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La situazione spagnola

La Spagna era arretrata, è ancora presente il latifondo dove è molto presente la Chiesa. Nel 1923 riesce a prendere il potere il generale I De Rivera in seguito a un’insurrezione avvenuta nel Marocco spagnolo dove le truppe spagnole vengono sconfitte. Instaura un governo di tipo autoritario e vengono adottate tutta una serie di repressioni nei confronti del movimento operaio e dopo 7 anni di governo questo viene dimissionato da parte di Alfonso XIII (RE) perché si rende conto che questa politica non era riuscita a dare una risposta importante alla popolazione.

Le risposte erano: la questione agraria quindi lo sblocco del latifondo e la modernizzazione spagnola. A De Rivera susseguono due governi di poca importanza che porteranno nel 1931 alle amministrative a una grande vittoria da parte dei partiti di matrice repubblicana che porteranno il re a decidere di lasciare la carica e andare in esilio e di lasciare che in Spagna si formasse una repubblica.

I governi di Zamora e Azaña

I due governi sono presieduti da Zamora e Azaña. Le riforme principali furono lo sblocco del latifondo, la riforma delle congregazioni religiose e la riforma delle autonomie locali. Questo biennio viene visto come un governo molto riformista e scatena una reazione delle destre che vinsero nel 1933. Si sussegue quello che viene definito il biennio negro, ovvero manifestazioni di organizzazioni autoritarie come la Falange che poi costituirono la monarchia.

All’interno della sinistra c’è una serie di problemi fra i socialisti e gli anarchici. Questi problemi finiscono quando nel 1935 dalla 3ª Internazionale vengono varati i fronti popolari, ovvero la politica di collaborazione fra le sinistre e la possibilità di allearsi con i partiti di matrice borghese pur di bloccare l’avanzata del fascismo. Ed è in questo momento che si arriva a una pace tra socialisti, anarchici e comunisti.

Le elezioni del 1936 e il colpo di stato

Le elezioni del 1936 portano alla vittoria la sinistra, ed è nel luglio del 1936 che viene organizzato nel Marocco spagnolo un colpo di stato guidato da tre generali, ma quello che lo porterà avanti è il generale Francisco Franco. Si deve cercare aiuto per combattere contro le forze di estrema destra, ovvero contro coloro che volevano rovesciare il governo.

Il governo spagnolo si rivolge alla Francia e Léon Blum darà la possibilità alle brigate internazionali di organizzarsi all’interno del territorio francese. Molti sono gli italiani antifascisti che parteciperanno a favore della repubblica nella guerra civile spagnola. Gli altri paesi che aiutano la Spagna sono l’Unione Sovietica inviando armi e anche il Messico.

Il supporto internazionale

Per quanto riguarda il fronte di coloro che vogliono rovesciare il governo, abbiamo la presenza della Germania che fornisce aerei e armi. L’Italia non prende subito posizione perché da una parte è preoccupata che si possa creare un fronte tra Parigi, Madrid, Mosca di matrice socio-comunista e quindi è impaurita, ma dall’altra è indispettita che Hitler porti avanti questo progetto di annessione dell’Austria senza tener conto della volontà italiana che era sua alleata. Inoltre, è preoccupata del fatto che avvicinandosi a Franco i rapporti italo-francesi sarebbero stati lesi.

La situazione cambierà nel 1936 con la firma dell’asse Roma-Berlino e quando l’Italia su spinta di Hitler rivedrà la sua politica estera, ovvero non più presenze e mire nei Balcani su cui Hitler non voleva sentire ragione, voleva essere l’unico ad occuparsi di quel territorio ma concentrarsi su una politica estera di tipo mediterraneo. E siccome la Spagna è un paese mediterraneo, si avvierà il sostegno dell’Italia per la guerra di Francisco Franco.

L’Italia nel '36 ha appena concluso la guerra d’Etiopia e scopre che il paese che ha attaccato è un paese povero. Entrare in un'altra guerra a livello economico non ce la poteva fare, ma non può tirarsi indietro e deve inviare il suo esercito in Spagna.

La reazione della Gran Bretagna

La Gran Bretagna si spaventa perché vede che quella che doveva essere una guerra civile spagnola è una guerra dove tutti i paesi europei prendono posizione ed è impaurita del fatto che questa guerra possa diffondersi in tutta Europa. Crea un comitato di non intervento a cui parteciperanno 27 paesi.

Hitler ha la frenesia di espandersi e di attaccare i paesi dell’area balcanica ma porta avanti una politica diversa nei confronti della Gran Bretagna. Hitler, prima di arrivare a un conflitto diretto con essa, cerca di utilizzare le armi della diplomazia per arrivare ad un accordo e nel 1937 propone all’Inghilterra una nuova versione del mondo, dice che avrebbero potuto accordarsi fra di loro per la Germania per la gestione del vecchio continente e all’Inghilterra lasciare il dominio oceanico dell’impero.

L’Inghilterra non ha nessuna voglia di accettare la proposta perché ha sempre fatto una politica estera di supremazia e non ha intenzione di dividere la supremazia con nessun altro e non accetta. Hitler non se lo aspetta perché nel 1935 aveva cercato di abbonire l’Inghilterra nel momento in cui accetta con la costruzione della nuova flotta di non superare del 35% il tonnellaggio della flotta del Commowel, come aveva teso la mano nei confronti dell’Inghilterra sperava che a questo punto lei facesse un passo verso Hitler.

La guerra civile spagnola e le sue conseguenze

Durante questa guerra civile spagnola ci fu anche l’occasione per la resa dei conti volta ad affermare l’egemonia di Stalin sul movimento operaio internazionale. I comunisti filo-staliniani, grazie all’appoggio dell’Unione Sovietica, operarono contro gli anarchici e i comunisti di Trockij. Questa guerra dura 3 anni e alla fine si concluderà con la vittoria di Francisco Franco, quindi con la vittoria dei regimi autoritari e totalitari della Spagna, che forma il regime appoggiato dalla Francia e dall’Italia.

Questa è una premessa per la Seconda Guerra Mondiale. Hitler inizia a tessere la sua tela di voler conquistare l’Europa e comincia dall’Austria. Avevano molte affinità e nel 1931, prima che Hitler prendesse il potere, questi due paesi decidono di portare avanti un’unione doganale mentre in Europa varano tutti misure protezionistiche.

L'avvicinamento al nazismo e l'asse Roma-Berlino

Mussolini, a causa delle sanzioni impresse dalla Società delle Nazioni (attacco Etiopia), era in cerca di un alleato. Si vide in profonda sintonia con il regime nazista che era orientato ad affermare i propri diritti contro le condizioni imposte dal trattato di Versailles. Nel 1936 cominciò il graduale avvicinamento delle politiche estere tedesche.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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