SCHEMA STORIA DEL DIRITTO MODERNO
Tre filoni dottrinali influenti sulla codificazione:
- 1° filone (di matrice germanica) concezione VOLONTARISTICA del diritto. Il
diritto si identifica con le norme poste dal sovrano ed è diritto tutto ciò che
rispecchia la volontà sovrana. Il pensiero di questo filone è la separazione tra
diritto e morale.
- 2° filone (Leibnitz e Wolff) metodo di formulazione della norma. Quest’ultima
prima era lunga e poco chiara e riproduceva i ragionamenti del legislatore.
Leibnitz struttura la norma sulla base di una costruzione matematica o
grammaticale. Questi pensatori elaborano una parte generale del diritto mirante
a definire i principi giuridici generali.
- 3° filone (di origine francese) mira ad elaborare un sistema giuridico ordinato
e razionale derivando concetti e istituti dalla tradizione romanistica, riordinati
sulla base del diritto naturale.
SAMUEL PUFENDORF
2 obiettivi:
- Riduzione del diritto ad unità concettuale (VOLONTARISMO giuridico) legge =
comando con cui un superiore obbliga un soggetto a regolare le sue azioni
secondo il precetto espresso dalla norma; per conoscere le leggi è fondamentale
conoscere il legislatore.
comando di diritto naturale il legislatore è Dio
legge civile proviene dal sovrano
La legge è composta da due parti: 1) definisce ciò che si deve fare od omettere
2) indica quale male è inflitto a chi omette l’azione comandata o compia
l’azione proibita.
Ne residua una sfera di libertà costituita dalle azioni che non sono
esplicitamente vietate (azioni lecite).
- Nozione soggettivistica del diritto (diritto soggettivo) introduce l’idea di
libertà naturale. La legge divina e umana è un insieme di comandi che
istituiscono doveri, in mancanza dei quali resta la libertà naturale. Il diritto
contrattuale e il diritto di proprietà sono spiegati da Pufendorf come il risultato
di un libero esercizio della libertà naturale.
Separazione tra giurisprudenza e morale
Sotto il profilo della conoscenza:
- Diritto naturale conoscibile mediante esercizio della ragione umana
- Diritto divino conoscibile attraverso le rivelazioni
Sotto il profilo del fine:
- Diritto naturale regola la vita terrena
- Diritto morale regola la vita dell’uomo in riferimento a un fine ultraterreno
Quindi diritto naturale ≠ legge morale perché il primo regola le azioni esterne
mentre la seconda le azioni interne.
è un male inflitto a causa di un male fatto
- Pena .
Le pene di diritto civile sono stabilite dal sovrano
La pena deve:
- essere stabilita con legge precedente al fatto
- essere resa nota
NON devono essere puniti:
- Comportamenti dannosi di lieve entità
- Atti, astenersi dai quali è solo un dovere morale
- Troppi atti di scarso rilievo
1 - Comportamenti che pur essendo dannosi, sono talmente diffusi che la loro
repressione turberebbe la pace pubblica
non è bene che il
Ideologia UTILITARISTICA:
sovrano punisca i comportamenti sopraindicati perché sarebbe dannoso per il
funzionamento dei tribunali, dannoso per la tranquillità pubblica .
tutti i suggerimenti di Pufendorf tendono a sconsigliare
Ideologia UMANITARIA:
piuttosto che a consigliare la repressione penale .
Ideologia PROPORZIONALISTICA: la determinazione della qualità e della quantità
della pena è nell’arbitrio del legislatore sovrano e non vi è sempre la stessa
proporzione tra pene e crimini.
CHRISTIAN THOMASIUS
- Distinzione tra diritto e morale l’uomo cerca naturalmente la felicità e la
condizione per la felicità è la pace. Quest’ultima può essere:
- Pace interna quella dell’uomo con se stesso
- Pace esterna quella dell’uomo con i suoi simili
idoneità
Le azioni vengono poi divise in base alla loro a raggiungere un certo tipo di
pace:
- Azioni buone producono la pace interna
- Azioni giuste producono e mantengono la pace esterna
- Azioni medie non procurano né la pace interna né la pace esterna
Thomasius descrive poi le azioni usando i seguenti termini:
- Honestum COMPRENDE: le azioni buone; OGGETTO: scienza morale;
“ciascuno deve essere internamente come vorrebbe che tutti gli altri
PRINCIPIO:
internamente fossero”; PROCURA: pace interna
- Decorum COMPRENDE: le azioni medie; OGGETTO: conoscenza delle regole
“ciascuno deve fare agli altri ciò che
sociali del buon vivere; PRINCIPIO:
vorrebbe che gli altri facessero a lui”; PROCURA: benevolenza
- Justum COMPRENDE: le azioni giuste; OGGETTO: giurisprudenza; PRINCIPIO:
“ciascuno deve evitare di fare agli altri ciò che desidera che gli altri non
facciano a lui”; PROCURA: pace esterna
Questi tre tipi di regole sono posti su due scale gerarchiche. La prima di queste si
basa sull’importanza
del bene che le azioni tendono ad assicurare:
1) Honestum
2) Decorum
3) Justum
In base alla gravità del male che le azioni cercano di evitare:
1) Justum
2) Decorum
3) Honestum
Lo scopo della disciplina giuridica dovrebbe essere quello di preservare la pace
esterna attraverso l’osservazione di poche regole. Il sovrano quindi dovrebbe
disinteressarsi dei comportamenti interni (justum) e dei comportamenti di rilevanza
sociale limitata (decorum).
