Anatomia dei riflessi
I riflessi sono una risposta a una stimolazione, rapida (perché in genere coinvolgono pochi interneuroni, cioè neuroni posti tra il neurone sensitivo e il neurone motorio), involontaria (quindi non cosciente e vuol dire che non serve che arrivi alla corteccia) e stereotipata, ovvero si verificano ogni volta allo stesso modo. Non sono azioni spontanee ma sono risposte a un’informazione sensitiva.
I riflessi, infatti, sono involontari e si verificano senza una decisione, perciò difficilmente possono essere soppressi (esempio: lo starnuto è difficile da sopprimere e ci risulta impossibile non chiudere gli occhi durante appunto uno starnuto). Non si può avere un controllo su qualcosa che non è cosciente.
Classificazione dei riflessi
Riflessi somatici
I riflessi somatici impiegano un arco riflesso (ovvero la forma più semplice ed inizia a livello di un recettore e termina su un effettore periferico). Il tempo impiegato per la propagazione del segnale è circa 20 millisecondi (tempo della propagazione dell’impulso + ritardo sinaptico).
- Superficiali: riflessi che possono essere stimolati tramite cute o mucose (esempio: riflesso plantare)
- Tendinei profondi: patellare (nervo femorale)
- Viscerali: ad esempio quelli della vescica o del retto (nervo pudendo)
- Patologici: ad esempio il riflesso di Babinski, ovvero un riflesso plantare che è normale avere durante le prime fasi dello sviluppo e dopo i circuiti superiori di inibizione (che rappresentano un freno sul midollo spinale) si sviluppano e bloccano il riflesso di Babinski. Se si ha questo riflesso in un adulto, significherà che il sistema di blocco si è rotto e di conseguenza questo rappresenterà una patologia.
Riflesso di retrazione
Un altro tipo di riflesso è il riflesso di retrazione, ovvero quel riflesso istintivo che l’uomo ha, ad esempio, quando percepisce uno stimolo doloroso e di conseguenza si allontana subito da quello stimolo che gli ha provocato il dolore. Questo procedimento avviene in pochissimi millisecondi e prevede diverse fasi:
- Fase 1: arrivo dello stimolo doloroso e attivazione del recettore
- Fase 2: attivazione del neurone sensitivo (lo stimolo viaggia attraverso l’assone e viene poi processato a livello del soma, entra nel corno della sostanza grigia e trova un interneurone che darà un segnale al motoneurone)
- Fase 3: informazione elaborata dal SNC
- Fase 4: attivazione di un neurone motore
- Fase 5: risposta flessoria mediante un organo effettore
Gli interneuroni servono a coordinare la risposta con altre parti del corpo perché nel caso in cui una parte del corpo subisca uno stimolo doloroso, sarà necessario che gli interneuroni si occupino di coordinare tutte le altre parti del corpo per farci rimanere in equilibrio su noi stessi nel momento in cui, per reazione/per risposta, alziamo o spostiamo quell’arto sul quale abbiamo subito uno stimolo doloroso (esempio: puntina pestata con il piede, alziamo la gamba perché sentiamo dolore, gli interneuroni fanno sì che noi possiamo rimanere in equilibrio sull’altra gamba).
Specifica sul muscolo
Un muscolo è costituito da fibre di due tipi:
- Intrafusale: fibre legate a neuroni sensitivi e che danno la percezione del movimento che stiamo effettuando. Sono poste in parallelo rispetto alle fibre extrafusali, sono suddivise in sacconucleari (esse danno informazioni sulla velocità della contrazione) e a catena nucleare (esse danno informazioni sulla lunghezza del muscolo, cioè quanto è contratto il muscolo). Le fibre intrafusali unite, costituiscono il fuso del muscolo e ad esso sono legati dei neuroni sensitivi i quali percepiscono, come scritto prima, quanto il muscolo è contratto e a che velocità è avvenuta la contrazione.
- Extrafusale: fibre nel muscolo che concorrono alla forza che la persona esercita in un movimento. Quindi sono quelle fibre che ci fanno compiere i movimenti.
Riflesso da stiramento
Il riflesso da stiramento avviene quando un muscolo viene allungato ed esso di conseguenza fa resistenza. Il riflesso da stiramento è importante nella stabilizzazione delle articolazioni attraverso il bilanciamento della tensione di estensori e flessori. Ciò significa che nel corpo non ci sono solo muscoli motori, ma ci sono anche muscoli che controbilanciano questo sistema (muscoli agonisti rispetto al movimento che vogliamo compiere e muscoli antagonisti rispetto all’azione che vogliamo compiere). Il sistema di muscoli agonisti e antagonisti è necessario perché in questo modo si raggiunge una stabilità e un equilibrio ottimali durante i movimenti.
-
Diritto bancario - riflessi sistemici della crisi bancaria
-
Riflessi spinali
-
Riflessi spinali
-
Riflessi spinali