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Risonanza Magnetica Funzionale, psicologia fisiologica, fMRI, fenomeno Bold

Appunti psicologia fisiologica su: risonanza magnetica funzionale, funzionamento, fenomeno BOLD, problematiche basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Cauda dell’università degli Studi di Torino - Unito. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia fisiologica docente Prof. F. Cauda

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RISONANZA MAGNETICA FUNZIONALE : Il cervello funziona anche grazie all’ossigeno che

viene trasportato dall’emoglobina (nel sangue). Esistono due tipi di emoglobina:

desossiemoglobina e ossiemoglobina. L’fMRI vuole rilevare la differenza tra le due. In assenza di

attività neurale (Resting State) c’è più ossiemoglobina, carica di Ossigeno, poiché il consumo di

esso è minimo; in caso di attività, al contrario, si ha più desossiemoglobina (poco ossigeno). La

fMRI utilizza non i pixel ma i voxel che sono più grandi dei pixel, quindi non abbiamo una perfetta

localizzazione ma un’approssimazione dei risultati. In caso di Resting State, il consumo di

ossigeno sarebbe casuale. Il metodo utilizzato è il metodo sottrattivo:

STATO DI ATTIVITA’ –

STATO DI RIPOSO

= SOLUZIONE

In caso di attività, l’ossiemoglobina rimane in quantità minori per pochissimo tempo dato che il

cervello attiva dei circuiti di emergenza e attiva la vasodilatazione, favorendo il flusso sanguigno e

quindi l’arrivo di ossigeno. Il picco si raggiunge circa 5 secondi dopo aver effettuato l’attività

richiesta. Dopo circa 20 secondi tutto il processo è finito. (FENOMENO BOLD)

Durante la risonanza il soggetto è coricato all’interno dello strumento con delle cuffie o oggetti per

proteggere gli occhi. Fuori dalla risonanza, si monitora il processo attraverso un computer (ad

esempio il movimento di un braccio). Ogni paradigma di attivazione (= insieme di stimoli che si

danno al soggetto) viene evidenziato attraverso un diverso colore per individuare la corrispondente

area cerebrale. I paradigmi cognitivi sono più difficili da evidenziare rispetto a task (= paradigma)

motori. Il cervello a riposo ha un andamento casuale (= rumore). Tale idea venne fortemente

criticata: Biswal aveva osservato un’area del cervello, l’area motoria primaria di sinistra,

affermando che se il segnale di quell’area a riposo è casuale, essa dovrà essere sempre uguale a

sé stessa e non simile ad altre aree; se non è casuale e quindi ha un pattern, ci saranno zone

simile. E scopre che in tutte le aree motorie il rumore è simile. Questo andava contro l’idea

dell’andamento casuale e successivamente questa teoria è stata confermata: in realtà il segnale a

riposo non è rumore ma ha una distribuzione spaziale che dice molto del nostro cervello e della

persona. Effettuando, però, la misurazione sulla stessa persona più e più volte, ogni volta sarà

diversa, dato che il cervello a riposo cambia sempre. Cambia per motivi anche banali, come il caffè

che modifica sia il pattern a riposo che durante un task. Scomponendo l’attività del cervello a

riposo nelle sue componenti fondamentali, ovvero le zone che hanno lo stesso andamento

temporale (stesso consumo di ossigeno), otterremmo circa 18 gruppi: le aree visive si

scomporranno insieme, quelle motorie insieme e così via. Otterremmo poi dei networks, ovvero

aree che lavorano insieme sia a riposo, sia durante un task. Ciò vuol dire che il cervello a risposo è

lo specchio del cervello in attività: studiandolo a riposo posso studiare il cervello per quanto

riguarda le sue strutture e, quindi, in seguito, posso studiare il cervello in attività. Alcuni network


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2

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1.43 MB

AUTORE

Gio_Sara

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gio_Sara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia fisiologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Cauda Franco.

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