4 Scienza delle costruzioni
Sommario
- Pressoflessione .......................................................................................................................... 1
- Forza equivalente e suo punto di applicazione .................................................. 2
- Esempio (Calcolo della forza risultante assiale e punto di applicazione) .................................... 4
- Soluzione del problema di presso-flessione ........................................................ 5
- Semplificazione della formula della tensione ............................................... 10
- – Sistema di riferimento baricentrico ................................................................ 10
- – Sistema di riferimento baricentrico e principale di inerzia .............. 11
- Esercizio ..................................................................................................................................... 12
- Valutazione qualitativa della posizione dell’asse neutro.................... 14
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Scienza delle costruzioni A.A. 2010/2011
Pressoflessione
Nei problemi di pressoflessione consideriamo delle sezioni di trave cui sono applicate esclusivamente forze assiali.
Per l’applicazione del principio di Saint-Venant immaginiamo che, su una sezione quadrata, siano applicate delle forze assiali, la cui risultante avrà i seguenti effetti:
- Se la forza assiale risultante (di trazione) risulta applicata nel baricentro della sezione, essa genera una trazione semplice (allungamento).
- Se la forza assiale risultante (di trazione) risulta applicata in un punto diverso dal baricentro della sezione, allora abbiamo un problema di presso-flessione. In tal caso oltre all’allungamento, la trave è sottoposta anche ad un momento flettente.
Poiché per il principio di Saint-Venant, ai fini della soluzione, conta soltanto la forza risultante, possiamo considerare anche altre forze all’interno della sezione, purché la risultante non cambi: consideriamo ad esempio una coppia di forze virtuali, di segno opposto, applicate nello stesso punto (centrale): possiamo osservare che l’equilibrio non viene modificato in quanto le due forze si annullano a vicenda (principio di Saint-Venant rispettato): tuttavia la forza di segno opposto alla risultante applicata nell’angolo, forma con quest’ultima una coppia di forze in grado di generare un momento flettente.
L’effetto appena descritto è ottenibile sovrapponendo gli effetti di due problemi più semplici:
- Un problema in cui una forza F genera una trazione pura; +
- Un problema in cui una coppia di forze genera un momento flettente.
Forza equivalente e suo punto di applicazione
Consideriamo una sezione cui sono applicate n forze assiali come rappresentata a lato.
F
Dato che le forze sono soltanto assiali, esse possono generare soltanto uno sforzo assiale e/o, se accoppiate, un momento flettente, ma non possono comunque generare sforzo di taglio.
Nf
M f
L’effetto complessivamente risultante da un sistema di forze assiali, è uguale all’effetto dato da una sola “forza equivalente” Feq, applicata in un certo punto che dobbiamo determinare.
La forza risultante è pari allo sforzo assiale ed è così calcolabile:
F = Neq
n = dove n = numero delle forze
N = Fi i=1
Il momento flettente equivalente, scelto un polo, è così calcolabile:
Mf = r × Fe dove n = numero delle forze
n
Mf = ri × Fi e3 i=1
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Denotiamo lo sforzo assiale come la forza equivalente, cioè:
N = Feq
Se consideriamo la forza equivalente Feq e la posizione del suo punto di applicazione rispetto al polo stabilito, possiamo esprimere il momento flettente come segue:
Mf = rCeq × Feq e3 = rCeq Feq ×
dove rCeq è la distanza del punto di applicazione di Feq dal polo.
Andiamo ora a sviluppare il prodotto vettoriale r × Fe scindendolo nelle varia componenti e vediamo cosa succede.
