PROGRAMMA DEL CORSO:
03 Considerazioni generali e finalità sull'ARBORICOLTURA DA LEGNO.
05 Studio e scelta della stazione.
13 Tecniche di impianto, coltivazione e gestione delle piantagioni.
53 Opere accessorie alle piantagioni.
74 Legislazione: Aspetti forestali della PAC.
75 Short Rotation Forestry
82 Caratteristiche delle specie più comunemente impiegate in impianti puri e misti.
DEFINIZIONE
arboricoltura da legno
Con il termine “ ” si intende la coltivazione di un insieme di
alberi forestali costituente un sistema artificiale temporaneo o transitorio, allo scopo
di ottenere in tempi più o meno brevi prodotti legnosi in quantità elevata e con
specifiche qualità in relazioni alle diverse regioni fitogeografiche, alle condizioni
ambientali e socio-economiche. Filizzola
Tesina Esame di Arboricoltura - - Scienze Forestali e Ambientali UNIBAS
CENNI STORICI FORESTALI
Epoca romana
: Pinus pinea
impianti di pino domestico ( ) vicino agli arsenali
1600
: Abies alba
impianti di abete bianco ( ) da parte degli ordini monastici (Vallombrosa)
Inizi del ‘900 : Populus
impianti di pioppo ( ) come alternativa all’embargo della Società delle Nazioni
Anni ’50 (legge Fanfani):
coltivazione di conifere a rapido accrescimento (Pino nero)
Anni ’70
:
nuove specie forestali anche esotiche (pino nero, pino insigne ed eucalipto)
Anni ’80
:
occupazione terreni ex-agricoli
- conifere indigene ed esotiche a rapido accrescimento (150.000 ha)
- pioppo (75.000 ettari)
- specie di pregio (30.000 ettari)
Anni ’90
Riforma Mac Sherry- Set-aside
legge 2080/92: ( )
- contrastare le eccedenze agricole occupando i terreni coltivati con impianti di
arboricoltura di pregio in cambio di:
- rimborso spese di manutenzione (per 5 anni)
- mancati redditi (per 20 anni)
Situazione attuale :
Protocollo di Kyoto
- fonti energetiche alternative
- riduzione gas serra e cambiamenti climatici
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CLASSIFICAZIONE
DELL’ARBORICOLTURA
PRODUZIONE DI QUANTITÀ a Ciclo breve (15-20 anni):
- massimizzazione della quantità con apporto energetico esterno ridotto
- specie a rapido accrescimento
- pannelli di particelle, segati di poco pregio, energia alternativa (Biomassa)
PRODUZIONE DI QUALITÀ a Ciclo lungo (20-40-60 anni):
- prodotti di elevato valore tecnologico con apporto energetico esterno elevato
- elevato apporto energetico (manodopera e investimenti economici)
- conifere o latifoglie di pregio (Noce, Ciliegio)
- tondame, tranciati, sfogliati, segati
PRODUZIONE A CICLO BREVISSIMO (Short Rotation Forestry 2-7 anni)
- massimizzazione quantità con apporto energetico esterno basso
- latifoglie a rapido accrecimento
- governo a ceduo
- biomasse, imballaggio, cellulosa
LUOGO ECONOMICO
IMPIANTI SOSTITUTIVI DI COLTURE AGRARIE
- Sistema Temporaneo e reversibile (in base alle esigenze del
mercato)
- strutture e manodopera adatta all’arboricoltura di qualità
(modulo colturale intensivo)
- Necessità di elevata quantità di energia, lavoro e capitali
Coltivazione degli alberi forestali come se fossero colture agrarie,
il confronto dei redditi deve essere favorevole (Simile o Uguale),
ma questo dipende dalla richiesta di mercato e dal prezzo di
vendita della coltura utilizzata.
IMPIANTI SU TERRENI MARGINALI DI COLTURE AGRARIE
- Sistema Transitorio - Durevole nel Tempo
- arboricoltura di qualità o quantità
- modulo intensivo o estensivo
- possibile evoluzione verso sistema tipicamente forestale
Esso prevede la transizione della coltivazione degli alberi forestali in
un Silvosistema, dove l’immissione di energia, lavoro e capitali è
notevolmente ridotto rispetto all’agrosistema interno.
