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L'Inquisizione spagnola

Capitolo primo: la storiografia sull'inquisizione

L'inquisizione fu una delle più potenti istituzioni utilizzate dalla Chiesa cattolica romana per eliminare l'eresia. L'inquisizione spagnola – istituita nel regno di Castiglia sotto la regina Isabella I nel 1478, e soppressa 356 anni dopo, nel 1834, da Isabella II – è quella che più di ogni altra ha lasciato un segno indelebile nella storia della civiltà occidentale.

  • Fu sottoposta alla Corona, più che al papa.

Ben presto l'Inquisizione spagnola divenne tristemente famosa in quanto crudele e repressivo strumento di intolleranza razziale e religiosa → nacque così la “Leggenda Nera”: un mito negativo che presentava la Spagna come una nazione di fanatici bigotti.

Julián Juderías → primo a usare il sintagma “Leggenda Nera”. La feroce reputazione del tribunale iberico si diffuse tramite la stampa straniera. La conquista spagnola dell'America contribuì alla diffusione della leggenda → trattamento brutale dei conquistadores nei confronti degli indios.

Bartolomé de Las Casas descrisse con grande passione le atrocità commesse dagli spagnoli contro gli indiani. Il protestante inglese John Foxe, tra i più accesi critici dell'Inquisizione, ingigantì l'aspetto repressivo del Sant'Uffizio per diffondere il sentimento anticattolico.

Nella valutazione complessiva, il giudizio storico si è tendenzialmente diviso in due campi nettamente contrapposti:

  • Per gli studiosi di matrice liberale: Inquisizione = coagulo di tutto ciò che era “male” del regime autocratico spagnolo.
  • Per gli studiosi di matrice conservatrice: Inquisizione = tutto il bene di quel regime.
  • A partire da metà anni '70 una nuova scuola di storici: Inquisizione = non uno strumento di repressione così solido, così potente; tortura e pena di morte applicate raramente (per lo più nei primi vent'anni di vita del tribunale).

La banca dati dell'inquisizione

Gustav Henningsen e Jaime Contreras → indagine quantitativa sulle 50.000 relaciones de causas dei 21 tribunali di distretto dell'Inquisizione spagnola (dal 1540 al 1700) →

  • In primo luogo si evince che l'Inquisizione non fu affatto lo strumento di controllo ideologico sanguinario e repressivo che si pensa e che tortura e pena di morte furono applicate raramente.
  • In secondo luogo che la persecuzione delle “eresie maggiori” (conversos → ebrei convertiti al cristianesimo; moriscos; alumbrados; luterani) raggiunse circa il 40% dell'attività giudiziaria complessiva.
  • In terzo luogo che dal 1540 si occupò principalmente delle “eresie minori” (esclamazioni contro la fede, blasfemia, comportamento sessuale “contro natura”, pratiche superstiziose e opposizione al Sant'Uffizio).

I quattro periodi dell'inquisizione

Dedieu ha suggerito di dividere l'attività dell'Inquisizione in quattro distinte “stagioni” a seconda del periodo e del contesto in cui operò:

1° periodo 1480 – 1525

  • Primi trent'anni di vita: periodo di massima repressione: l'Inquisizione agì in modo arbitrario, accettando falsi testimoni, ricorrendo spesso alla confisca dei beni e facendo uso indiscriminato della tortura.
  • Cause di una simile intolleranza: paura che gli ebrei convertiti (conversos) avrebbero potuto contaminare i loro vicini cristiani con la continua pratica di riti ebraici.
  • Principali centri dell'Inquisizione: Toledo, Siviglia, Valencia, Barcellona.
  • Strategia: gli inquisitori cercavano di smascherare cellule ebraiche all'interno delle famiglie spezzando la coesione interna delle comunità dei conversos. I giudici incontravano i funzionari del posto → sermone della fede → confessione spontanea.

2° periodo 1525 – 1630

  • Periodo di relativa stabilità.
  • Profonde modifiche:
    • a) per rispondere all'emergere delle Chiese protestanti → fu ampliato l'ambito delle indagini;
    • b) la stessa Chiesa Cattolica fu impegnata in un processo interno di riforma sollecitato dal Concilio di Trento → gli inquisitori si impegnarono per far sì che gli obiettivi tridentini fossero messi in pratica e gli abusi corretti.
  • Nella 2° metà del XVI secolo:
    • a) estirpazione “eresie minori”, quali i vecchi cristiani accusati di blasfemia, bigamia o sodomia, ignoranza delle dottrine, superstizione;
    • b) persecuzione dei moriscos (sotto Filippo II) in quanto si erano convertiti formalmente al cristianesimo ma avevano mantenuto la propria lingua e le proprie usanze → le persecuzioni + la crisi dell'industria serica in cui erano impiegati portarono alla rivolta dei moriscos che fu duramente repressa.

