Escarpit - Lo scrittore: generazioni e gruppi
Sottolinea come il concetto di generazione non sia scientificamente pertinente nei casi di scrittori che, giunti in età matura alla creatività letteraria, appartengono da un punto di vista anagrafico a una data generazione ma sono in realtà vicini a quella seguente dal punto di vista letterario.
La produzione letteraria è l’azione di un popolo di scrittori che attraverso i secoli è sottomessa a delle fluttuazioni analoghe a quelle di tutti gli altri gruppi demografici: invecchiamento, ringiovanimento, sovrappopolazione, spopolamento ecc.
Definizione della popolazione letteraria
Per una definizione di questa popolazione letteraria si possono prendere in esame due procedimenti:
- Sarebbe quello di inventariare tutti gli autori di libri pubblicati in un paese tra due date stabilite.
- Sarebbe quello di rimettersi a una lista degna di fede (manuale di storia della letteratura).
In realtà però né uno né l’altro sono soddisfacenti. Il primo poggia sulla definizione: l’uomo che ha scritto un libro; ma non si è scrittori se non in rapporto a qualcuno.
La visione critica dell’indice pare più opportuna; il problema è che notiamo che più ci avviciniamo alla data in cui il manuale è stato pubblicato più il numero degli autori inseriti aumenta. Il che vuol dire che l’immagine di una popolazione di scrittori letterariamente significativa non può che essere ottenuta mediante una certa distanza temporale.
L'oblio e la sopravvivenza letteraria
Ogni scrittore ha un appuntamento con l’oblio dieci, venti o trenta anni dopo la sua morte. Se supera questa temibile soglia, si integra con la popolazione letteraria. La resistenza è variabile: esistono zone friabili in cui rimangono pochi sopravvissuti (inizio del XVIII secolo in Francia) e dei nuclei compatti che resistono meglio (seconda metà del XVII sempre in Francia).
Vi sono anche recuperi spettacolari che rimettono in servizio uno scrittore dimenticato o trascurato da molti anni. Ma la maggior parte delle volte l’oblio non è stato completo e si tratta di una riclassificazione piuttosto che di una riscoperta (è il caso di Shakespeare nel XVIII secolo).
Classificazione sociologica
Si cerca di dare alla classificazione una base sociologica il più ampia possibile. Sarebbe quindi imprudente usare l’indice di un manuale di letteratura; così entreremmo soltanto in contatto con gli scrittori di tipo letterario. Quella che ci rivela l’indice del manuale è la popolazione di scrittori che corrisponde a un pubblico letterato, ma che rappresenta solo una parte della popolazione reale.
Si preferisce dunque usare delle liste di carattere enciclopedico e confrontarle con delle liste specialmente di origine diversa.
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