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Letterature scandinave

Scandinavi o nordici?

Premessa: per definire gli abitanti della Scandinavia bisogna utilizzare il termine scandinavi, più preciso, di cui fanno parte islandesi, faroesi, svedesi, norvegesi e danesi; se invece si utilizza il termine nordici, più generale, bisogna includere anche i finlandesi e i sami. Gli scandinavi sono popoli germanici e indoeuropei. Da alcuni studi tedeschi della fine del XIX secolo emerge che le lingue europee hanno un qualche elemento in comune con le lingue asiatiche come il persiano e l'hindi. Per quanto riguarda la parte indoeuropea esiste un legame tra le lingue scandinave e quelle asiatiche; invece per quanto concerne i Germani, fanno parte delle lingue germaniche il tedesco, l'inglese, le lingue scandinave ecc. Il termine 'germanico' non va confuso con 'tedesco': mentre con il primo si indica l'insieme dei popoli germanici già presente nella Germania di Tacito del I sec. d.C., con il secondo si fa riferimento alla realtà germanica intesa come Stato moderno.

Le lingue germaniche si dividono in tre gruppi:

  • Lingue germaniche settentrionali → svedese, danese, norvegese, islandese, faroese;
  • Lingue germaniche occidentali → tedesco, inglese, netherlandese o olandese;
  • Lingue germaniche orientali → gotico, burgundo, vandalo, tutte estinte.

I Germani vivevano nel territorio corrispondente all'attuale Danimarca, Svezia meridionale, Norvegia meridionale e Germania settentrionale. Tutto questo territorio prende il nome di Cerchia nordica, il sito originario dei Germani, dove per lungo tempo hanno convissuto a Est con gli Slavi e a Ovest con i Celti. Sono stati compiuti studi archeologici che testimoniano che questi popoli vivevano qui: mentre però nel bacino del Mediterraneo è già nata una letteratura, qui non si ha ancora nulla, eccezion fatta per alcuni generi di manufatti. A partire dal 2000 a.C circa, infatti, si ha una divisione in ere in base al criterio della tecnologia, cioè alla lavorazione dei metalli.

L'età del bronzo, 1500 a.C.-500 a.C.

In questo periodo da reperti passivi come vasi e tombe si passa alle incisioni rupestri; gli uomini organizzano la società (anche a seguito della rivoluzione agricola precedente) e sentono il bisogno di lasciare un segno e disegnare. Si sviluppa una mitologia nordica: si deve parlare però di una mitologia germanica comune. La mitologia si conserva meglio perché la Scandinavia, essendo al margine d'Europa, è più conservativa e meno soggetta alle incursioni di altre tradizioni. La mitologia diventa quindi un elemento fondamentale, una fonte da consultare. La mitologia fonda le sue radici in periodi molto antichi; per quanto riguarda l'origine del mondo, ad esempio, si parla di uno scontro avvenuto per controversie tra i popoli.

> testo di Snorri Sturluson, il Dante del Nord Europa. È un testo di finezze politiche e intellettuali. Si dice qui che la Scandinavia abbia origine da una lunga tradizione democratica e forse è vero. Nel testo si parla di Asi e Vani e del loro continuo scontro. Gli Asi, il cui termine è di origine indoeuropea e significa 'spirito', erano gli dei per antonomasia; i Vani, termine legato al concetto di fertilità o fecondità, sono i loro avversari. Qui si vede inoltre lo scontro tra una società matriarcale e una patriarcale. I Vani sono il “popolo delle ceramiche”, legato a una società matriarcale; gli Asi sono il “popolo delle asce da combattimento”, più numerosi. La popolazione patriarcale degli Asi è stata identificata con grande probabilità ai popoli indoeuropei. Nel testo il nome Njőrđr corrisponde al nerthus (=madre terra) di Tacito. Anche Freyja ha il suo corrispondente maschile, Freyr. Altro elemento importante è, oltre allo scontro bellico tra Asi e Vani, quello della sapienza e della conoscenza. Dal segno di pace nasce l'uomo sapiente: la sapienza può essere un modo per evitare la guerra oppure per combatterla (nella poesia scaldica era molto diffuso il certame sapienziale: la sapienza è un'arma per difendere la società). Successivamente viene introdotta la figura di Odino, il dio supremo.

