Estratto del documento

Scienza delle finanze

Prof.ssa Raffaella Santolini

A.A. 2021/2022

Lezione 2, Martedì 28 Settembre 2021

Cenni ed esempi di interventi pubblici: La Flat Tax

Il nostro sistema tributario si basa su un’imposta complessiva sul reddito chiamata IRPEF, per finanziare la spesa pubblica, che mediamente ammonta al 43%. Tuttavia tale imposta varia in base al reddito delle persone fisiche, quindi si hanno cinque diverse aliquote fiscali (rispetto alle 32 del sistema tributario del 1974 che andavano dal 10% al 72%) che ammontano al:

  • 23%, fino a € 15.000 di reddito;
  • 27%, reddito compreso tra € 15.000 e € 28.000;
  • 38%, fino a € 55.000 di reddito;
  • 41%, fino a € 75.000 di reddito;
  • 43%, oltre a € 75.000 di reddito.

I partiti Forza Italia e Lega hanno però proposto recentemente la Flat Tax, ovvero l’istituzione di un’aliquota fissa che ammonti mediamente al 25%, rispettivamente del 23% secondo Forza Italia e del 15% secondo la Lega, soluzione che si basa sul rientro dell’evasione fiscale e di tagli alla spesa pubblica, senza specifiche indicazioni riguardo questi ultimi.

Rizzo propone invece tagli alla spesa pubblica, agli assegni familiari e ad altri assegni previsti dal Welfare. Secondo lo stesso, inoltre, l’introduzione della Flat Tax spingerebbe i paesi ad abbassare le tasse per attirare imprese ed individui, ma porterebbe ad una riduzione della spesa, al cosiddetto fenomeno del Flat Spending (spesa piatta), che si arginerebbe solo tramite l’aumento del deficit (soluzione logica proposta dall’economista Visco, che però a lungo andare porterebbe ad un risanamento del deficit) o tramite tagli a tutta la spesa possibile (soluzione di Rizzo).

La vera discussione riguarda tuttavia l’attuale tassazione al 43%: una pressione fiscale così alta garantisce e offre ai contribuenti servizi utili e convenienti? Vedi

La Flat Tax in Bulgaria

  • La Flat Tax in Bulgaria è al 10%; ciò significa spesa pubblica bassa, pensioni basse, tasse universitarie alte, giardini pubblici inesistenti: corrisponde quindi ad un Flat Spending del 10%; dall’altro lato della medaglia tuttavia l’evasione è al minimo. Chi ci guadagna non sono di certo i poveri, bensì i ricchi. Vedi

Il Reddito di Cittadinanza

Il Reddito di Cittadinanza è un intervento di solidarietà pubblica, che ha però anche un fine civico: se ci fosse tanta povertà, l’esternalità dell’ambiente circostante sarebbe negativo.

Il Reddito di Cittadinanza in Olanda

  • Il Reddito di Cittadinanza in Olanda ammonta a € 923 per la singola persona, molto basso per condurre una vita normale, soprattutto se l’interessato è un adulto, molto più difficile (e costoso in quanto a contributi) da assumere in un qualsiasi ambiente lavorativo rispetto ad un giovane; per questo motivo le persone sarebbero spinte al lavoro in nero. Vedi

Il Reddito di Cittadinanza in Germania

Lezione 3, Mercoledì 29 Settembre 2021

Il settore pubblico

Quando si parla di intervento pubblico ci si può riferire sia allo Stato (funzione principale in quanto a beni quali difesa pubblica, giustizia) sia ai Governi locali (funzione principale di stabilizzazione del mercato economico, redistribuzione delle risorse, allocazione delle risorse).

La struttura

Chi sono gli attori del settore pubblico?

  • Amministrazioni centrali: Stato (formato da politici eletti dalla collettività, volti a salvaguardare l’interesse della comunità e rappresentare la preferenza dei cittadini; c’è un filone dell’economia che sostiene che i politici eletti salvaguardino le preferenza dei loro gruppi di interesse) e gli enti economici di assistenza e ricerca (Ministeri ed altri enti che supportano lo Stato a livello centrale);
  • Amministrazioni locali: Regioni, province, comuni, comunità montane, ASL, università, istituti di istruzione primaria e secondaria, camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, istituti autonomi, case popolari, ecc. Sono organi eletti dai cittadini per provvedere alla fornitura di beni e servizi locali o per allocare ai cittadini beni e servizi locali nella maniera più efficiente possibile. Sono organi periferici di amministrazione più vicini al cittadino e conoscono meglio i bisogni degli stessi locali.
  • Enti Previdenziali: INPS, INAIL, INPDAP, ecc.
  • Ex aziende autonome: ed enti assimilati come Anas, Ferrovie, Poste Italiane, ecc.

