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&

PROGRAMMA DEL CORSO

03 Verde urbano e periurbano:

04 i giardini nella storia e nel mondo,

11 effetti sull'ambiente e sulle attività umane,

29 tipologie di verde urbano e periurbano,

63 criteri di progettazione e principi di gestione e manutenzione.

91 Legislazione regionale, nazionale e codice civile

99 Aree protette:

100 storia dell'istituzione delle aree protette,

114 convenzioni e dichiarazioni internazionali,

115 Agenda 21

118 Rete Natura 2000

128 Legge Quadro aree protette

145 Criteri di zonizzazione,

169 Legge 28/94 Basilicata Filizzola

Tesina Esame di Verde Urbano & Parchi - - Scienze Forestali e Ambien. UNIBAS

Filizzola

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VERDE URBANO E PERIURBANO

Il territorio urbano in cui viviamo esprime la gerarchia di valori sociali ed economici

della società civile. Il paesaggio è lo specchio di tutte le componenti della società,

per cui risulta essere la somma di tutti gli interventi sul territorio naturale con i

lineamenti storici delle generazioni che hanno partecipato alla sua attuale

conformazione.

Nei caratteri scolpiti del paesaggio, si possono leggere gli aspetti più particolari ed

interessanti delle varie popolazioni che hanno vissuto in quegli ambienti e che, con le

modifiche apportate, hanno plasmato quei luoghi, creandone un’anima che

rispecchiasse la popolazione stessa. Il fatto che esiste ed è sempre esistito questo

forte legame tra uomo e ambiente, ci porta a considerare il territorio come un

sistema continuo e dinamico di componenti ecologiche, antropiche e paesaggistiche

costantemente in interscambio tra loro.

Il “verde” all’interno di una città o di un territorio è il simbolo di una stretta

relazione tra l’uomo e l’ambiente naturale che lo circonda. È un sistema

organizzato di spazi di grandi e piccole dimensioni, destinati a diversi utilizzi, dove il

progettista cerca di assemblare le componenti naturali a quelle antropiche, per

ottenere una mescolanza di situazioni che possano essere di beneficio sia

all’uomo che alla natura.

E’ importante specificare le caratteristiche e le funzionalità che un piccolo scorcio di

natura può assolvere in un ambiente deturpato e danneggiato come quello urbano:

- Depurazione dell’aria

- Attenuazione dei rumori,

- Funzione di abbellimento e ricreazione.

É situato nel Territorio Urbano in cui esiste una gerarchia, alla quale il Verde Urbano

occupa un grado di importanza intermedia.

Il paesaggio è plasmato dall'uomo, ma rispecchia la struttura che le piante

assumerebbero allo stato naturale.

Nei caratteri scolpiti si possono osservare gli aspetti culturali più interessanti delle

varie popolazioni locali. Filizzola

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Esistono differenti tipologie di verde urbano, dai giardini, ai campi gioco e per lo

sport, agli alberi in filari lungo i viali fino ai parchi.

Per capire effettivamente il significato del “sistema verde” è opportuno precisare il

concetto di giardino e parco, che sono le due componenti base che vengono prese

in considerazione nel momento in cui si effettua una trattazione sul verde.

Il termine GIARDINO (dal gotico “garta”=recinto) presenta nell’uso comune un

significato piuttosto vago, poiché con tale termine sono indicate sia le piccole aiuole,

sia i giardini pubblici e il verde dei plessi scolastici, nonché il verde a servizio degli

isolati e dei quartieri residenziali.

Per tanto il giardino è considerato un tipo di verde che pone in evidenza quel forte

legame che esiste tra l’uomo e la natura.

Per quanto concerne il concetto di PARCO, esso spazia dai grandi parchi privati a

servizio di residenze importanti, ai vasti parchi naturali, sia regionali che nazionali,

con varie e specifiche funzioni che abbracciano sia aspetti di tutela e protezione che

aspetti ricreativi ed economici.

La Progettazione di Parchi e Giardini è divisa in 2 elementi importanti:

- Intensità di Progettazione (Giardino)

- Intensità della componente naturale del Verde (Parco)

EVOLUZIONE STORICA DEI GIARDINI

La storia del giardino è legata alla storia dell’uomo, che costretto a separarsi dalla

natura, durante i processi di insediamento in ambiente urbano, tende a ricostruire

il rapporto Uomo - Natura in spazi confinati.