> testo resoconto di Pitea di Massalia o Marsiglia. Il fatto di vedere la Scandinavia come un modello moderno è proprio solo a partire dall'800. Prima in questi luoghi si mangiava male e si viveva male per le avverse condizione climatiche: Tacito rimane colpito dall'assenza di città, ad esempio. Secondo i popoli scandinavi delle origini è conveniente chiudersi al mondo e fidarsi solo del proprio gruppo, della propria “sippe”. Il termine sippe, di origine tedesca, indica la dimensione del gruppo e della famiglia all'interno del quale l'uomo scandinavo si isola: al di fuori ci sono i nemici, a partire dalla natura ostile. Ci sono contatti, incontri e scontri tra le varie sippe: l'esclusione e l'espulsione può provocare anche la morte (in islandese il membro della sippe è detto “fraendi”). In questo piccolo universo quale è la sippe si creano dunque dei valori ben definiti: la fedeltà nel gruppo, che comporta anche il sacrificio (=messa in comune delle forze); la vendetta, concetto peraltro tutelato dal diritto germanico (ad es. se viene ucciso un membro di una sippe, questo deve essere vendicato uccidendo il membro dell'altra sippe> meccanismo che rischia però di innescare una faida. Uno dei metodi utilizzati per pareggiare i conti è il guadrigildo, cioè il pagamento di una somma di denaro); il destino, che si disegna automaticamente dall'appartenenza ad una determinata sippe e a cui anche gli dei sono sottoposti; infine il concetto di fortuna o sfortuna, determinate dalla forza, dall'intelligenza, dal carisma dei capi del gruppo. Questi ultimi non sono superiori gerarchicamente agli altri membri della sippe (non c'è ancora il concetto di classe) ma devono guadagnarsi la stima del gruppo; se però il capo sbaglia o viene allontanato o, nei casi peggiori, ucciso.

Nella mitologia nordica si immagina il mondo come fatto di aree e di recinti come in una sippe:

  • Miđgarđr (ð=th) è il recinto di mezzo, ovvero il recinto dove vivono gli uomini (in svedese gård=recinto);
  • Àsgarđr è il giardino o recinto degli Asi, le vere divinità. Essi sono tendenzialmente alleati degli uomini e possono muoversi nel mondo;
  • Ùtgarđr è il recinto esterno, abitato da giganti ostili, avversari sia degli uomini sia degli dei.

Le Rune

Le Rune furono la prima forma di scrittura nota nel III secolo d.C e sopravvissero per più di un millennio, fino al XIV secolo (dopo il trecento qualcuno continua a praticarle come parte della cultura popolare). L'alfabeto runico, detto "fuþark" (dove il segno þ corrisponde al suono th dell'inglese think) era l'alfabeto segnico usato dalle antiche popolazioni germaniche (come ad esempio Vichinghi, Angli, Juti e Goti). Troviamo iscrizioni runiche all'interno di un vasto territorio comprendente Russia, Danimarca, Svezia meridionale, Romania, Groenlandia e in tutti i territori della cerchia nordica. In Italia le uniche iscrizioni runiche risalgono ai tempi dei normanni e si trovano nel sud della penisola, in Puglia.

Il sostantivo norreno rún, attestato nelle iscrizioni, indica i singoli segni del fuþark ed è conservato nelle altre lingue germaniche antiche con il significato di "segreto", "mistero"; ancora, nella lingua tedesca, il verbo raunen significa "bisbigliare, sussurrare". Le rune sono una delle più importanti istituzioni culturali e linguistiche comuni alle popolazioni germaniche. Va inoltre detto che le prime iscrizioni runiche (II e III secolo d.C.) sembrano mostrare una lingua essenzialmente unitaria, quasi senza particolarità dialettali che poi saranno i tratti distintivi delle lingue germaniche. Le rune avevano un significato magico e simbolico, di cui i popoli germanici si avvalevano per mandare auguri o, al contrario, maledizioni. Ecco un esempio: spina.

[Tutte le lingue scandinave derivano dal Nordico antico o germanico del Nord: si distinguono in lingue insulari, quali islandese e faroese e lingue continentali, ovvero svedese, norvegese e danese. Le lingue insulari possiedono ancora 4 casi nella grammatica; quelle continentali soltanto 2 (prima erano tre, maschile, femminile e neutro) cioè neutro e non neutro. Le lingue scandinave si possono infine dividere in due gruppi: lingue orientali, svedese e danese e lingue occidentali, norvegese, faroese e islandese. Questi due gruppi, anche per evidenti motivi geografici, presentano delle differenze:

  • Assimilazioni Efter (=dopo) (svedese) → Etter (norvegese) Half (=ho avuto) (svedese) → Hatt (norvegese)
  • Dittonghi Sten (=pietra) (svedese) → Stein (norvegese) Dröm (=sogno) (svedese) → Draum (norvegese)

Rune

Le Rune erano segni legati a formule e messaggi sintetici, incisi normalmente su pietra o su legno. Con le rune, dunque, si afferma il concetto di identità e superiorità di un uomo rispetto ad un altro: conoscere l'alfabeto e il linguaggio runico significava avere un certo potere. [“ek unnodir”= “io sono libero dal furore/ira” cioè so controllare le forze che evoco (tramite le rune), non sono vittima della magia].

