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LEZIONE 2

1 L’unione europea è:

Un’organizzazione sovrannazionale con una sovranità parziale

2 su quali principi si fonda l’unione europea?

Attribuzione, proporzionalità, sussidiarietà

3 il consiglio d’Europa:

È un’organizzazione internazionale distinta dall’Unione europea

4 dove ha sede l’organo giurisdizionale dell’unione europea

Lussemburgo

5 che tipo di organizzazione è l’unione europea? Quali sono i caratteri dell’ordinamento

dell’Unione europea?

L’unione europea è un’organizzazione di stati i cui organi sono legittimati a prendere

provvedimenti che hanno valore giuridico vincolante per gli stati membri.

I caratteri dell’unione europea sono:

-trattati: l’unione europea si fonda su trattati di diritto internazionale.

-diritto derivato: il potere dell’Unione deriva dagli stati membri che con reciproche limitazioni

delle loro sovranità si impegnano a rispettare gli atti dell’Unione europea

- corte di giustizia: organo giurisdizionale che garantisce il rispetto dei trattati europei

-cittadinanza europea: che si acquista essendo in possesso della cittadinanza di uno stato

membro e non si sostituisce a quella nazionale ma si aggiunge a essa.

Autonomia finanziaria: l’unione europea gode di risorse proprie che non derivano dagli stati

membri

LEZIONE 3

1 quando i principi e i valori dell’Europa iniziano ad essere inseriti nei trattati?

Già con i primi trattati comunitari degli anni 50.

2 vi è una gerarchia tra gli obiettivi dell’unione?

No, non vi è alcuna gerarchia; in caso di contrato tra diversi obiettivi, spetta al legislatore

dell’unione e alla corte trovare un equilibrio

3 l’unione Europea può adottare qualsiasi misura per perseguire i propri obiettivi?

No, sono i trattati a stabilire e delineare i poteri cui le istituzioni europee dispongono per il

concreto perseguimento degli obiettivi dell’unione

4 dove sono enunciati oggi esplicitamente i valori dell’unione europea?

Nel preambolo e nei primi articoli del TUE

5 il mancato rispetto dei valori dell’unione europea può comportare delle conseguenze?

Per gli stati membri, per le istituzioni europee e per gli stati terzi

6 quali sono gli obiettivi dell’unione europea? Fare qualche esempio.

L’art 3 del TUF enuncia sinteticamente quali sono gli obiettivi dell’unione europea: la pace fra

i popoli, la libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne. quindi la liberta circolazione di

cose e persone. L’unione istaura anche un mercato interno e si adopera per il suo sviluppo. Essa

promuove anche lo sviluppo tecnologico e scientifico e la parità fra uomini e donne.

7 quali sono i valori dell’unione europea? Fare qualche esempio

I trattati non lasciano spazio di liberta per definire i proprio obiettivi e i propri valori

autonomamente. Per questo i valori dell’unione europea li ritroviamo nei trattati stessi e con il

tempo tali valori sono mutati. Oggi li ritroviamo nel preambolo del TUE e nei suoi primi

articoli. Tali valori sono: la libertà, la pace, l’uguaglianza, la democrazia, il rispetto della vita

dell’uomo e le libertà fondamentali nonché lo stato di diritto e solidarietà tra i popoli.

LEZIONE 4

1 con riguardo alla ripartizione delle competenze tra unione europea e stati membri:

la regola generale è la competenza degli stati membri, mentre la delimitazione delle

competenze dell’unione si fonda sul principio Di attribuzione

2 quale delle seguenti affermazioni sul principio di sussidiarietà è FALSA?

Il principio di sussidiarietà si applica a tutte le competenze dell’unione, esclusive, concorrenti

e parallele

3 su quale principio si fonda la delimitazione delle competenze dell’unione?

Sul principio di attribuzione

4 nella procedura relativa al controllo del rispetto del principio di sussidiarietà come

vengono calcolati i voti spettanti ai parlamenti naz?

Ciascun parlamento nazionale (ind) ha due voti

5 descrivi il ruolo dei parlamenti nazionali nel controllo sul rispetto del principio di

sussidiarietà.

I trattati affidano ai parlamenti nazionali il ruolo di vigilare sul rispetto del principio di

sussidiarietà. Ogni parlamento nazionale ha il potere di formulare, entro 8 settimane dalla

trasmissione dell’atto, un parere motivato di non conformità dell’atto al principio di sussidiarietà

ciascuna camera ha un voto (se bicamerale), i parlamenti monocamerali hanno 2 voti. A seconda

dei voti negativi espressi sono previste due diverse modalità di controllo della sussidiarietà:

cartellino giallo e il cartellino arancione.