Le funzioni

Musgrave R. (The Theory of Public Finance), nel 1959, sentenziò che il settore pubblico deve svolgere tre funzioni economiche principali:

  • Allocazione delle risorse disponibili: tali risorse sono le entrate pubbliche che i cittadini danno ai governi locali e allo Stato. Serve per garantire un miglioramento dell’efficienza del sistema economico; devono essere allocate le risorse in modo da garantire servizi utili ed efficienti per la comunità;
  • Redistribuzione del reddito e della ricchezza secondo criteri di equità: in questo ambito rientra quello che è il Reddito di Cittadinanza (forma che consente allo stato di assolvere la funzione di redistribuzione del reddito tramite il gettito fiscale). È una funzione assolta prevalentemente dallo Stato piuttosto che dai governi locali;
  • Stabilizzazione: si effettua tramite l’utilizzo della politica fiscale ai fini di piena occupazione. Tale funzione viene esclusivamente assolta dallo Stato centrale (es. durante la crisi del 2008 lo Stato istituì una cassa integrazione straordinaria ed altri immobilizzatori sociali per stabilizzare i mercati, per non perdere fisicamente lavoro).

Gli strumenti

  • Spesa pubblica: Spesa per beni e servizi e Spesa per trasferimenti (quest’ultima è bassissima, basti pensare agli assegni familiari);
  • Imposte: Dirette ed Indirette (hanno una classificazione molto vasta);
  • Regolamentazione: sono norme imposte dallo Stato per regolamentare alcuni aspetti della nostra vita; in genere vengono istituite per regolare i mercati.

Le ragioni dell’intervento pubblico nell’economia

L’intervento pubblico viene giustificato dalla teoria neoclassica nei casi in cui il mercato fallisce. Se si lasciasse il mercato libero a se stesso, senza regole in quanto a sostenibilità, inquinamento, rispetto dell’ambiente, creerebbe esternalità negative con la propria attività che possono produrre danni all’individuo della società. Corregge errori del mercato i cui effetti sono dannosi per la comunità; anche se il mercato dovrebbe essere libero, è bene che ci sia una regolamentazione.

Il mercato è il luogo di scambio dei diritti di proprietà e di uso. Solamente nella circostanza utopica di concorrenza perfetta il mercato non fallisce (equilibrio Pareto Efficiente). In presenza di beni pubblici (indivisibilità), Monopolio, Esternalità ed Asimmetrie Informative il mercato fallisce.

La scienza delle finanze

È uno dei pilastri fondamentali dell’economia, tanto che talvolta viene definita Economia Pubblica. Studia le ragioni dell’intervento del settore pubblico nell’economia attraverso imposte, spesa pubblica, regolamentazione e i suoi effetti sull’allocazione e distribuzione delle risorse.

Analisi Positiva

L’analisi è positiva quando vengono spiegate le cause di un fenomeno economico, le cause dell’intervento pubblico attraverso modelli teorici che semplificano la realtà.

Analisi Normativa

L’analisi è normativa quando si vuole raggiungere un risultato e per farlo occorre analizzare gli strumenti che permettono di ottenere una situazione desiderabile (ottimo sociale) secondo indicazioni e modelli di analisi positiva. L’analisi normativa è l’economia del benessere.

Lezione 4, Lunedì 04 Ottobre 2021

Sintesi

Attori

  • Amministrazioni centrali
  • Amministrazioni periferiche
  • Enti Previdenziali
  • Ex Aziende autonome

Funzioni

  • Allocazione delle risorse
  • Re-distribuzione
  • Stabilizzazione

Strumenti

  • Spesa Pubblica
  • Imposte
  • Regolamentazione

Che cosa produce

Beni Pubblici Locali (connotano la territorialità), Beni Pubblici Nazionali/Puri (connotano la nazionalità, la giustizia e la difesa nazionale) e Servizi.

Motivi dell’intervento pubblico

La presenza di fallimenti di mercato, dovuti alla presenza di beni pubblici, regimi di monopolio, esternalità e asimmetrie informative.

Scienza delle finanze

Si occupa dell’analisi positiva e normativa del settore pubblico.

Analisi positiva del settore pubblico

I beni/servizi prodotti dal settore pubblico:

Il settore pubblico produce beni/servizi collettivi e beni/servizi privati; generalmente questi ultimi vengono prodotti da privati, ma ciò non esclude che anche lo Stato li possa produrre. Ciò che varia tra diverse tipologie di beni/servizi prodotti è il consumo:

  • Consumo congiunto: tipico dei beni/servizi collettivi, si tratta di un bene consumato congiuntamente (es. difesa nazionale, perché tutti usufruiscono dello stesso numero di militari, carri armati, aerei, ecc., anche non vedendoli o non rendendosene conto);
  • Consumo individuale: tipico dei beni/servizi privati, si tratta di un bene non consumabile contemporaneamente (es. penna, computer, ecc.).

Il bene collettivo (o bene pubblico puro) ha come caratteristica il fatto che la quantità totale è identica.Qtot = Q1 = Q2 = … = Qn, dove Qtot è la quantità totale del bene e Qi la quantità del bene consumata da ciascun individuo.

