Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

In prima battuta si può dire che il passaggio dall’ipnosi classica al metodo catartico e poi da questo

al metodo psicoanalitico implica: 1 una differente valutazione della coscienza, 2 una differente

concezione della responsabilità.

Per quanto riguarda la prima differenza, mentre con l’ipnosi si poteva presupporre una coscienza

distaccata dal resto e concepire la malattia come un qualcosa che attacca la coscienza, già con il

metodo catartico si passa ad una concezione in base alla quale esiste un continuum psichico che

è stato alterato e che non è composto solo dalla coscienza.

Breuer sottolinea come il fenomeno essenziale da studiare e spiegare sia quello della discontinuità

della memoria.

Per quanto riguarda la seconda differenza, quella relativa alla responsabilità, con il metodo

catartico si mette in primo piano il problema del perché e del come la coscienza abbia evitato o

non abbia potuto prendere atto di certe attività psichiche.

Quindi: Freud parte dalla critica all’ipnosi classica, elabora con Breuer il metodo catartico.

L’isterico soffrirebbe per lo più di reminiscenze

Teoria molto importante: esistono degli accadimenti che per la loro intensità relativa, producono un

blocco psichico impendendo di trasformare questa intensità in un evento psichico cosciente. Si

tratta di una teoria del trauma espressa in forma del tutto generale, nel senso che non distingue se

si tratti di accadimenti interni o esterni, né se si attuino subito o in un secondo momento.

Solamente si ipotizza che, al di là di una certa intensità, qualsiasi accadimento ha un potenziale

traumatico e che il trauma consiste in una specie di intasamento, di ingorgo, di impossibilità di

padroneggiamento. In questo la teoria del trauma è debitrice delle teorie fisiologiche: ogni stimolo

viene riconosciuto per sue specifiche caratteristiche ma, oltre ad una certa intensità, qualsiasi

stimolo produce sempre la stessa sensazione. L’uso dell’ipnosi in modo non repressivo è

giustificato dall’ipotesi che si possono creare condizioni di deflusso delle cariche.

Differenza di statuto tra la parola detta e la parola pensata.

Abreazione. Cioè la scarica emotiva con la quale un paziente si libera di un affetto eccessivo

tramite la via fonatoria e il racconto del ricordo traumatico, ha il suo significato più completo

quando la si collega al concetto di catarsi. La parola catarsi non indica genericamente una

purificazione, ma specificamente la purificazione che si provoca nello spettatore della tragedia.

La catarsi è una reintegrazione, un reimpossessarsi da parte del soggetto di una parte di sé che gli

era prima indisponibile e che ora gli consente un’armonia che prima non c’era. La differenza dal

metodo ipnotico al metodo catartico è una differenza di QUALITA’. E questa differenza di qualità si

viene a creare tramite la parola del paziente. Solo nella misura in cui il soggetto sperimenta tramite

la parola detta ha la possibilità di purificarsi dagli affetti eccessivi e bloccati che provocano la sua

malattia. La parola dell’analista serve solo a permettere che il paziente parli, ad affrontare e

superare le resistenze a dire.

L’intreccio tra ipnosi, suggestione, catarsi, prime associazioni è stato stretto e non facile da

sciogliere. Partiamo dal caso della signora EMMY von N., il primo trattato da Freud con il

procedimento dell’esplorazione sotto ipnosi. Il caso di Emmy serve per osservare le difficoltà del

passaggio che si situa tra la condizione di ipnosi e di suggestione.

Tra i sintomi della signora c’è una sorprendente e ricorrente interruzione del discorso. “sorprende il

fatto che ogni pochi minuti essa tronchi repentinamente il discorso, contraendo il volto in

un’espressione di orrore e di ripugnanza e tenda verso di me la mano…. Stia zitto! Non parli! Non

mi tocchi!”. La paziente viene trattata con l’ipnosi, massaggi e bagni. Dopo dieci giorni dall’inizio

della terapia Freud annota che cambia qualcosa. La conversazione che ha con lui durante il

massaggio( non in stato di ipnosi) contiene la riproduzione dei ricordi e delle nuove impressioni

che hanno influito su di lei, reminiscenze patogene di cui si libera parlandone senza richiesta.