6. Qual è la ratio del principio di proporzionalità?

In base a tale principio l’azione europea si limita a quanto necessario per il conseguimento

degli obiettivi dei trattati. tale principio tutela gli stati membri da interventi dell’unione europea

di portata ingiustificatamente ampia

7. In che cosa consiste il principio di sussidiarietà? E per quali categorie di competenze

dell'UE si applica?

Il principio di sussidiarietà consiste nell’intervento dell’unione europea, nei settori di non

competenza esclusiva dell’unione, soltanto se gli obiettivi non possono essere adeguatamente

conseguiti dagli stati membri, ma possono essere raggiunti meglio con l’intervento dell’unione

europea.

8. Quali fattori contribuiscono ad attenuare la rigidità del principio di attribuzione?

Uno di questi fattori è la clausola di flessibilità che prevede che: se un’azione appare necessaria

per la realizzazione di uno degli obiettivi dell’unione europea senza che il trattato abbia previsto

i poteri per realizzarlo, il consiglio può deliberare all’unanimità su proposta della commissione e

previa approvazione del parlamento europeo (chiamata procedura speciale). Quindi l’unione

europea può assumere autonomi poteri entro i limi rigorosi e nel rispetto di tale procedura

speciale.

EZIONE 5

1. Nei settori di competenza esclusiva dell'Unione europea, gli Stati membri possono

intervenire?

Si, ma solo se autorizzati dall'Unione oppure per dare attuazione ad atti dell’Unione

2. Nelle materie di competenza parallela o complementare

L'azione dell'Unione è volta a sostenere, coordinare o completare le azioni degli Stati membri,

senza sostituirsi alla competenza di questi ultimi.

3. L'elenco dei settori di competenza concorrente è tassativo?

No, il TUE menziona solo alcuni settori di competenza concorrente a titolo esemplificativo.

04. Le competenze dell'Unione europea:

Sono sempre tutte assoggettate al rispetto del principio di proporzionalità e del principio di

sussidiarietà.

05. Nei settori di competenza concorrente, In quale misura gli Stati membri esercitano la

loro competenza?

Nei settori di competenza concorrente gli stati membri possono legiferare e adottare atti

giuridicamente vincolanti nella misura in cui l’unione non esercita la propria. quindi la

competenza statale è residuale.

06. In quante e quali categorie possono distinguersi le competenze delI'Unione europea?

Le competenze dell’unione europea possono distinguersi in 3 categorie: 1° competenze

esclusive, 2° competenze concorrenti e 3°competenze complementari.

LEZIONE 6

1. La competenza dell'Unione a concludere accordi internazionali (c.d. competenza

esterna) ha natura

Esclusiva in determinati settori previsti dall'art. 3 TFUE.

2. Come può essere qualificata la competenza dell'Unione europea nel settore della

politica estera e di sicurezza comune?

Si tratta di una competenza sui generis, simile alla categoria delle competenze complementari.

3. La competenza a concludere accordi internazionali:

Spetta anche all’Unione europea, in quanto soggetto autonomo di diritto internazionale, ma

deve rispettare il principio di attribuzione.

4. Quale di queste affermazioni sulla competenza dell'UE nel settore PESC è FALSA?

Nel settore PESC, i principi di attribuzione, sussidiarietà e proporzionalità NON sono

applicabili.

05 in quali casi l’unione europea è dotata di una competenza esterna?

I casi in cui ‘unione europea è dotata di competenza esterna sono i seguenti:

-la conclusione di accordi internazionali è prevista dai trattati (competenza esterna

normativamente prevista)

-la conclusione di accordi internazionali è necessaria per la realizzazione di uno o più obiettivi

fissati dai trattati (competenza esterna parallela preventiva)

-la conclusione di accordi internazionali è prevista da un atto giuridicamente vincolante

dell’unione europea (competenza esterna parallela)

-L’accordo da concludere può incidere su norme comuni o alterarne la portata (competenza

esterna parallela successiva).

LEZIONE 8

01 il processo di integrazione europea ha inizio:

nel XX secolo, dopo la fine della seconda guerra mondiale.

02 il metodo comunitario di integrazione tra gli stati è nato

Per la necessità di superare il principio dell’unanimità proprio del metodo della cooperazione

intergovernativa.

