Argomenti prima prova: schema scaletta temi
Esame di stato novembre 2019
Dott.ssa Chiara Francia
Esame di stato psicologia
Argomenti trattati
- Intelligenza
- Memoria
- Attenzione
- Linguaggio
- Comunicazione
- Motivazione
- Percezione
- Apprendimento
- Emozione
- Empatia
- Sviluppo
- Personalità
- Metodologia
- Adolescenza
- Gruppo
- Conflitto
- Ambiti applicativi
Schema generale
- Introduzione
- Definizione del costrutto psicologico
- Sintesi degli autori di riferimento (quadro teorico)
- Svolgimento
- Teoria approfondita, con eventuali autori di confronto
- Esperimenti (se richiesto e se ci sono)
- Test (se richiesto)
- Applicazioni
- Conclusione
- Sunto di quanto esposto prima, arricchito di riflessioni conclusive e rimandi
Intelligenza
Definizione
Facoltà di intendere, pensare, elaborare giudizi e soluzioni. Capacità di produrre un comportamento adattivo e funzionale al raggiungimento di uno scopo. L'intelligenza è uno degli argomenti che ha interessato sin dai primi del '900 la psicologia: Spearman propose l'esistenza di un fattore generale di intelligenza, il fattore g, l'unico responsabile di tutte le capacità e abilità personali, le quali vennero indicate come fattori specifici s. Si evince da subito la natura biologica ed ereditaria dell'intelligenza. Questa visione fu contestata da più studiosi, che proposero la possibilità che l'intelligenza si presentasse in diverse forme, non necessariamente collegate le une alle altre. Nascono così i modelli fattoriali di Guilford e Cattell, che culminarono con la teoria delle intelligenze multiple di Gardner. Guilford avanzò la distinzione tra pensiero convergente e pensiero divergente, quest'ultimo incorpora la creatività nella struttura dell'intelligenza. Cattell, che approfondì la teoria di Spearman insieme a Horn e Carroll (modello a cui si ispira la scala Wechsler), suddivise l'intelligenza in fluida e cristallizzata: la fluida si riferisce alle capacità di ragionamento logico e al problem solving è indipendente dalla cultura e dall'apprendimento; l'intelligenza cristallizzata, invece, è associata alla memoria e all'apprendimento e comprende tutte quelle conoscenze e competenze acquisite grazie a studio ed esperienza.
Autori di riferimento
- Gardner: teoria delle intelligenze multiple
- Sternberg: teoria tripartita dell'intelligenza (contestuale, empirica e componenziale)
- Piaget: assimilazione, accomodamento, equilibrazione cognitiva
Teoria approfondita
Piaget, approccio interazionista. L'intelligenza è una forma di principi organizzativi dell'adattamento biologico: l'individuo costruisce attivamente il proprio sistema cognitivo, esse strutture mentali e la propria conoscenza attraverso un processo di riflettono le modalità di interscambio tra organismo e ambiente, trasforma l'ambiente e ne viene al contempo trasformato (interscambi bidirezionali). Epigenesi costruttivista: si modificano nel tempo l'esperienza ha un ruolo cruciale nel costruire la conoscenza, ma essa viene interpretata mediante strutture cognitive già esistenti. Lo sviluppo dell'intelligenza è permesso dalla maturazione biologica, dall'esperienza e organizzazione dei dati e con gli oggetti e con le loro proprietà d'azione e dalla trasmissione sociale. Inoltre lo sviluppo è reso possibile dalla presenza di invarianti funzionali innate (meccanismi generali determinati biologicamente) che rimangono invariabili durante i vari periodi:
- Adattamento = assimilazione + accomodamento
- Assimilazione, l'individuo trasforma i dati dell'esperienza in funzione delle strutture cognitive di cui dispone;
- Accomodamento, modificazione delle strutture cognitive in funzione delle caratteristiche della realtà assimilata.
- Sono i principali responsabili del cambiamento cognitivo: attraverso la loro azione congiunta l'ambiente viene sempre interpretato alla luce delle strutture cognitive esistenti, le quali vengono contemporaneamente modificate per adeguarsi alle nuove richieste dell'ambiente.
