Rinascimento
Introduzione al Rinascimento
Si origina a Firenze. Il contesto culturale in cui sorge è quello dell'umanesimo e del Rinascimento, in cui si cerca di ispirarsi all'antico e di effettuare un rinnovamento culturale in molti campi. Gli architetti tra 1400 e 1500 si vogliono riallacciare all'antico, dove per antico si intende la Roma antica nella quale erano presenti:
- Unità culturale;
- Età dell'oro;
- Capacità nel costruire;
- Momento di civiltà.
Il Rinascimento deve quindi rappresentare la rinascita, dopo il Medioevo, di questa istituzione. 1400: Alberti e Filarete giudicano Brunelleschi come moderno, mentre disprezzano il gotico "tedesco". 1500: Vasari definisce la classicità come la "maniera antica", il Medioevo come la "maniera vecchia", il Quattrocento come la "maniera nuova" e da Leonardo in poi la "maniera moderna". 1600: assistiamo a un'opposizione tra antichi e moderni. Avviene quindi il periodo romantico e si assiste a una rivalutazione del Medioevo.
Periodizzazione
Si inizia dall'Ospedale degli Innocenti di Brunelleschi: l'ordine architettonico viene normato e così rimarrà fino al 1800.
Ripresa dell'antico
- Il murare degli antichi, con l'opus caementicium alla fine del 1400;
- I modelli;
- Immagini e significati;
- Tipologie;
- Sintassi dell'ordine.
Per osservare questi elementi gli architetti viaggiano molto, soprattutto a Roma per effettuare rilievi sul campo.
Quale antico?
- Roma, tramite pellegrinaggi e viaggi;
- Spoleto, Orange, Spalato, Rimini, Pola, Verona;
- Si guarda anche ad esempi anomali, a eccezioni;
- Infine si osservano le lapidi, le monete e gli elementi funerari.
I modelli principali sono il Colosseo, il Pantheon e l'Arco di Trionfo, mentre per quanto riguarda le eccezioni si guarda soprattutto all'arco siriaco, alla moneta imperiale e al basamento della Certosa di Pavia.
Appropriazione dell'antico
- Spolia;
- Citazioni;
- Estraniando elementi dal contesto;
- Copiando;
- Tecniche costruttive.
Esempi sono:
- Palazzo della Cancelleria riprende il bugnato del tempio di Marte Ultore;
- Il tempio Malatestiano dell'Alberti che riprende i pilastri del Colosseo e la sequenza dell'Arco di Trionfo;
- La cappella Castiglioni che riprende il Mausoleo di Alicarnasso.
Si assiste quindi non a un'operazione nostalgica verso l'antico, ma a un recupero di significati.
Perché?
- L'antico è voluto soprattutto dai committenti;
- Rappresenta uno strumento di comunicazione;
- Associa il committente alla figura dell'Imperatore;
- C'è anche una competizione tra le corti italiane.
Il metodo
- Si scompone l'architettura in moduli elementari;
- Si impongono rapporti numerici e geometrici fissi.
Esiti
- Scimmiottamenti dell'Antico;
- Sperimentazione a partire da regole le quali si vanno a mescolare con i genius loci, come accade in Palazzo Te di Giulio Romano.
Problemi
- Gli edifici di culto devono essere a pianta centrale o longitudinale? Si risolve attraverso una soluzione che li coniuga entrambi in un impianto ovale, quindi centrico, ma allungato;
- La facciata della chiesa deve rispettare l'assetto urbano o deve rappresentare l'interno? Si introduce per l'appunto l'ordine gigante!
Filippo Brunelleschi
Si reca più volte a Roma a partire dal 1401. Si può parlare di un Brunelleschi maturo a partire dal 1418, anno in cui progetta la cupola di Santa Maria del Fiore, o, altrimenti, dal 1419, anno del portico dell'Ospedale degli Innocenti. La sua formazione è da scultore, orafo e architetto, ma della sua vita, fino al 1418, sappiamo ben poco:
- 1401: partecipa al concorso per la creazione della formella della porta del Battistero di San Giovanni a Firenze;
- 1401: va a Roma assieme a Donatello, e resta lì per una decina d'anni.
In questa occasione ha modo di vedere e studiare l'antico. Viene rappresentato come l'eroe nazionale di Firenze, un bravo artista, capace di risolvere problemi e soprattutto di avere le abilità tecniche per ideare e creare materialmente queste soluzioni. Quando va a Roma, inizialmente per osservare le sculture, assieme a Donatello, vede e si innamora dell'architettura, la conosce e la disegna su fogli di pergamena.
