L'espansione europea nel XVII secolo
Demografia e agricoltura
Il concetto di sistema economico, che in prima approssimazione può essere definito come l'organizzazione economica complessiva esistente in una determinata area geografica, meglio chiarisce la differenza tra analisi statica e dinamica. Il XVII secolo fu caratterizzato da un ristagno demografico (declino) e di regresso mentre sotto il profilo agricolo il 600 non rappresentò periodo di grandi progressi.
Le conseguenze economiche del ristagno demografico sono diversificate nelle varie regioni: in generale, si verifica un calo del numero complessivo degli uomini (forza lavoro) e ciò determina anche un calo della domanda ma un contemporaneo aumento dei salari. La peste nel Milanese si diffuse nel 1630.
Durante il XVII secolo, nell'Europa centrale e nell'Italia centrale e settentrionale, si aggiunse un ulteriore fattore negativo la guerra. Oltre a ristagno demografico, carestie di fine 500 ed epidemie. Le conseguenze economiche dell'andamento demografico furono il calo della domanda e calo dei prezzi. Le regioni più colpite dalle crisi demografiche furono Germania e Italia. In Italia soprattutto nella parte settentrionale, meno colpiti i ceti economicamente più debili quali braccianti e salariati.
Il XVII secolo in campo agricolo fu caratterizzato da irrilevanti innovazioni tecnologiche, espansione viticoltura, ruolo del patrimonio zootecnico e il mais. Uno dei seguenti settori rappresentò un importante complemento per i redditi dei contadini: la viticoltura.
Il calo dei prezzi nel XVII secolo mise in difficoltà i piccoli proprietari, affittuari e mezzadri. In alcuni dei seguenti paesi furono ripristinate alcune situazioni tipiche del regime feudale (rifeudalizzazione): Europa a est dell'Elba, Mezzogiorno italiano.
Città, manifatture, commerci, mercantilismo e formazione dello stato moderno
Durante il XVII secolo si affermò la figura del mercante imprenditore e la leadership dei mercati internazionali fu conquistata dall'Inghilterra e Olanda. Fu il secolo in cui iniziarono a formarsi gli stati nazione e trionfò il mercantilismo.
Durante il XVII secolo qualche progresso tecnologico venne effettuato in alcuni settori: chimica e tintoria. Le attività di trasformazione avvenivano generalmente nelle città all'interno delle botteghe artigiane e nelle campagne all'interno delle abitazioni.
Le corporazioni erano le prime organizzazioni di lavoro che difendevano gli interessi dei membri, contrattavano con il potere politico, trasmettevano il sapere tecnico. Le corporazioni nell'Italia padana si occupavano di produzioni rivolte al mercato internazionale, in Inghilterra e Paesi Bassi erano inutili ormai e in Francia vennero sottoposte all'intervento delle autorità pubbliche.
In alcuni dei seguenti paesi le corporazioni erano ormai inutili: Paesi Bassi e Inghilterra. La produzione manifatturiera in Olanda, Inghilterra e in parte in Francia si svilupparono a scapito di Italia e Spagna. Ci fu l'avvento di una nuova gerarchia delle economie urbane testimoniata dallo sviluppo demografico.
Il putting-out system riguardava esclusivamente il settore tessile (lavoro a domicilio). La novità del XVII secolo nei commerci con le colonie americane erano la vertiginosa crescita delle rotte contrarie (dall'Europa verso l'America). Le compagnie furono istituite per sostenere gli enormi sforzi economici e i lunghi immobilizzi di capitale dei traffici oceanici.
La leadership nei commerci venne conquistata da Inghilterra e Paesi Bassi. I grandi Stati nazionali nacquero per far fronte all'incremento delle spese. Il mercantilismo fu una politica economica fortemente voluta dalle borghesie urbane e rurali, dalle aristocrazie terriere, dagli ambienti finanziari. Questa crescita portò alla necessità di nuove entrate.
L'Olanda nel XVII secolo
Il 600 fu il secolo d'oro per l'Olanda che raggiunse il primato nel commercio internazionale. Ad alimentare lo sviluppo furono risorse naturali, un'imponente flotta, l'apporto delle compagnie (compagnia olandese delle Indie Orientali e della borsa di Amsterdam) e la forma di governo. Oltre al commercio si sviluppò l'agricoltura e la manifattura tessile.