Effetto catartico conseguente al dire.

Alla fine dell’Ottocento Vienna è una città molto rinomata.

Freud propone alla signora di entrare in una casa di cura nella quale la visiterà quotidianamente.

Prima la visitava nella sua residenza. Poi c’è una ricostruzione del setting. Suggerisce alla signora

di separarsi dalle figlie e di entrare in una casa di cura nella quale la visiterà quotidianamente, una

casa di cura in cui la signora riceverà le visite delle figlie etc.

Le variazioni di setting sono sempre pratiche da pensare con grandissima attenzione. Ci sono

diverse strategie per instaurare un setting.

Quali sono dunque le differenze che il metodo analitico introduce rispetto all’ipnosi? Si tratta

innanzitutto di differenze di percorso di pensiero. Il percorso della situazione ipnotica usata a

scopo catartico era un percorso strettamente relazionale, cioè il percorso di un pensiero che,

uscendo dalla bocca di un paziente in condizioni di alterata coscienza, passava all’interno del

terapeuta il quale lo rielaborava coscientemente e lo ridava al paziente, facendogli acquisire

dall’esterno un materiale psichico che era suo. Il problema era in questo caso quello del salto della

coscienza. Il problema del salto della coscienza si aveva anche nel metodo catartico, perché ciò

che era alla base del sintomo, del suo significato, veniva comunque comunicato ad una persona

che per vari motivi non era in grado di sentirlo come proprio.

Il metodo delle libere associazioni è un metodo generale di investigazione dell’attività psichica

umana e, per attuarlo, Freud ha elaborato regole tecniche , delle quali alcune servono per

delimitare il contesto operativo, altre sono finalizzate a realizzare l’indagine vera e propria.

Uso del divano.

Freud non vuole essere guardato in faccia.

Le libere associazioni fanno affiorare alla coscienza dell’analizzando idee improvvise o idee

apparentemente non pertinenti, ma qualcosa si oppone alla comunicazione di queste idee, le quali

rappresentano i derivati più prossimi dell’inconscio.

Tutto l’insieme delle regole minute- onorario, orari, frequenze delle sedute, non conoscenza

preliminare dell’analista e così via- ha per freud il senso convergente di creare la condizione

perché la regola fondamentale della psicoanalisi, ovvero la regola delle libere associazioni, possa

dispiegare appieno i suoi effetti.

La regola consiste nel sospendere il giudizio su quello che viene in mente, nell’osservare tutto

quello che passa per la testa senza censurarlo.

Regola dell’attenzione fluttuante. Consiste nella disponibilità a osservare i propri movimenti

psichici, le idee o i sentimenti che appaiono durante la seduta come dovuti all’altro, al paziente che

sta lì, steso sul divano e che sta comunicando qualcosa. Le libere associazioni dell’analista

diventano qualcosa di singolare, quasi delle associazioni fatte per conto di terzi, prodotte e indotte

dal paziente.

CAPITOLO 3

Abbiamo visto come il metodo si sia costruito attraverso tentativi, errori, approfondimenti

successivi e via via abbiamo individuato le ragioni di queste modifiche (setting, attenzione

fluttuante). Abbiamo anche visto che si tratta di un metodo generale di indagine dell’attività

psichica. in questo capitolo verrà fatto riferimento soprattutto alla tecnica dell’indagine dell’attività

psichica inconscia.

Vediamolo dunque questo metodo freddo. Le premesse del metodo psicoanalitico delle libere

associazioni sono le seguenti.

1. La coscienza abbisogna di un continuo rifornimento di materiale psichico proveniente

dall’interno dell’individuo. A) il materiale è in parte direttamente accessibile per i bisogni

attuali, B) una parte di un materiale risulta viceversa inaccessibile.

2. I legami tra contenuti psichici non avvengono su basi razionali. C) le associazioni tra

contenuti psichici seguono regole proprie, D)le catene di associazioni si arrestano sovente.

