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Risonanza magnetica

Appunti di radiodiagnostica: lezione frontale integrata con studio autonomo dal libro di testo di riferimento, dell’Harrison e con articoli di PUB MED.

Ottimo per: preparare l’esame; preparare il test di abilitazione; preparare il concorso nazionale di specializzazione.

Esame di Radiologia docente Prof. B. Beomonte Zobel

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RISONANZA MAGNETICA

Tecnica di studio tomografica che produce immagini con qualunque orientamento spaziale ed utilizza, per la formazione delle

immagini, campi magnetici ed onde radio.

Utilizza onde elettromagnetiche, significa che non ci sono radiazioni elettromagnetiche. Non ci sono Raggi X e radiazioni ionizzanti,

tali da determinare un impatto biologico e danni per le strutture e i tessuti biologici.

Otteniamo delle immagini in relazione al segnale che riceviamo a seguito del difasamento di protoni e non elettroni. I protoni sono

quelli più frequentemente presenti nel corpo umano. Abbiamo un campo magnetico, la produzione di onde radio, il defasamento di

spin di protoni che mandano un segnale letto da una bobina, che determina l'emissione di immagini grazie a matrici organizzate in

pixel.

In TC avevamo raggi X, l'impatto dei raggi sulla materia, lettura dell'impatto d parte di detettori e poi l'immagine. Era l'impatto che

seguiva il principio dell'effetto Compton che portava il movimento dell'elettrone nella risonanza. Ora abbiamo i protoni.

Ho l'atomo di idrogeno e il protone. Il protone sta in un campo magnetico che è praticamente il campo magnetico terrestre. Questo

campo magnetico è orientato. Ogni protone si orienta rispetto al campo in senso parallelo e in senso antiparallelo.

Nel momento in cui veniamo a mettere il corpo in un altro campo magnetico che è 15.000 volte superiore a quello terrestre, i protoni

si orientano seguendo un vettore parallelo o antiparallelo. Se andiamo ad applicare una forza nel vettore, questo subirà un defasamento.

Il corpo, composto da idrogeno e protoni, sta in un campo magnetico dove i protoni si orientano in verso antiparallelo e parallelo.

I protoni, gli spin, vengono defasati.

momento angolare, angolo di precessione

Questo movimento si chiama o : angolo che spazza il protone all'interno del campo

magnetico in cui è inserito rispetto ad una linea di riferimento.

Nel momento in cui do un impulso di radio frequenza, questo momento angolare non è più nei 45° ma subisce uno spostamento di

almeno 90° e si genera una sequenza di risonanza pesata in T1 o in T2:

• T1: tempo necessario a recuperare la magnetizzazione longitudinale.

• T2 tempo di mantenimento della magnetizzazione trasversale

Emetti onde radio in base alla sequenza che vuoi indurre. Posso andare a ottenere una indagine T1 nel momento in cui valuto il recupero

della magnetizzazione longitudinale. Il tempo che impiega a mantenere la magnetizzazione orizzontale valuto in T2. Lo faccio in base

a parametri intrinseci alla macchina.

In un campo magnetico B0, in cui sono immerso, i protoni si orientano in senso parallelo o antiparallelo, normalmente sono orientati

in senso parallelo. Se vado a imporre un altro campo magnetico, gli spin, oltre ad essere orientati secondo il campo subiscono un

movimento di defasamento. Nel momento in cui vado ad applicare un'onda radio, vado a provocare uno spostamento di 90°.

I tipi di sequenza che caratterizzano l'entità di radiofrequenza possono essere di vario tipo a seconda che questo impulso lo do a 90° o

180°.

Parametri che influenzano le immagini.

• Densità protonica

• Tempi di rilassamento T1 e T2

• Presenza di flusso

• Chemical shift.

Sequenze di impulsi.

• Inversione Recovery

• Gradient Echo

• Turbo Spin Echo e Fast Spin Echo

• Time of Flight Phase encoding

• Echo planar imaging

In relazione a quanto detto, otteniamo una intensità del segnale in base alla radiofrequenza e vengo ad ottenere una intensità di segnale

standard come i liquidi, che hanno T1 molto breve, ipointense. L'acqua ha un segnale diverso a seconda di dove è localizzata. Se la

devo valutare libera in addome, ho un elevato segnale T2 e un basso T1. Mentre le immagini sono influenzate solo dall'intensità

elettronica.

Codifica di immagine.

Dalla bobina di superficie ricevo tutta una serie di segnali che i protoni vanno ad emettere come punti luminosi, che sono raccolti in

una matrice, letta in scala numerica che dà immagini in scala di grigi. Tanto minore è il campo magnetico, tanto minore sarà la qualità

dell'immagine.

Tipi di apparecchiature.

Magneti:

1. Permanenti

2. Resistivi


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4 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Radiologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Radiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Beomonte Zobel Bruno.

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