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Verde urbano e periurbano

I giardini nella storia e nel mondo, effetti sull'ambiente e sulle attività umane, tipologie di verde urbano e periurbano, criteri di progettazione e principi di gestione e manutenzione.

Legislazione regionale, nazionale e codice civile

Aree protette: storia dell'istituzione delle aree protette, convenzioni e dichiarazioni internazionali, Agenda 21, Rete Natura 2000, Legge Quadro aree protette, criteri di zonizzazione, Legge 28/94 Basilicata.

Filizzola Tesina Esame di Verde Urbano & Parchi - Scienze Forestali e Ambientali. UNIBAS

Verde urbano e periurbano

Il territorio urbano in cui viviamo esprime la gerarchia di valori sociali ed economici della società civile. Il paesaggio è lo specchio di tutte le componenti della società, per cui risulta essere la somma di tutti gli interventi sul territorio naturale con i lineamenti storici delle generazioni che hanno partecipato alla sua attuale conformazione.

Nei caratteri scolpiti del paesaggio, si possono leggere gli aspetti più particolari ed interessanti delle varie popolazioni che hanno vissuto in quegli ambienti e che, con le modifiche apportate, hanno plasmato quei luoghi, creandone un’anima che rispecchiasse la popolazione stessa. Il fatto che esiste ed è sempre esistito questo forte legame tra uomo e ambiente, ci porta a considerare il territorio come un sistema continuo e dinamico di componenti ecologiche, antropiche e paesaggistiche costantemente in interscambio tra loro.

Il “verde” all’interno di una città o di un territorio è il simbolo di una stretta relazione tra l’uomo e l’ambiente naturale che lo circonda. È un sistema organizzato di spazi di grandi e piccole dimensioni, destinati a diversi utilizzi, dove il progettista cerca di assemblare le componenti naturali a quelle antropiche, per ottenere una mescolanza di situazioni che possano essere di beneficio sia all’uomo che alla natura.

È importante specificare le caratteristiche e le funzionalità che un piccolo scorcio di natura può assolvere in un ambiente deturpato e danneggiato come quello urbano:

  • Depurazione dell’aria
  • Attenuazione dei rumori
  • Funzione di abbellimento e ricreazione

È situato nel territorio urbano in cui esiste una gerarchia, alla quale il Verde Urbano occupa un grado di importanza intermedia. Il paesaggio è plasmato dall'uomo, ma rispecchia la struttura che le piante assumerebbero allo stato naturale.

Nei caratteri scolpiti si possono osservare gli aspetti culturali più interessanti delle varie popolazioni locali. Filizzola Tesina Esame di Verde Urbano & Parchi - Scienze Forestali e Ambientali. UNIBAS

Esistono differenti tipologie di verde urbano, dai giardini, ai campi gioco e per lo sport, agli alberi in filari lungo i viali fino ai parchi.

Per capire effettivamente il significato del “sistema verde” è opportuno precisare il concetto di giardino e parco, che sono le due componenti base che vengono prese in considerazione nel momento in cui si effettua una trattazione sul verde.

Il termine giardino (dal gotico “garta”=recinto) presenta nell’uso comune un significato piuttosto vago, poiché con tale termine sono indicate sia le piccole aiuole, sia i giardini pubblici e il verde dei plessi scolastici, nonché il verde a servizio degli isolati e dei quartieri residenziali. Per tanto il giardino è considerato un tipo di verde che pone in evidenza quel forte legame che esiste tra l’uomo e la natura.

Per quanto concerne il concetto di parco, esso spazia dai grandi parchi privati a servizio di residenze importanti, ai vasti parchi naturali, sia regionali che nazionali, con varie e specifiche funzioni che abbracciano sia aspetti di tutela e protezione che aspetti ricreativi ed economici.

La progettazione di parchi e giardini è divisa in 2 elementi importanti:

  • Intensità di progettazione (Giardino)
  • Intensità della componente naturale del Verde (Parco)

Evoluzione storica dei giardini

La storia del giardino è legata alla storia dell’uomo, che costretto a separarsi dalla natura, durante i processi di insediamento in ambiente urbano, tende a ricostruire il rapporto Uomo - Natura in spazi confinati. Per questo motivo l’evoluzione del giardino è profondamente legata ai cambiamenti delle modalità abitative, che a loro volta sono collegate ai mutamenti delle vicende storiche e architettoniche.