3. L’attività psichica è in massima parte inconscia.

Il ripristino della funzione associativa può avvenire solo in presenza di un altro.

Il metodo clinico psicoanalitico si basa sulla collaborazione tra due persone al fine di consentire a

una delle due il ripristino della funzione associativa. Esso implica ad esempio un principio di parità

di fronte ad un procedimento.

Al fine di ottenere l’isolamento e l’assolutizzazione vengono attuate manovre esterne e manovre

interne. Le manovre esterne consistono in tutte le misure non direttamente legate alle libere

associazioni, ma che favoriscono l’isolamento e il privilegiamento della libera associazione rispetto

a qualunque altra attività. Ne fanno parte principalmente il contratto analitico, il setting materiale e

quello interiore dell’analista.

Le manovre interne, invece, consistono nella definizione della regola fondamentale del trattamento

e nella cura della sua corretta applicazione, ivi compresa, sul versante dell’analista, l’attuazione

dello stato di attenzione fluttuante.

Poiché la finalità del trattamento è quella di garantire per quanto è possibile che si attui un

ripristino di una funzione fisiologica e un recupero conseguente di “materiale” in precedenza

inaccessibile, è importante non introdurre materiale ideativo e affettivo estraneo, proveniente

dall’analista o da altre fonti.

Gli interventi dello psicoanalista sono dunque finalizzati a eliminare gli ostacoli che si frappongono

al libero fluire delle libere associazioni.

L’analisi delle opposizioni (resistenze) all’applicazione del metodo è dunque un punto cruciale del

trattamento.

La prescrizione della regola fondamentale. All’interno del metodo psicoanalitico freudiano, nella

stragrande maggioranza dei casi, vale la pena prescrivere subito la regola, chiarendo che si tratta

appunto di una prescrizione e di una regola, ossia che si chiede all’analizzando di attenersi a

quanto implica la regola fondamentale, per poter collaborare con l’analista. La psicoanalisi è un

lavoro fatto da due persone ed è importante che sia chiaro il carattere prescrittivo della

comunicazione che gli si fa. Una delle finalità della prescrizione della regola è quella di consentire

un’osservazione più facile delle resistenze che a essa si oppongono e, conseguentemente, di

analizzare queste difficoltà. Spesso, si sottolinea come sia importante che si arrivi comunque alle

libere associazioni. Ad avviso dell’autore di questo libro è sbagliato.

La regola indica un ben preciso tipo di discorso, quello associativo, essenziale perché si possano

manifestare adeguatamente, ossia in forma interpretabile, i derivati dell’inconscio.

In assenza di regole, il paziente sdraiato sul divano può illudersi di essere in presenza di un

analista tollerante e benevolo che gli lascia dire tutto quello che vuole, ma viene anche esposto ad

una situazione che, anziché essere prescritta e regolamentata, rischia di diventare una situazione

di perdita di controllo, il che può spingere a rafforzare le difese dell’Io: in questo caso il paziente

può chiudersi come un riccio o, viceversa, può bearsi di stare in una situazione di irresponsabilità.

Nella pratica il problema principale che si pone all’analista, all’inizio, è la comprensione delle

possibilità attuali del paziente di attenere al metodo psicoanalitico, e di collaborare al suo

mantenimento. Le interviste preliminari sono finalizzate a questa valutazione. Il metodo va

applicato fin dall’inizio. La prescrizione della regola fondamentale è il punto d’arrivo del processo di

costruzione delle condizioni di fattibilità dell’analisi. Essa è accompagnata dallo stabilimento del

setting e quindi dalla formulazione e condivisione del contratto.

Il processo ideale vede, nel corso di ciascuna seduta e per effetto delle libere associazioni, una

progressiva regressione, con collegamenti sorprendenti e la comunicazione di materiale ideativo e

affettivo in precedenza sconosciuto, alla comprensione del quale fa seguito una progressione che

consente un ampliamento dei processi d pensiero coscienti e il ripristino delle condizioni di vita

quotidiana. Le possibilità regressive che si sviluppano nel corso del trattamento consentono il

costituirsi della nevrosi di transfert.