Per questo motivo l’evoluzione del giardino è profondamente legata ai cambiamenti

delle modalità abitative, che a loro volta sono collegate ai mutamenti delle vicende

storiche e architettoniche.

I Giardini ornamentali e urbani derivano dagli orti agricoli, sono appezzamenti

di terreno, generalmente recintati e coltivati con piante verdi e fiorifere allo scopo di

creare un ambiente piacevole e armonioso.

Nel corso dei secoli, le piante usate per i giardini si sono molto diversificate,

adeguandosi all'introduzione di nuove piante conseguente alle scoperte

geografiche, ad esempio, a partire dalla scoperta dell'America, le varietà di piante e

alberi coltivati nei giardini europei è notevolmente aumentata.

L’uomo ha sempre cercato di introdurre gli elementi naturali all’interno degli

insediamenti cittadini, questo si evince da tutte le antiche testimonianze storiche che

ci sono rimaste:

- Mosaici

- Documentazioni storiche e letterarie che descrivono antichi giardini

- Paleobotanica Filizzola

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Con riferimento al verde pubblico è possibile affermare che la nascita del giardino

pubblico, concepito come spazio per il decoro della città e la fruizione pubblica,

risale, in Europa, nel ‘600 e ‘700 in un contesto di un generale processo di

trasformazione dei modi di vita degli abitati.

Si parte dall’ANTICA BABILONIA, dove furono

progettati i primi giardini con sistemi semplici

d’irrigazione, questi erano posti vicino le case

scavate nella roccia e svolgevano principalmente la

funzione di orti.

I giardini pensili di Babilonia erano celebrati come

una delle sette meraviglie del mondo.

Questi giardini sembrerebbero indicare un interesse

ornamentale e architettonico mirato al loro

godimento da parte dell'uomo.

Nell’ANTICO EGITTO, i giardini avevano un aspetto semplice, essi erano circondati

da mura e le essenze vegetative dominanti erano la palma da datteri, i fiori di loto e i

papaveri. Questi giardini erano ricchi di significati simbolici tuttavia presentavano

una geometria piuttosto rigida.

La ROMA ANTICA offre una maggiore varietà di

spazi verdi destinati alla collettività.

I prata pubblica erano appezzamenti a bosco con

viali per il passeggio.

Numerosi erano poi i resti dei luci, i boschi sacri

legati a luoghi sacri (Templi = Sacelli) conservati nel

tessuto urbano perché legati ai miti più antichi della

Fondazione di Roma: 753 a.C. da Romolo e dai

successivi 7 Re di Roma.

Testimonianze sugli antichi giardini geometrici

romani ci sono pervenute grazie ai reperti

archeologici di Pompei, Ercolano, Ostia o della 

villa dell'imperatore Adriano a Tivoli (nei pressi di

Roma).

Tra le innumerevoli ville si ricordano quella di Tiberio ad Anacapri e quella di Catullo

sul Lago di Garda.

Le grandi dimore dei nobili romani si trovavano completamente immerse nella natura

incontaminata con vegetazione lussureggiante.

In prossimità dell’abitazione il verde ere sistemato in modo da armonizzarsi con le

linee artificiali dell’edificio, si componeva di aiuole pianeggianti ad andamento

regolare rettilineo, contornate da basse siepi e ornate da vasche con zampilli, statue

e altri elementi architettonici decorativi.

Nella progettazione si teneva quindi conto di quello che la natura aveva da offrire, si

diradava il boschetto presente conservando le piante con l’aspetto migliore e

aprendo varchi e visuali sugli sfondi panoramici, si costruivano gradinate e scale per

superare i dislivelli. Venivano inoltre sistemati dei semplici elementi di abbellimento

come statue, pergolati e panchine.

Il terreno era ricco di arbusti e piante sempreverdi: bosso, mirto, alloro, edera,

oleandro e rosmarino. Tra le piante caducifoglie si coltivavano melograni, rose,

limoni, ciliegi, fichi e la vite. Tra i fiori venivano utilizzate varietà di narciso e viola.

Per i loro giardini, i romani fecero un grande uso delle sempreverdi, soprattutto il

bosso, l'alloro e il cipresso, potandole in modo da creare figure artificiali: questa

forma di decorazione risponde al nome di Arte Topiaria.