Thomasius distingue poi tra:
- Diritto positivo viene creato attraverso un atto di volontà che deve essere
pubblicato
- Diritto naturale insieme delle norme di comportamento dedotte dalla natura
senza l’intervento normativo dell’uomo.
Le regole del JUSTUM sono la somma del diritto naturale e del diritto positivo.
è alcunché che cade sugli uomini a causa dei delitti e indipendentemente
- Pena
dalla loro volontà.
2 In questa definizione cade sia la pena divina sia la pena umana; tuttavia per pena
si intende solo quella umana e Thomasius dichiara di non volersi occupare del
diritto di Dio verso gli uomini. L’uomo nel punire gli altri uomini deve pensare al
bene futuro piuttosto che al male passato. Ne deriva una nuova definizione di pena
è una punizione l’inflizione di un male o un dolore
inerente alla sola pena umana:
che un superiore infligge a un inferiore contro la volontà di questi e a causa di un
suo delitto, rivolto ad un miglioramento dei cittadini .
Nello stato di società civile vi è poi una distinzione della pena riguardo al bene
futuro cui aspira:
- Pene che hanno per fine la sicurezza
- Pene che hanno per fine il miglioramento
Inoltre, Thomasius prospetta una distinzione nell’ambito della pena umana tra:
inflizione di un male a chi ha
- Pene proprie dello stato di natura vendetta:
compiuto un delitto ad opera di un suo uguale da lui leso nello stato di natura
(retribuzione i un male con un male) male inflitto da un superiore al fine
- Pene proprie dello stato civile punizione:
del miglioramento generale dei cittadini (repressione di un male passato in vista
di un bene futuro)
Thomasius suggerisce ai sovrani di astenersi da repressioni penali puramente
vendicative e di
perseguire mediante la repressione penale il miglioramento della società. La pena
nella società civile si
identifica come pena medicinale e il sovrano come medico sociale.
Soggetto che infligge la pena:
- Nello stato di natura chiunque
- Nello stato civile il sovrano
Differenza tra:
violazione di una norma emanata dal sovrano
- Crimine: qualsiasi altro comportamento illecito che però non interessa né il
- Peccato:
sovrano né la sua autoconservazione.
Ideologia UTILITARISTICA: riprende da Pufendorf il fatto che il sovrano NON debba
reprimere
comportamenti dannosi di scarsa importanza.
La pena deve rivolgersi sempre agli effettivi delinquenti per poter emendare i futuri
delinquenti e
inoltre, la pena deve essere meritata (NON si deve mai punire l’innocente).
- Penalismo liberale Thomasius suggerisce che i peccati non sono crimini se il
sovrano temp0orale non li ha puniti espressamente e che taluni peccati non
potrebbero essere opportunamente puniti dal principe perché non hanno i requisiti
propri dell’injustum.
Per quanto concerne la tortura giudiziaria, Thomasius afferma che questo istituto
debba essere abolito perché essa funge già come pena vera e propria (potrebbe
quindi punire un innocente), perché va contro le ragioni di morale e di umanità, è
usata come vendetta, viola la libertà di autodifesa e perché può causare una falsa
confessione e di conseguenza la comminazione di una pena a un innocente.
LEIBNIZ
- Ideologia RAZIONALISTA: Leibniz parte dall’idea che la giurisprudenza sia una
scienza esatta che si svolge secondo dei sistemi logici e dimostrativi che
riproducono il rigore matematico. Leibniz è dominato dal problema della certezza
del diritto e dal tema della tendenza a cercare i modi attraverso i quali la
conclusione di un ragionamento giuridico può ritenersi dimostrata.
Secondo Leibniz ogni questione dubbia ammette una ed una sola soluzione e
proposizione
questa soluzione deve essere dimostrata. La soluzione è una
3 giuridica vera che può essere scoperta argomentando a partire da altre
proposizioni giuridiche vere e già note .
Leibniz rifiuta ogni espediente pratico tra cui:
- Possibilità per il giudice di pronunciare una sentenza di non liquet
- Usare la sorte come mezzo per risolvere un dubbio
- Arbitrio del giudice
Ogni caso può essere deciso in base al solo diritto e ciò presuppone la completezza
del sistema giuridico.
proposizioni, cioè unioni di un predicato ad un ente mediante una copula
Norme = .
proposizione che congiunge un diritto a un ente e
Conclusione dimostrata =
quest’ultimo è il soggetto che ha un diritto .
- Polemica contro la divisione tra giurisprudenza e morale secondo Leibniz la
virtù negativa virtù
giustizia NON è una (astenersi dal fare il male) ma è una
positiva (fare del bene). La giustizia quindi coincide con:
disposizione a godere dell’altrui felicità
- la carità: idoneità a riconoscere le vere cause della felicità
- la sapienza:
Secondo Leibniz la giustizia deve essere praticata per 3 ragioni disposte su una
scala gerarchica:
1) Utilità sociale
2) Piacere di fare del bene
3) Amore verso Dio
La distinzione tra diritto, religione e morale è inesatta perché questi tre enti sono
semplicemente i gradi della giustizia.
Leibniz divide il diritto in 3 settori:
1) Diritto stretto PRECETTO: divieto di ledere l’altrui diritto; FINE:
raggiungimento della tranquillità sociale; REALIZZA: giustizia commutativa; SI
REALIZZA: nello stato di natura
2) Diritto equitativo PRECETTO: attribuire a ciascuno il suo; FINE: comodità;
REALIZZA: giustizia distributiva; SI REALIZZA: quando gli uomini abbandonano
lo stato di natura per entrare nello stato sociale
3) Diritto dell’amore verso Dio PRECETTO: vivere onestamente; FINE:
salvezza dell’uomo; REALIZZA: giustizia universale; SI REA