03 le caratteristiche del “metodo comunitario “di integrazione tra gli stati sono

Prevalenza di organi di individui, principio maggioritario, potere di adottare atti vincolanti,

controllo giurisdizionale di legittimità degli atti delle istituzioni.

04 il metodo comunitario ha la sua origine

Nella dichiarazione di Schuman del 1959

05 le caratteristiche della cooperazione intergovernativa sono:

prevalenza di organi di stato, principio dell’unanimità, assenza di potere di adottare atti

vincolanti.

06 inizialmente, la proposta contenuta nella dichiarazione schuman viene accolta da 6

stati, che danno vita alla CECA:

Belgio, grancia, Germania, Italia, Lussemburgo, paesi bassi

07. Quali sono le differenze tra il metodo della "cooperazione intergovernativa" ed il

"metodo comunitario" di integrazione?

In base al metodo della “cooperazione intergovernativa” gli stati partecipanti cooperano tra

loro come soggetti sovrani creando apposite strutture al fine di organizzare la cooperazione.

Nella cooperazione intergovernativa prevalgono gli organi di stato, il principio dell’unanimità,

c’è l’assenza di atti vincolanti. Viceversa nel metodo comunitario c’è la prevalenza di organi di

individui (le persone che siedono ai vari organi europei sono autonomi e non dipendono dallo

stato di appartenenza), prevale il principio maggioritario, gli atti possono essere vincolati e

creare obblighi a carico degli stati e tali atti sono sottoposti al controllo di legittimità da parte

della corte di giustizia.

08. Descrivere origini e caratteristiche del "metodo comunitario" di integrazione.

Nasce dalla necessità di superare il principio dell’unanimità previsto dal metodo tradizionale

che portava a un blocco delle decisioni visto che ogni singolo stato aveva un diritto di veto

(diritto di bloccare l’adozione dell’atto con il suo semplice voto sfavorevole). Con il metodo

comunitario c’è la prevalenza di organi di individui (le persone che siedono ai vari organi

europei sono autonomi e non dipendono dallo stato di appartenenza), prevale il principio

maggioritario, gli atti possono essere vincolati e creare obblighi a carico degli stati e tali atti

sono sottoposti al controllo di legittimità da parte della corte di giustizia.

09. Quando, come e per quali ragioni ha inizio il procedimento di integrazione europea?

Il procedimento di integrazione europea inizia dopo la seconda guerra mondiale, dalla

necessità di trovare una soluzione per far si che non accadesse una nuova guerra e regnasse la

pace.

LEZIONE 9

01. Quali erano in origine le istituzioni della Comunità economica europea (CEE)?

Commissione, Consiglio, Assemblea parlamentare, Corte di giustizia

02. In che modo è stato gradualmente ridotto il problema del deficit democratico?

attraverso un graduale ampliamento dei poteri del Parlamento europeo

03. Quando avviene la fusione degli esecutivi, cioè l’istituzione di un Consiglio e di una

Commissione unici per le tre Comunità europee?

Con il Trattato di Bruxelles del 1965.

4. Le prime Comunità europee nascono:

Con L’obiettivo di realizzare un'integrazione economica e di garantire la pace tra gli stati

membri.

05.Quali organizzazioni sovranazionali vengono istituite con i Trattati di Roma del 1957?

Comunità Economica Europea e la comunità Europea dell’energia Atomica

06. Quanti sono stati fino ad oggi gli allargamenti a nuovi Stati membri

Sette (1973, 1981, 1986, 1995, 2004, 2007, 2013)

07. Quali dei seguenti Paesi NON fanno parte, ad oggi, dall’Unione Europa?

Irlanda Norvegia e Svizzera

09. Descrivere le tappe dell'integrazione europea

Il procedimento di integrazione europea inizia dopo la seconda guerra mondiale, dalla

necessità di trovare una soluzione per far si che non accadesse una nuova guerra e regnasse la

pace. Inizialmente partecipano 6 stati Francia, Italia, Belgio, paesi bassi, Lussemburgo e

Germania che danno vita alla comunità economica del carbone e dell’acciaio (CECA) istituita

nel 1951 con il trattato di Parigi. Nel 1957 sono stati sottoscritti dagli stessi 6 paesi i trattati di

Roma istitutivi della comunità economica europea (CEE) e della comunità dell’energia atomica

(EURATOM). Nel 1993 è entrato in vigore il trattato sull’unione europea (TUE) sottoscritto a

Maastricht che ha istituito la comunità europea e introducendo la struttura a tre pilastri su cui si

basa la comunità europea. Nel 1995 è entrato in vigore il trattato di Amsterdam che ha

valorizzato la cittadinanza europea e in questo stesso hanno si sono aggiunti altri paesi. Nel

2001 viene firmato il trattato di Nizza introducendo altre modifiche. Nel 2009 è entrato in vigore

il trattato di Lisbona e con esso si passa dalla comunità europea a l’unione europea che si

impone come un soggetto di diritto internazionale.

