1.METODOLOGIA DELLA RICERCA SCIENTIFICA
CATEGORIE DELLA RICERCA
Ricerca DI BASE: ha lo scopo di ampliare le conoscenze in uno specifico campo. Non prevede
➢ un’applicabilità immediata. È sia teorica sia sperimentale. Si generano nuove ipotesi e teorie fornendo
le basi per ulteriori ricerche con ricadute applicative + immediate.
Ricerca CLINICA: attinente a problematiche e quesiti di natura clinica. Prevede spesso un’applicabilità
➢ anche se non sempre è guidata da questo aspetto. Viene applicata allo studio di esseri umani e
pazienti, procedure mediche e organizzative dell’ospedale, studi epidemiologici e farmacologici.
Quindi in generale studia interventi medici volti a migliorare la risposta terapeutica del paziente in
ambito sanitario, medico e farmaceutico.
Ricerca APPLICATA: guidata da uno scopo applicativo e finalizzata. È lo strumento della maggior parte
➢ dei progetti finanziati, quindi è lo strumento per R&D (Ricerca e Sviluppo) delle aziende
Ricerca TRASLAZIONALE: ha l’obiettivo di passare rapidamente e in modo efficace dalle scoperte
➢ scientifiche al mondo reale, trasformando quindi i risultati di laboratorio in soluzioni concrete per la
salute e la tecnologia.
Crea connessioni e multidisciplinarità, perché favorisce la collaborazione tra università, ospedali e
aziende.
RICERCA PRE-CLINICA: viene preceduta dalla ricerca di base e vengono fatti studi in vitro su cellule, in vivo su
animali o in silico (simulazioni)
Precede la ricerca clinica, ovvero precede la sperimentazione sull’uomo e ha lo scopo di valutare la sicurezza,
l’efficacia e i meccanismi d’azione di un farmaco, di un dispositivo medico o di una nuova tecnologia.
La ricerca pre-clinica mira a:
Verificare la sicurezza biologica (biocompatibilità e tossicità)
➢ Valutare l’efficacia
➢ Identificare possibili effetti avversi
➢ Monitoraggio
➢
STEP DELLA RICERCA BIOMEDICA
1) Ricerca e sviluppo
2) Studi pre-clinici
3) Trial Clinici
4) Approvazioni e Review
5) Marketing e vendita
METODO SCIENTIFICO
1) Osservazione del fenomeno: è necessaria la conoscenza del background scientifico per formulare
meglio il quesito e definire il campo di analisi
2) Quesito: vengono poste delle domande per portare avanti la conoscenza. Se il quesito è mal posto la
ricerca è inconcludente.
3) Formulazione ipotesi: ipotesi che deve essere dimostrata o confutata con strumenti che valutano le
grandezze misurabili qualitative e quantitative
4) Allestimento disegno sperimentale: definire il design dell’esperimento che porta alla collezione di dati
di analisi
5) Conduzione esperimenti e registrazione dei dati: trovare la relazione o un rapporto causa-effetto tra le
variabili indipendenti manipolate e quelle dipendenti ottenute.
6) Analisi dei risultati: analisi statistica dei dati, definendo ciò che è o non è statisticamente significativo
7) Conclusione: interpretazione dei dati ottenuti e delle leggi dimostrate (scritte nel modo + generale
possibile per ampliare la conoscenza)
SERENDIPITY= capacità di fare scoperte inattese mentre si sta cercando qualcos’altro
ELEMENTI DI ANALISI STATISTICA APPLICATA
L’ANALISI STATISTICA APPLICATA consiste nella raccolta dei dati delle variabili da analizzare per interpretare
risultati e trarre delle conclusioni affidabili.
L’analisi statistica permette di confrontare le distribuzioni di parametri e variabili e vedere se ci sono differenze
statisticamente significative e quindi non dovute al caso.
DISTRIBUZIONE DI VARIABILI E ANALISI DI POPOLAZIONI
L’analisi viene svolta su un campione rappresentativo della popolazione, che deve essere scelto
accuratamente e deve essere il + eterogeneo possibile.
Le variabili analizzate possono essere:
• Quantitative: assumono valori infiniti e continui (es. livelli di glucosio)-->implicano la presenza di un
metodo di misurazione strutturato
Le possono avere 2 tipologie di distribuzioni:
GAUSSIANA o parametrica
→distribuzione ( ± ).
