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Scienza politica

Politica e scienza politica

Metodi e strumenti

Il lavoro dello scienziato politico consiste nel ricercare una regolarità in una realtà che appare causale; la conoscenza dei fatti sociali comporta la stabilizzazione di una connessione tra la realtà (l'oggetto) e lo studioso (il soggetto). La realtà sociale non si presenta immediatamente al soggetto, ma è mediata da concetti, dai termini e dalle teorie con i quali il soggetto rappresenta a sé la realtà.

Bentley credeva che le scienze sociali e naturali fossero strettamente correlate, al contrario Dilthey e Weber sostenevano che le due scienze avessero un diverso rapporto tra soggetto e oggetto ed un diverso approccio alla conoscenza. Secondo loro era possibile conoscere la realtà politica e sociale in modo scientifico. Da qui si ebbe il passaggio dall'induttivismo (partire dalle osservazioni empiriche per scoprire regolarità nelle loro manifestazioni) al deduttivismo (si parte da una pre-teoria che postula l'esistenza di regolarità per verificare le osservazioni empiriche che si confanno ad esse).

L'indagine scientifica è un processo che da una situazione indeterminata conduce all'affermazione di un problema, che con l'intervento di un abbozzo di teoria, risulta affrontabile e risolubile. Vi sono diversi obiettivi che uno scienziato si pone all'interno di un'indagine scientifica: la descrizione, la spiegazione, la previsione, la prescrizione e l'interpretazione di un fenomeno.

Gli studiosi neopositivisti si concentrano soprattutto sulla pubblicità, la riproducibilità e la condivisione dei dati, in contrapposizione gli studiosi costruttivisti non credono nella replicabilità dei dati e nella cumulabilità della scienza.

Gli strumenti della ricerca: secondo Sartori, ad ogni concetto è assegnato un termine ed un significato in modo da creare una relazione triadica fra significato, oggetto e termine. La relazione tra i primi due deve essere precisa, mentre quella tra il primo ed il terzo deve essere univoca; egli distingue concetti teorici (democrazia) da concetti empirici (partito politico). È diversa la posizione di Marradi, secondo cui la realtà è suddivisa in modi diversi a seconda delle esperienze vissute dalla popolazione che usa il linguaggio (es. neve; un termine rimanda a un'esperienza che può essere anche molto diversa).

Per definire un concetto all'interno della ricerca scientifica bisogna innanzitutto definire il fenomeno, la variabile indipendente. Aggiungendo caratteristiche al concetto più ampio di partenza si arriva ad un concetto più ristretto: intensione, in numero di caratteristiche che definiscono un concetto ed estensione, il numero di riferimenti empirici indicati dal concetto. Esiste un rapporto inverso, tanto più è limitata l'intensione e tanto più ampia sarà l'estensione.

La classificazione dà luogo a una tipologia, il primo passo per la formulazione di un'ipotesi, essa è una sottospecie del genere che mostra caratteri tipici (il colore dell'insetto viene associato al suo habitat = tipologia); esse devono risultare collettivamente esaustive (tutti gli esemplari devono poter essere posizionati in una casella), al fine di sviluppare ipotesi e generare nuove teorie. L'ambizione di ogni scienziato è quella di riuscire a formulare delle proporzioni generalizzate, delle “quasi leggi”, esse devono generare delle posizioni limitate nel tempo e nello spazio ed aventi validità statistica.

Il ciclo della ricerca

Un problema è un fatto significativo e rilevante che si affianca a prenozioni e pregiudizi appartenenti ad una sconoscenza acquisita. Per iniziare è necessario definire i concetti, stabilendo una correlazione precisa e univoca tra fenomeno, significato e termine. Vi è la necessità di operazionalizzare i concetti, cioè trasformarli in variabili in modo da renderli misurabili, il fine ultimo è quello di stabilire una connessione fra domanda (D), teoria (che risponde alla domanda, T) e caso empirico (C) più metodi d'indagine (M).

Gli errori più comuni da parte del ricercatore sono: la sovra generalizzazione del risultato, le osservazioni sbagliate ed i ragionamenti viziati (rigettare le ipotesi che non derivano dalla teoria).

