Scienze tecniche mediche applicate
Prof. Zebri
La sicurezza alimentare in Europa negli ultimi 50 anni
1960-1980
Nel periodo compreso fra i primi anni '60 e la metà degli anni '80 l'aspetto igienico delle produzioni alimentari non godeva di una disciplina comunitaria se non per alcune eccezioni rappresentate per lo più dal settore delle carni fresche. Le carni fresche hanno sempre rappresentato uno dei veicoli più importanti.
Negli anni Sessanta la sicurezza alimentare era garantita dalla PAC (Politica agricola comune), il cui obiettivo era quello di sostenere lo sviluppo massivo delle produzioni garantendo agli agricoltori incentivi monetari ed ai consumatori sicurezza negli approvvigionamenti; ciascuno Stato possedeva poche norme sanitarie di facile applicabilità. Il “Principio del Paese di destinazione del prodotto” era il presupposto essenziale in questi anni. Nella metà di questo decennio vengono emanate le prime Direttive e i primi Regolamenti il cui impatto sulla legislazione italiana crea innumerevoli problematiche nell’ambito del processo di integrazione tra i vari Stati membri.
Gli anni settanta rappresentano quindi un periodo di transizione verso un nuovo approccio seguendo il “Principio del mutuo riconoscimento”. Tutto ciò getterà le basi per la nascita e per lo sviluppo di un “Diritto Europeo dell’alimentazione” nel decennio successivo.
Anni Ottanta
- Furono introdotti i requisiti fondamentali della politica di sicurezza alimentare basati su tre postulati:
- Protezione della salute pubblica,
- Informazione al consumatore,
- Necessità di un controllo Pubblico.
- Con l’adozione della Direttiva 85/374 CEE si introduce il concetto di responsabilità dei produttori per danno causato dai loro prodotti difettosi, questa direttiva si applicava ai prodotti che subivano una prima trasformazione.
- Nasce il «Principio della proporzionalità» (articolo 5 del Trattato sull’ Unione Europea) che regola l'esercizio delle competenze esercitate dall'Unione europea: l'azione delle istituzioni europee deve limitarsi a quanto è necessario per raggiungere gli obiettivi fissati dai trattati.
Anni Novanta
Durante gli anni Novanta vengono normati gli aspetti igienico sanitari degli alimenti dalla preparazione alla trasformazione fino al trasporto e alla vendita. Si stabiliscono norme e si impone all’operatore di seguirle passivamente lasciando poca possibilità di scelta; inoltre venne data importanza agli aspetti strutturali per il riconoscimento degli stabilimenti. Tutte le normative europee dagli anni 90 sono correlate dell’informazione al consumatore.
- Normative orizzontali: L.283/62 e DPR 327/80; Regolamenti comunali Igiene etc.
- Direttive verticali: Latte e derivati, direttiva 92/46/CEE e 92/47/CEE = D.P.R. 14 gennaio 1997, n. 54. Carni macinate e preparazione di carni, 94/65/CEE = D.P.R 309 del 3/8/98 etc etc.
Pillole di diritto europeo
L’efficacia diretta del diritto europeo consente ai singoli (stati) di invocare direttamente il diritto europeo dinanzi ai tribunali contro lo stato (e.d. verticale) o contro altri cittadini (e.d. orizzontale), a prescindere dall’esistenza di atti normativi di diritto nazionale.
Il principio dell’efficacia diretta riguarda anche gli atti di diritto derivato, ossia adottati dalle istituzioni sulla base dei trattati istitutivi. Tuttavia, la portata dell'efficacia diretta varia a seconda del tipo di atto:
- Il regolamento: i regolamenti hanno sempre un’efficacia diretta. L’articolo 288 del trattato sul funzionamento dell’UE precisa infatti che i regolamenti sono direttamente applicabili nei paesi dell’UE.
- La direttiva: la direttiva è un atto rivolto ai paesi dell'UE che deve essere recepito dai medesimi nei rispettivi diritti nazionali. Ciononostante, in alcuni casi, la Corte di giustizia riconosce alla direttiva un’efficacia diretta al fine di tutelare i diritti dei singoli.
- La decisione: le decisioni possono avere efficacia diretta quando designano un paese dell'UE come destinatario. La Corte di giustizia riconosce quindi un’efficacia diretta solo verticale.
Nel Gennaio del 1993, con l’entrata in vigore del Mercato Unico furono aperte le porte al “Principio della gestione dei pericoli in base all’analisi del rischio”.