Si può fare un confronto tra 2 gruppi (usando il t student) oppure un confronto tra + di 2 gruppi (con test
ANOVA) NON PARAMETRICA (Mediana, 25-75 percentile)
→distribuzione
Si può fare un confronto tra 2 gruppi (con test di U Mann-Whitney) oppure un confronto tra + di 2 gruppi
(con test di Kruskal-Wallis)
• Qualitative: assumono valori discreti (es. sesso)-->raccolte tramite tramite questionari, quindi sono un
dato meno specifico. Viene fatta l’analisi del chi quadro.
Tutte queste analisi restituiscono un certo p-value e se questo è <0.05 vuol dire che si ha una differenza
significativa.
VARIABILITA’ ANALITICA
Dipende da:
• PRECISIONE: si valuta in base alla concordanza tra misure ripetute. È espressa dagli indici di
dispersione (varianza, deviazione standard, …)
• ACCURATEZZA: si valuta in base alla concordata tra il valore medio della misura e il valore atteso
(valore reale). È espressa dall’errore
• SENSIBILITA’ ANALITICA: è la minima quantità di un analita rilevabile in un campione
• SENSIBILITA’ DIAGNOSTICA: è la probabilità che un individuo malato risulti positivo al test, quindi è la
capacità di identificare correttamente gli individui malati
• SPECIFICITA’ ANALITICA: capacità di distinguere una sostanza da possibili interferenze
• SPECIFICITA’ DIAGNOSTICA: è la probabilità che un individuo sano risulti negativo al test, quindi è la
capacità di identificare correttamente gli individui sani.
• RIPRODUCIBILITA’: un test è riproducibile quando, cambiando le condizioni sperimentali, si ottiene
comunque lo stesso risultato
• RIPETIBILITA’: un test è ripetibile se ogni volta che viene fatto si ottiene lo stesso risultato
Un test ottimale dovrebbe essere contemporaneamente molto sensibile e molto specifico.
In uno stesso test, la specificità e la sensibilità sono due caratteristiche INTER-dipendenti, ovvero quando una
si abbassa l’altra si alza e viceversa.
Si dà priorità all’una o all’altra sulla base delle nostre esigenze, quindi se si sta escludendo una patologia
(sensibilità maggiore) o facendo diagnosi (specificità maggiore).
PROGETTAZIONE
FINANZIAMENTI I finanziamenti possono essere:
Pubblici e nazionali: es. ministero della salute, bandi regioni
➢ Arrivare da enti e fondazioni private: es. banche, Telethon, AIRC
➢ Europei: es. Horizon Europe 2021-2028
➢
BANDO (Call): ogni bando è diverso perché risponde alle richieste dell’ente finanziatore.
Anche se ogni bando è diverso, ci sono comunque dei criteri di base comuni a tutte le tipologie di bando,
ovvero: i progetti devono essere innovativi
→Eccellenza:
a livello sociale di ricerca ed economico
→Impatto: si riferisce al management del progetto stesso
→Implementazione:
Chi risponde al bando deve avere un’IDEA PROGETTUALE che deve essere:
• Innovativa
• Rispondere al problema
• Fattibile
• Avere un impatto sociale, economico e di ricerca
FASI DELLA STRUTTURAZIONE DEL PROGETTO
1. Presentazione del soggetto proponente e del partner
2. Contesto: vengono indicati gli obiettivi generali UE
3. Motivazioni della proposta (analisi dei problemi) e beneficiari
4. Analisi del settore
5. Descrizione del progetto: ovvero vengono specificati gli obiettivi e la strategia per raggiungerli
6. Risultati attesi
7. Ipotesi e rischi
8. Implementazione (struttura, durata, valutazione, piano finanziario)
Per comprendere se sia conveniente o meno portare avanti un’idea progettuale, si può utilizzare l’ANALISI
SWOT, caratterizzata da un diagramma a 4 quadranti che aiuta a organizzare il progetto:
1) Forza: punti di forza del progetto Appartengono all’ambiente interno del progetto
2) Debolezza: punti di debolezza del progetto Appartengono all’ambiente esterno
3) Opportunità: opportunità in cui il progetto si può muovere del progetto
4) Minacce: problematiche che vanno a influenzare il progetto
APPLICATION FORM
L’APPLICATION FORM è un modulo di candidatura che una persona compila per fare una richiesta ufficiale di
qualcosa. La struttura dell’application form è:
ANALISI DEL CONTESTO: priorità del programma, analisi dei problemi e esperienze pregresse
➢ DESCRIZIONE DEL PROGETTO: si evidenzia qual è il target chi sono i beneficiari
➢ STRUMENTI DI GESTIONE: sistemi di monitoraggio e valutazione, pianificazione
➢ FATTIBILITA’ E SOSTENIBILITA’: se è fattibile a livello economico, ambientale e sociale. Vengono valutati
➢ i rischi
Già in fase di elaborazione dell’Application Form devo avere ben chiara la problematica e gli OBIETTIVI devono
