno.
- Sierosa: in genere secondaria a flogosi della cute del condotto uditivo esterno. Può essere espressione di fuoriuscita di liquido cefalo-rachidiano (oto liquorrea). In presenza di perforazione timpanica, soprattutto infantile, vi può essere otorrea sierosa o sieromucosa definita come otorrea tubarica.
- Mucosa o purulenta: solitamente espressione di flogosi cronica a carico dell'orecchio medio associata a perforazione timpanica. Meno frequentemente è secondaria a flogosi purulenta della cute del condotto uditivo esterno o della membrana timpanica.
- Emorragica o otorragia: in genere conseguente a un trauma, ma anche flogosi e raramente neoplasie.
Prurito
Prurito: è presente in caso di dermatosi del condotto uditivo esterno.
Esame endoscopico
Otoscopia: è la principale manovra diagnostica e si avvale dell'otoscopio, uno strumento retroilluminato provvisto di lente di ingrandimento e cono vuoto all'interno. Viene introdotto nell'orifizio del condotto uditivo esterno e permette di esplorare la superficie esterna della membrana timpanica. È utile eseguire una ...