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Santa e la Sirena Appunti scolastici Premium

Appunti di Etnologia delle culture mediterrane della professoressa Laura Faranda contenenti una sintesi su il racconto La Santa e La Sirena, divisa in parti.
Negli appunti su La Santa e La Sirena si scoprono tutti i dettagli della storia analizzata in ogni piccola parte tenendo in considerazione... Vedi di più

Esame di Etnologia delle culture mediterranee docente Prof. L. Faranda

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sLa santa e la sirena.

Introduzione

Il racconto della fondazione non nasce tanto dalla città ma per la città. Esso muta in continuazione

secondo gli eventi storici, e soprattutto viene adattato alle credenze collettive.

Mircea Eliade ha scritti che ogni documento è prezioso in quanto rivela due punti.

1 Rivela una modalità del sacro in quanti ierofania.

– rivela in quanto momento storico, la posizione dell’uomo rispetto al sacro.

2

Ci sono casi dove i racconti sembrano totalmente legati alla storia, mentre altri rientrano nel domino

del mito.

Come diceva Claude Levì-Strouss che un mito viene collocato sempre ad avvenimenti passati.

Nei racconti di fondazione si rivela sempre un collegamento tra mito e storia, facendo assumere ad

un momento storico il pensiero mitico.

Poi ci sono gli elementi favolosi che vengono associati ai miti greci che come ricordiamo vengono

trasformati in figure mitiche solo in un secondo momento.

Sembra quindi che miti e storia vengano intrecciati in continuazione. Entrambi sono più

dispensabili quanto più contaminati.

L’incominciamento della fondazione di Napoli sembra non aver mai fine in quanto in base al

periodo storico esso viene variato in continuazione, quindi Partenope viene associata addirittura ad

una metafora come simbolo di bellezza del luogo. Sembra dovuto dire che Nicole Loraux ha fatto di

Atene Luogo di incubazione della mitologia occidentale.

Prima Parte

Fondare miticamente la polis.

Iacopo Sannazzaro scrive ne suo libro Arcadia la fondazione di Napoli annodando storia e

Mettendo in rilievo l’estrema bellezza del sito della città.

mitologia.

Gli studi della città non dispongono mai di fonti univoche anzi spesso non appartengono allla storia

ma a racconto mitico leggendari.

Spesso le leggende di fondazione vanno a colmare quelle lacune della storia.

L’idea che solo un essere soprannaturale possa scegliere il luogo della fondazione è molto ricorrente

anche per la cultura cristiana, dove la traslazione dei resti dei santi viene associata alla scelta del

santo di stare in un determinato posto anziché un altro.

Come accade nella mitologia greca con la scelta del fondatore tramite l’oracolo.

Sia nelle credenze pagane che in quelle cristiane c’è la credenza di un dominio assoluto del

soprannaturale sulla vita degli uomini.

Sono le domande del presente che costruiscono il passato.

La città ideale.

I racconti sulla città devono essere costruiti per narrare le fondamenta immateriali dove essa posa.

Come accade con la doppia fondazione di Napoli dove prima era abitata dai partenopei e poi

ricostruita Napoli dai nuovi coloni Greci.

Ippocrate narra di uno stretto rapporto tra suolo ed abitanti dove è stretto il legame trà la

straordinarietà del sito di Napoli e i suoi abitanti.

Alcune varianti di riferimento.

Per Claude Lèvi-Strauss la sostenza del mito è nella storia che vi è raccontata.

La fondazione della città spesso viene basata su 8 punti.

1. La fondatrice straniera.

2. La natura duplice della sirena. 1

3. La morte della fondatrice.

4. Il voto di verginità.

5. Abbandono o distruzione della città.

6. La rifondazione della città.

L’elezione della fondatrice a nume patrio.

7.

8. Il monumento della fondatrice come simbolo dello spazio urbano.

Benedetto Di Falco

Scrisse la DESCRITTIONE DEI LUOGHI ANTICHI DI NAPOLI. Scritta nel 1500 nel periodo

dell’insurrezione spagnola.

Nell’opera viene descritto il contesto naturalistico che circonda la città, la bellezza straordinaria del

sito, come dirà più avanti Giulio Cesare Capaccio che paragona il golfo ad un teatro.

Il periodo storico costringe Di Falco a sottolineare la fede cristiana dei napoletani, proprio per

questo gli è stato attribuito il merito di aver abbracciato per primo la nuova fede.

Giovanni Tarcagnota.

Egli nella sua opera s confronta con chi prima di lui ha associato la fondazione di Napoli narrandola

sotto spoglie mitico leggendarie.

