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UNIVERSITÀ  DEGLI  STUDI  DI  NAPOLI  “FEDERICO  II”  

 

Facoltà  di  Sociologia  

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Tesina  di  Comunicazione  d'Impresa  

 

 

 

 

IL  RUOLO  DELLA  MODA  NEL  PROCESSO  

D’INTEGRAZIONE  E  IL  ROVESCIAMENTO  

DEL  TRICKLE-­‐DOWN  

   

 

 

 

 

         Prof.ssa:                                                                                                                                                                                                                                                                Studente:  

Mirella  GIANNINI                                                                                                                                                                                                                                Suania  ACAMPA  

 

 

 

ANNO  ACCADEMICO  2014-­‐2015   1  

 

Introduzione “La moda non è altro che una delle tante forme di vita con le quali la tendenza

all'uguaglianza sociale e quella alla differenziazione individuale e alla variazione si

congiungono in un fare unitario” -George Simmel

La realtà contemporanea e il mondo in cui viviamo, sono caratterizzati da quella che

molti studiosi hanno definito una condizione di post-modernità. Come affermato da Bauman,

mentre l'era moderna ci offriva un mondo solido, forte e ordinato, la realtà che abbiamo oggi

di fronte è destrutturata, precaria, priva di riferimenti stabili, generatrice di ansia ed

incertezza. La fine dei regimi totalitari, del protezionismo economico che hanno caratterizzato

il mondo moderno e la successiva apertura alla globalizzazione ha fatto si che s’inserisse, in

questo contesto, la dinamica dei flussi migratori e del multiculturalismo, sollevando questioni

relative all'integrazione e all'identità culturale. Che ruolo riveste la moda nel processo

d’integrazione degli immigrati? Nelle pagine che seguono, partendo da queste premesse, si

cercherà di analizzare la moda nel contesto post-moderno ed appoggiandosi alla certezza che

l'abbigliamento riveste funzioni simboliche e sociali molteplici - tra le quali spicca certamente

la comunicazione della propria identità - si cercherà di indagare sul ruolo che riveste nel

meccanismo di integrazione degli immigrati nei nuovi contesti sociali, completamente diversi

da quelli da cui provengono. La moda sarà così intesa allo stesso tempo come identificazione

e come distinzione, come appartenenza a un gruppo e come affermazione individuale, tenendo

conto che l’abito per l’immigrato è un modo per marcare o abbattere confini simbolici e reali,

ma anche strumento di legame e di riconoscimento reciproco. L'abito è quindi considerato

come veicolo simbolico che ci permette di comunicare informazioni strategiche relative al

nostro status sia economico, che sociale, alla nostra appartenenza di genere, di etnia e di

religione. Nel primo capitolo ci si interroga sul ruolo della moda e dell'abbigliamento nello

scenario contemporaneo caratterizzato da una società globale in cui flussi migratori e

multietnici sono fenomeni giornalieri, impossibili da negare e dalle conseguenze complesse,

ma allo stesso tempo sono anche portatori di un enorme potenziale simbolico e creativo. Il

quadro teorico di riferimento per la trattazione di questo capitolo seguirà le interpretazioni

degli studiosi Simmel, Veblen, Blumen e Bordieu sul tema della moda. Si approfondirà,

inoltre, l’utilizzo di uno degli indumenti più discussi e che meglio incarnano il sentimento di

identificazione e allo stesso tempo di differenziazione degli immigrati nei paesi occidentali: il

velo islamico.

Tenendo in considerazione sempre gli stessi presupposti ci si sposta, in termini di

analisi, sul fenomeno della street fashion: ovvero delle tendenze che emergono dalla strada e

che oggi sono ampiamente utilizzate nell’alta moda. Può, questo fenomeno, essere

considerato un rovesciamento della teoria del trickle-down di Simmel come spiegazione delle

modalità di diffusione della moda? Il secondo capitolo è dunque dedicato alla street fashion:

ripercorrendo brevemente la nascita, se ne valuta l'importanza attuale alla luce della sua

conquista delle passerelle dell’haute couture.

Capitolo I – Moda e Multiculturalità

Attraverso gli studi di Simmel e Veblen la moda è analizzata dal punto di vista culturale e

sociale come fenomeno caratterizzato da due spinte contrapposte: l’imitazione di un modello

esistente che garantisce la coesione sociale, e la differenziazione personale che appaga il

bisogno di distinguersi dagli altri e di mostrare la propria agiatezza e il proprio status sociale.