IMPIANTI SU TERRENI A VOCAZIONE FORESTALE
- Sistema SEMPRE Transitorio (evolve verso sistema forestale)
- modulo colturale estensivo con apporto energetico esterno ridotto
all’essenziale Filizzola
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SPECIE ARBOREE ADOTTATE
SPECIE A RAPIDO ACCRESCIMENTO
- elevate potenzialità genetiche di accrescimento (altezza, diametro e volume)
3
+10m /ha
- incremento medio annuo
- (Pioppo - Robinia)
SPECIE A LEGNAME PREGIATO
- in genere latifoglie
- (Noce, Ciliegio, Frassino)
- legno con elevate caratteristiche tecnologiche
- specie esigenti - mesofile
AUTOCTONE O INDIGENE
- Specie Spontanee nell’area geografica dell’impianto.
ESOTICHE O INTRODOTTE
- Specie Introdotte nell’area geografica dell’impianto in quanto non crescono
spontaneamente in quella zona, ma riescono ad adattarsi bene.
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FASI DELLA PROGETTAZIONE
CARATTERIZZAZIONE STAZIONALE
OBIETTIVO
SCELTA DELLA SPECIE
MODULO COLTURALE
REPERIMENTO DATI
- CARTOGRAFIE (Carte Geoambientali, podologiche, Topografiche)
- ENTI PUBBLICI (Regionali - Provinciali)
- RILIEVI DIRETTI (Aspetti climatici, Aspetti podologici, Aspetti vegetazionali)
ANALISI PRELIMINARI
(SOPRALLUOGO)
- ANALISI FISIOGRAFICA
Consiste nella raccolta di cartografia del territorio seguita da Sopralluoghi e
Inquadramento del contesto territoriale (Quota, Pendenza, Giacitura,
Esposizione, ecc)
- ANALISI SOCIO-ECONOMICA
- Uso del suolo
- Vincoli
- Pericolo di incendi
- Presenza di pascolo
- Professionalità reperibili
- Analisi del mercato (scelta delle specie)
- Filiera del legno ANALISI CLIMATICA
- TEMPERATURA (min. 30 anni):
- Media annua e mensile,
- Media mese più caldo e più freddo,
- Escursione annua,
- Massima e minima assolute,
- Mesi con T media > a 10°C e < a 0°C
- PIOGGIA (min. 30 anni):
- Media mensile e annua,
- Precipitazioni durante il periodo vegetativo (T > 10°C)
- DIREZIONE VENTI DOMINANTI
- NEVE
- ASSOLAZIONE FONTI
STAZIONI TERMO-IGROMETRICHE,
BANCHE DATI PUBBLICHE,
ENTI PUBBLICI,
ENTI DI RICERCA PUBBLICI E PRIVATI
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INDICI CLIMATICI
- Mitrakos,
- Tornthwite
- Bagnoul-Gaussen,
- Walther-Lieth
Il diagramma consente il confronto grafico tra temperature e piovosità annuali
Walther-Lieth nella zona del Lagonegrese
CLASSIFICAZIONE
- ZONA FITOCLIMATICA DI PAVARI
Che distingue il territorio in 5 zone climatiche
- Lauretum (0-600m)
- Castanetum (600-1000m)
- Fagetum (1000-2000)
- Picetum (2000-2800)
- Alpinetum (> 2800) Filizzola
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ANALISI GEOPEDOLOGICA
I Risultati di quest’analisi influenzano le tecniche colturali, di lavorazione e
la scelta delle specie.
- RACCOLTA DATI
- Carte dei suoli (pedologiche)
- Carte della capacità idrica dei suoli.
- CLASSIFICAZIONE:
- USDA (Soil taxonomy dell’United States Department of Agriculture)
- FAO-UNESCO CARATTERISTICHE CHIMCHE
È importante realizzare analisi preliminari per constatare l’eventuale carenza di
elementi nutritivi nel terreno.
- pH:
Ottimale tra 5 e 8 : correggibile con apporti di polveri calcaree o solfato di calcio
- SALINITA’ (Conducibilità elettrica)
- ACQUA:
- presenza e localizzazione di falde
- movimenti delle falde
- disponibilità idrica durante l’anno
- valutare ristagno superficiale o risalita della falda (asfissia radicale)
CARATTERISTICHE FISICHE
- PROFONDITA’
Con profondità si indica la superficie coltivabile del terreno. Corrisponde
alla porzione di suolo che va dalla superficie alla Roccia Madre.
- Molto sottili: < 25 cm
- Sottili: 25-50 cm
- Moderatamente profondi: 50-100 cm
- Profondi: 100-150 cm
- Molto profondi: > 150 cm
- Profondità ottimale 80-100 cm
- Profilo del suolo
- TESSITURA
Si esprime in % ed indica le dimensioni delle varie
componenti granulometriche.
In Base alle dimensioni delle particelle il terreno viene
detto: Argilloso, Sabbioso, Limoso o
a Scheletro Prevalente.
Un Terreno con Tessitura ottimale viene detto
“Franco” o “A Medio Impasto”.