LEZIONE 10

01. Quale istituzione aveva un ruolo centrale nell'ambito del secondo e del terzo pilastro

dell'Unione europea?

La Commissione.

02. Il Trattato di Maastricht del 1992:

Ha istituito l'Unione europea, che si è aggiunta alle tre Comunità già esistenti.

03. In base al Trattato di Maastricht, quali modalità di cooperazione sono utilizzate

nell'ambito dei «tre pilastri» su cui si fonda l'Unione?

Nel primo pilastro è utilizzato il metodo comunitario; nel secondo e nel terzo pilastro il metodo

intergovernativo.

5. In che cosa consiste la struttura a "tre pilastri" dell'Unione europea?

È la struttura introdotta dal trattato di Maastricht che prevede appunto 3 pilastri su cui si

basa l’unione europea.

1 pilastro: chiamato comunitario e comprende la CE, CECA e EURATOM

2° pilastro: PESC (politica estera sicurezza comune)

3° pilastro: GAI (giustizia affari interni)

6. Come e quando nasce l'Unione europea?

Il procedimento di integrazione europea inizia dopo la seconda guerra mondiale, dalla

necessità di trovare una soluzione per far si che non accadesse una nuova guerra e regnasse

la pace. Inizialmente partecipano 6 stati Francia, Italia, Belgio, paesi bassi, Lussemburgo e

Germania che danno vita alla comunità economica del carbone e dell’acciaio (CECA)

istituita nel 1951 con il trattato di Parigi. Nel 1957 sono stati sottoscritti dagli stessi 6 paesi i

trattati di Roma istitutivi della comunità economica europea (CEE) e della comunità

dell’energia atomica (EURATOM). Nel 1993 è entrato in vigore il trattato sull’unione

europea (TUE) sottoscritto a Maastricht che ha istituito la comunità europea e introducendo

la struttura a tre pilastri su cui si basa la comunità europea. Nel 1995 è entrato in vigore il

trattato di Amsterdam che ha valorizzato la cittadinanza europea e in questo stesso hanno si

sono aggiunti altri paesi. Nel 2001 viene firmato il trattato di Nizza introducendo altre

modifiche. Nel 2009 è entrato in vigore il trattato di Lisbona e con esso si passa dalla

comunità europea a l’unione europea che si impone come un soggetto di diritto

internazionale.

LEZIONE 11

01. Il Trattato di Lisbona:

Mantiene quasi tutte le novità contenute nel Trattato costituzionale (non ratificato), ma non

sostituisce i precedenti Trattati, limitandosi ad emendarli.

02. Quale delle seguenti affermazioni sul Trattato di Lisbona è FALSA?

Con il Trattato di Lisbona viene sancito esplicitamente il primato del diritto europeo su quello

degli Stati membri e viene incorporata nel testo del Trattato la Carta dei ritti fondamentali

dell'Unione europea.

03.Quali sono gli elementi di continuità e di discontinuità del Trattato di Lisbona rispetto

al Trattato costituzionale del 2004 (non ratificato)?

Gli elementi di continuità del trattato di Lisbona rispetto al trattato costituzionale sono:

-trasformazione del consiglio europeo in organo dell’unione europea;

-creazione di un presidente permanente del consiglio europeo;

-istituzione dell’alto rappresentante per la politica di sicurezza e affari interni;

- struttura a tre pilastri pressoché abolita;

-soppressione CE e sostituzione con UE;

- UE che gode di personalità giuridica e quindi è soggetto di diritto internazionale.

Gli elementi di discontinuità è l’abolizione dei trattati (TUE e TFUE), ma si limita solo ad

emandarli. I trattati rimangono solo che vengono modificati.

04. Quali sono le principali novità introdotte dal Trattato di Lisbona?

Le principali novità introdotte dal trattato di Lisbona sono:

-trasformazione del consiglio europeo in organo d

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mandina48 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Vaccarella Alessandro.
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