quindi essere ben identificati, semplici, immediati e chiari. Ogni obiettivo deve essere SMART, ovvero:
S: specifico
M: misurabile
A: raggiungibile (achievable)
R: realistico , T: pianificato (timetable)
Il processo di elaborazione del quesito e del progetto è costituito da diversi step:
Identificare i problemi di una situazione
o Identificare le relazioni causa-effetto
o Trasformare i problemi in obiettivi, per passare da una situazione negativa attuale a una situazione
o desiderata futura
Identificare strategie che agiscano sulle cause-effetto
o
Per STRUTTURARE CORRETTAMENTE un PROGETTO, si deve:
Definire obbiettivi chiari PERCHE’
➢ →
Devono essere definiti sia gli obiettivi generali (a lungo termine, oltre la durata del progetto) e gli
obiettivi specifici (da realizzare durante l’implementazione del progetto)
Definire i risultati misurabili COSA
➢ →
Due parametri per monitorare l’implementazione del progetto sono:
qualsiasi risultato che rappresenta la terminazione di un’attività del progetto (quindi
→DERIVABLES:
indica il risultato atteso)
punti di controllo che permettono di tracciare il progresso
→MILESTONES:
Pianificare le attività
➢ →QUANDO
Mediante WBS e diagramma di Gantt
Definire i ruoli e le responsabilità del team
➢ →CHI
I progetti possono essere con PI, quindi guidati da un singolo team di ricerca oppure possono essere
progetti COLLABORATIVI, che coinvolgono + partner (università, enti di ricerca, ospedali, aziende)
Assegnare le risorse (budget per attività e partner)→QUANTO
➢
WORK BREAKDWOWN STRUCTURE (WBS)
L’organizzazione del progetto si basa sulla scomposizione gerarchica del lavoro da eseguire in componenti +
piccoli. Il progetto è strutturato gerarchicamente in Work Package (WP), ovvero in sottoprogetti.
Ciascun WP (sottoprogetto) ha il proprio obiettivo, i propri risultati ed è articolato in task specifici.
I sottoprogetti nel loro insieme concorrono
all’obiettivo finale e devono essere tra loro il +
indipendenti possibile, in questo modo se un sotto-
progetto non raggiunge l’obiettivo, non salta l’intero
progetto.
Per ciascun WP e Task devono essere delineate le tempistiche e le risorse necessarie.
Per ottenere una rappresentazione temporale delle attività, si utilizza il DIAGRAMMA DI GANTT, che consente
di avere sotto controllo tutti i sotto-progetti contemporaneamente e ottimizzare i tempi.
SCHEMA DI UN PROGETTO DI RICERCA
> Titolo e acronimo: il titolo deve essere riassuntivo degli obiettivi del progetto, deve essere accattivante e
suggerire innovazione.
> Abstract: deve essere sintetico e riassumere i punti fondamentali del progetto
> Stato dell’arte: deve essere sintetico e inquadrare il problema nel contesto, delineando un filo
conduttore che porta al progetto e individuando in cosa il progetto fa procedere oltre lo stato dell’arte
> Dati preliminari (analisi del contesto): rinforzano la fattibilità
> Formulazione dell’ipotesi dimostrata dal progetto
> Obiettivi (scomposizione in sotto-progetti): l’obiettivo primario generale deve essere d’impatto e i
corrispondenti WP devono essere dettagliati.
> Disegno sperimentale:il progetto viene organizzato seguendo la struttura WBS, quindi vengono
specificati i WP e i vari task. Per ogni task (attività) vengono specificati: metodologia, budget e risorse
> Metodologia:
> Approvazioni da parte del comitato etico:
i progetti che coinvolgono i pazienti, deve essere fatta una richiesta al comitato etico locale, in
→per
particolare si deve mandare la domanda AOUC (Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi), ovvero
una domanda che prevede la descrizione dello studio, il consenso scritto da dare al paziente e
l’informativa
per progetti che richiedono l’uso di protocolli su animali la richiesta deve essere fatta al
→mentre
Ministero della Salute, in particolare si deve mandare una domanda che prevede:
• Descrizione dello studio
• Dettaglio del trattamento animale
• Principio delle 3R:
Replacement= lo scopo finale deve essere la sostituzione degli animali (test in vivo)con altri
metodi (in vitro)
Reduction=ridurre al minimo il numero di animali utilizzati
Refinement= raffinamento delle condizioni sperimentali per ridurre il + possibile la sofferenza
dell’animale
> Implementazione: descrivere la struttura complessiva del piano di lavoro, indicando le tempistiche (per
es. con il diagramma di Gantt).