Con l’avvento della società industriale Blumen analizza il fenomeno della moda inserendovi

un elemento molto importante: la comunicazione. Secondo quest’autore, attraverso l’abito si

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comunica la propria identità sociale, si scambiano informazioni sia tra gruppi sociali diversi

sia tra individuo e società. Secondo questa teoria la diffusione della moda non avviene più

attraverso il processo d’imitazione-differenziazione ma attraverso un processo di “selezione”.

Anche Pierre Bourdieu ha affrontato l’argomento, parlando della moda come un codice che

consente la distinzione sociale e che attiva forze capaci di produrre differenziazione in termini

di gusto, identità sociale e capitale culturale. Moda e multiculturalità sono fenomeni che

apparentemente sembrano avere poco da condividere, ma che invece sono strettamente

connessi quando parliamo d’inclusione ed esclusione sociale. L’interconnessione globale è

un’opportunità di crescita e dialogo, capace di superare confini nazionali e gerarchie sociali,

ma a condizione che siano contrastati i processi d’integrazione subalterna, che confini sociali

1

e gerarchie sociali tendono a favorire. Osservando l’epoca contemporanea - caratterizzata da

grandi trasformazioni che hanno conseguenze tanto sui sistemi societari e sulle loro regole di

convivenza quanto sulle identità personali e sulle loro singole prospettive - con la fine della

modernità, che rappresentava un mondo solido, forte e ordinato, ci troviamo di fronte ad una

realtà priva di riferimenti stabili. I cardini portanti dell’era moderna vengono meno e si

aprono le porte all’immigrazione e al multiculturalismo di cui la moda ne è un’espressione.

1.1 - Moda ed Immigrazione

Gli studiosi sono concordi nel riconoscere una doppia tendenza associata al fenomeno della

globalizzazione: da un lato tempi e distanze si comprimono, avviando un processo di

unificazione, abbattimento dei confini e di omologazione; dall'altro la frammentazione e la

percezione della diversità si fa sempre più acuta. Una caratteristica storica dei popoli è quella

di contaminarsi, ed è proprio la percezione dell'altro a rappresentare uno dei fondamenti della

costruzione della nostra identità, sia a livello individuale che a livello collettivo. L'arrivo di

nuove comunità immigrate costituisce un fattore di arricchimento, di fascino, di mistero, ma

genera al tempo stesso una percezione di minaccia alla propria identità etnica e culturale. Il

multiculturalismo pone a confronto identità e culture diverse e implica la definizione di nuovi

confini simbolici, in cui l’identità etnica e culturale è espressa principalmente attraverso gli

abiti. Infatti, le vesti nella storia raccontano anche dei cambiamenti e delle contaminazioni a

cui sono state sottoposte le diverse civiltà nel corso dei secoli. La moda, che è per sua stessa

natura cambiamento, s’inserisce bene in questo contesto sociale in perenne evoluzione. Come

già spiegava Simmel, il fenomeno della moda è sia adesione a un codice condiviso, sia

chiusura rispetto ad altri gruppi sociali: è quanto accade tra gli immigrati. Il corpo e tutte le

pratiche ad esso attinenti: diete, abbigliamento, cosmetici, rivestono un ruolo di enorme

importanza nella nostra società. L'abito, dunque, assieme agli attributi fisici, rappresenta la

nostra identità così come la offriamo agli occhi degli altri. Sono questi stessi presupposti che

spingono molti immigranti ad adottare, in modo spesso non consapevole, gli abiti della

cultura ospitante come modo simbolico di offrire la propria rinuncia ai caratteri culturali

ereditati, in nome di quelli nuovi, dominanti. Il percorso dell'integrazione per uno straniero è

lungo e tortuoso: le regole di etica e di etichetta che governano la quotidianità della società

ospite sono spesso radicalmente diverse da quelle a cui la persona era abituata. L'integrazione

passa per un processo complesso di negoziazione e rielaborazione, si tratta di accettare una

quantità enorme di precetti e convenzioni legati non solo all'abbigliamento ma anche al

rapporto tra i sessi e all'atteggiamento pubblico. Essere stranieri significa quindi anche essere

in bilico tra il rispetto e il riconoscimento della propria identità di origine e la comprensione e

l'accettazione di un’identità altra.

                                                                                                                         

1 L L. S R. (a cura di) (2008). Il Consumo Critico. Significati, pratiche, reti. Bari, Editori

EONINI ASSATELLI 3  

 


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suania8

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in comunicazione pubblica, sociale e politica
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher suania8 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Giannini Mirella.

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