Ci fu l'emancipazione dal controllo spagnolo attraverso il conflitto. Cantieristica all'avanguardia, elevate competenze finanziarie e commerciali che portarono al controllo del commercio internazionale con Amsterdam al centro dello sviluppo. Nel 1581 vi fu la divisione dei Paesi Bassi: la regione meridionale rimase sotto il controllo spagnolo mentre le province settentrionali (Province Unite) dichiararono la loro indipendenza.
Durante il XVII secolo le più importanti città olandesi dal punto di vista finanziario e commerciale furono Anversa e Amsterdam. Le principali città manifatturiere in Olanda furono Leida e Rotterdam. Un ruolo fondamentale nello sviluppo economico olandese fu rivestito dalle seguenti risorse naturali: torba e vento.
La V.O.C. (Compagnia Olandese delle Indie Orientali) fu fondata nel 1602. A partire dal primo '600 è la Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC) grazie alla quale la politica estera e il commercio internazionale viene dotato di più denaro e navi. Gli olandesi inaugurarono un nuovo modello di colonialismo che consisteva nello scambio di manufatti europei con materie prime orientali.
La novità portata dalla Compagnia delle Indie Orientali (V.O.C.) rispetto alle compagnie preesistenti era rappresentata dalle azioni della V.O.C. che impegnavano gli investimenti sul complesso delle attività della Compagnia e non più solo sulla singola operazione. La VOC massimizzava i profitti limitando i costi di gestione con operazioni attraverso basi commerciali nelle colonie.
La Compagnia delle Indie Occidentali fu istituita nel 1621. Uno dei motori dello sviluppo olandese fu la Borsa di Amsterdam. La quantità di moneta circolante nella Borsa di Amsterdam era sempre abbondante di conseguenza i tassi di interesse rimasero costantemente più bassi che altrove. Oltre a questo c’era un elevato livello di fiducia e alta trasparenza oltre un ruolo attivo della banca centrale (banca di Amsterdam).
Sul piano commerciale e finanziario, l’Olanda deteneva il monopolio del commercio (soprattutto di grano e legname) del Mar Baltico, che le assicurava abbondante liquidità (cioè denaro). Inoltre, dopo il declino di Anversa, Amsterdam era diventato il porto commerciale e il centro finanziario ove confluivano le ricchezze dell’Europa e delle colonie americane della Spagna.
Sul piano produttivo, la qualità delle loro manifatture tessili era tale da invadere i mercati di tutti i paesi vicini: infatti l’insieme delle misure protezionistiche adottate nel ‘600 dagli altri stati europei (il cosiddetto mercantilismo) può essere interpretato come una risposta difensiva al primato produttivo e commerciale olandese.
Sul piano militare, all’inizio del ‘600 gli olandesi erano all’avanguardia: ricordiamo i nuovi sistemi di addestramento introdotti da Maurizio d’Orange; e sui mari, essi avevano la flotta commerciale e militare più potente d’Europa; sul piano politico-sociale, questa piccola repubblica si era sbarazzata delle fastose e dispendiose corti rinascimentali.
La Francia nel XVII secolo
La Francia durante il XVII secolo fu la patria del mercantilismo, conobbe lo sviluppo del settore manifatturiero tessile e creò un impero coloniale. Il dirigismo colbertista fu limitato dal punto di vista economico ma dotò la nazione di un sistema burocratico ed istituzionale in grado di sostenere una futura evoluzione capitalistica nell’economia francese.
La Francia dell’età moderna si contraddistingueva per scarso inurbamento e bassa densità demografica. Nella seconda metà del Seicento in Francia si verificò il decollo di uno dei seguenti settori manifatturieri: tessile. La creazione dell’Impero coloniale francese avvenne in Canada, Antille e Africa. Tra gli obiettivi da perseguire durante il mercantilismo vi era la bilancia dei pagamenti in attivo.
Ci fu un rilancio delle compagnie commerciali. Un ruolo attivo dello stato, promotore delle manifatture reali, delle compagnie coloniali e di una politica doganale protezionistica. La Compagnia Francese delle Indie Orientali fu fondata nel 1604. Il mercantilismo si curò poco dell’agricoltura, causa la prevalenza del modello feudale e pressione fiscale. J. B. Colbert fu ministro delle finanze durante il Regno di Luigi XIV.