Vi sono diverse strategie ed analisi di ricerca; vi sono analisi che mirano alla spiegazione di un singolo fenomeno ed altre che si occupano di una classe di eventi. Bisogna decidere tra un'ottica prospettiva, che si pone idealmente all'inizio della catena di eventi e ci si chiede quali avrebbero potuto essere i risultati finali, o retrospettiva, che parte dall'evento finale e si identifica la sequenza che ha portato a quello specifico risultato. Inoltre bisogna fare una distinzione tra le variabili: dipendenti, il fenomeno da spiegare; indipendenti, circostanze che determinano il verificarsi dell'evento studiato; intervenienti che alterano l'intensità delle variabili indipendenti e di contesto che definiscono le circostanze in cui l'analisi comparata ha luogo.

Dalle strategie di ricerca alle tecniche: se si analizzano i casi in base ad una caratteristica si ottiene una classificazione, in base a una classificazione è possibile generare una tipologia, se invece il caso viene analizzato in base a variabili indipendenti si otterrà una descrizione, se invece quest'ultima analisi si concentra su due casi si ottiene una descrizione binaria. Quando il numero delle variabili indipendenti è inferiore al numero dei casi di studio si possono utilizzare due diversi metodi: comparativo (qualitativo) che genera risultati significativi e statistico (quantitativo) che genera risultati affidabili.

Vi sono inoltre due tipi di analisi:

  • Primaria: ordina le informazioni attraverso una specifica raccolta, essa utilizza tre tipi di sottoanalisi:
    • Analisi del contesto: l'immersione nel mondo dove si presenta il fenomeno studiato, si può applicare un'osservazione partecipante o non partecipante.
    • Analisi dei messaggi: interpretare in modo sistematico le informazioni dei documenti.
    • Analisi delle risposte dei soggetti indagati.
  • Secondaria: si occupa di fenomeni non direttamente osservabili, nella quale bisogna adattarsi ai dati esistenti.

Regime e sistema politico

Regime politico: sinonimo di “ordinamento”, esso è l'insieme delle istituzioni politiche, ovvero strutture, regole e procedure con i relativi valori o principi di riferimento che organizzano in modo stabile qualunque aspetto della società. Esso si scontra contro il processo attraverso l'istituzionalizzazione delle azioni e l'organizzazione della politica. Con regime politico si può anche intendere qualunque assetto strutturale che dà forma e organizza la lotta al potere.

  • Secondo D. Easton il sistema politico si divide in tre componenti:
    • Autorità: responsabilità del governo.
    • Comunità politica: gruppo di individui che si identificano reciprocamente sul piano politico, si considerano come entità soggetta alle stesse regole fondamentali.
    • Regime politico: distribuzione del potere nei vari ruoli, norme e regole = orientamento costituzionale, esso è caratterizzato da rapporti che legano l'autorità politica con la comunità (legano le autorità con la loro legittima autorità).
  • Finer delinea gli elementi essenziali che definiscono il regime politico:
    • Controllo della coercizione e violenza organizzata: indispensabile per un sistema strutturato di relazioni volto a produrre decisioni e comandi.
    • Territorio: definito dai confini geografici identificabili; con lo stato moderno si è presentata la deterritorializzazione, la perdita di rilevanza dei confini esterni (globalizzazione, europeizzazione) ed interni (regionalizzazione e federalizzazione). F individua diversi regimi sulla base della loro estensione:
      • Città-stato: autonome e sovrane, la formazione dello stato moderno portò alla loro estinzione.
      • Stati in senso stretto: possono essere territoriali (generici) o nazionali (vi è un forte senso di comunità politica e omogeneizzazione culturale).
      • Imperi: estensione territoriale su larga scala, confini sono flessibili ed aperti, vi è una composizione plurale sull'aspetto culturale, religioso, etnico, il che comporta asimmetrie nelle forme di cittadinanza e dei diritti, decentramento e autonomia territoriale e istituzionale.
      • Federazioni: modalità di coesistenza e associazione tra stati autonomi sulla base di contratti (EU è un'entità ibrida, non è una semplice confederazione, né uno stato federale ma una sorta di impero postimperiale).
    • L'organizzazione o struttura di governo: che comporta un regime stabile ed ordinato, vi sono tre tipi di processi decisionali che ne assicurano il funzionamento, essi limitano l'esercizio del potere, Sartori li considera strumenti di demo-protezione, di salvaguardia dei cittadini contro detentori del potere, anche se questi ultimi sono stati scelti democraticamente:
      • Forma di governo: la distribuzione della capacità decisionale.
      • Limitazione del potere: attraverso meccanismi di equilibrio reciproco tra istituzioni = istituzioni di garanzia.
      • Distribuzione territoriale delle competenze decisionali: ripartizione dell'autorità sovrana tra livello statale, substatale e sovrastatale.
        • I primi due costituiscono una divisione orizzontale dei poteri, la ripartizione delle funzioni tra organi o istituzioni che detengono la sovranità; il terzo è una divisione verticale dei poteri, da alle architetture istituzionali una configurazione rispetto alle istanze emanate dai territori.
    • Legittimità: che deriva dal consenso della maggioranza.