- (Risk analysis) è un principio introdotto dalle organizzazioni mondiali (Codex alimentarius, OIE - Office International des Epizooties - WHO - Organizzazione mondiale della sanità - accordi sulle misure sanitarie e fitosanitarie)
- L’analisi del rischio è un processo suddiviso in tre fasi tra loro interconnesse, che forniscono una metodologia sistematica per definire provvedimenti o altri interventi a tutela della salute, in modo efficace, proporzionato e mirato:
- Valutazione del rischio (Risk assessment) - processo su base scientifica costituito da quattro fasi: individuazione del pericolo, caratterizzazione del pericolo, valutazione dell'esposizione al pericolo e caratterizzazione del rischio.
- Gestione del rischio (Risk management) - consiste nell'esaminare alternative d'intervento consultando le parti interessate, tenendo conto della valutazione del rischio e di altri fattori pertinenti e, se necessario, compiendo adeguate scelte di prevenzione e di controllo.
- Comunicazione del rischio (Risk communication) - coinvolge tutti i portatori di interesse: responsabili della valutazione del rischio, responsabili della gestione del rischio, consumatori, imprese alimentari e del settore dei mangimi, comunità scientifica. Riguarda lo scambio interattivo, di informazioni e pareri riguardanti gli elementi di pericolo e i rischi, i fattori connessi al rischio e la percezione del rischio, la spiegazione delle scoperte relative alla valutazione del rischio e il fondamento delle decisioni in tema di gestione del rischio. La comunicazione del rischio si colloca in maniera trasversale tra valutazione e gestione.
Metà anni Novanta - Inizio Duemila
Tra la metà degli anni Novanta e l’inizio del Duemila si assiste a una grande crisi del settore alimentare ed emergenze sanitarie come l’epidemia di Encefalopatia Spongiforme Bovina, le contaminazioni da diossina. Questo causò una forte perdita di fiducia da parte del consumatore e quindi una grave ripercussione sul mercato. Si era dimostrata la debolezza dell’organizzazione della Comunità Europea nell’ambito della sicurezza alimentare, quali l’inefficacia legislativa in quanto si puntava sul controllo del prodotto finito, la non omogeneità dei controlli ufficiali, la difficoltà di previsione e gestione delle crisi.
L’Unione Europea (UE) si assume il compito di garantire che il cibo che consumiamo abbia lo stesso standard elevato per tutti i cittadini. I presupposti essenziali della strategia UE per la sicurezza alimentare sono:
- Norme sulla sicurezza dei prodotti per l’alimentazione umana e animale;
- Consulenza scientifica indipendente e pubblicamente disponibile;
- Applicazione delle regole e controllo dei procedimenti;
- Riconoscere il diritto dei consumatori di scegliere in base a informazioni esaurienti sulla provenienza dei cibi e sul loro contenuto.
2002-2005: Nuova legislazione generale sugli alimenti
- Introduzione del concetto di rintracciabilità, grazie al quale le imprese alimentarie dell’alimentazione (produttrici, trasformatrici o importatrici) assicurano di poter rintracciare ogni alimento, mangime e ingrediente alimentare risalendo la catena alimentare dal consumatore al produttore. Le imprese devono poter riconoscere i propri fornitori e i propri clienti, ciò che nel linguaggio convenzionale si chiama one-step-backward, one-step-forward;
- Istituzione dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare EFSA (European Food Safety Authority) che unifica il lavoro in passato svolto da vari comitati scientifici e rende pubblico il processo scientifico di valutazione dei rischi;
- Potenziamento del Sistema di Allerta Rapido RASFF (Food and Feed Safety Alerts) che i governi UE e la Commissione Europea utilizzano per intervenire rapidamente in caso di allarme per la sicurezza alimentare umana e/o animale.
2000: Libro Bianco sulla Sicurezza Alimentare
- Nuovo modo di considerare la sicurezza alimentare.
- Il Libro Bianco definisce i principi di base e presenta un piano d’azione dettagliato per rendere la legislazione alimentare europea coerente e completa, analizzando l’intera catena produttiva ivi compresi i mangimi, basandosi sul principio “dai campi alla tavola”.
- Prevede inoltre l’istituzione dell’Autorità Europea per la sicurezza alimentare che tra i suoi compiti la valutazione del rischio, l’elaborazione di pareri scientifici, la gestione di sistemi di allarme e comunicazione rapidi del rischio.