3° periodo 1630 – 1725

  • Vittime privilegiate: eresie minori ma soprattutto nuovamente gli ebrei.
  • A seguito di un breve papale, molti nuovi cristiani portoghesi affluirono alla corte spagnola per sottomettersi alla Corona e prestare aiuto finanziario → ciò garantiva una sospensione temporanea dalle persecuzioni e il ritorno in Spagna dall'esilio.
  • Ma quando il Portogallo riconquistò la propria indipendenza dalla Spagna (1640), l'Inquisizione reagì rilanciando il proprio attacco alla minoranza dei nuovi cristiani portoghesi rimasti in Spagna → a fine '600 la prima generazione di nuovi cristiani portoghesi era stata annientata.

4° periodo 1725 – 1834

  • Nella sua fase finale, sotto il controllo dei Gesuiti, l'Inquisizione si ritrovò in conflitto con l'illuminismo francese.
  • Carlo III espulse i Gesuiti dalla Spagna e emanò un editto che raccomandava agli inquisitori di occuparsi delle questioni di fede, mentre la Corona avrebbe assunto il controllo della censura libraria.
  • Alla fine del XVIII secolo davanti al tribunale di Toledo furono discussi solo 3,4 casi l'anno e il 90% dei processi riguardava ormai reati legati alla morale più che all'eresia.
  • Le invasioni napoleoniche (del 1808) accelerarono la scomparsa dell'Inquisizione.
  • Il 15 luglio del 1834, il Sant'Uffizio venne formalmente abolito da un decreto reale.

Capitolo secondo: l'inquisizione come istituzione

L'inquisizione spagnola come organizzazione amministrativa fu un'istituzione autonoma dotata di un vertice (l'Inquisitore Generale), di ministri (il Consiglio dell'Inquisizione), di uffici giudiziari (i tribunali di distretto), di prigioni, di ispettori e di agenti locali.

A) L'Inquisitore Generale

All'apice della struttura di potere dell'Inquisizione → l'Inquisitore Generale.

  • Sebbene nominato dalla corona spagnola, l'Inquisitore Generale riceveva l'incarico mediante un breve pontificio, dal momento che dal papa derivava l'autorità ecclesiastica dell'Inquisitore.
  • Generalmente erano di alte origini nobiliari, avevano studiato in una delle principali università e avevano già ricoperto importanti cariche a livello ecclesiastico e/o inquisitoriale.
  • Complessivamente furono nominati 45 Inquisitori Generali.

Fernando de Valdés = uno degli Inquisitori Generali più spietati dell'intera storia dell'istituzione. Aveva fatto carriera sotto Carlo V fino a diventare Arcivescovo di Siviglia e poi Inquisitore Generale. Di fronte alla possibilità di essere rimosso (in conseguenza del rifiuto di sostenere finanziariamente la guerra contro l'eresia), riuscì a “orchestrare” la scoperta di cellule protestanti a Siviglia e a Valladolid e architettò l'arresto e la carcerazione dell'arcivescovo di Toledo, suo nemico personale, con l'accusa di eresia ma si spinse troppo oltre → fu costretto a ritirarsi.

Fu sostituito da Diego De Espinosa, sacerdote esperto di diritto, che in breve tempo divenne presidente del Consiglio di Castiglia e poi Inquisitore Generale, agendo di fatto come alter ego del re.

Spesso poi, gli Inquisitori Generali si ritrovarono vulnerabili al momento del passaggio di corona e dovettero lasciare l'incarico magari per aver anteposto i loro interessi personali e le loro ambizioni all'ufficio o per aver esposto false accuse.

L'ultimo Inquisitore Generale costretto a lasciare l'ufficio fu Baltasar (de Mendoza y) Sandoval che, alleandosi con la regina, accusò il confessore domenicano del re di aver preso parte a un maleficio ordito ai suoi danni (del re). Ma quando fu rivelata l'infondatezza delle accuse, egli fu costretto ad abbandonare il Sant'Uffizio.

B) Il Consiglio dell'Inquisizione

Presieduto dall'Inquisitore Generale, il Consiglio dell'Inquisizione, abbreviato in Suprema, fu istituito per coordinare le attività del tribunale sia in Castiglia che in Aragona.