Tarcagnota nel suo racconto parla della doppia fondazione di Napoli dove spiega che essendoci

molti scontri tra gli abitanti di Cuma ed i partenopei l’oracolo inviò tra di loro una grande pestilenza

tanto da distruggere la città, in questo modo nacque la nuova città ossia Napoli.

Giulio Cesare Capaccio.

La sua opera il FORASTIERO è una specie di guida della città dove vengono scambiate opinioni tra

un cittadino napoletano ed uno straniero che poi sarebbe lo scrittore.

Capaccio mette in evidenza la questione della verginità che finora nessuno aveva considerato.

Infatti Partenope cela nel suo nome anche il suo destino.

La sua opera narra un’ amore impossibile quando però si era fatto voto di castità.

Nel suo racconto troviamo anche una chiave omerica, quando parla di Partenope principessa

trasformata in sirena per non aver mantenuto il voto di castità e non l’associa con le altre sirene

perché lei aveva la lira, ed era metà uccello e metà pesce.

La lira simboleggia il buon governo del viceregno di Napoli poiché che differisce in plebe popolo e

nobiltà proprio come differiscono le varie corde della lira e che il regno di Napoli accordandosi

fanno unione di fede.

Capaccio la natura ibrida di partenope la fa divenire un’allegoria incrociata tra politica e religiosità

del paese.

La sirena descritta da Capaccio sembra prendere alcuni elementi fortemente caratterizzanti del

racconto mitico.

Giovanni Antonio Summonte.

Autore della storia della città e del regno di Napoli, considera Partenope discendente di una famiglia

di ecisti, egli non prende in considerazione il fatto che Partenope possa essere un mito.

Summonte lega le sirene alla morfologia del territorio.

In questo caso Partenope e le sirene sono 2 entità differenti, la prima associata alla storia in quanto

donna nobile, la seconda strettamente legata al mito sotto forma di allegoria

Lo scrittore attribuisce alla sirena il desiderio di vivere nel golfo di Napoli che nascerebbe in tutti

coloro che vedono la bellezza del sito.

Carlo Celano.

Per celano i fondatori della città sarebbero due la prima fondazione coinciderebbe con Falero ciò

deriva da un bisogno di Celano di far anticipare temporalmente la nascita di Napoli con la 2

distruzione di Troia e quindi della pellegrinazione mediterranea di Ulisse. Questo è un punto chiave

considerando che in molte varianti partenope viene associata alle sirene d’Ulisse.

Per lo scrittore Napoli e Palepoli sono 2 città ossia la prima è la ricostruzione della secoda.l

L’autore non è dello stesso parere di Vico che fa derivare le sirene dalla radice sir che significa

canto cantico, Celano associa la forma onomatopeica delle sirene al gracidare degli uccelli.

Capiamo quindi come Celano abbia associato il parlar come uccelli a colui che non vuole farsi

capire.

Matilde Serao.

Scrittrice della fine dell’800 narra nella sua opera Leggende napoletane, la creazione della città nata

dall’amore e proprio in base all’amore associa i partenopei e gli abitanti del sud.

Nel suo racconto c’è una netta distinzione tra gli abitanti del meridione caldi come i tempi miti che

li circondano e gli abitanti del settentrione associandoli alle caratteristiche del territorio dove

abitano.

Matilde immagina Partenope amata dell’ateniese Cimone, la descrizione di Partenope è molto della

Campania, la scrittrice associa l’espansione urbanistica alle gravidanze di Partenope.

La morte per acqua.

Nella tragedia dell’Alessandria composta da Licofrone del 3 secolo si associa le sirene ai racconti

omerici, ossia se un’uomo avesse passato indenne il canto delle sirene elle non avrebbero più modo

di esistere.

Nelle Argonautiche orfiche viene narrata la loro morte, mentre cantavano beatamene sui loro scogli,

giunse il momento della morte ed da una ad una si gettarono negli inferi del mare.

Partenope.

L’odissea narra di fanciulle bellissime che Afrodite avrebbe trasformato in uccelli per non aver

mantenuti il voto di castità.

La natura semiumana o semianimale quindi deriva da una punizione.

Le sirene omeriche sono l’opposto di quelle della Serao, Omero le immagina col voto di castità,

mentre la Serao fa di partenope una madre prolifera. Ce da dire che partenia in Grecia significa

ragazza che ha partorito ma che non è ancora sposata, mentre nella cristianità partenia sarebbe il

voto di castità. –

Per questo molti studiosi no trovano opportuno la continuità storico culturale tra Patrenope e

Santa Patrizia.

Il canto.

Per i greci il canto delle sirene è in grado di spingere gli uomini a dimenticare le loro famiglie, il

loro se - lucere non và interpretato come attrarre a sé , ma come s viare ossia condurre altrove.

Una lunga tradizione delle sirene omeriche le ha rese guardiane delle tombe.