- Organizzazione cognitiva: tendenza dell'organismo a integrare, coordinare e organizzare le proprie strutture cognitive in totalità che possiedono proprietà e leggi intrinseche = c'è un alto grado di coerenza, nelle diverse fasi di sviluppo, tra le diverse abilità e competenze. È l'intera struttura cognitiva che si adatti, non parti di essa. La possibilità di risolvere determinati compiti cognitivi dipende dalle caratteristiche della struttura cognitiva che il bambino possiede in quel momento.
- Equilibrazione: tendenza di ogni individuo a raggiungere uno stato di equilibrio con l'ambiente e con se stesso. Ogni cambiamento comporta uno stato di disequilibrio, che può essere superato attraverso lo sviluppo di nuove strutture (diverse modalità di interazione con il mondo). L'adattamento intellettuale consiste nel mettere in equilibrio il meccanismo assimilatorio con quello di accomodamento. Il processo di equilibrazione è il generatore dell'autosviluppo a lungo termine.
Punti di forza
- Riconoscimento del ruolo centrale svolto dalla logica nell'evoluzione cognitiva.
- Scoperta di caratteristiche nel pensiero del bambino che ha messo in luce fenomeni evolutivi nuovi.
- Teoria ad ampia portata: sviluppo cognitivo, sociale, emotivo, l'apprendimento; epistemologia, filosofia della scienza.
- Validità ecologica: si focalizza sull'adattamento del bambino all'ambiente.
Punti di debolezza
- Supporto empirico inadeguato alla nozione di stadio come struttura centrale che porta similarità di pensiero in aree di contenuto diverso: già Piaget stesso introdusse i decalage orizzontali, per indicare che un concetto generale emerge prima in alcuni compiti e poi in altri. Gli stadi possono essere delle unità meno coerenti di quanto Piaget credeva, ma rappresentano ancora punti di riferimento.
- Avrebbe dovuto chiarire i meccanismi di transizione, sia all'interno degli stadi che tra uno stadio e l'altro.
- È poco chiaro come la conoscenza del bambino si traduca in comportamento (mancanza di una teoria della performance).
- Scarsa attenzione allo sviluppo sociale ed emotivo: il soggetto epistemico di Piaget non ha classe sociale, sesso, nazionalità, cultura o personalità.
- Sottostima le abilità dei bambini, poiché utilizza compiti difficili: un concetto può essere rivelato anticipatamente da un compito più semplice.
- Inadeguatezze metodologiche: ha studiato i suoi bambini (campione troppo piccolo); la ricerca non è valutabile dai suoi resoconti; i metodi sono qualitativi.
Sviluppi successivi
I neo-piagetiani hanno cercato di risolvere molti dei limiti della teoria piagetiana, introducendo costrutti dell'elaborazione delle informazioni, l'idea sociocontestuale (il supporto sociale aiuta l'emergere di abilità cognitive) e i concetti specifici per dominio (pertinenti ad una particolare area = analisi di singoli compiti). Robbie Case e Kurt Fischer.
Teoria di confronto
La visione proposta da Piaget, di un'intelligenza che si struttura lungo lo sviluppo del bambino come prodotto della relazione tra individuo e ambiente, non viene considerata da tutti quegli autori che propongono l'intelligenza come capacità biologica ed ereditaria. Prima tra tutte la teoria delle intelligenze multiple di Gardner, che vede la facoltà cognitiva del soggetto composta da 9 tipologie indipendenti le une dalle altre: intelligenza logico-matematica, linguistica, spaziale musicale, cinestesica, interpersonale, intrapersonale, naturalistica ed esistenziale.
Memoria
Definizione
Immagazzinamento, conservazione e recupero di informazioni acquisite. Opera una rielaborazione attiva delle informazioni, portando ad un processo di significazione. La memoria viene classicamente suddivisa in diverse sezioni o per durata o per tipologia di informazioni in esse contenute. La memoria a breve termine può contenere un numero ristretto di informazioni, definite da Miller con il magico numero 7 più o meno due, per un periodo di tempo molto breve. Essa svolge una funzione di servizio tra la memoria semantica e la memoria a lungo termine, alla quale le informazioni passano solo se vengono consolidate. La memoria a lungo termine, invece, è un archivio a capacità quasi illimitata. Viene suddivisa in: memoria implicita, chiamata anche procedurale, contiene tutti abilità motorie, percettive e cognitive che non richiedono un diretto coinvolgimento della coscienza; memoria esplicita o dichiarativa, mediata da processi volontari, contiene tutto ciò che può essere rievocato consapevolmente dal soggetto. Tulving propose un'ulteriore suddivisione della memoria esplicita in: memoria semantica, conoscenze che una volta immagazzinate perdono la loro connotazione spaziale e temporale; memoria episodica, che contiene eventi specifici per tempo e luogo. È stata poi aggiunta un'altra specificazione da Conway: la memoria autobiografica, che contiene tutti i ricordi personali.
