Samuel Beckett: Waiting for Godot
Waiting for Godot fu messa in scena a Parigi nel 1953, ma ebbe scarso successo, fin quando un critico molto importante, Hobson, decise di prenderne le difese; il successo fece sì che nel 1956, Faber and Faber decise di pubblicarla anche in inglese. Come si può capire da questi graduali esempi, la progressiva rarefazione della sostanza narrativa rendono la sola scrittura inadeguata a questi lavori, per cui Beckett si volge al teatro (concepito, come egli stesso sostiene, per rilassarsi), che gli consente di mettere in scena e animare i suoi personaggi fornendogli sostanza e concretezza (che nella scrittura erano andate perdute). Anche le stesse ossessive ripetizioni che nei racconti generavano noia, come nel caso di Waiting for Godot, con il teatro conferivano ritmo all'azione teatrale; e le contraddizioni e le ironie si traducevano in comicità nonsense tramite, ad esempio, le gags dei clown.
Riassunto di Waiting for Godot
Atto I
Vladimir (chiamato anche Didi) ed Estragon (chiamato anche Gogo) stanno aspettando su una desolata strada di campagna un certo "Signor Godot". L'ambientazione è un paese sconosciuto, non vi è nulla sulla scena, solo un albero dietro ai due personaggi che regola la concezione temporale attraverso la caduta delle foglie che indica il passare dei giorni. Ma Godot non appare mai sulla scena, e nulla si sa sul suo conto. Egli si limita a mandare un ragazzo messaggero dai due vagabondi, il quale dirà ai due protagonisti che Godot "oggi non verrà, ma verrà domani".
I due uomini, vestiti come barboni, si lamentano continuamente del freddo, della fame e del loro stato esistenziale; litigano, pensano di separarsi (anche di suicidarsi) ma alla fine restano l'uno dipendente dall'altro. Ed è proprio attraverso i loro discorsi sconnessi e superficiali, inerenti argomenti futili e banali, che emerge il nonsenso della vita umana.
A un certo punto del dramma, arrivano altri due personaggi: Pozzo e Lucky. Pozzo, che si definisce il proprietario della terra sulla quale Vladimiro ed Estragon stanno, è un uomo crudele e al tempo stesso "pietoso", tratta il suo servo Lucky come una bestia, tenendolo al guinzaglio con una lunga corda. Pozzo è il padrone e Lucky il servo e la corda che li unisce indica un legame reciproco apparentemente inscindibile. I due nuovi personaggi successivamente escono di scena.
Didi e Gogo, dopo aver avuto l'incontro con il ragazzo "messaggero di Godot", rimangono fermi mentre si dicono "Well? Shall we go?" (E ora? Possiamo andare?) - "Yes, let's go" (Sì, andiamo), e l'ind
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Waiting for Godot (S. Beckett)
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Waiting for Godot
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Samuel Beckett