La legittimità è un tema che è stato affrontato da diversi studiosi; Weber sosteneva che essa fosse necessaria affinché forme di dominio si stabilizzassero, W. sosteneva che essa dovesse rappresentare una credenza nella validità delle decisioni ed un'accettazione volontaria della popolazione. Importanza dell'atteggiamento del soggetto legittimante rispetto al potere da legittimare, principio secondo cui il soggetto rispetta ed accetta la legge in quanto tale. Le motivazioni che rendono il potere accettabile e la cui assenza può generare protesta, sono:

  • Legittimità carismatica: leader.
  • Legittimità tradizione: costruzione della sacralità del potere e delle regole, vi è l'esaltazione del passato e della storia nazionale.
  • Legittimità legale-razionale: correttezze di procedure e norme. Garantisce la convivenza civile in maniera consensuale ed ordinata non sempre scontata, es: straniero.

(In un regime democratico non bisognerebbe rispettare le leggi secondo un principio di passività ma attraverso una partecipazione attiva). Per Mosca invece, la legittimità risponde ad un bisogno degli uomini ad obbedire ai comandi non per forza ma sulla base di un qualunque principio morale. Vi deve essere un'accettazione volontaria / approccio psicologico. L'individuo accetta le regole in modo passivo poiché non sempre ne comprende l'utilità. È importante rispettarle per mantenere uno stato di tranquillità.

La prospettiva sistematica

La prospettiva sistematica consente di cogliere l'aspetto relazionale della politica e guardare un'ampia serie di fenomeni e attività politiche non facilmente riconducibili ad istituzioni statali, un esempio possono essere i movimenti di protesta informali. (Relazione tra norme e società).

Sistema politico di Easton

Egli afferma che esso si basa su tre strutture portanti; la società civile che può dar luogo a strutture associative fondate sull'interesse e sui apporti di porte di fatto, la società politica che consiste in tutto ciò che esprime una volontà politica non statuale, cioè forze politiche di aggregazione e mobilitazione di una volontà privata per fini collettivi e le istituzioni che consistono in un complesso più eterogeneo.

Input: pressioni derivanti dall'ambiente.

  • Domande: rivendicazioni e richieste per un certo aspetto della società come l'assegnazione specifica dei beni (infrastrutture o assegnazioni di valori mancati = matrimoni civili). Richiesta derivante dall'esterno, dall'evolversi della società = avviene una politicizzazione della domanda.
  • Sostegni: i quali sono associati all'obbedienza che gli individui devono alle decisioni politiche.
    • Legittimità, fiducia ed obbedienza.
    • Specifico: derivante da politiche e leggi di cui il gruppo ha beneficiato.
    • Diffuso: più generalizzato, in cui vi è una credenza nella certezza delle regole.
  • Within-inputs: domande che si generano all'interno dello stesso sistema che arrivano direttamente ai leader ed ai partiti, e che vanno ad interagire con l'ambiente.
  • Gatekeepers: meccanismi di filtraggio che selezionano e manipolano le domande riducendone il volume, difatti non tutte queste riescono a raggiungere il sistema, ciò comporta un miglior controllo del rischio di sovraccarico. I partiti politici e le istituzioni hanno la funzione di contenere ed incanalare queste domande.

L'input una volta entrato nella black box è soggetto ad una fase di conversione da domanda a risposta, Easton non approfondisce questo passaggio, infatti si farà riferimento ad altri studi.