Regolamento (CE) n. 178/2002
Il regolamento «stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare». Viene innanzitutto introdotta l’analisi del rischio, inoltre, per mantenere un alto livello di sicurezza, gli Stati membri e la Commissione applicano il principio di precauzione nel caso emerga un probabile pericolo. Tale principio consiste nell’attivare procedure provvisorie di gestione del rischio in attesa di dati scientifici certi.
Il 178/02 prevede anche il principio di trasparenza attraverso la consultazione e l’informazione dei cittadini. L’articolo 3, paragrafo 3 prevede che siano gli operatori del settore a «garantire il rispetto della legislazione alimentare nell’impresa alimentare posta sotto il suo controllo». Questo in applicazione di un principio generale di collaborazione e responsabilizzazione. Il regolamento tratta altresì la tracciabilità e la rintracciabilità che dal 1° gennaio 2005 divennero strumenti obbligatori per l’ottenimento della sicurezza alimentare.
Art. 50 Reg. UE 178/2002 «è istituito, sotto forma di rete, un sistema di allerta rapido per la notificazione di un rischio diretto o indiretto per la salute umana dovuto ad alimenti o mangimi". Ad esso partecipano gli Stati membri, la Commissione e l’Autorità e designano ciascuno un punto di contatto che è membro della rete. La Commissione è responsabile della gestione della rete.
2004-2006
- 2004 pubblicazione in GU di numerosi regolamenti chiamati «Pacchetto Igiene» Reg. 852/853/854/882/2004
- 1 gennaio 2006 data di entrata in vigore del pacchetto. I regolamenti affermano la responsabilità primaria dell'operatore del settore per ogni prodotto realizzato, trasformato, importato, commercializzato o somministrato, nonché la rintracciabilità dei prodotti quale requisito imprescindibile per assicurarne la sicurezza e la qualità, estende a tutti gli Stati Membri i medesimi criteri e standard riguardo all'igiene della produzione degli alimenti e ai controlli di natura sanitaria lungo tutta la catena.
- Abrogazione delle Direttive verticali e relativi atti di recepimento nazionali.
- Nuovi ambiti di controllo come ad esempio la produzione primaria.
- Concetto di controllo di filiera «From Farm to Fork».
Decreto Lgs 193/2007 Recepimento della Direttiva 41/2004/CE:
- Individua nel Ministero della Salute, nelle Regioni e Province autonome e nelle Aziende Unità Sanitarie Locali, nell'ambito delle rispettive competenze, le Autorità competenti per la sicurezza alimentare e per gli interventi ordinari in sanità pubblica veterinaria e polizia veterinaria; in materia di sanità pubblica veterinaria e polizia veterinaria, inoltre, in caso di emergenza sanitaria, è attribuita specifica autorità anche ai sindaci.
- Ministero della Salute, Regioni e Province autonome e Aziende Unità Sanitarie Locali compongono il Servizio sanitario nazionale (SSN), istituito dalla legge n.833 del 1978.
- L'attività di controllo ufficiale svolta dalle Autorità Competenti rientra tra i livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA) garantiti ai cittadini dal Servizio Sanitario Nazionale.
2019
Dal 14 dicembre è entrato in vigore una buona parte del Reg. 625/2017 UE. Il Nuovo Regolamento sui Controlli Ufficiali fa parte di un pacchetto normativo proposto il 6 Maggio del 2013 dalla Commissione Europea allo scopo di revisionare le norme in tema di salute e sicurezza all'interno dell'intera filiera agro-alimentare. Il pacchetto contiene oltre al NRCU altre quattro proposte di regolamento che sono state approvate e pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (GUCE) e sono relative alla sanità animale, sanità delle piante e materiali riproduttivi delle piante. In sostanza abroga e sostituisce il Reg. 882/2204 CE in materia di controlli ufficiali dell’Autorità Competente. Si è resa necessaria una revisione or recast sia per adeguare la normativa ai cambiamenti intervenuti negli anni nella filiera agroalimentare, sia per operare aggiustamenti in alcuni settoritenuto conto dell’esperienza di applicazione da parte degli Stati membri e dei risultati delle ispezioni comunitarie svolte dall’Ufficio Health and Food Audits and Analysis della Dg Sante (ex FVO).