Gli schemi organizzativi possono essere:
• Diagramma di PERT: evidenzia le connessioni logiche tra le varie attività (task) del progetto
• Diagramma di GANTT: consente di vedere i sottoprogetti e le loro attività nel tempo
• Graphical Abstract: grafico che permette di visualizzare tutti i passaggi del progetto in modo
visivo e intutivo
Deve includere un elenco di milestone e una tabella di rischi/criticità.
RISCHIO= evento o condizione incerta che, se si dovesse verificare, avrebbe un effetto negativo o
positivo su 1 o + obiettivi di progetto. Il rischio è quindi composto da due elementi:
1) Probabilità che tale evento si verifichi
2) Impatto: vantaggio o svantaggio che deriva dall’evento verificato
Rischio= matrice probabilità / impatto
> Fattibilità e management:
> Impatto e risultati attesi:
impatto si può dividere in:
• Impatto di conoscenza a livello scientifico, quindi di ricerca
• Impatto economico
• Impatto sociale
Per quantificare i risultati e quindi valutare l’efficacia del progetto si utilizzano gli indicatore KI (Key
Perfomance Indicators). Le milestone possono essere KPI.
> Innovazione:
> Traslazionalità:
> Risorse e strutture:
> Budget (risorse e personale)
> Sostenibilità (dopo il finanziamento): l’analisi della sostenibilità permette di analizzare le prospettive
che il progetto apre per il futuro.
La misurazione di quanto si è prossimi (vicini) a immettere il prodotto nel mercato è detta TRL
(Technology Readiness Level), che indica il grado di maturità del prodotto sviluppato nel progetto di
ricerca
ARTICOLO SCIENTIFICO
Il WORKFLOW della ricerca scientifica prevede:
1) Ipotesi
2) Verifica sperimentale
3) Analisi dei dati
4) Discussione dei dati
5) Stesura articolo scientifico
6) Processo di revisione
7) Pubblicazione
LETTURA CRITICA
La lettura critica dell’articolo scientifico è ‘applicazione di regole oggettive a uno studio per valutarne la validità
dei dati, la completezza, i metodi, le procedure, le conclusioni, il rispetto e i principi etici.
Per fare una lettura critica è importante conoscere i vari tipi di studi e la PIRAMIDE DELLE PROVE DI
EFFICACIA, ovvero un modello che permette di classificare gli studi in base all’affidabilità dei risultati (+ è alto
+ è affidabile). Ci sono vari “TRABOCCHETTI” degli articoli scientifici a cui si deve fare attenzione:
Esiti multipli e surrogati: bisogna prestare attenzione a quali sono gli esiti valutati (end point), è
➢ importante che non siano surrogati.
Ad esempio la riduzione della massa tumorale invece di sopravvivenza o mortalità→ non è detto che la
riduzione della massa porti per forza alla sopravvivenza (non dimostra sopravvivenza)
Presentazione dei risultati
➢ Analisi a posteriori: devono essere fatti test statistici sui parametri fondamentali della ricerca specifica
➢ e i risultati devono essere statisticamente significativi
Bias di pubblicazione: si tende a omettere risultati avversi, privilegiando quelli positivi
➢ Problema delle frodi scientifiche: ovvero manomissioni volontarie dei dati
➢
STRUTTURA ARTICOLO SCIENTIFICO
1) Titolo: adattato in base al contesto
2) Abstract: breve riassunto, che comprende lo scopo, le metodologie utilizzate, i risultati + rilevanti e le
conclusioni. Può essere strutturato in paragrafi oppure non strutturato
3) Introduzione: comprende la definizione del problema scientifico (di cosa stiamo parlando), la revisione
critica della letteratura ovvero lo stato dell’arte (cosa è stato fatto prima) e lo scopo dell’articolo.
4) Materiali e metodi: descrizione delle metodologie utilizzate, della strumentazione e analisi statistica
5) Risultati: iconografia, ovvero si cerca di rimettere insieme tutti i dati tramite figure, grafici, tabelle. Viene
dimostrata l’ipotesi inziale.
6) Discussione: commento dei risultati ottenuti in base alle evidenze sperimentali già presenti in
letteratura. Si cerca di ammettere i limiti dello studio, esaltando comunque il dato eclatante
7) Conclusioni:
8) Bibliografia: elenco di tutte le fonti scientifiche consultate per la stesura dell’articolo. Lo schema per
riportare un articolo in bibliografia è il seguente: autori, titolo, rivista, volume, pagine.
Per una ricerca bibliografica possono consultare:
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