Output: politiche intese come decisioni ed azioni che vanno ad incidere sulle condizioni che hanno generato le domande, esse portano alla produzione di un feedback (tornando al punto di partenza).

Il sistema politico di Almond e Powell (1966)

Analizzano in modo più approfondito il sistema politico, concentrandosi sulla black box di Easton. I due affermano che vi sono due tipi di funzioni all'interno della black box; una di processo, che riguarda la conversione degli input in output ed in cui vi è l'individuazione delle strutture deputate a svolgere ciascuna funzione. Vi sono altre quattro sottofunzioni che delimitano altri sub-processi del sistema politico:

  1. Articolazione di interesse (associazione di interessi): messa in moto da gruppi o individui con interessi politici specifici (sindacati, imprenditori) che formulano una domanda politica che ha a che fare con i loro interessi e che si scontra con chi una visione più generale, in vista di un miglioramento della società. Essa richiede due aspetti:
    • La distinzione tra strutture a-specifiche (partiti, burocrazie) e strutture specializzate (gruppi di interessi).
    • Diversi canali di accesso al sistema politico (legali ed illegali).
  2. Aggregazione di interessi comuni (partiti politici): l'aggregazione delle domande ricevute implica la formulazione di programmi attraverso i quali gli interessi vengono presi in considerazione ed armonizzati. Vi sono tre tipi di aggregazione:
    • Negoziazione: basata sul compromesso e la flessibilità tra i diversi gruppi (tipica dei partiti pragmatici).
    • Riferimento a valori assoluti: l'affermazione di principi rigidi in partiti ideologici.
    • Tradizione: legata ad interessi settoriali e territoriali in partiti particolaristici come gli agrari che hanno interessi legati alla stessa sfera, quella agricola o economica.
  3. Formulazione delle politiche pubbliche (governo o parlamento): le domande vengono convertite in decisioni dotate di autorità, le politiche immesse nell'ambiente (output) che si dividono in 4 tipi:
    • Estrattive: impongono un'estrazione di risorse dall'ambiente (fiscalità, contributi).
    • Regolative: regolano e controllano i rapporti sociali (codice civile, stradale).
    • Distributive: servizi derivanti dalle politiche sociali come i sussidi, distribuzione equa o particolarista di denaro, beni materiali, servizi.
    • Simboliche: comunicazione e messaggi politici che rafforzano la legittimità del sistema politico, anche attraverso il veicolamento dei valori (fertility day).
  4. Esecuzione e amministrazione giudiziaria delle politiche: successivamente la formulazione delle politiche esse vengono attuate attraverso due canali, quello burocratico che si occupa dell'applicazione e della messa in opera delle decisioni e quello giudiziario che ha funzione di amministrazione della giustizia e controlla la corretta esecuzione della burocrazia.

Quando gli output interagiscono con gli altri sistemi politici danno vita agli outcome, ciò che risulta e viene prodotto da quella politica può portare ad effetti diversi a seconda delle competenze e delle politiche (lo scandalo politico comporta la dimissione del politico). Tutti questi processi portano alla retroazione, all'immissione di una nuova domanda nel sistema politico che riavvia l'intero processo.

La seconda funzione che Almond e Powell individuano è quella di sistema, necessaria per la sopravvivenza del sistema politico:

  • Reclutamento del personale politico e amministrativo.
  • Socializzazione dei ruoli (bisogna conoscere il funzionamento e le regole del sistema).
  • Comunicazione, trasversale alle altre due.

Lo stato

Lo stato è un tipo di regime politico, una forma organizzativa della politica; nel corso del tempo si è aperto un dibattito sull'unicità dello stato europeo. Lo studioso Finer (1990) mette in luce l'elemento storico del ruolo dello stato europeo; secondo lui l'Europa non ha inventato lo stato ma lo ha reinventato, poiché erano già presenti centri di potere; questo processo ha portato ad una forma-stato diversa da qualunque altra del passato. Le definizioni e generalizzazioni del concetto di stato sono sempre parziali, perché esso tende a modificarsi nell'arco degli anni, tuttavia gli stati rappresentano riferimenti imprescindibili per le società contemporanee:

  • Stato container: usato come sinonimo di società, attraverso cui si intende lo stato stesso.
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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher linda.forni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Caponio Tiziana.
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