Inizialmente i segni runici erano considerati simboli con un valore alfabetico, poi con il passare degli anni hanno assunto un valore propriamente letterale: diventano cioè delle vere e proprie lettere dell'alfabeto. Si parla dunque di acrofonia: i simboli acquistano un valore fonetico, non sono soltanto più segni ma diventano veri e propri messaggi.

Ecco alcuni esempi di iscrizioni runiche:

  • 675 d.C.: viene ritrovata nella regione di Blekinge (sud-est della Svezia) una prima iscrizione runica sulla pietra di Björketorp. Si tratta di una serie di rune custodite come un tesoro; sulla pietra è riportato che chi viola il codice o chi distrugge il monumento subirà una punizione e cadrà vittima della magia. Costui sarà senza pace e potrà correre incontro a morte maligna.
  • IX secolo: viene ritrovata nella regione di Östergötland (Nord Svezia) la cosiddetta pietra di Rök su cui vi è inciso: “in memoria di Vámóðr stanno queste rune e Varin le scrisse il padre per il figlio morto” > runa antica che accenna alla migrazione dei germani.
  • 985 d.C.: viene ritrovata nella regione dello Jutland, in Danimarca, la pietra di Jelling su cui era scritto: “Re Harald ordinò che fosse fatto questo monumento in onore di Gorm, suo padre, e di Thyra, sua madre, quell'Harald che regnò sull'intera Danimarca e Norvegia e che convertì i danesi al cristianesimo” (fenomeno storico importante.) Si passa da monumenti funerari a cronache intese come insieme di fatti storici (cambiamento radicale). Sulla pietra di Jelling viene raccontato del famoso re Harald I Blåtand (=Dente Azzurro), primo re di Danimarca che unificò il regno e i popoli. Si parla inoltre di religione e in particolare della croce di Thor, croce che nelle successive rune verrà associata a Gesù Cristo > testimonianza del fatto che le Rune nascono in un contesto pagano e proseguono in contesto cristiano, nascono come formule e diventano testimonianze.
  • XI secolo: viene ritrovata nella regione di Södernanland la pietra di Gripsholm su cui vi è inciso: “Tola fece innalzare questa pietra a suo figlio Harald fratello di Ingvarr. Da veri uomini viaggiarono lontano per oro, in Oriente: diedero cibo alle aquile (perifrasi per dire “uccisero molti uomini” > sviluppo del linguaggio); morirono a sud di Serkland.” Si tratta di un'iscrizione runica di cronaca; si parla di Oriente, terra dei saraceni e si allude probabilmente al contatto dei popoli scandinavi con gli arabi (siamo in avanzata età vichinga).
  • Durante il periodo delle migrazioni vengono ritrovati i corni di Gallehus del V secolo: si tratta di due corni d'oro, scoperti casualmente da persone comuni nello Jutland meridionale. (da questo ritrovamento deriva una delle più famose poesie romantiche scandinave).

Intanto le rune si evolvono e inizia il loro lento declino, risultato dell'incontro-scontro con il cristianesimo e dall'imporsi dell'alfabeto latino. Il vero e proprio alfabeto runico chiamato fuþark nasce successivamente. Da dove però? Sono state sviluppate alcune ipotesi: una delle principali è che l'alfabeto runico derivi dall'alfabeto dei Nord-Etruschi, popolazioni stanziate sulle Alpi Orientali italiane.

L'età del ferro, 500 a.C.-800 d.C.

In questo periodo compaiono le prime forme di scrittura: si tratta di un'epoca molto importante in quanto la Scandinavia fa il suo ingresso definitivo nella storia europea (ciò ha a che fare con le migrazioni e naturalmente con motivazioni climatiche) ed emerge l'importanza dei Celti, dovuta principalmente alle loro competenze (in particolare, per l'appunto, alla lavorazione del ferro). Si possono individuare diverse fasi:

  • Fase celtica: è la prima fase dell'età del ferro e va dal 500 a.C all'anno zero circa.
  • Fase romana: è la seconda fase e va dall'anno zero al 400 d.C. In questo periodo si aprono i primi commerci col continente e si hanno i primi contatti culturali. Nella De origine et situ germanorum di Tacito del 98 d.C., si parla infatti dello sviluppo del commercio con Roma (il fiume Reno era il confine); si formano i primi villaggi organizzati, difesi da recinti, si costruiscono le prime fortificazioni (testimonia la necessità di difendersi > implica maggior movimento di incontro e scontro). Cambiano anche i metodi di sepoltura e l'architettura delle tombe è più elaborata e più ricca; i guerrieri acquisiscono grande prestigio sociale e danno origine alla classe dell'aristocrazia guerriera; la società si complica sul modello delle moderne società dell'Europa centro-meridionale.
  • Fase delle migrazioni dei popoli germanici: è la terza fase dell'età del ferro e si sviluppa dal V secolo fino al 550 circa. I barbari premono ai confini dell'Impero romano e determinano l'inizio della sua crisi. (gli Unni spingono i germani contro i romani> Attila). Quali sono i popoli scandinavi che migrano? Innanzitutto i Goti, che avevano iniziato a muoversi già dal II secolo dalla penisola scandinava verso l'attuale Polonia fino in Italia (dove si distinguono in Visigoti e Ostrogoti) (forse anche i Longobardi erano di origine scandinava). Vi sono poi i Cimbri e i Teutoni, che occupavano i territori dell'attuale Danimarca. Poi gli Eruli, i celebri maghi conoscitori delle rune. Infine tre popoli di grande importanza: gli Juti, gli Angli e i Sassoni, popoli germani provenienti originariamente dalla Scandinavia. Intorno al V secolo Juti, Angli e Sassoni occupano le isole britanniche, spingendo gli abitanti, ossia i Celti, verso l'Irlanda r dando origine all'old english. La fase finale delle migrazioni vide come protagonisti i Normanni. I movimenti di tutti questi popoli hanno ispirato leggende e storie eroiche come poemi, saghe e componimenti epici.
  • Età dei Merovingi o di Vendel: è la quarta fase dell'età del ferro e va dal 550 all'800 circa. I Merovingi erano una dinastia reale dei Franchi, popolazione germanica originaria dei Paesi-Bassi (che danno poi origine alla Francia). I Franchi vengono scelti dagli Scandinavi come modello di organizzazione sociale. Vendel, il nome alternativo che caratterizza quest'era, è il nome di un sito archeologico nell'Uppland, vicino a Uppsala, circa 70 km a Nord di Stoccolma. In questo periodo l'aristocrazia guerriera rafforza il suo potere e aumenta il suo prestigio; nasce un credo religioso che legittima il potere (rappresentazione dei capi simile a quella delle divinità); a questo periodo risalgono le prime fonti letterarie disponibili e nascono le prime città, quali Ribe, nello Jutland e Helgö, in Svezia (Tacito si era stupito che in queste zone non esistessero città come in Italia). Esiste una testimonianza che descrive l'evoluzione delle società scandinave: si tratta delle pietre di Gotland, contenenti iscrizioni incise tra il V e il VI secolo, importanti per raffigurazioni di divinità, oggetti (testimonianza semi-letteraria). L'evoluzione dell'età merovingia anticipa ciò che caratterizzerà l'età dei Vichinghi.
  • Età dei Vichinghi: è considerata per alcuni studiosi la quinta fase dell'età del ferro e si sviluppa dall'800 al 1050 circa. Per la sua importanza fondamentale merita maggiore attenzione. I Vichinghi

I Vichinghi

L'etimologia del termine “vichingo” è piuttosto vaga. Secondo alcuni studiosi proverrebbe dalla antica parola norrena “vík” che significa “baia, insenatura” e -ing è un suffisso che indica appartenenza o provenienza. Secondo questa spiegazione “vichingo” significherebbe “persona che va di baia in baia/ che viene dalla baia”. Una seconda teoria sostiene che l'etimologia del termine “vichingo” vada ricercato nell'antico inglese “wic” che significa “accampamento” (= gente che si accampa). I Vichinghi erano popoli dinamici: per lungo tempo spaventarono l'Europa per la loro ferocia e avidità con cui compievano razzie e saccheggi. Nonostante ciò, i Vichinghi si distinsero anche come ottimi mercanti e abili diplomatici; questa raffinatezza tecnica va quindi accostata alla loro ferocia e spietatezza. Originariamente i Vichinghi non erano un popolo, ma gruppi di uomini che formavano bande numerose con due soli obiettivi comuni: la libertà e l'esplorazione (naturalmente a ciò si associa la sete di conquista) per sottrarsi al destino della sippe. Di fronte all'universo chiuso di quest'ultima, infatti, molti scandinavi si ribellano e vogliono esplorare nuovi territori dove poter vivere e creare nuove società.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/15 Lingue e letterature nordiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nordic Iceman di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingue e letterature scandinave e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Finco Davide.
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