Indicare quali sono i principali provvedimenti presi dal ministro Colbert in campo economico: il consolidamento della burocrazia, la semplificazione della riscossione delle imposte, l'allargamento della base dell'imposizione fiscale. Oltre a questo ci fu un risanamento delle finanze statali attraverso una riduzione degli interessi sul debito pubblico, persecuzione agli speculatori, riorganizzazione dell’apparato burocratico preposto all’esazione/riscossione delle tasse. Ci furono incentivi, privilegi e premi ai settori manifatturieri con la creazione delle manifatture reali e un impulso alla colonizzazione.
L’“enquête” voluta da J. B. Colbert fu un’indagine di conoscenza sulle condizioni della Francia (sistema fiscale, trasporti, …). I limiti del colbertismo furono un sistema fiscale troppo oneroso e un eccessivo protezionismo ed una limitazione della libertà individuale in campo economico. Mentre i benefici furono lo sviluppo dell’industria manifatturiera e la partecipazione della Francia al commercio internazionale.
L'Inghilterra nel XVII secolo
La crescita inglese del XVII secolo non fu come quella olandese ma creò le precondizioni per l’esplosione che avvenne nel secolo successivo. Durante il XVII secolo l’Inghilterra si trasformò da paese esportatore di materia prima greggia (lana) a paese esportatore di prodotti finiti (tessuti di lana). Nel commercio internazionale si imposero le new draperies, la marina mercantile registrò una notevole crescita (pur rimanendo dietro all’Olanda), tra i settori trainanti vi fu l’industria siderurgica e le materie prime più sfruttate furono il ferro e il carbon fossile.
Le new draperies erano merci poco pregiate. Agli inizi del Seicento in Inghilterra tra i principali settori trainanti va annoverata l’industria siderurgica. Il settore più importante per l’economia inglese fu il commercio internazionale. Londra divenne centro direzionale del commercio internazionale e si specializzò nel commercio di riesportazione. Ci furono degli aggiornamenti dei servizi e tecniche in campo creditizio. Sviluppi della borsa di Londra e primi progressi tecnologici del settore agricolo.
La Compagnia Inglese delle Indie Orientali (East India Company) fu fondata nel 1602. Nell’oceano Atlantico la marina inglese ottenne il primato nei due commerci più lucrosi: zucchero e schiavi. Ci fu un processo di concentrazione fondiaria: le classi più abbiente percorsero tre strade per estendere i possedimenti:
- Trasformazione dei contratti colonici a lungo termine e trasmissibili ereditariamente in contratti di locazione a breve e non trasmissibili
- Acquisto di lotti di terra dai piccoli proprietari colpiti dal crollo dei prezzi agricoli
- Accaparramento delle terre comuni (openfields) con quindi la riduzione di queste terre
Le enclosures (recinzioni delle terre comuni) portarono ad un aumento della produttività agricola e vennero esplicitamente approvate in parlamento. (Con il termine enclosures ci si riferisce alla recinzione dei terreni comuni a favore dei proprietari terrieri della borghesia mercantile).
Nel 1631 fu fondata la prima colonia inglese in uno dei seguenti paesi africani: Gambia. Il sistema degli openfields portò a una riduzione delle terre effettivamente di uso comune. Le enclosures vennero esplicitamente approvate in Parlamento a partire dal 1662 (terre comuni).
Gli atti di navigazione mirarono a garantire il commercio nei porti della madrepatria e delle colonie solo alle navi inglesi e furono: Cromwell Act (1651) | Staple Act (1663). Gli atti di navigazione rappresentano una forma di coercizione commerciale nei confronti delle colonie, garantirono l’espansione del mercato interno inglese che poteva contare su prezzi di prodotti come seta, tè, zucchero, spezie a prezzi inferiori a quelli fuori dall’Inghilterra.
Indicare quando venne stipulato il Cromwell Act: 1651. Il Cromwell Act sancì il divieto di sbarcare merci alle navi non britanniche. Indicare quando venne stipulato lo Staple Act: 1663. La riduzione delle prerogative reali a vantaggio del parlamento creò una forte aderenza degli interessi nazionali a quelle delle classi in ascesa. Nobili e borghesi furono i protagonisti delle attività economiche e politiche del paese. Si creò un vasto gruppo di capitalisti che traeva la propria ricchezza dall’espansione del commercio.