I giardini ornamentali e urbani derivano dagli orti agricoli, sono appezzamenti di terreno, generalmente recintati e coltivati con piante verdi e fiorifere allo scopo di creare un ambiente piacevole e armonioso. Nel corso dei secoli, le piante usate per i giardini si sono molto diversificate, adeguandosi all'introduzione di nuove piante conseguente alle scoperte geografiche, ad esempio, a partire dalla scoperta dell'America, le varietà di piante e alberi coltivati nei giardini europei è notevolmente aumentata.

L’uomo ha sempre cercato di introdurre gli elementi naturali all’interno degli insediamenti cittadini, questo si evince da tutte le antiche testimonianze storiche che ci sono rimaste:

  • Mosaici
  • Documentazioni storiche e letterarie che descrivono antichi giardini
  • Paleobotanica

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Con riferimento al verde pubblico è possibile affermare che la nascita del giardino pubblico, concepito come spazio per il decoro della città e la fruizione pubblica, risale, in Europa, nel ‘600 e ‘700 in un contesto di un generale processo di trasformazione dei modi di vita degli abitati.

Si parte dall’antica Babilonia, dove furono progettati i primi giardini con sistemi semplici d’irrigazione, questi erano posti vicino le case scavate nella roccia e svolgevano principalmente la funzione di orti. I giardini pensili di Babilonia erano celebrati come una delle sette meraviglie del mondo. Questi giardini sembrerebbero indicare un interesse ornamentale e architettonico mirato al loro godimento da parte dell'uomo.

Nell’antico Egitto, i giardini avevano un aspetto semplice, essi erano circondati da mura e le essenze vegetative dominanti erano la palma da datteri, i fiori di loto e i papaveri. Questi giardini erano ricchi di significati simbolici tuttavia presentavano una geometria piuttosto rigida.

La Roma antica offre una maggiore varietà di spazi verdi destinati alla collettività. I prata pubblica erano appezzamenti a bosco con viali per il passeggio. Numerosi erano poi i resti dei luci, i boschi sacri legati a luoghi sacri (Templi = Sacelli) conservati nel tessuto urbano perché legati ai miti più antichi della Fondazione di Roma: 753 a.C. da Romolo e dai successivi 7 Re di Roma. Testimonianze sugli antichi giardini geometrici romani ci sono pervenute grazie ai reperti archeologici di Pompei, Ercolano, Ostia o della villa dell'imperatore Adriano a Tivoli (nei pressi di Roma).

Tra le innumerevoli ville si ricordano quella di Tiberio ad Anacapri e quella di Catullo sul Lago di Garda. Le grandi dimore dei nobili romani si trovavano completamente immerse nella natura incontaminata con vegetazione lussureggiante. In prossimità dell’abitazione il verde era sistemato in modo da armonizzarsi con le linee artificiali dell’edificio, si componeva di aiuole pianeggianti ad andamento regolare rettilineo, contornate da basse siepi e ornate da vasche con zampilli, statue e altri elementi architettonici decorativi.

Nella progettazione si teneva quindi conto di quello che la natura aveva da offrire, si diradava il boschetto presente conservando le piante con l’aspetto migliore e aprendo varchi e visuali sugli sfondi panoramici, si costruivano gradinate e scale per superare i dislivelli. Venivano inoltre sistemati dei semplici elementi di abbellimento come statue, pergolati e panchine. Il terreno era ricco di arbusti e piante sempreverdi: bosso, mirto, alloro, edera, oleandro e rosmarino. Tra le piante caducifoglie si coltivavano melograni, rose, limoni, ciliegi, fichi e la vite. Tra i fiori venivano utilizzate varietà di narciso e viola.

Per i loro giardini, i romani fecero un grande uso delle sempreverdi, soprattutto il bosso, l'alloro e il cipresso, potandole in modo da creare figure artificiali: questa forma di decorazione risponde al nome di Arte Topiaria. Alcune figure consistevano in semplici forme geometriche con una potatura ad angolo retto, altre furono fantasiose ed estremamente elaborate, con la potatura a forma di figura umana o animale. Filizzola Tesina Esame di Verde Urbano & Parchi - Scienze Forestali e Ambientali. UNIBAS

Nelle città del Medioevo, la necessità di difesa dalle aggressioni diventa fondamentale e le mura, che delimitano le aree interne, rendono prezioso lo spazio disponibile, per cui la città appare scolorita per via del grigio delle pietre e sembra priva di vita. Gli spazi verdi risiedono fuori le mura, si tratta soprattutto di prati, dove si tengono i tornei e le feste.