Il bene privato ha come caratteristica il fatto che le quantità totali sono date dalla somma di quelle individuali, di quelle che ogni individuo consuma dello stesso bene.Qtot = Q1 + Q2 + … + Qn

Nella maggior parte dei casi i beni prodotti dal settore pubblico possiedono entrambe le caratteristiche di collettività e privatezza (beni misti).

Qtot = Q1 + aQ2, dove a è il grado di rivalità nel consumo.

  • Se a = 0, X è un bene collettivo, dove Qtot = Q1;
  • Se a = 1, X è un bene privato, dove Qtot = Q1 + Q2;
  • Se 0 < a < 1, X è un bene sia collettivo che privato, dove Qtot = Q1 + aQ2.

Classificazione dei beni

I beni pubblici puri (o collettivi, es. difesa nazionale) possiedono la caratteristica di non rivalità e non escludibilità:

  • Non rivalità: il consumo del bene è congiunto, ovvero avviene congiuntamente con altri, è compatibile con quello di un altro individuo. Tale caratteristica è intesa in termini di consumo.
  • Non escludibilità: non possono escludere alcun individuo della collettività dal consumo di quel bene; anche se l’individuo volesse essere escluso, non potrebbe esserlo perché il bene non prevede l’escludibilità.

I beni privati puri (es. generi alimentari) possiedono la caratteristica di rivalità e escludibilità (è escludibile dal consumo altrui attraverso il meccanismo del prezzo); sono l’esatto opposto di quelli pubblici.

I beni privati prodotti dal settore pubblico (possiamo definirli misti o comuni, es. edilizia popolare) hanno le caratteristiche di un bene privato, ovvero rivali ed escludibili, che però possono essere ritenuti non escludibili politicamente (decisione del Policy maker); in questo modo l’accesso è permesso a tutta la collettività, pur mantenendo la caratteristica della rivalità.

I beni tariffabili (es. autostrada, gli autisti consumano congiuntamente la stessa strada, ma il prezzo del biglietto è singolare e privato) sono beni collettivi non prodotti dal settore pubblico, che hanno come caratteristica la non rivalità e l’escludibilità. È un bene del quale viene pagata una tariffa per poterne usufruire.

Rivale Non rivale
Escludibile Non escludibile
Bene privato Bene tariffabile
Bene comune Bene pubblico

La natura di un bene pubblico non ha nulla a che vedere con il fatto che la produzione avvenga inevitabilmente da un ente pubblico, mentre quello pubblico puro è unicamente prodotto dallo Stato.

I beni pubblici puri sono indivisibili nel consumo, non è possibile dividerli (non si può dividere la difesa nazionale); tuttavia, per le loro caratteristiche intrinseche sono beni che il mercato (le imprese) non potrebbero produrre a livello di convenienza, perché non potrebbe essere percepito in maniera oggettiva il prezzo e soprattutto perché gli individui si comporterebbero come free-riders, tendendo quindi a sminuire il valore del prodotto considerato. In questo modo l’individuo tenderebbe ad evitare il pagamento per lasciarlo ad altri. Se tale fosse il meccanismo, il bene considerato non verrebbe mai prodotto dal mercato, non sapendo che prezzo applicare e neppure se fosse in grado di ricavarne un profitto (es. è impossibile stabilire il prezzo della difesa nazionale e soprattutto, in base alla natura egoistica dell’uomo, un soggetto sarebbe disposto a pagare un tot, un altro meno e un altro nulla, pur usufruendo dello stesso).

Lezione 5, Martedì 05 Ottobre 2021

Inefficienza allocativa dei beni (dimostrazione attraverso un gioco con bene pubblico)

Contribuisce Non contribuisce
900 600
900 1200
1200 700
600 700

Consideriamo il rosso come giocatore "i" e il verde come giocatore "j": i Payoff sono gli esiti che ciascuno dei due individui possono ottenere se scelgono un’azione data la scelta fatta dall’altro individuo. La strategia che domina è quella di non contribuire e comportarsi da free riders. L’equilibrio determinato è chiamato equilibrio di Nash, nella logica "non contribuire-non contribuire", con esito pari a 700-700 per entrambi. L’equilibrio è unico. Tale però è Pareto-inefficiente in quanto i due giocatori starebbero meglio se contribuissero entrambi con esito 900-900 (equilibrio Pareto-efficiente).

Il policy maker interviene per far in modo che il bene pubblico venga prodotto, così che "i" e "j" si collochino nell’equilibrio Pareto-efficiente, equilibrio che da soli non raggiungerebbero, dato che ciascun individuo ha convenienza a riferire al policy maker un prezzo del bene pubblico inferiore a quello reale. In questo caso lo stesso policy maker deve cercare di mettere in atto strategie e meccanismi per far rivelare agli individui le vere intenzioni di prezzo sul bene considerato.

La domanda aggregata di beni pubblici e privati (puri)

La domanda aggregata del bene "Q" è la domanda espressa dagli individui della collettività, che si determina dall’aggregazione delle domande individuali, tramite specifici meccanismi.

Esercizio

La domanda aggregata di un bene privato (puro) è data dalla somma

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.ballini.cb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Santolini Raffaella.
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