Fa anche parte dell’esperienza soggettiva durante questa attività la comparsa di un blocco che può

avere caratteristiche diverse, ma che impedisce di procedere.

CAPITOLO 4

In questo capitolo si riuniscono l’esposizione e la discussione di due punti fondamentali per la

possibilità di attuare il metodo psicoanalitico: la selezione dei pazienti e la presentazione

dell’attività che si propone loro.

L’autore dice di limitarsi a esaminare la situazione iniziale, in relazione al metodo delle libere

associazioni. Il problema da discutere è quello dell’applicabilità o meno del metodo psicoanalitico e

delle sue regole tecniche.

Secondo Freud, l’unico modo per avere una valutazione sufficientemente realistica della possibilità

del paziente di utilizzare il metodo delle libere associazioni era quello di condurre un’analisi di

prova della durata di qualche settimana. Questo trattamento di prova aveva anche la finalità di

consentire la differenziazione di una condizione nevrotica da una psicotica che, all’epoca era

considerata una controindicazione al trattamento.

Nella pratica attuale, da un lato il trattamento di prova è assai raro, dall’altro si assiste spesso al

prolungarsi della serie di colloqui precedenti all’analisi.

Un paio di colloqui dovrebbero essere più che sufficienti per stabilire se ce la sentiamo di iniziare

un’analisi. Nell’espressione “ce la sentiamo” sono condensati numerosi fattori: una valutazione

relativa alla possibilità di usare il metodo delle libere associazioni, una considerazione diagnostica

e prognostica, un bilancio interiore sul significato che ha per noi la nostra disponibilità (o

indisponibilità) a quest’analisi. All’interno dell’ultimo fattore vanno comprese le componenti

materiali (disponibilità di tempo, bisogno di lavorare) e quelle più direttamente personali o

intrapsichiche, compresi i movimenti transferali che il paziente può averci indotto o che ci

appartengono.

Bisogna osservare che, se l’analisi di prova era un procedimento finalizzato a consentire la

valutazione dell’utilizzabilità del metodo delle libere associazioni come criterio principe per

l’indicazione a un’analisi, oggi molti autori sono favorevoli all’introduzione graduale del metodo

psicoanalitico delle libere associazioni, così come sono favorevoli alla graduale costituzione di un

setting analitico. Estremizzando le cose, si potrebbe pensare che un tempo l’analista scegliesse il

paziente adatto al metodo, mentre oggi si sceglie il metodo adatto al paziente. Il campo che rende

possibile l’uso del metodo delle libere associazioni prende il nome di “psicoanalitico”.

Se si vuole poter condurre un’analisi con un metodo psicoanalitico è importante che nel corso dei

colloqui iniziali ci sia ampio spazio per raccogliere elementi a favore o contro la possibilità di

attuare il metodo analitico. Nel corso di un colloquio è possibile osservare l’andamento del

discorso del paziente, la capacità attuale di tollerare uno slittamento del discorso e la possibilità di

tollerare di non sapere o di interrogarsi ammettendo di non trovare le risposte. Gli eccessi, sia in

una direzione che nell’altra, costituiscono indicazioni preziose relativamente alle difficoltà o alle

controindicazioni di un trattamento.

Secondo l’autore del libro è importante utilizzare il secondo colloquio preliminare per valutare a)

come il paziente ricorda il primo e come lo deforma e b)come utilizza la possibilità di dire quel che

gli passa in quel momento per la testa. Quello che a noi interessa è vedere come i ricordi del primo

colloquio si mescolino ad altre considerazioni: se il paziente abbia pensato a quello che si è detto

aggiungendo nuovi elementi che ora è in grado di riferire o se, al contrario, si preoccupi di

correggere “inesattezze”.