Alcune figure consistevano in semplici forme geometriche con una potatura ad

angolo retto, altre furono fantasiose ed estremamente elaborate, con la potatura a

forma di figura umana o animale. Filizzola

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Nelle città del MEDIOEVO, la necessità di difesa

dalle aggressioni diventa fondamentale e le mura,

che delimitano le aree interne, rendono prezioso lo

spazio disponibile, per cui la città appare scolorita

per via del grigio delle pietre e sembra priva di vita.

Gli spazi verdi risiedono fuori le mura, si tratta

soprattutto di prati, dove si tengono i tornei e le

feste.

Nelle città permane la cultura di un giardino

domestico racchiuso, murato e circondato da portici.

Questa tipologia di giardino la possiamo osservare

nei chiostri dei monasteri. L’area presente

all’interno di queste strutture era sistemata con uno

schema semplice e fisso caratterizzato dal ripetersi

di aiuole. Il cortile del chiostro era diviso in vialetti

che s’incrociavano ortogonalmente e diagonalmente

in quattro aiuole rettangolari o quadrate nel primo

caso e triangolari nel secondo, inoltre al centro del

cortile veniva sistemato un pozzo per

l’approvvigionamento dell’acqua.

Si può affermare quindi che questo tipo di

sistemazione aveva la funzione prevalente di

soddisfare bisogni primari, non a caso gli orti

presenti nel chiostro erano destinati alla coltivazione

di beni di prima necessità.

Nell’EPOCA RINASCIMENTALE le città si espandono e si abbelliscono. La vita

cittadina si apre a nuovi e più larghi ritmi e l’uomo cerca di sottomettere la natura

introducendo elementi artificiali e sovrapponendo la sua arte a quella della natura.

In quest’epoca nasce l’idea di una “architettura della natura”, cioè adoperare le

piante come materia architettonica e fonderle con opere murarie, statue ecc,

creando una vera e propria composizione artistica.

Si afferma la figura del progettista quale ideatore del giardino.

Nel ‘500 si assiste ad una predominanza dell’elemento costruito su quello naturale,

quindi al dominio della pietra sulle piante. Il giardino del ‘500 è basato su

elementi di costruzione, infatti, le case sono un “continuum” con il giardino in modo

tale che, anche la vita che vi si svolge all’interno, viene a contatto con l’elemento

naturale. Filizzola

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Nel ‘600, si verifica una situazione contraria, le piante diventano l’elemento

dominante e distintivo dei giardini che, s’ingrandiscono (prime forme di parchi),

tendono a perdere le linee di confine in modo che, il giardino stesso, si vada a

congiungere con il paesaggio circostante dove la recinzione scompare e il confine è

molto lontano dalla residenza centrale.

È l’epoca dei giardini più belli e sontuosi.

Vengono aperti al pubblico i cancelli di alcune ville aristocratiche, ma l’accesso era

consentito solo se ci si atteneva al rispetto di precise regole.

In Italia il giardino Barocco del ‘600 fu la rappresentazione dello

spazio infinito e delle sorprese: suoni, cascate d'acqua e giochi

illusionistici della topiaria (le verdi sculture intagliate nei bossi e

nei tassi, portarono alla creazione di suggestioni capaci di

stimolare nello spettatore l'illusione di stare in un luogo magico),

dove gli elementi architettonici e naturali si fondevano.

Esempi significativi di giardino barocco sono il Bosco sacro di

Bomarzo (Viterbo) e la villa Aldobrandini (Frascati).

Nel ‘700 continua il movimento di valorizzazione dell’elemento vegetale iniziato nel

Seicento, e si afferma il così detto “giardino alla francese” e il “giardino

all’italiana” (Reggia di Versailles / Reggia di Caserta), basati su regole di

composizione unitaria, prospettica e geometrica.

Il Giardino All’italiana è realizzato secondo una serie di canoni:

- Rigorosa simmetria delle aiuole, dei viali, delle vasche con forme geometriche

rettilinee, curvilinee o miste;

- Orizzontalità dei piani;

- Presenza di siepi perfettamente squadrate e poste a delimitazione delle aiuole

oppure al loro interno a formare disegni più o meno complessi;

- Presenza di poche piante o cespugli foggiate, ad eccezione di quelle a linee

architettoniche proprie del loro portamento in natura.

Tutti gli elementi del giardino rispondono ad una perfetta

simmetria, le siepi costituiscono uno degli elementi

predominanti della composizione, esse contornando le aiuole,

danno vita a disegni classici: esempio tipico è il così detto

“labirinto” un intricato svolgersi di vialetti su due assi di

simmetria perpendicolari tra loro e tracciati da siepi tenute

alte e squadrate. Vengono utilizzate piante di alto fusto

plasmate secondo i motivi architettonici della natura.