Le sirene possono cantare la melea che le avvicina da una parte al morto e dall’altra a chi lo piange.

Come fa l’Elena di Euripide che una volta solcato il suo viso e rinunciato alla sua chioma invoca le

sirene.

Ancora oggi nel mezzogiorno d’Italia mettono in scena la lacerazione della perdita, favorendo

l’elaborazione della perdita, secondo Ernesto De Martino per consentire all’anima di dipartirsi da

questo mondo.

Le custodi delle sfere celesti.

Una tradizione legata al canto delle sirene e quella pitagorica che le fa custodi dell’armonia celeste.

La concezione della Tetrade per Pitagora è il movimento degli astri come fonte di un suono o più

propriamente di una voce una specie di armonia. Questo non può far che rimandare all’ armonia del

golfo di Napoli nominato spesso Impero dell’armonia. 3

all’esilio visto che le immaginava nemiche di

Le sirene prima che il destino omerico le condannasse

erano considerate divinità celesti e custodi dell’armonia.

Ulisse legate al piacere sessuale,

Il tempio delle sirene.

Le sirene omeriche sono molto diverse da quelle dei paesi del meridione d’Italia, che erano divinità

presenti, legate all’esperienza della navigazione e del commercio, titolari di luoghi sacri e di culti

reali. Alle sirene sono stati eretti anche dei templi come quello che si trova a santa Maria di Leuca.

Qualunque sia l’origine delle sirena, solo una cosa è certa che è legato al golfo di Napoli ed ha

inciso maggiormente sulla cultura degli abitanti.

La metamorfosi della sirena. l’avvento del cristianesimo le

Se nella tradizione le sirene vengono rappresentate come esseri ibridi,

peccato. Spesso i padri della chiesa raccontavano l’incontro tra Ulisse e le sirene

fa emblema del

facendone da esempio come un buon cristiano deve evitare le tentazioni diaboliche.

Si nota l’intrecci tra il mito e la religione quando Clemente D’Alessandria trova un’ analogia tra

Ulisse che vene legato all’albero maestro della sua nave e Cristo in croce.

Mentre nell’umanesimo le sirene ritrovano il ruolo di ispiratrici del canto poetico.

Nell’enea di Virgilio troviamo come spesso accade il sacrificio di un eroe che serve a fondare la

città, proprio come accade a Partenope. l’ordine conoscitivo storico sociale

Secondo Levi-Strauss la creazione dei miti cerca di spiegare

anziché l’ordine naturale, come sostenevano alcuni antropologi naturalisti.

Le sirene hanno perso nel tempo la loro forma ibrida seguendo i registri pagani a quelli cristiani.

Partenope è vista nell’età del rinascimento e nell’età Barocca principessa vergine, una volta

abbandonato il suo passato mitologico.

La sirena diventa quindi una allegoria usata dagli scrittori per raccontare la città , il regno ,

l’istituzione politica o la bellezza del sito.

E visto che la sirena Partenope viene vista solo come un’allegoria viene creata la figura di santa

Patrizia.

Seconda Parte

Pellegrina e straniera.

Come ha sostenuto Claude Levi-Strauss il pensiero mitico lavora per analogie ed opposizioni,

diventando una specie di bricolage tra fiaba mito e leggenda.

Secondo la sua teoria possiamo vedere come la figura della sirena viene associata alla figura della

Santa. Nella ricerca di elementi per trovare la fondatrice di Napoli ne troviamo tanti che associano

la santa alla sirena.

Quindi associabili sia al racconto mitico che agiografico.

La fondazione della Napoli cristiana.

Capaccio nella sua opera cerca di trovare delle analogie tra la santa e la sirena trovando molti

simboli che vengono cambiati continuamente dal tempo.

La Partenope e Patrizia sono entrambe vergini discendenti da nobili famiglie.

Entrambe venute da oriente hanno trovato la morte nel golfo di Napoli.

opera di capaccio viene alla luce come la nascita dalle santa viene associata alla nascita della

Dall’

Napoli cristiana. Come una specie di rifondazione.

Santa Patrizia avrebbe trovato il posto della sua morte per volontà divina, infatti nello studio

dell’antropologia il posto sacro dove deve essere compiuto il sacrificio per la fondazione deve

essere scelto da un mediatore divino. 4


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ninja13

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Etnologia delle culture mediterrane della professoressa Laura Faranda contenenti una sintesi su il racconto La Santa e La Sirena, divisa in parti.
Negli appunti su La Santa e La Sirena si scoprono tutti i dettagli della storia analizzata in ogni piccola parte tenendo in considerazione anche il contesto generale in cui si trova ambientata.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etnologia delle culture mediterranee e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Faranda Laura.

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