Metodi di ricerca
La psicologia è una disciplina scientifica e quindi utilizza il metodo scientifico.
Metodo scientifico
Oggetto di studio costituito dalle funzioni mentali e dal comportamento. Obbiettivo dell’applicazione della ricerca: formulare teoria in grado di spiegare il funzionamento sano e patologico dei processi psicologici.
Teoria: organizzazione dell’insieme delle ipotesi e dei fatti in un sistema coerente che promuova la spiegazione di fenomeni più ampi (aspetti che si verificano in natura). Una teoria ben strutturata ci permette di verificare dei fatti in funzione di determinate condizioni, può nascere d'un atto intuitivo da chi la propone ma una teoria scientifica deve essere tesa alla verifica dell’ipotesi incluse nella teoria stessa.
Possiamo definire una teoria come una matrice semantica che consente di attribuire un significato ai fenomeni osservati e di predire il significato. Un prerequisito importante delle teorie scientifiche teorizzato da Popper è la falsificabilità delle teorie, ovvero la teoria scientifica non può essere valida per sempre; al contrario, la teoria scientifica deve essere sottoponibile a critiche e messa in discussione dalle nuove conoscenze che vengono acquisite. La teoria scientifica non deve essere chiusa ma deve tenere in sé delle ipotesi di verificabilità; quindi, deve essere aperta a innovazioni e a cambiamenti e quindi falsificabile.
Metodo scientifico in psicologia
Obbiettivo: individuare relazioni non casuali tra eventi. Quindi, applicato alla psicologia, ricercare le cause dei fenomeni psicologici vuol dire verificare la sussistenza di nessi non causali con i fattori che sono supposti esserne alla base. L'applicazione del metodo scientifico in una ricerca prevede delle fasi:
- Definizione del problema, analisi dello stato dell’arte: Studiare le informazioni che sono presenti su quell'argomento negli articoli scientifici prodotti.
- Formulare delle ipotesi sperimentali: Ipotesi sulle relazioni non casuali tra eventi/fenomeni.
- Progettazione dell’esperimento.
- Eseguire l'esperimento: Raccolta e registrazione accurata dei dati.
- Analisi e interpretazione dei risultati: Verifica delle ipotesi in funzione dell'obiettivo della ricerca.
- Ricerca e comunicazione dei risultati alla comunità scientifica attraverso le pubblicazioni: I risultati delle ricerche devono essere resi visibili alla comunità scientifica.
Ipotesi: enunciato generale sulla sussistenza di una relazione non casuale tra variabili. Nella formazione dell'ipotesi si suppone che esista una relazione particolare tra due eventi, due variabili. Nel formulare delle ipotesi l'approccio alla ricerca è di tipo conservativo, ovvero la relazione tra variabili non è nota all'inizio della ricerca. Lo sperimentatore vuole scoprire qualcosa di nuovo, questa è l'ipotesi sperimentale della ricerca.
Ipotesi sperimentale o alternativa: Ai fini della verifica dell'ipotesi sperimentale è necessario mettere in atto un procedimento che porti all'esame dell'ipotesi definita nulla.
Ipotesi nulla: La relazione tra le variabili sarebbe di tipo casuale, è conservativa poiché occorre verificarne la veridicità.
Ipotesi sperimentale Y=F(X): Conoscendo X è possibile conoscere i valori di Y (l'evento X causa l'evento Y). Vi è una relazione chiara di causalità di tipo causa-effetto tra le due variabili X e Y. Significa che conoscendo i cambiamenti della variabile X posso conoscere i cambiamenti della variabile Y.
X = variabile indipendente, ovvero è la variabile che lo sperimentatore manipola direttamente.
Y = variabile dipendente, ovvero i valori di Y dipendono dai valori assunti dalla variabile manipolata dallo sperimentatore, cioè X. Le relazioni supposte tra fenomeni all'interno di una ricerca sperimentale, è sempre una relazione tra una variabile indipendente e una dipendente. Possiamo definire le variabili come delle grandezze, dei caratteri, delle qualità o dei fenomeni che sono soggette a modificazioni sia quantitative che qualitative.
Esempi di ricerca traslazionale
Consente di applicare delle conoscenze scientifiche all'intervento clinico con un gruppo di pazienti.
ES: lo studio aveva l’obiettivo di studiare la dipendenza dei processi di memoria prospettica da una particolare abilità esecutiva, denominata abilità di set-shifting. Questa abilità sembra consentire all’individuo l’utilizzo in modo flessibile di diverse operazioni cognitive.
Stato dell’arte: dati sulla relazione tra shifting e memoria prospettica nei soggetti sani ed in popolazione neurobiologiche.
Ipotesi sperimentale: variazioni delle capacità di shifting causano variazioni delle capacità di memoria prospettica.
Variabile indipendente: abilità di shifting.
Variabile dipendente: capacità di memoria prospettica.
Manipolazione della variabile indipendente
Modello neuropsicologico: esaminare una popolazione di pazienti in cui coesistono disturbi della funzione di shifting e di altre abilità cognitive.