Nelle città permane la cultura di un giardino domestico racchiuso, murato e circondato da portici. Questa tipologia di giardino la possiamo osservare nei chiostri dei monasteri. L’area presente all’interno di queste strutture era sistemata con uno schema semplice e fisso caratterizzato dal ripetersi di aiuole. Il cortile del chiostro era diviso in vialetti che s’incrociavano ortogonalmente e diagonalmente in quattro aiuole rettangolari o quadrate nel primo caso e triangolari nel secondo, inoltre al centro del cortile veniva sistemato un pozzo per l’approvvigionamento dell’acqua.

Si può affermare quindi che questo tipo di sistemazione aveva la funzione prevalente di soddisfare bisogni primari, non a caso gli orti presenti nel chiostro erano destinati alla coltivazione di beni di prima necessità.

Nell’epoca rinascimentale le città si espandono e si abbelliscono. La vita cittadina si apre a nuovi e più larghi ritmi e l’uomo cerca di sottomettere la natura introducendo elementi artificiali e sovrapponendo la sua arte a quella della natura. In quest’epoca nasce l’idea di una “architettura della natura”, cioè adoperare le piante come materia architettonica e fonderle con opere murarie, statue ecc, creando una vera e propria composizione artistica. Si afferma la figura del progettista quale ideatore del giardino.

Nel ‘500 si assiste ad una predominanza dell’elemento costruito su quello naturale, quindi al dominio della pietra sulle piante. Il giardino del ‘500 è basato su elementi di costruzione, infatti, le case sono un “continuum” con il giardino in modo tale che, anche la vita che vi si svolge all’interno, viene a contatto con l’elemento naturale. Filizzola Tesina Esame di Verde Urbano & Parchi - Scienze Forestali e Ambientali. UNIBAS

Nel ‘600, si verifica una situazione contraria, le piante diventano l’elemento dominante e distintivo dei giardini che, s’ingrandiscono (prime forme di parchi), tendono a perdere le linee di confine in modo che, il giardino stesso, si vada a congiungere con il paesaggio circostante dove la recinzione scompare e il confine è molto lontano dalla residenza centrale. È l’epoca dei giardini più belli e sontuosi. Vengono aperti al pubblico i cancelli di alcune ville aristocratiche, ma l’accesso era consentito solo se ci si atteneva al rispetto di precise regole.

In Italia il giardino barocco del ‘600 fu la rappresentazione dello spazio infinito e delle sorprese: suoni, cascate d'acqua e giochi illusionistici della topiaria (le verdi sculture intagliate nei bossi e nei tassi, portarono alla creazione di suggestioni capaci di stimolare nello spettatore l'illusione di stare in un luogo magico), dove gli elementi architettonici e naturali si fondevano. Esempi significativi di giardino barocco sono il Bosco sacro di Bomarzo (Viterbo) e la villa Aldobrandini (Frascati).

Nel ‘700 continua il movimento di valorizzazione dell’elemento vegetale iniziato nel Seicento, e si afferma il così detto “giardino alla francese” e il “giardino all’italiana” (Reggia di Versailles / Reggia di Caserta), basati su regole di composizione unitaria, prospettica e geometrica. Il Giardino All’italiana è realizzato secondo una serie di canoni:

  • Rigorosa simmetria delle aiuole, dei viali, delle vasche con forme geometriche rettilinee, curvilinee o miste
  • Orizzontalità dei piani
  • Presenza di siepi perfettamente squadrate e poste a delimitazione delle aiuole oppure al loro interno a formare disegni più o meno complessi
  • Presenza di poche piante o cespugli foggiate, ad eccezione di quelle a linee architettoniche proprie del loro portamento in natura

Tutti gli elementi del giardino rispondono ad una perfetta simmetria, le siepi costituiscono uno degli elementi predominanti della composizione, esse contornano le aiuole, danno vita a disegni classici: esempio tipico è il così detto “labirinto” un intricato svolgersi di vialetti su due assi di simmetria perpendicolari tra loro e tracciati da siepi tenute alte e squadrate. Vengono utilizzate piante di alto fusto plasmate secondo i motivi architettonici della natura. I giardini “alla francese” erano di maggiori dimensioni, favoriti dalla conformazione pianeggiante del territorio e più tendenti al colore (piante da fiore), rispettando uno schema rettangolare o quadrato.