Per Determinare questo si usa il TRIANGOLO
DELLA TESSITURA. Filizzola
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- STRUTTURA
È il modo in cui le particelle primarie del terreno, cioè sabbia, limo, argilla, si
uniscono tra loro, formando degli aggregati.
La struttura del suolo influenza alcuni importanti fattori per la crescita delle piante:
- l’aerazione o la porosità del terreno;
- la permeabilità e la conducibilità idraulica;
- i regimi di temperatura e umidità del terreno;
- la crescita delle radici;
- l’attività biologica;
- la lisciviazione delle basi e dell’argilla;
- la resistenza dei suoli all’erosione.
- PIETROSITA’
Se superiore al 20% difficoltose lavorazioni del terreno ed operazioni varie.
- ORIZZONTI INDURITI
Sono causati da lavorazioni a profondità costanti, le zone più soggette a questo
fenomeno sono gli strati argillosi, quelli calcarei, ecc.
Causano ristagno idrico, riduzione dello sviluppo radicale e instabilità della pianta.
ANALISI VEGETAZIONALE
Si effettua con specie vegetali indicatrici di particolari condizioni edafiche del terreno.
RISTAGNO IDRICO TERRENI ACIDI ABBONDANZA DI AZOTO
Equisetum Felix Sambucusnigra
Ranunculus Spartium junceum Ortica dioica
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CARATTERIZZAZIONE STAZIONALE
OBIETTIVO
SCELTA DELLA SPECIE
MODULO COLTURALE
LEGNO DI QUALITÀ
- Finalità economiche, potenzialità produttive della specie (Latifoglie Pregiate),
elevato valore del prodotto, massima qualità del prodotto.
- Dal primo toppo + di 40 cm in punta, privo di difetti, legna da opera per
tranciatura; sfogliatura se di qualità e dimensioni minori; segaggione e
falegnameria se di dimensioni ridotte e con nodi.
FINALITÀ PRODUTTIVA
- Terreni di fertilità ottimale
- Coltura intensiva (apporti energetici intensivi)
- Massimizzare qualità e quantità annua (pioppicoltura)
FILARI
- Integrativa alla pratica agricola
- Finalità di differenziare l’agrosistema
- Terreni fertili e pianeggianti
- Fusti più rastremati quindi potature importantissime
IMPIEGHI DELLE PARTI DI UN ALBERO
La qualità del legno è data:
- Dalla specie,
- Dall’assenza di anomalie e
difetti,
- Dalla dimensione,
- Dalla regolarità degli anelli
La finalità degli impianti
è economica
L’obiettivo di produzione è
l’ottenimento di legno di
elevata qualità
tecnologica:
- Un fusto di almeno 3-6 m,
dritto, privo di nodi e difetti,
con diametro di almeno 30-40
cm.
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CARATTERIZZAZIONE STAZIONALE
OBIETTIVO
SCELTA DELLA SPECIE
MODULO COLTURALE
ANALISI STAZIONALI
- SPECIE AUTOCTONE: in genere si adattano meglio alla stazione (Preferite).
- ALTRE SPECIE (anche esotiche): che comunque abbiano possibilità di adattarsi
senza dover intervenire durante il ciclo colturale con interventi costosi quali
irrigazioni, fertilizzazioni, risarcimenti ecc.
ANALISI DEL MERCATO
- Richiesta del prodotto da parte del mercato
- Analisi del mercato locale
- Possibilità di vendita del prodotto
- Reperimento del materiale vivaistico
CARATTERISTICHE INTRINSECHE
- Velocità di accrescimento
- Resistenza alle avversità biotiche ed abiotiche
- Caratteristiche tecnologiche del legno
ANALISI AZIENDALE
dimensione, potenzialità e capacità dell’azienda di supportane cicli più o meno
intensi Filizzola
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Filizzola
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CARATTERIZZAZIONE STAZIONALE
OBIETTIVO
SCELTA DELLA SPECIE
MODULO COLTURALE
Il Modulo colturale è l’insieme delle scelte organizzative, colturali e gestionali, che
vanno dalla preparazione pre-impianto alla raccolta finale del prodotto, fino alla
rimessa in coltura del suolo. DIPENDE DA
- CARATTERISTICHE STAZIONALI (climatiche, edafiche, pedologiche ecc.)
- DALLA SPECIE
- DALL’OBIETTIVO (quantità di energia immessa nel sistema)
- FINALI
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Appunti di Selvicoltura
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Selvicoltura e principi di gestione forestale - arboricoltura da legno
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Appunti Selvicoltura generale
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Selvicoltura - gestione terreno boscoso