Benchè i fatti privati e le scelte personali del paziente siano appunto fatti suoi, la descrizione di

elementi concreti e materiali della propria vita e la capacità di scendere nei dettagli costituiscono

un modo fondamentale per comunicare i propri pensieri e la propri disponibilità all’impresa

analitica. Quello che a noi interessa è l’andamento dei pensieri.

Ci sono persone che, sin dal primo momento, mostrano direttamente la loro opposizione a una

ricerca com’è quella basata sulle libere associazioni.

Il trattamento psicoanalitico si basa su un metodo razionale.

Mentre sui contenuti del pensiero è possibile mentire, sul pensiero stesso è impossibile, nel senso

che comunque quel che dice il paziente è stato da lui pensato, anche se lui dentro di sé lo giudica

una menzogna, coscientemente o inconsciamente.

L’autore non è favorevole a un’interpretazione del silenzio che va al di là del senso evidente e

comune per entrambe le persone presenti.

Il “come” il paziente utilizzi la libertà di dire quel che gli passa per la testa è per noi un criterio

fondamentale di valutazione dell’applicabilità del metodo psicoanalitico. Il paziente ideale non

esiste, ma esistono molti pazienti adatti all’analisi. La stipula di un contratto presuppone un giudizio

di applicabilità delle regole in esso contenute.

Il secondo colloquio servirà per ascoltare le reazioni e le decisioni del paziente, ma è auspicabile

che esso si concluda o con un nulla di fatto o con la stipulazione del contratto.

In linea di massima il trattamento psicoanalitico è una faccenda che riguarda due persone,

l’analista e l’analizzando. Per essere più esatti: il trattamento psicoanalitico riguarda sempre solo

due persone, anche se implica molte altre. Più specificamente il problema è quello di stabilire un

contratto con il paziente, finalizzato a creare le condizioni per l’attuazione del nostro metodo. È

importante che questo contratto sia chiaro, esplicito e dettagliato. Noi affittiamo a una persona

molto del tempo della nostra breve vita e in questo tempo offriamo all’eventuale affittuario di

partecipare attivamente a una ricerca su di sé effettuata tramite un metodo specifico e

particolarissimo.

Anton Kris “ definire il metodo delle libere associazioni, il metodo fondamentale della psicoanalisi,

come un’impresa comune nella quale il paziente cerca di esprimere ciò che gli viene in mente, cioè

le libere associazioni, e l’analista guidato dalle proprie associazioni e formulazioni contribuisce al

solo scopo di promuovere l’espressione delle libere associazioni del paziente”. L’analista non

promette miracoli, chiede piuttosto impegno e sacrificio, però propone ciò che nessuno ha

proposto prima: lavorare insieme, per lungo tempo, con regolarità e costanza. In ogni caso si tratta

sempre di un contratto tra due persone.

Le norme che riguardano il pagamento e le vacanze dell’analista sono ad esempio finalizzate a

consentire anche l’applicazione della regola dell’attenzione fluttuante da parte sua.

-onorario, che non deve essere né troppo basso né troppo alto.

-orari delle sedute e il loro ritmo. Un analista il cui ritmo abituale di sonno comporta la sveglia alle 6

del mattino potrà anche accettare la richiesta di un paziente di effettuare le sedute alle 7 30, ma

uno che si sveglia alle 7 o alle 8 farebbe bene pensarci su due volte prima di prendere in

considerazione questa richiesta. Sarebbe davvero in grado di essere adeguatamente sveglio

durante la seduta?

-numero e ritmo delle sedute. Benchè svariate società psicoanalitiche prevedano un numero

minimo di sedute perché un trattamento possa considerarsi psicoanalitico, è evidente che il

numero settimanale di sedute dipende da fattori razionali e non normativo-identitari. Questi fattori

razionali possono essere raccolti in due gruppi fondamentali: a) quelli attinenti al paziente, b)quelli

attinenti al metodo. Dal punto di vista del metodo è necessaria la creazione di un ritmo settimanale

di sedute che permetta di osservare via via le difficoltà di collegamento tra le sedute, l’insorgere di

resistenze e di difese, lo svilupparsi del transfert. In generale, maggiore è il numero di sedute e

maggiore è la possibilità di osservare tutti questi procedimenti in atto; non si deve sottovalutare la

componente che riguarda l’analista stesso se riteniamo che le comunicazioni del paziente abbiano

un effetto anche inconscio sull’analista e nell’analista.

