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Ricerca scientifica in educazione: questioni di metodo

Gli strumenti concettuali

Le questioni di metodo per la ricerca scientifica non sono solo le modalità e strumenti operativi (piani sperimentali, tecniche d’indagine, sistemi di raccolta/trattamento dati): la ricerca è un processo sistematico e ottimale per comprendere e risolvere un problema. È una serie di attività reali svolte in condizioni e con mezzi oggettivati. Ha inizio con un complesso di operazioni meramente intellettuali finalizzate all’invenzione di modelli rappresentativi della realtà, sempre più funzionali. Procedure mentali come circoscrivere problemi, supporre relazioni, ipotesi di schemi esplicativi. Esse si svolgono in funzione anche delle condizioni usate come punto di partenza e conoscenze del soggetto. È uno strumento per ipotizzare nuove costruzioni rappresentative della realtà. Il fine è il ragionamento scientifico (accrescere il sistema di conoscenze esistente).

Longeot: “modello psicogenetico dell’intelligenza e prospettiva differenziale” = studio che consiste in una trasposizione critica tra due concezioni teoriche, è esempio di utilizzazione inventiva di conoscenze preesistenti e produzione verificata di nuove conoscenze. L’analisi delle due concezioni nasce dall’intento di individuare in entrambe definizioni precise che servano per arrivare a definire uno schema di sviluppo cognitivo più adatto ai fatti di quello fornito dalla psicologia genetica. Il risultato non è un’oscillazione dubbiosa tra due prospettive diverse, ma una soluzione unitaria di criteri e conoscenze in cui le prospettive sono inglobate e integrate senza annullarsi: la complementarità tra due conoscenze è una terza e nuova conoscenza.

Il punto di vista clinico

Considerare la collocazione temporale della problematica clinica nel processo di ricerca. Solitamente vi è un uso marginale e limitato nel tempo: ottica clinica interpretata come mera tecnica operativa. Il punto di vista clinico per essere produttivo nella ricerca scientifica in educazione deve essere preso in considerazione al momento dell’impostazione dello studio (definizione del problema), ossia in apertura, quando si pongono gli interrogativi e le ipotesi.

Le variabili

I fatti considerati: termini a cui si attribuiscono valori differenti in un insieme denominato campo di fluttuazioni. Lo stato delle variabili corrisponde all’ipotesi di ricerca; uno stesso fatto può essere considerato variabile dipendente, controllata, o manipolata in base alla situazione della ricerca. Stretta relazione tra scelta variabili e formulazione ipotesi: la scelta delle variabili deriva dalla formulazione delle ipotesi e la traduce in entità per concretizzarla. Non esiste un metodo privilegiato per scegliere le variabili o stabilire il valore e il significato da attribuire ai fatti su cui incentrare un progetto di ricerca. È lo studioso che, nel definire il suo... (testo originale interrotto)

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/04 Pedagogia sperimentale

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