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Appunti della facoltà di scienze della comunicazione della professoressa Caffarena sulle scienze politiche. Il file contiene una lunga trattazione sulla parte istituzionale da integrare con quella monografica (basato sul libro consigliato dalla Caffarena).

Esame di Diritto della comunicazione e dell'informazione docente Prof. A. Caffarano

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ESTRATTO DOCUMENTO

Assunto: l’azione politica di ciascun individuo ha come termine di riferimento e motore una qualche

sorta di appartenenza naturale o socialmente costruita che conferisce senso e valore ai suoi

comportamenti.

Fonti primarie sono:

 Attori collettivi.

 Le teorie della scelta razionale non sono sufficienti a spiegare il comportamento politico.

Cosa si intende per appartenenza?

 Se è naturale è motore dell’azione politica.

 Se è socialmente costruita è motore e prodotto dell’azione politica.

Secondo Condor, esempio di appartenenza è la famiglia, cioè individui apparentati ancestralmente.

In epoca moderna appartenenza è anche etnia, nazione. In realtà, la nazione è definibile in base a tre

variabili:

 Naturale.

 Culturale.

 Politica.

Le nazioni sono anche il prodotto di elaborazioni mitiche e simboliche.

Se in passato la percezione di identità è poco riconosciuta, i media oggi, invece, contribuiscono

molto ad ampliare questa percezione e a creare un’identità di respiro internazionale.

Come è costruito un referente identitario?

Il senso di appartenenza è suscitato e alimentato da un discorso politico di noi/loro che enfatizza la

vocazione conflittuale della politica. Interprete più autorevole di questo filone è Carl Schmitt per il

quale la natura politica di un comportamento è data dalla carica di antagonismo che esprime. Egli

afferma che la percezione di un antagonista permette una redefinizione netta della nostra identità.

Fu accusato di aver fomentato l’ideologia nazista. Questa però è una visione parziale che enfatizza

una dimensione della politica sottacendo quella cooperativa.

Da questa matrice concettuale emerge che la politica implica due distinte logiche d’azione:

 Logica identificante: ottenere un riconoscimento sociale, soprattutto attraverso una lotta che

unisce il gruppo di appartenenza e fissa i confini del medesimo rispetto agli altri soggetti

(agire per essere: logica espressiva/identificante tipica della partecipazione ai movimenti).

 Logica efficiente: differenziarsi per migliorare la propria posizione relativa (agire per avere:

logica utilitaristica tipica dell’azione rivendicativa in un’ottica di scambio politico).

Rapporto fra le due logiche d’azione:

 La logica identificante è funzionale a quella efficiente (se so chi sono so anche cosa voglio).

 La logica efficiente ha scalzato quella identificante.

Se è facile adottare una logica strumentale nelle fasi di gestione, è altresì facile adottare quella

identificante nelle fasi di crisi, anche se la formazione di identità collettive è sempre costante.

Le identità collettive sono alla base delle politiche globali e possono favorire la coesione sociale

internazionale. A ciò contribuisce la nascita dei movimenti sociali.

I movimenti sociali sono formati da attori politici, non per iscrizione come nei partiti politici, ma

per logica identificante emozionale. È lo strumento attraverso il quale l’azione collettiva prende

forma anche nei momenti di crisi, determinando solidarietà. Prevedono cambiamenti sulla lunga

distanza.

La classificazione dei movimenti è possibile in base a:

 Obiettivi: difesa sociale, offensiva, controffensiva, sfida.

 Nuovi/vecchi.

 Modalità operative.

POLITICA E MERCATO

Altro rapporto di studio è quello politica/mercato.

Presupposto è l’applicazione degli strumenti e dei metodi dell’economista all’analisi del processo

decisionale collettivo.

Sono 3 gli assunti principali:

 Metodo: si scompone il processo politico sino al livello della scelta individuale; l’individuo

è l’unità analitica di base.

 Movente degli attori: massimizzazione dell’utilità.

 Forma di razionalizzazione dell’attore politico rispetto allo scopo: è il calcolo dei costi e dei

benefici e della scelta dei mezzi più idonei ai fini.