Se una sospensione di 48 ore tra una seduta e l’altra è il massimo consentito per creare una

discontinuità, scendere sotto il limite delle tre sedute costituirebbe un passaggio di categoria: dalla

psicoanalisi alla psicoterapia breve.

Vediamo ora i fattori attinenti al paziente. Essi si possono distinguere in due sottogruppi: le

caratteristiche psichiche del paziente e le possibilità materiali che egli ha di effettuare le sedute

secondo un determinato ritmo. Per quanto attiene alle prime, un numero elevato di sedute

settimanali è, ad avviso dell’autore, indicato e necessario per le persone che fanno uso spiccato

del meccanismo dell’isolamento. Pazienti ossessivi o pazienti con componenti ossessive di una

nevrosi mista che disfano in assenza dell’analista quello che si è costruito insieme. Vale lo stesso

per i pazienti con spiccata componente narcisistica.

Comunque sia, l’autore crede di poter affermare che al di sotto di un certo numero di sedute(tre o

quattro) qualunque sia la struttura psichica del paziente il metodo delle libere associazioni diviene

inapplicabile.

Ci sono anche pazienti per i quali un colloquio alla settimana è indicato. Ma appunto un colloquio,

non una seduta. Quando una persona è evidentemente al limite dello sfaldamento dell’Io o quando

si valuta che la regressione favorita dal metodo delle libere associazioni possa essere non a

servizio dell’analisi e dell’Io del paziente, ma contro entrambi è in atto una controindicazione

all’analisi.

Per quanto riguarda le possibilità materiali che il paziente ha di effettuare le sedute secondo un

determinato ritmo, il problema non è tanto quello di valutare queste possibilità, quanto di tenere

conto che noi non abbiamo alcuna realistica possibilità di valutarle. Noi possiamo solo cercare di

comprendere i pensieri che il paziente comunica. Se egli afferma di guadagnare duemila o

diecimila euro al mese, noi possiamo solo realisticamente constatare che questo è il pensiero che

gli è passato per la testa in quel momento. Non possiamo esprimere un giudizio di realtà sul

contenuto di questa affermazione: non chiediamo l’esibizione di una dichiarazione dei redditi.

Altrettanto vale per qualunque altra affermazione del paziente a questo proposito.

Quello che non è possibile né conveniente è ritenere di poter scendere a una contrattazione. La

nostra è un’offerta finalizzata a consentire un trattamento secondo certe modalità. Se queste

modalità non sono attuabili meglio prenderne atto. Questo si può cogliere con maggiore chiarezza

a proposito dell’orario delle sedute. L’analista propone l’orario o gli orari che a lui in quel momento

sono possibili. All’interno di questi il paziente può scegliere le ore che ritiene più convenienti.

Fino a qui si è parlato del contratto materiale che si deve stringere tra analista e paziente: ma la

presentazione dell’offerta include anche quella del trattamento. Quello che va spiegato è il


ACQUISTATO

5 volte

PAGINE

15

PESO

43.51 KB

AUTORE

Mary933

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Docente: Sarno Lucia
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mary933 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Vita Salute San Raffaele - Unisr o del prof Sarno Lucia.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Fondamenti di psicologia dinamica

Riassunto esame psicologia Dinamica, prof Sarno, libro consigliato L'esperienza della psicoanalisi di Stephen A. Mitchell e Margaret Black
Appunto
Riassunto esame psicologia sociale II, prof. Pantaleo, libro consigliato Altrusimo e comportamento prosociale di S. Boca, Abbate - Cap 9 più le note
Appunto
Riassunto esame psicologia sociale II, prof. Pantaleo, libro consigliato Gruppo Come fonte di realtà condivisa di Antonio Pierro -  Cap 1-2-3
Appunto
Psicologia dei gruppi
Appunto