Tra espansione e sviluppo economico nell'Europa del XVIII secolo
Gli estremi cronologici della guerra di indipendenza americana sono: 1775-1783. Secondo alcuni studiosi l’espressione “rivoluzione industriale” deve essere usata solamente per l’esperienza inglese. La storia economica del XVIII è stata offuscata per molto tempo dalla ricerca sulle origini delle rivoluzioni industriali che nel secolo successivo hanno trasformato prima l’Europa e poi il mondo. Tale secolo è identificato con: l’illuminismo, guerra americana di indipendenza, rivoluzione francese e la crisi delle monarchie europee dell’Ancien regime.
Negli ultimi decenni c’è stata una revisione della teoria di un unico modello di sviluppo economico (Rostow) a favore della molteplicità dei modelli di sviluppo. Una delle seguenti opere fu stata scritta da W.W. Rostow: Stages of Economic Growth:
- Industrializzazione momento definitivo di trasformazione economica dal pre-moderno al moderno decollo “take off” verso una crescita economica autosostenuta.
- Precondizioni del decollo rivoluzione agricola, rivoluzione demografica, rivoluzione dei trasporti, rivoluzione del credito, rivoluzione commerciale.
- Esistenza di un unico modello di modernizzazione per le economie occidentali, introdotto per la prima volta dalla Gran Bretagna alla fine del XVIII secolo e poi imitato, in una forma o l’altra, da tutti i paesi che riuscirono a industrializzarsi nel corso del XIX secolo.
Uno dei seguenti è l’appellativo assegnato da Rostow al momento definitivo di trasformazione economica dal pre-moderno al moderno: decollo. Limiti della teoria di Rostow:
- I modelli dello sviluppo industriale moderno in ogni Paese sono stati molto differenti (A. Gerschenkron).
- Errato parlare di crescita economica in termini di “economie nazionali” prodotto dello sviluppo economico moderno e non punto di partenza.
- L’industrializzazione non viene più vista come il culmine di tutte le precedenti forme di crescita economica ma come qualcosa che era più confacente alle particolari contingenze della crescita economica dell’Inghilterra.
- Il divario cronologico tra l’Inghilterra e i suoi concorrenti europei è sinonimo di differenti modelli di crescita piuttosto che segno della loro arretratezza sociale o economica.
Durante il XVIII secolo vi fu il collasso definitivo del mondo dell’Ancien Régime. La storia economica del XVIII secolo fu contraddistinta da una nuova fase di espansione coloniale del colonialismo europeo nel sub-continente indiano.
Durante il XVIII secolo si sviluppò un forte flusso di europei alla scoperta dell’Europa soprannominato Grand Tour. Nascono nuovi saperi di espansione dell’economia: economia politica, statistica. I polders si trovavano in Olanda. La maggioranza degli europei era impiegata nell’agricoltura, la dinamica dei prezzi agricoli incentivò i processi di trasformazione.
Ci fu il problema nelle economie agrarie regionali a riguardo delle vie di comunicazione. Ci fu una campagna per la liberalizzazione del commercio interno e per l’abolizione dei vincoli imposti all’agricoltura dai privilegi feudali. (Tutto sempre in Europa agraria). In alcune delle seguenti parti d’Europa il feudalesimo sopravviveva sotto forma di monopoli e tasse: Europa occidentale e meridionale.
Rivoluzione demografica e crescita del commercio nel XVIII secolo
Durante il XVIII secolo ci fu una crescita demografica di cui cause non sono note. Il commercio locale e interregionale si sviluppò notevolmente rispetto al commercio extraeuropeo. E si abbassò l’età maritale come possibile causa. Inoltre ci fu meno mortalità infantile. Il XVIII secolo fu caratterizzato da una crescita demografica.
Durante il XVIII secolo influì positivamente sulla crescita demografica la scomparsa delle grandi epidemie. Durante il XVIII vi furono grandi scoperte nella medicina. Vi fu una grande espansione del commercio locale e interregionale, un crescente numero di europei viveva in città. Molti governatori tentarono di promuovere il commercio interno migliorando le comunicazioni (Francia/Inghilterra), la maggior parte delle regioni europee soffriva di scarse comunicazioni e isolamenti dai mercati locali.
Negli Stati Germanici solo due città avevano una popolazione al di sopra dei 100.000 abitanti: Berlino e Amburgo. Nella penisola italiana due erano le città con maggiore densità demografica: Milano e Napoli. Nel XVIII secolo la maggior parte del commercio europeo avveniva all’interno dei confini europei: le colonie fornivano le materie prime.
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