Tale approccio permette di dare risposte originali ai quesiti classici:

 Perché nascono le istituzioni politiche.

Ci si occupa essenzialmente della distribuzione delle risorse che può avvenire per:

 Scambio.

 Consuetudine.

 Potere.

La politica in quest’ottica è una modalità di scelta, alternativa o complementare ad altre

istituzioni sociali, per l’allocazione delle risorse che avviene per via autoritativa. In questa

logica, se il mercato fosse in grado di svolgere questa funzione in modo efficace, la politica

non servirebbe quasi per nulla (idea di stato ultraminimo). In realtà i problemi sorgono e la

politica costituisce una risposta ai fallimenti del mercato, della razionalità individuale e ai

limiti etici del mercato che non allocano tutte le risorse.

Ci sono due casi:

 Dilemma del prigioniero: è l’effetto di incertezza che porta alla non cooperazione.

 Paradosso del portoghese o free-riding: in assenza di incentivi le micromotivazioni

individuali producono effetti perversi nella produzione di beni pubblici. Il bene pubblico

è caratterizzato da:

 Non-rivalità: una volta che un bene è stato prodotto per un singolo soggetto, questo

bene può essere distribuito agli altri senza costi aggiuntivi.

 Non-escludibilità dal consumo: tutti quelli che vogliono non posso essere esclusi dal

beneficio del bene pubblico.

Nei gruppi numerosi qualche individuo può non contribuire alla produzione del bene

pubblico tanto ne usufruirà lo stesso, ma questo protratto su larga scala è un problema

che deve essere debellato. Esiste sempre un gruppo privilegiano, all’interno del quale c’è

un individuo che ha così tanto interesse nel produrre un bene che se ne accolla i costi di

produzione.

La politica serve dunque ad ovviare i fallimenti del coordinamento spontaneo.

 Come nascono le istituzioni politiche.

Ci sono due visioni parallele:

 Visione giusnaturalistica: l’istituzione pubblica nasce per il superamento della condizione

dello stato di natura. La violenza e la confusione dello stato di natura sono ovviate

rinunciando ad una parte della sicurezza di ogni individuo, azione che si traduce in un

patto di soggezione, in un contratto istantaneo.

 Visione del mercato: presupponendo il free-riding e l’essenza parassitaria degli individui,

non è possibile che gli individui si uniscano spontaneamente in una comunità che si

autogestisce perché ci sarebbero sempre interessi di parte. Quindi il processo che porta

alla creazione di uno stato sarà un processo spontaneo frutto di un’evoluzione culturale.

La nascita di uno stato con il monopolio legittimo della forza è dato per sopperire la

mancanza di sicurezza dello stato di natura, è la fusione di varie associazioni territoriali

atte a questo scopo, più fusione territoriale e più sarà grande lo stato.

 Come funzionano le istituzioni politiche.

La politica in questa concezione è una forma di scambio complesso multilaterale simile a

quello che si realizza nel mercato. La concezione procedurale della democrazia sostiene che

la politica sia assimilabile ad un mercato concorrenziale nell’ambito del quale gli

imprenditori politici si disputano i voti dei cittadini-consumatori per ottenere profitti politici

come poteri e cariche pubbliche. Per questa ragione, l’approccio risulta utile soprattutto per

analizzare i regimi democratici, in seno ai quali si ha uno scambio effettivo.

Lo scambio complesso è dato dal fatto che si ha:

 Concorrenza orizzontale fra élites.

 Scambio verticale tra voti e politiche.

Il problema dell’incertezza, a causa delle difficoltà e dei costi delle informazioni, è mitigato

dalla presenza di ideologie, che sono pacchetti sintetici di informazioni.

Ci sono varie critiche mosse alla teoria economica, ma una in particolare riguarda il free-riding. Se

si presuppone, per la regola del free-riding, che ogni azione non incentivata è improbabile, allora

come si spiega la partecipazione politica? Molto importante è la componente autovalorizzante,

perché i comportamenti non-strumentali sono cruciali per spiegare il mutamento politico. La

partecipazione è una forma di attivazione che genera consenso o dissenso nei confronti dell’autorità

pubblica.