Scopre, in quest'occasione, il "murare degli antichi" e un ordine di "membri ed ossa" - scopre, ovvero, come gli antichi modulavano la loro architettura, assieme alle volte a vela, ad esempio, elemento che gli rimarrà impresso e che verrà riprodotto in numerose architetture.
Novità
- Modo di murare degli antichi - disposizione dei mattoni e cupole;
- Ordine di membri ed ossa - ciò che disegna l'edificio;
- Simmetrie;
- Tradizione fiorentina, ma ne rinnova il linguaggio;
- Ha come modello l'antico e ne riprende la sintassi, ovvero la sequenza dell'ordine;
Elementi costanti
- Colonna liscia;
- Lesene scanalate;
- Sintassi degli ordini - ordine maggiore (trabeazione su lesene) e ordine minore (archi su colonne);
- Pulvino / tronco di trabeazione;
- Trabeazione tripartita;
- Arco tangente all'architrave;
- Arco con ghiera;
- Volta a vela;
- Bicromia combinando pareti in pietra e pareti intonacate.
Duomo di Firenze - Cupola di Santa Maria del Fiore
La Chiesa di Santa Reparata viene demolita per far spazio al nuovo progetto del Duomo di Firenze: il progetto di Arnolfo di Cambio è quello definitivo, la costruzione della chiesa viene sospesa e ripresa diverse volte, per giungere alla parte finale, la costruzione della cupola, nel 1418. Non si sapeva, però, come costruire una cupola alta 41 metri a 50 metri da terra! Anche perché sarebbe servito molto materiale per le centine, e il materiale da costruzione avrebbe dovuto anche raggiungere quella quota.
Viene quindi indetto un concorso che vede vincitori Brunelleschi e Ghiberti (B. prima respinto poi richiamato). Nel 1420 iniziano i lavori alla cupola con Ghiberti primo architetto. La cupola ha 8 fusi esternamente e 16 internamente, gli 8 fusi sono divisi da altrettanti sproni. Per riuscire a costruire una cupola con una luce di 43 metri B. dovette adottare delle strategie:
- La sezione della cupola è a quinto di sesto acuto;
- Ci sono degli archi orizzontali di collegamento;
- La cupola presenta due calotte;
- Essa, inoltre, è autoportante, grazie alla disposizione dei mattoni (pietra sotto e mattoni sopra) a spinapesce, avvolgenti, e che non hanno bisogno di centine: le impalcature vengono costruite dall'interno.
L'opera viene avviata il 7 agosto 1420. Quasi tutte le soluzioni sono fornite da B. e lui minaccia di lasciare il cantiere se non messo a capo della costruzione! Nel 1425 viene messo a lavorare da solo alla cupola, la quale viene quindi terminata nel 1436.
Tribune morte, Duomo di Firenze
Sono degli elementi ai lati del tiburio ottagonale della cupola di Santa Maria del Fiore, semicircolari, e che contribuiscono a resistere alle spinte verso l'esterno prodotte dalla cupola.
Lanterna di Santa Maria del Fiore
Viene realizzata una catena che chiude in alto gli sproni e in questa una lanterna con sintassi dell'ordine con archi, lesene e trabeazione.
Portico degli Innocenti
Portico dell'Ospedale degli Innocenti, struttura di accoglienza per bambini rimasti orfani. Esso presenta:
- Finestre timpanate;
- Modulo quadrato ripetuto in verticale tre volte e in profondità;
- Archi su colonne tangenti alla trabeazione;
- Volte a vela;
- Tondi tra archi;
- Scalinata che rialza l'edificio, diventando quasi la gradonata di un teatro;
- Capitello corinzio con una specie di pulvino.
Chiesa di San Lorenzo
L'incarico viene affidato a Brunelleschi da Cosimo il Vecchio, ma ancora prima gli fu affidata la costruzione della sacrestia Vecchia: questa diventerà, poi, il modello di riferimento principale per i successivi edifici funerari.
- La cappella internamente è quadrata e ad essa è affiancato un altro quadrato, la scarsella.
- Lo spazio centrale è coperto da unghie divise da costoloni e all'interno di questa è riconoscibile l'ordine architettonico e una cupola su pennacchi.
- L'intonaco è bianco e ad esso si affianca la pietra serena;
- Ordine architettonico con lesene scanalate e rudentate - negli angoli lesene a libro o lesene filiformi coincidenti con la terminazione dell'arco soprastante;
- Anche la scarsella ha copertura voltata.