I giardini “alla francese” erano di maggiori

dimensioni, favoriti dalla conformazione

pianeggiante del territorio e più tendenti al

colore (piante da fiore), rispettando uno schema

rettangolare o quadrato.

- Promenade: Vialoni per passeggiate.

- Boulévards: Viali alberati molto ampi.

Nel ‘700 si sviluppano in Francia i primi modelli

di “Giardini Pubblici” con stradoni e viali

ombrosi per il passeggio. Filizzola

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I prati si arricchiscono di un nuovo elemento orizzontale,

i progettisti francesi idearono un metodo di progettare il

giardino detto parterre (dal francese “per terra”): un

giardino la cui disposizione era visibile da una certa

distanza e che si estendeva lontano dalla casa secondo uno

schema ben definito.

Erano strutturati in un viale centrale che si estendeva dalla

casa attraverso le due metà del giardino, e si perdeva

lontano per dare l'impressione di poter controllare tutto lo

spazio oltre la residenza.

Talvolta, come nel caso della reggia di Versailles e del

Campidoglio di Washington D.C. i viali si

estendevano per svariati chilometri.

In questo periodo, inoltre, si conferma nella città, la tendenza a dotarsi di parchi e

spazi aperti per la popolazione.

Si può concludere dicendo che, tra Seicento e Settecento, si affermano tre tipologie

di verde urbano:

- Il giardino delle mura, trasformazione delle cinte murarie in giardini urbani;

- Il corso o stradone, viale ombroso destinato al passeggio;

- Il giardino pubblico, nel senso di giardini, anche nuovi, e non più solo aperti al

pubblico dalla munificenza dei potenti.

Nell’800 un gruppo di architetti paesaggisti

elaborarono le linee del giardino romantico inglese.

Essi misero al bando le forme che costringevano la

natura in moduli geometrici e, in base al romanticismo

dell’epoca, proclamarono la libertà della natura.

Il giardino romantico voleva essere una copia

migliorata della natura perciò venne allontanato

tutto quello che non era spontaneo.

Esso era costituito da viali e aiuole ad andamento

tortuoso, curvilineo e irregolare e chi si trovava a

percorrerli aveva sempre la sensazione che dietro una

curva si potesse celare qualche aspetto inatteso e

sorprendente.

Venivano usate numerose piante ad alto fusto e arbusti allevati in forme libere e

spontanee riunite a gruppi o a macchie irregolari.

L’acqua veniva raccolta in specchi irregolari o in laghetti alimentati da ruscelli e

cascatelle.

Alla fine dell’Ottocento conseguentemente all’industrializzazione si delinearono

nuove condizioni sociali e anche la classe dei commercianti inglesi diventa

economicamente ricca, permettendosi così la costruzione di grandi giardini, prati e

laghetti. Inoltre l’aumento di ricchezza comportò il

fenomeno della crescita urbana con la parziale

distruzione dei vecchi giardini patrizi e la

sottrazione degli spazi liberi intorno alla città.

È in quest’epoca che vengono realizzate le opere

più belle di parchi e giardini nelle varie parti del

mondo.

Tra queste possiamo ricordare: il Central Park a

New York (1834-1853), creato da Frederik Law

Olmsted e Calvet Vaux, i quali tramutarono le zone

paludose in laghi e le zone più alte, in prati

circondati da boschi.

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SERRE

Le serre, strutture entro le quali tenere le

piante delicate, furono costruite dalla metà

dell’800 in poi

Nel 1844-1848, fu costruita la Palm House

nei Royal Botanic Gardens di Kew, a

Londra. La grande serra fu costruita in

ghisa e vetro seguendo criteri che

consentivano di mantenere la giusta

temperatura, illuminazione e umidità per la

conservazione delle piante esotiche.

FALCIATRICE

Inventata da Edwin Beard Budding, la falciatrice fu

brevettata nel 1830; l'invenzione, subito prodotta e

diffusa su larga scala, fece sì che i prati inglesi fossero

tagliati più spesso e con maggior facilità e consentì

anche al ceto medio di tenere un giardino senza

ricorrere a un giardiniere.

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/05 Assestamento forestale e selvicoltura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GPL1987 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Selvicoltura generale e sistemi forestali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Basilicata o del prof Pierangeli Domenico.
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