Autori di riferimento
- Ebbinghaus: curva dell'oblio
- Atkinson e Shiffrin: modello seriale classico
- Baddeley: modello della memoria di lavoro
- Cornoldi e Vecchi: modello a cono rovesciato
Teoria approfondita
Baddeley: modello della memoria di lavoro
- Esecutivo centrale, processi di controllo e attentivi, sistema supervisore
- Loop fonologico:
- Magazzino fonologico a breve termine, memoria uditiva a rapido decadimento
- Sistema di ripetizione articolatoria, impedisce il declino
- Taccuino visuo-spaziale: mantiene ed elabora informazioni visuo-spaziali, genera immagini mentali
- Buffer episodico: collega le informazioni tra domini diversi per formare unità integrate; è un sistema passivo a capacità limitata e possiede importanti collegamenti con la memoria a lungo termine.
- Loop fonologico:
Teoria di confronto
Cornoldi e Vecchi. I processi della memoria di lavoro si distribuiscono lungo due dimensioni continue: orizzontale, indica la qualità delle informazioni (visive, spaziali, verbali); verticale, concerne la qualità dell'elaborazione (attiva o passiva). La memoria di lavoro è vista come un cono rovesciato al cui vertice l'integrazione delle informazioni è massima e l'elaborazione delle stesse è attiva, mentre alla base le informazioni rimangono segregate e l'elaborazione è passiva.
Attenzione
Definizione
Funzione psichica trasversale che permette di indirizzare le risorse mentali verso gli stimoli di maggiore interesse. Si fa spesso riferimento all'arousal, ovvero il livello di predisposizione dell'organismo a rispondere agli stimoli ambientali e alla vigilanza, la capacità di mantenere livelli di attenzione funzionali nel tempo. Esistono tre sottotipi di attenzione: selettiva, che ci permette di focalizzarci su uno stimolo mentre ne escludiamo altri dalla consapevolezza, può essere automatica o volontaria in base al tipo di stimolo; divisa, quando riusciamo a distribuire le nostre risorse mentali su più compiti; sostenuta, la capacità di mantenere livelli ottimali di attenzione per lungo tempo sullo stesso stimolo o compito. Nel corso degli studi sono emersi anche tre importanti fenomeni utili per comprendere i meccanismi attentivi: l'effetto Simon mostra come i tempi di risposta si riducono se lo stimolo compare in una posizione spaziale congruente alla risposta da emettere; l'effetto Stroop, sull'inibizione delle risposte automatiche, come la lettura, che causa tempi di reazione più lunghi; l'effetto Navon, che si rifà ai principi della Gestalt, secondo cui l'incongruenza tra l'analisi globale e quella locale dello stimolo causa risposte rallentate.
Autori di riferimento
- Posner e Petersen: modello multicomponenziale dei processi attentivi
- Treisman: teoria del filtro attenuato [Broadbent, precoce; Deutch e Deutch, tardivo]
- Norman e Shallice: sistema attenzionale supervisore (SAS)
Teoria approfondita
Posner: l'attenzione è una funzione complessa che si compone di tre sottosistemi distinti:
- sistema di vigilanza, per il mantenimento dello stato di attivazione e di allerta, mediato dal sistema noradrenergico (quindi dal circuito dello stress)
- sistema attenzionale posteriore, regola l'orientamento attentivo e la focalizzazione sugli stimoli dell'ambiente, mediato dalla corteccia parietale posteriore, collicolo superiore e pulvinar
- sistema attenzionale anteriore, regola il controllo esecutivo, il monitoraggio del comportamento e l'elaborazione consapevole di informazioni, mediato dalla corteccia prefrontale mediale, cingolo anteriore e area supplementare motoria.
Teoria di confronto
Norman e Shallice: l'attenzione incorpora una rappresentazione del mondo insieme alle motivazioni e agli obiettivi individuali, per questo opera una selezione sul tipo e sul livello di processamento delle informazioni [info sensoriale > data base di attivazione > selezione competitiva + SAS > elaborazione psicologica > effettore].