  • I suoi membri variavano da 5 a 6.
  • Sebbene fosse stato messo in piedi dai domenicani, dopo le riforme introdotte dall'Inquisitore Generale Valdés, il consigliere tipo dell'Inquisizione era: nativo della Castiglia, di origine vecchio cristiana, membro della media nobiltà, laureato in legge, con alle spalle un'esperienza di giudice di uno dei più prestigiosi tribunali locali.
  • Con l'Inquisitore Generale Aliaga il nepotismo divenne un mezzo consueto per accedere al Consiglio. All'interno del Sant'Uffizio intanto emerse una lotta di potere per ampliare le singole autorità a scapito dell'Inquisitore Generale.
  • Numerosi i compiti: oltre a giudicare tutti i casi, doveva elaborare circolari in base alle quali i tribunali di distretto dovevano agire.
  • L'autonomia locale (dei tribunali di distretto) fu gradualmente erosa, prima con l'obbligo di rapporti annuali da sottoporre a Madrid, poi con la necessità dell'approvazione della Suprema per tutte le sentenze di morte.

C) I tribunali di distretto (l'inquisizione nelle province)

Composti da 2 o 3 inquisitori, nominati in base ai loro studi e precedenti impieghi. Nel complesso furono di provenienza castigliana e giuristi più che teologi. Coadiuvati da 3 o 4 notai, da un assessore, da un ufficiale di polizia e da un magistrato accusatore (fiscal), inoltre da agenti locali (non retribuiti ma con immunità giudiziaria ed esenzione da alcune tasse) e commissari distrettuali (raccoglievano informazioni, prove, interrogavano...)

Il tribunale di Toledo fu uno dei più prestigiosi della Castiglia: 14 inquisitori di Toledo divennero membri della Suprema, 2 Inquisitori Generali.

Le visitas de distrito, ad opera degli inquisitori locali, erano regolari ispezioni nei vari distretti in cerca di malfattori ma dal 1580 il numero delle denunce raccolte si ridusse drasticamente, e dopo il 1620 gli inquisitori di Castiglia e di Aragona chiesero l'esenzione dalle visitas. I tribunali locali si fecero così sempre più sedentari, intenti a occuparsi più di problemi burocratici.

Le procedure dell'inquisizione

L'inquisizione spagnola funzionò in base a regole ben definite, modificatesi nel corso del tempo. L'Inquisitore Generale Valdés → revisione delle precedenti linee-guida → descrisse in dettaglio le varie procedure da seguire nel corso di una causa.

  • Una volta giunti in distretto gli inquisitori stabilivano la domenica in cui, subito dopo la messa, avrebbero dato lettura di un “editto di fede”. A fine sermone giuramento di fedeltà alla Santa Inquisizione. L'inquisitore locale leggeva a voce alta l'editto, con un lungo elenco di eresie contro la fede cattolica. Seguiva un invito a tutti i presenti a riconoscere i propri peccati e a denunciare amici e vicini colpevoli. A chi confessava in un certo limite di tempo era concesso il “tempo di grazia”.
  • Una volta stabilito se il reato rientrava in una definita categoria di eresia, se c'erano prove sufficienti, il magistrato accusatore (fiscal) poteva ordinare l'arresto del sospetto. Dopo l'arresto l'accusato veniva tenuto in isolamento nelle prigioni dell'Inquisizione in attesa del processo (condizioni molto migliori rispetto ad altri luoghi di reclusione → per farsi trasferire da una prigione secolare a una dell'Inquisizione alcuni prigionieri adottarono varie strategie tra cui pronunciare bestemmie o fingersi protestanti). La causa contro l'imputato iniziava con 3 interrogatori → se la confessione non arrivava, il fiscal pronunciava l'accusa formale a cui l'accusato doveva rispondere punto per punto sotto giuramento di verità → dopo l'interrogatorio l'accusato si poteva avvalere di un avvocato il cui compito era assicurarsi che il cliente si attenesse a tutte le richieste del tribunale.
  • Si entrava quindi nel vivo del processo → venivano chiamati i testimoni → l'accusato poteva chiamare testi in favore della sua fama di buon cristiano, neutralizzare quelli ostili o appellarsi a “circostanze attenuanti” per chiarire il suo comportamento. La tortura fu uno dei mezzi dell'Inquisizione spagnola per estorcere la confessione dell'accusato. Le 3 principali forme di tortura: il cavalletto, la carrucola, la toca.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alex1395 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Fosi Irene.
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