Il vettore posizione r è formato dalle due componenti x e y appartenenti al piano della sezione, quindi possiamo riscrivere:
r × Fe = (x e1 + y e2) × F e3 (n.b. la direzione e3)
Sviluppando il prodotto vettoriale avremo:
r × Fe = x F e1 × e3 + y F e2 × e3
Utilizzando le permutazioni dei prodotti vettoriali:
e1 × e2 = e3
e2 × e3 = e1
e3 × e1 = e2 ovvero e1 × e3 = −e2
eseguiamo i prodotti vettoriali e otteniamo:
r × Fe = −x F e2 + y F e1
Esprimendo il vettore con le sue componenti:
r × Fe = F (−y, x) ovvero
r × Fe = F (y, x)
Possiamo notare che il prodotto vettoriale tra r (appartenente al piano) e la forza F (normale al piano), equivale al prodotto della forza F per il ruotato di r, cioè:
r × F e3 = F (r)
Il ruotato di r = (x, y) rappresenta sostanzialmente il vettore r ruotato di 90°, quindi (r) = (−y, x), come raffigurato a lato.
Pertanto il momento flettente può essere espresso come il prodotto della forza equivalente Mf = Feq (req) e del ruotato di req (vettore posizione del punto di applicazione rispetto al polo):
Mf = Feq (req)
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Allo stesso modo, se consideriamo le forze assiali presenti, possiamo esprimere il momento flettente come:
n n
Mf = ri × Fi e3 = Fi (ri)
i = 1 i = 1
Eguagliando i due momenti, siamo in grado di calcolare il ruotato del vettore posizione req (punto di applicazione di Feq):
Feq (req) = n Fi (ri) da cui:
i=1
(req) = 1/Feq n Fi (ri)
i=1
Osservazione: se i ruotati di due vettori sono uguali, allora sono uguali anche i due vettori originari, pertanto, togliendo la rotazione, otteniamo:
n Fi ri
req = i = 1 da cui, essendo Feq = n Fi, abbiamo:
Feq i = 1
req = n Fi ri / n Fi (posizione del punto di applicazione della forza equivalente Feq)
i = 1 i = 1
La posizione di req (punto di applicazione di Feq) è data dalla media pesata dei punti di applicazione delle singole forze.
Esempio (Calcolo della forza risultante assiale e punto di applicazione)
Consideriamo una sezione quadrata su cui sono applicate le forze rappresentate a lato:
- F1 = F - forza 1 (uscente, quindi di trazione);
- F2 = −F - forza 2 (entrante, quindi compressione);
- F3 = F - forza 3 (uscente, quindi di trazione).
Vogliamo conoscere intensità e punto di applicazione della forza equivalente.
L’intensità della forza equivalente è data da Feq = n Fi, è pertanto sufficiente sommare algebricamente le tre forze (perché hanno tutte direzione assiale):
i=1
Feq = F − F + 2F = 2F
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Il punto di applicazione della forza equivalente è un vettore:
req = n Fi ri / n Fi
i=1 i=1
dovremo moltiplicare ciascun vettore posizione per la rispettiva forza e dividere tutto per la forza risultante. Per fare ciò scegliamo il sistema di riferimento con origine posta nello spigolo basso sinistro del quadrato.
req = [F (0, a) − 2F (a, a) + F (0, 0)] / 2F
sommando ciascuna componente:
req = [(0, F a) − (2F a, 2F a) + (0, 0)] / 2F
req = [(0 − 2F a + 0, F a − 2F a + 0)] / 2F
semplificando F:
req = (−a, −a/2)
Soluzione del problema di presso-flessione
Consideriamo la faccia B di una generica trave, sulla quale agisce la forza equivalente assiale F applicata nel punto C, come rappresentato in figura.
Tale forza equivalente genera uno sforzo assiale e un momento flettente.
Abbiamo visto che lo sforzo assiale su B è dato da:
N = F
E che il momento flettente su LB è dato da:
MfL = rC × F e ovvero MfL = F (rC)
Per la soluzione del problema di presso-flessione, ricordiamo che il cilindro è caricato soltanto sulle basi con tante forze, il cui effetto risultante è assimilabile all'effetto generato da una forza risultante assiale applicata in un cer
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