Per la Chiesa di San Lorenzo, il modello principale sono le chiese degli ordini mendicanti, con cappelle laterali, abside rettilinea, modulo quadrato, volte a vela e copertura lignea, la quale permette il claristorio. L'impianto, quindi, è tradizionale. È all'interno che si notano le novità:
- Lesene all'incrocio tra navata centrale e transetto, archi su colonne con trabeazione tangente;
- Lesene di ribattitura sulle navate laterali, sebbene la loro altezza sia maggiore delle colonne della navata centrale;
- Tiburio esterno e cupola su pennacchi;
- Facciata a Salienti.
Cappella Pazzi a Santa Croce
Un quadrato principale ampliato da due campate con volta a botte e affiancato dalla scarsella. L'esterno non presenta un linguaggio brunelleschiano e, perciò, non è direttamente attribuibile a lui (come le decorazioni interne), soprattutto per le colonne libere.
Santo Spirito
- C'è un grande e continuo sistema di nicchie, prima visibili anche dall'esterno, poi murate;
- Le navate laterali sono definite anche nel transetto;
- La navata centrale presenta delle colonne, mentre quelle laterali delle semicolonne;
- Sono sempre presenti lesene e archi su colonne.
Rotonda degli Angeli
Era un grande ottagono centrale circondato da 8 cappelle, ma di questa non ci rimane praticamente nulla.
Palazzo Pitti
Presenta molti elementi del palazzo comunale del medioevo, soprattutto quello fiorentino, come il bugnato e finestre allineate verticalmente e orizzontalmente.
Quattrocento e Leon Battista Alberti
La seconda metà vede protagonista soprattutto Firenze, Verona, Urbino, Milano, Mantova… Il secondo protagonista più importante, colui che ha segnato più di altri il secolo è Leon Battista Alberti. È una figura opposta a Brunelleschi, un architetto che supera il problema del riconoscimento di una sintassi degli ordini, e considera gli edifici antichi come modelli, compresi i valori e i significati, a differenza di Brunelleschi. Nasce a Genova, in una famiglia di banchieri, esiliata. Muore nel 1472. Risiede per decine di anni a Roma come abbreviatore apostolico, funzionario legato alla cancelleria e ai documenti della curia papale. Compone quindi i testi, e la sua cultura è radicata nella lingua latina. Gli permette quindi di essere un grande erudito.
A Bologna, Ferrara, stringe amicizie con gli umanisti che cercano di emendare i testi latini, antichi e quindi correggerli, ritrovando la forma più corretta. Si occupa fin da subito alla trattatistica, prima sulla statuaria, poi pittura e poi dell'architettura. De Re Aedificatoria viene scritta intorno agli anni 40 ma viene pubblicato postumo, nel 1485 dal nipote. La sua è un'attività di scrittore e si occupa di discipline diverse. Non ha un'esperienza di bottega, ma diventa architetto tramite elaborazioni teoriche, senza avere un'esperienza pratica. La sua attività stranamente non si concentra in un'unica città, ma almeno per 5 corti diverse:
- Rimini, Malatesta;
- Committenti, mercanti a Firenze;
- Gonzaga, Mantova;
- Este, Ferrara;
- Papa Niccolò V e forse Giulio II a Roma.
È quindi un'architetto intellettuale che non è presente sul cantiere. Non sappiamo se ciò che è conservato sia completamente fedele alle sue idee. I concetti sono presenti nel suo trattato. Distingue il progetto dalla costruzione, dall'esecuzione dell'opera. Alberti vuole quindi elevare la figura dell'architetto come artista togliendo la figura dalle arti meccaniche ma facendola appartenere alle arti liberali: l'architetto deve vivere in una corte con uno status sociale completamente diverso.
Il De re Aedificatoria è difficile da leggere anche per i suoi contemporanei, senza grandi illustrazioni. Rappresenta il tentativo, per la prima volta, di scrivere un trattato sull'architettura, dopo quello di Vitruvio: è infatti diviso in 10 libri come quello. Si distingue dal pensiero di Vitruvio nella concezione dell'architettura: la concinnitas esprime la giusta proporzione tra le parti, paragonabile al corpo umano, considerato bello in quanto proporzionato. Si concentra sulla formazione dell'architetto che avviene attraverso la ragione, per risolvere i problemi. L'architetto deve essere un progettista ma anche un letterato, per dare un significato alle proprie opere: l'architetto deve essere portatore dei significati che inserisce nell'opera. Il trattato è dedicato a Niccolò V, ma forse è suggerita la composizione dagli Este. Anche per lui non possediamo praticamente nessun disegno. Sappiamo però che sapeva disegnare. Quando compone la "Descrizione della città di Roma", disegna e si nota la sua grande capacità grafica.