La presenza e il ruolo della partecipazione non-strumentale è studiata soprattutto da Hirshmann.

Opera: “Exit, Voice and Loyalty” di Hirschman (1970)

Hirshmann identifica 3 modi per produrre innovazioni nelle organizzazioni o per reagire allo

scadimento dei beni pubblici da loro prodotti:

 Uscita: abbandono/defezione, ma è possibile solo nel mercato, quando si può abbandonare

un prodotto per un altro, non in politica, perché significherebbe abbandonare lo stato.

 Voce: protesta, permette innovazioni dall’interno delle organizzazioni; questa strada è

battuta nelle democrazie, dove i canali di protesta permettono un canale parallelo di feed-

back sui quali i politici modellano le loro scelte.

 Lealtà: è la caratteristica opportunistica dei membri di un’organizzazione.

Conclusione: questo modello studia solo le azioni efficaci ma anche le azioni emozionali sono

importanti.

POLITICA E SISTEMA

Secondo questo approccio, il sistema è uno strumento di analisi che consente di organizzare, a fini

esplicativi, una realtà complessa introducendo un elemento di ordine nelle relazioni intercorrenti fra

le unità, elemento di ordine che consente di procedere a descrizione, spiegazione e previsione.

Due sono i tratti distintivi del sistema:

 Proprietà interne: il mutamento delle condizioni di una parte del sistema avrà conseguenze

sulle altre. Queste proprietà sono:

 Unità: le parti di un sistema non possono essere considerate come una semplice

sommatoria delle stesse.

 Interdipendenza: sono importanti i rapporti che intercorrono tra le unità del sistema.

 Autoregolazione: capacità del sistema politico di essere sempre uguale a se stesso,

mantenendo la propria identità ed autoequilibrandosi.

 Relazione sistema/ambiente: le condizioni del sistema sono il prodotto di uno scambio

costante con l’ambiente, è un flusso continuo bidirezionale. È il riflesso di un criterio di

inclusione/esclusione delle cose rilevanti per l’indagine sistemica di chi alloca i valori. Tutti

gli argomenti esclusi costituiscono l’ambiente esterno. Ci sono due tipi di ambiente:

 Extrasocietario: sono le relazioni a livello mondiale all’interno del quale è annidato il

sistema politico.

 Intrasocietario: relazioni interne che non rientrano nel sistema politico (ecologia, biologia,

…).

L’analisi sistemica è un’analisi dei fenomeni e della loro continuità. Dall’ambiente derivano:

 Input: sono i fenomeni che hanno un impatto sul sistema politico che si traducono in:

 Domanda: sono le richieste che si fanno all’autorità politica affinché proceda a

destinare i valori, è il punto di arrivo delle molteplici richieste; il sistema politico

concede un numero di risposte adeguate alle richieste. Può esserci il rischio che vi

sia una quantità eccessiva di domande e intervengono i gate-keepers, cioè dei

selezionatori di richieste, il rischio è la selezione eccessiva.

 Sostegno: è la forza necessaria per convertire gli output in input e possono essere di

tipo specifico, che dipende dalla valutazione degli output considerati soddisfacenti, e

può essere diffuso, cioè legato alla lealtà nei confronti dell’autorità politica.

 Output: sono emessi dalla autorità politica sotto forma di leggi e provvedimenti, dopo

aver esaminato attentamente gli input.

Il sistema politico è, quindi, un sistema di interazioni che influenza l’assegnazione imperativa ed

autoritativa di beni materiali ed immateriali.

Sono state mosse molte critiche all’approccio politica/sistema:

 È un approccio meramente descrittivo.

 Il sistema domina a discapito degli attori.

 Il problema del potere è estraneo al quadro.

 È un approccio statico.

 Applicato a molteplici situazioni ne riduce la differenziazione.

 È valido solo per regimi democratici.

 Si affida poca attenzione al processo di conversione.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto della comunicazione e dell'informazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Teramo - Unite o del prof Caffarano Anna.

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