7 giugno 2019
È stata istituita la prima giornata mondiale della sicurezza alimentare. Lo scopo della giornata, come dichiarato dal Codex Alimentarius è "sensibilizzare l’opinione pubblica per prevenire, individuare e gestire i rischi alimentari contribuendo così alla sicurezza alimentare, alla salute, alla prosperità economica, all’agricoltura così come all’accesso al mercato, al turismo e allo sviluppo sostenibile".
Il Codex Alimentarius o "Codice alimentare" è una raccolta di norme, linee guida e codici di condotta; è stata istituita dalla Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per proteggere la salute dei consumatori e promuovere pratiche eque nel commercio alimentare.
Alcuni dati
- Stime della FAO e dell'OMS: 600 milioni di persone (circa 1 su 10) si ammalano ogni anno dopo aver consumato alimenti contaminati e 420 mila ne muoiono. A livello mondiale i bambini con meno 5 anni sono i più colpiti, rappresentano il 40%, per un totale di 125 mila morti ogni anno.
- Le malattie di origine alimentare sono di generalmente di natura infettiva o tossica e sono causate da batteri, virus, parassiti o prodotti chimici che penetrano nell’organismo tramite alimenti o acque contaminate. Le malattie di origine alimentare ostacolano lo sviluppo socioeconomico mettendo alla prova i sistemi di salute pubblica e compromettendo le economie nazionali, il turismo e il commercio.
- Il valore degli scambi alimentari raggiunge 1.600 miliardi di dollari circa il 10% del commercio annuale mondiale. Da stime recenti, gli alimenti impropri al consumo rappresentano per le economie a reddito basso o intermedio circa 95 miliardi di dollari in perdita di produttività ogni anno.
- Il miglioramento delle misure d’igiene nei settori dell’alimentazione e dell’agricoltura permette di attenuare l’emergenza e la propagazione della resistenza antimicrobica lungo tutta la filiera alimentare e nell’ambiente.
La piramide dei controlli
- Commissione Europea (FVO)
- Ministero della Salute
- Autorità Regionali
- Aziende Sanitarie locali
- Operatori del Settore Alimentare (OSA)
Vedere slide 19
La modifica della legge regionale n.40/2005 è stata attuata con la Legge Regionale n. 28 del 16/03/2015 (dalle attuali 12 a 3 AA.SS.LL.) Iter della proposta di legge per la modifica della L.R. 40/2005:
→ → Giunta Regionale III° Commissione Consiglio Regionale.
Uno degli elementi innovativi della Legge Regionale N. 84/2015 è l’articolo 69.
“Art. 69 - Dipartimenti delle aziende unità sanitarie locali”
- Dipartimenti di tipo ospedaliero;
- Dipartimenti territoriali;
- Dipartimento della medicina generale;
- Dipartimenti delle professioni articolati in:
- Dipartimento delle professioni infermieristiche e ostetriche;
- Dipartimento delle professioni tecnico sanitarie e della riabilitazione e della prevenzione;
- Dipartimento del servizio sociale.
Profili professionali afferenti
- Medici,
- Medici veterinari,
- Tecnici di prevenzione.
Questo è il personale dell’autorità competente in materia di controlli di sicurezza alimentare.
Sanità animale – Area A
- Sorveglianza epidemiologica e profilassi ai fini della eradicazione delle malattie infettive e diffusive degli animali;
- Prevenzione e controllo delle zoonosi;
- Interventi di polizia veterinaria;
- Vigilanza su concentramenti e spostamenti animali, compresa l’importazione e l’esportazione, e sulle relative strutture e attrezzature;
- Igiene urbana veterinaria;
- Lotta al randagismo e controllo della popolazione canina;
- Controllo delle popolazioni sinantropi e selvatiche ai fini della tutela della salute umana e dell’equilibrio fra uomo, animale e ambiente.
Igiene degli alimenti di origine animale - Area B
- Ispezione negli impianti di macellazione;
- Controllo igienico sanitario nei settori della produzione, trasformazione, conservazione, commercializzazione, trasporto, deposito, distribuzione e somministrazione degli alimenti di origine animale (o.a.);
- Vigilanza e ispezione nelle strutture in cui la normativa prevede il veterinario ufficiale;
- Disposizione di indagini microbiologiche in tutte le fasi della produzione e sui prodotti;
- Valutazione degli esiti analitici ed informazione dei conduttori degli stabilimenti, dei risultati degli esami e degli eventuali accorgimenti da adottare;
- Monitoraggio.
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