I BENI PUBBLICI e il FALLIMENTO DEL
MERCATO
I FALLIMENTI DEL MERCATO
Secondo il primo teorema dell’economia del benessere, un sistema economico è in grado
di realizzare l’ottimo paretiano solo se si trova in condizioni di concorrenza perfetta.
Possiamo dire che un mercato di concorrenza perfetta garantisce un’ottima allocazione
delle risorse.
Quando, però, manca una delle condizioni che assicurano la concorrenza perfetta, il
mercato non raggiunge da solo l’ottima allocazione delle risorse. Ci troviamo in tal caso in
una situazione di fallimento del mercato.
La concorrenza perfetta è quella particolare forma di mercato nella quale le imprese, in
quanto di piccole dimensioni, non hanno potere sul prezzo.
Non esiste, inoltre, la possibilità di influenzare i gusti dei consumatori, i prodotti sono
omogenei, c’è totale trasparenza del mercato, i capitali sono perfettamente mobili.
Essa richiede il rispetto di alcune condizioni:
Assenza di beni pubblici;
• Assenza di monopolio naturale;
• Assenza di esternalità;
• Assenza di asimmetrie informative.
•
Quando nel mercato viene a mancare una delle condizioni poste a base della concorrenza
perfetta siamo in presenza di un fallimento del mercato, un caso, cioè, in cui non si
verificano quei risultati di efficienza stabiliti dal primo teorema dell'economia del
benessere.
Rappresentano, quindi, cause di fallimento del mercato:
La presenza di beni pubblici;
• La presenza di m onopolio naturale;
• La presenza di esternalità;
• La presenza di asim m etrie inform ative.
•
Con il fallimento del mercato, fallisce l'idea fondata dalla microeconomia: l’individuo non ha
incentivi a rivelare le proprie preferenze e si verifica il fenomeno del free riding.
Ogni individuo può disporre gratuitamente dei beni pubblici senza essere tenuto a pagare
un prezzo.
BENE PRIVATO
La domanda aggregata di mercato si calcola sommando orizzontalmente le quantità
! !
= =
domandate da ciascun individuo !,! !,! !,!
P P
Db Da+b
Da S
Da+b
P* P*
Q Q
qa qb qc qa qb qc
BENE PUBBLICO
La domanda di mercato si calcola sommando verticalmente la quantità di prezzo che
gli individui sono disposti a pagare.
Esiste la possibilità di immaginare l’efficienza del mercato in cui è scambiato il bene
! !
+ =
pubblico. !,! !,! !,! Da+b S
P P
P* Da+b P*
pb pb
pa Bb=SMSb pa
Q Q
Q* Da=SMSa Q*
I BENI PUBBLICI
I beni pubblici sono identificabili grazie a due caratteristiche fondamentali:
1. NON ESCLUDIBILITÀ.
Un bene è non escludibile quando non è possibile escludere un soggetto dal
consumo di esso. (es. difesa nazionale)
Ad es. Un vestito non può essere acquistato se non se ne paga il prezzo di vendita
sul mercato, e quindi chi non è disposto a pagare tale prezzo è escluso dal
consumo dei beni.
Nel caso della difesa, invece, tutti coloro che si trovano in un territorio protetto
utilizzano i beni, che siano o meno disposti a pagarne il prezzo: non vige il principio
di esclusione.
In una logica di mercato dovrebbero essere esclusi gli individui che non sono
disposti a pagare il prezzo, ma con questa caratteristica l’evasore delle tasse
beneficerà allo stesso modo della difesa militare o dei servizi di pubblica sicurezza,
anche non contribuendo al loro onere economico.
2. NON RIVALITÀ .
Un bene non rivale quando il consumo di ciascun individuo non comporta alcuna
sottrazione del consumo dello stesso bene da parte di un altro individuo.
L’offerta di un bene non rivale è disponibile in modo congiunto a tutti gli individui.
(es difesa nazionale)
Ad es. Un vestito può essere utilizzato da una sola persona, e non da due
simultaneamente.
La difesa del territorio nazionale, invece, è assicurata a tutti i presidenti del
territorio, senza che la difesa di un soggetto implichi una minore difesa e un altro
soggetto.
Quando un bene ha entrambe queste caratteristiche, si dice bene pubblico puro.
Quando un bene è escludibile e non rivale si dice bene di club.
Quando un bene è rivale ma non escludibile si dice bene com une.
Proprio per le loro due peculiarità, i beni pubblici rendono la regola della massimizzazione
inapplicabile: nella produzione privata di un bene pubblico ci troveremo di fronte a un
sottodimensionamento della produzione.
Nella produzione privata di un bene pubblico e il consumo di un singolo non intralcia il
consumo da parte di altri per la non rivalità; ciò rende impossibile agli operatori stabilire la
giusta quantità da produrre.
Il fatto, poi, che dal consumo di un bene pubblico non può essere escluso nessuno, induce
gli interessati a non rivelare le proprie preferenze, introducendo il problema del free riding,
in modo da rendere impossibile la definizione della curva di domanda del bene e di
conseguenza il prezzo del bene stesso.
Si induce quindi il mercato a sottodimensionare la produzione o a non produrre affatto.
SAMUELSON, RECUPERO DEI BENI PUBBLICI NELL’EFFICIENZA
Si deve all'economista statunitense Paul Sam Wilson il merito di aver individuato le
condizioni di ottimo sociale anche in presenza di beni pubblici.
In due famosi articoli, pubblicati negli anni 50, Samuelson dimostrò che per i beni
pubblici la condizione di ottimo paretiano sì determina quando la somma dei saggi
marginale di sostituzione tra bene pubblico e bene privato di tutti gli individui
eguaglia il costo marginale di produzione del bene pubblico.
Se io immagino che gli individui siano volontariamente disposti a pagare, e a
rivelare le loro preferenze, posso ricondurre i beni pubblici nel modello di tutti gli
altri beni.
Si fissa il livello di utilità di
•
un individuo. (U)
Si calcola la curva residuale
•
di beni che restano al
secondo soggetto dato
che il primo rimane sulla U.
Si massimizza l’utilità del
•
primo individuo data la
curva residuale.
Il primo individuo consuma
•
una quantità y* di bene
pubblico e ZD di bene
privato.
Il secondo individuo
•
consuma una quantità y*
di bene pubblico e CZ di
bene privato.
Vale la condizione di
•
efficienza perché
SMT-SMS 1 sogg=SMS 2 sogg
È quindi possibile fronteggiare gli
effetti del fallimento del mercato
causato dai beni pubblici.
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