Linguaggio
Definizione
Competenza distintiva dell'uomo, capacità di associare suoni e simboli/significati, mediante regole convenzionali, le quali vengono trasmesse culturalmente e in base al contesto. È caratterizzato da creatività e arbitrarietà di associazione. Funzioni: comunicativa, trasmettere informazioni; conoscitiva, acquisire indirettamente informazioni sulla realtà; simbolica e di astrazione. Componenti: sistema sonoro con una sottocomponente fonetica (percepire e produrre i suoni) e una fonologica (associare ai suoni la loro funzione; sistema semantico, comprensione del significato sia a livello di singola parola (lessico) che di frase (implica anche conoscenze grammaticali); sistema grammaticale, ovvero sintassi (modi per collegare le parole, uso dei verbi, concordanza con il soggetto…) e morfologia (appartenenza delle parole alle categorie di verbi, nomi, aggettivi… più le loro flessioni); sistema della pragmatica, quindi il modo in cui si utilizza la comunicazione nel contesto.
Autori di riferimento
- Skinner: associazione stimolo-risposta
- Chomsky: teoria linguistica generativa, LAD, grammatica universale
- Piaget: modello interazionista, sviluppo del linguaggio
- Vygotskij: modello funzionalista, pensiero – linguaggio
- Bruner: modello funzionalista, LASS
Teoria approfondita
Modello funzionalista: Vygotskij, linguaggio e pensiero hanno un'origine indipendente, ma a un certo punto dello sviluppo si integrano diventando strutturalmente interdipendenti. Il linguaggio è per natura sociale. A 3 anni si scinde in: linguaggio socializzato, che svolge una funzione comunicativa verso gli altri; linguaggio egocentrico, con cui il bambino impara a parlare a se stesso, a guidare il proprio pensiero e a pianificare le proprie azioni. Quest'ultimo progressivamente diventa linguaggio interiore.
Punti di forza
- Attenzione per il contesto socioculturale: enfasi sulla fluidità dei confini tra sé gli altri = lo sviluppo avviene al confine tra il bambino e la società (ZPS, intersoggettività, interiorizzazione).
- Integrazione tra apprendimento e sviluppo: l'apprendimento guida lo sviluppo; il livello di sviluppo cognitivo influenza la possibilità di apprendere un nuovo concetto.
- Sensibilità alle diversità di sviluppo: sia differenze individuali entro la stessa cultura, sia differenze tra culture diverse.
Punti di debolezza
- La nozione di zona di sviluppo prossimale è incompleta: non basta valutare la sua ampiezza per avere un quadro evolutivo del bambino; non esiste una scala per misurarla (Vygotskij lo faceva in anni); non sono chiari i processi psicologici per coinvolti nell'interiorizzazione dell'interpsichico nell'intrapsichico; si sa poco sul ruolo dell'affettività nella ZPS.
- Le questioni evolutive passano in secondo piano: ciò che i bambini possono assimilare nella ZPS è limitato dal loro livello di sviluppo cognitivo; i cambiamenti evolutivi influenzano l'ampiezza della ZPS e la rapidità delle acquisizioni = senza una spiegazione di come lo sviluppo cognitivo influenza i processi e i risultati della collaborazione non sappiamo come i processi di apprendimento operino = è importante analizzare i cambiamenti evolutivi che si manifestano nella capacità di acquisire cultura attraverso l'interazione con gli altri (→mentalizzazione, intersoggettività, Fonagy). Vygotskij ha anche prestato poca attenzione alla maturazione fisica.
- È difficile studiare i contesti socio-culturali.
- Mancano i compiti prototipici per o fenomeni evolutivi: le ricerche di Vygotskij erano descritte in modo sommario, senza dati, di difficile replicabilità e paragone con altre teorie.
Sviluppi successivi
Ha modificato i metodi educativi: insegnamento reciproco, apprendistato, apprendimento cooperativo. Bruner, è l'ambiente culturale ad influenzare la comparsa del linguaggio. Per acquisire questa capacità è necessaria l'azione del LASS (sistema di supporto per l'acquisizione del linguaggio), che si esplica nell'attenzione/azione condivisa, ovvero nel ruolo dell'adulto e del contesto.
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