  • Promenade: Vialoni per passeggiate
  • Boulevards: Viali alberati molto ampi

Nel ‘700 si sviluppano in Francia i primi modelli di “giardini pubblici” con stradoni e viali ombrosi per il passeggio. Filizzola Tesina Esame di Verde Urbano & Parchi - Scienze Forestali e Ambientali. UNIBAS

I prati si arricchiscono di un nuovo elemento orizzontale, i progettisti francesi idearono un metodo di progettare il giardino detto parterre (dal francese “per terra”): un giardino la cui disposizione era visibile da una certa distanza e che si estendeva lontano dalla casa secondo uno schema ben definito. Erano strutturati in un viale centrale che si estendeva dalla casa attraverso le due metà del giardino, e si perdeva lontano per dare l'impressione di poter controllare tutto lo spazio oltre la residenza. Talvolta, come nel caso della reggia di Versailles e del Campidoglio di Washington D.C. i viali si estendevano per svariati chilometri. In questo periodo, inoltre, si conferma nella città, la tendenza a dotarsi di parchi e spazi aperti per la popolazione.

Si può concludere dicendo che, tra Seicento e Settecento, si affermano tre tipologie di verde urbano:

  • Il giardino delle mura, trasformazione delle cinte murarie in giardini urbani
  • Il corso o stradone, viale ombroso destinato al passeggio
  • Il giardino pubblico, nel senso di giardini, anche nuovi, e non più solo aperti al pubblico dalla munificenza dei potenti

Nell’800 un gruppo di architetti paesaggisti elaborarono le linee del giardino romantico inglese. Essi misero al bando le forme che costringevano la natura in moduli geometrici e, in base al romanticismo dell’epoca, proclamarono la libertà della natura. Il giardino romantico voleva essere una copia migliorata della natura perciò venne allontanato tutto quello che non era spontaneo. Esso era costituito da viali e aiuole ad andamento tortuoso, curvilineo e irregolare e chi si trovava a percorrerli aveva sempre la sensazione che dietro una curva si potesse celare qualche aspetto inatteso e sorprendente.

Venivano usate numerose piante ad alto fusto e arbusti allevati in forme libere e spontanee riunite a gruppi o a macchie irregolari. L’acqua veniva raccolta in specchi irregolari o in laghetti alimentati da ruscelli e cascatelle.

Alla fine dell’Ottocento conseguentemente all’industrializzazione si delinearono nuove condizioni sociali e anche la classe dei commercianti inglesi diventa economicamente ricca, permettendosi così la costruzione di grandi giardini, prati e laghetti. Inoltre l’aumento di ricchezza comportò il fenomeno della crescita urbana con la parziale distruzione dei vecchi giardini patrizi e la sottrazione degli spazi liberi intorno alla città. È in quest’epoca che vengono realizzate le opere più belle di parchi e giardini nelle varie parti del mondo.

Tra queste possiamo ricordare: il Central Park a New York (1834-1853), creato da Frederik Law Olmsted e Calvet Vaux, i quali tramutarono le zone paludose in laghi e le zone più alte, in prati circondati da boschi. Filizzola Tesina Esame di Verde Urbano & Parchi - Scienze Forestali e Ambientali. UNIBAS

Serre

Le serre, strutture entro le quali tenere le piante delicate, furono costruite dalla metà dell’800 in poi. Nel 1844-1848, fu costruita la Palm House nei Royal Botanic Gardens di Kew, a Londra. La grande serra fu costruita in ghisa e vetro seguendo criteri che consentivano di mantenere la giusta temperatura, illuminazione e umidità per la conservazione delle piante esotiche.

Falciatrice

Inventata da Edwin Beard Budding, la falciatrice fu brevettata nel 1830; l'invenzione, subito prodotta e diffusa su larga scala, fece sì che i prati inglesi fossero tagliati più spesso e con maggior facilità e consentì anche al ceto medio di tenere un giardino senza ricorrere a un giardiniere.

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/05 Assestamento forestale e selvicoltura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GPL1987 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Selvicoltura generale e sistemi forestali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Basilicata o del prof Pierangeli Domenico.
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