Rimini
Tempio Malatestiano
Denominazione chiara, un tempio, riconosciuto come il mausoleo dei Malatesta. Il papa aveva grandi pretese per il territorio di Rimini. Di questa fabbrica possediamo solo la medaglia di fondazione.
- Ricorda il Pantheon, un grande edificio circolare sul fondo.
- Ricorda l'arco di trionfo attraverso la trabeazione che è distaccata dal muro e i tre fornici inquadrati da colonne libere. Ci sono anche i tondi tra archi. L'arco di trionfo è per celebrare il committente Sigismondo Malatesta.
- Timpano triangolare all'esterno e semicircolare all'interno - riferimento al Palazzo di Diocleziano, nel peristilio.
- Navata unica con cappelle laterali e vano circolare coperto da cupola, ricordando i mausolei circolari, imperiali.
- La chiesa già esisteva, è francescana. Alberti ha probabilmente ideato una volta a botte lignea - probabile che fosse considerata effimera per l'imminente morte di Malatesta.
- La rotonda mai costruita. Abbiamo perso l'attico.
- L'ordine inferiore ricorda un sistema a tre fornici. Le colonne sono addossati alla parete e sono presenti i tondi. Altro elemento è la grande epigrafe.
- Alberti fa uso di elementi antichi già presenti nel territorio, in modo che siano comprensibili dalle persone del territorio: utilizza quindi l'Arco di Augusto di Rimini per il portale di ingresso - celebra quindi Malatesta, come l'arco celebrava Augusto.
- All'interno i pilastri ricordano quelli del Colosseo.
- Cambia il materiale, usa pietra bianca per tornare al materiale degli antichi.
Ferrara
Campanile del duomo di Ferrara
Possibile che sia di Leon Battista Alberti. Forse uno dei rapporti con la casata d'Este.
Firenze
Palazzo Rucellai
Alberti a Firenze lavora con questo mercante, Giovanni Rucellai, ricchissimo. Realizza, almeno sulla carta, almeno 4 opere.
- Facciata di Palazzo Rucellai;
- Facciata di Santa Maria Novella;
- Elemento funerario di Giovanni Rucellai;
- Loggia di Palazzo Rucellai.
È una delle opere più importanti della storia dell'architettura.
- Tentativo di sovrapposizione degli ordini, per nulla corretti.
- 3 piani, misura prestabilita per tutti i palazzo del Quattrocento. Il palazzo urbano nasce a Firenze con caratteristiche precise, come quella di essere su 3 piani e di essere chiuso da una cornice.
- Finestre allineate orizzontalmente e verticalmente, appoggiati su fasce marcadavanzale.
- Cornice dell'ultimo livello del Colosseo, come la trabeazione contratta. Le ghiere delle bifore sembrano richiamare gli archi del Colosseo, anche se l'arco non è tangente alla trabeazione.
- Guarda alla tradizione fiorentina, con bugnato che riprende quello di Palazzo della Signoria, anche per le finestre quadrate.
- Seduta che sta alla base del piedistallo della facciata, non si sa la funzione.
La loggia è importante per i palazzi fiorentini, in quanto è il luogo del mercanteggiare del proprietario. In questo caso costruita la loggia Rucellai. Palazzo Piccolomini a Pienza del Rossellino è parecchio simile a Palazzo Rucellai.
Facciata di Santa Maria Novella
Altra committenza di Rucellai, Alberti deve confrontarsi con preesistenze. C'erano delle cappelle funerarie all'esterno. Due aperture con elemento triangolare e altra preesistenza è il rosone centrale.
- Marmi policromi che riprende dalla tradizione fiorentina con San Miniato.
- Riprende dalla Basilica Emilia la soluzione d'angolo Colonna-pilastro.
- Il primo livello è come un arco di trionfo in quanto tripartito e sopra presenta un attico, in modo da staccare parte inferiore e parte superiore, anche perché gli elementi non coincidono.
- Le nicchie funerarie cerca di annullarle attraverso l'inserimento di archi a tutto sesto soprastanti, per cercare di nascondere le presenze tardogotiche.
Tempietto di Santo Sepolcro, Cappella Rucellai
All'interno un piccolo sacello, tomba di Rucellai.
Tribuna della Santissima Annunziata
Leon Battista Alberti non è il
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