Interpretazione di Weber rispetto a Marx
Weber interpreta la storia in maniera diversa da Marx. Le grandi questioni di cui Weber si è occupato sono tre: il problema del metodo delle scienze sociali e del rapporto tra sapere scientifico e giudizi di valore, il metodo delle scienze sociali e in particolare di sociologia (alternativa a Durkheim). La sociologia è per Weber comprendente. Il problema è della genesi e del destino della civiltà occidentale moderna, affrontata nel libro "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo". Alternativamente a Marx, Weber spiega il capitalismo occidentale moderno, e non tout court come per Marx. Il terzo problema è una divisione schematica dei concetti di sociologia di cui parla all'interno del libro "Economia e società".
Le grandi questioni di Weber
Le due grandi questioni sono quindi la definizione della sociologia e la tesi sulle origini del capitalismo occidentale moderno. Weber sistematizza la visione occidentale ottocentesca tramite teoria che tende a rispondere alla domanda "perché in Occidente si sono avuti questi sviluppi rispetto al resto del mondo?". Egli risponderà nel libro "Sociologia delle religioni", nel quale compara le etiche economiche delle varie zone del mondo e di come esse abbiano influenzato sull'economia mondiale. Al protestantesimo assegnerà un valore rilevante, tutte queste riflessioni convergeranno in "Etica protestante e lo spirito del capitalismo".
La visione sociologica di Weber
Per comprendere queste teorie, bisogna prima analizzare la visione di sociologia di Weber. Durkheim predilige i fatti sociali, che vanno studiate come cose e modi di pensare e di agire esterni all'individuo che si impongono su di esso, e sono risultato delle relazioni sociali che nel tempo si sono strutturati in modi di pensare e di agire che incidono sul comportamento. Per Weber, l'idea di sociologia è diversa, e va a indagare sull'agire sociale sotto condizionamenti diversi, con uno studio che ha due obiettivi:
- La sociologia è quella scienza la quale si propone di intendere in virtù di un procedimento interpretativo l'agire sociale, e quindi dopo spiegarlo causalmente nel suo corso e nei suoi aspetti.
- Deriva dalla parola "verstehen" che significa comprendere, da qui sociologia comprendente.
La sociologia quindi deve comprendere l'agire sociale, e comprenderne il senso che l'attore sociale dà al proprio agire. L'interpretazione segue il primo obiettivo di comprendere il senso dell'agire, il secondo obiettivo è quindi di spiegare la causa dell'agire dell'individuo e indagare le ragioni soggettive che l'individuo soggettivo ha attribuito all'agire. La sociologia si occupa quindi di quello che è l'agire sociale. L'agire è riferito all'atteggiamento di altri individui, che sono in relazione tra loro.
Il contesto storico e il metodo di Weber
Gli anni in questione sono di fine '700. In Germania predilige una lotta sul metodo del proprio statuto epistemologico e le scienze sociali si trovarono tra due culture (segnate da Snow) di tipo umanistica e scientifica. Durkheim tende più a una formalizzazione e vigore di strumenti che regolano gli strumenti della natura, mentre Weber apre la strada della dimensione specifica dei fenomeni storici sociali, ossia il fatto che questi fenomeni siano il prodotto dell'agire sociale soggettivo e che quindi non si lascia tradurre in leggi sistematiche e quantificate della scienza naturale. Egli si occupa della soggettività dei fenomeni sociali, ci si sposta dal scienzas umanitis al solo umanitis, e tuttavia in questo dibattito rappresentato anche da approccio ideografico e nomotetico, Weber trova un compromesso tra aspetto soggettivo e l'obiettivo di formulare generalizzazioni sostenibili (non assolute).
Se tutte le scienze storico-sociali devono tener conto delle dimensioni soggettive proprie, Weber propone una visione dei compiti tra le discipline. Tutte le scienze storico-sociali sono comprendenti, ma la storia deve spiegare il passato con metodo ideografico e la sociologia può formulare generalizzazioni entro certi limiti. In virtù di processo interpretativo possiamo capire il senso dell'agire sociale e non generalizzarlo, ma per Weber non è questo compito della sociologia. Per sostenere una generalizzazione di fronte a una varietà di agire, bisogna avere come strumento un idealtipo o tipo ideale.
Esso è una forma particolare del soggetto costruito in maniera particolare, lo costruisce l'interpretatore a partire dai diversi agire sociali, in base alle proprie preferenze teoriche, di ricerca e alle proprie indagini. Egli individua caratteristiche/categorie, le astrae e ne fa un concetto/idealtipo, attraverso il quale si può indagare ogni tipo di agire sociale. Ci si chiede in quale misura un agire può essere interpretato tramite categoria astratta, a partire dall'osservazione di uno o più casi.
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