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Riassunto rapporti di lavoro co.co.co. ed altri tipi di rapporto di lavoro speciali

Riassunto per l'esame di diritto del lavoro. Testo di riferimento : Il rapporto di lavoro subordinato- Carinci.
L'appunto é il frutto di uno studio autonomo ed approfondito del testo, integrato con gli appunti presi a lezione.
L'appunto affronta in modo chiaro:
- i rapporti di collaborazione ( con disciplina aggiornata al D. Lgs 81/2015 );
- i rapporti a carattere associativo;
-... Vedi di più

Esame di Diritto del lavoro docente Prof. R. Altavilla

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RAPPORTI DI COLLABORAZIONE COORDINATA E

CONTINUATIVA (co.co.co )

Si è in presenza di LAVORO AUTONOMO, o di contratto d’opera, ogni qual

volta un soggetto si obbliga, verso corrispettivo, ad eseguire un’opera o un

servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di

subordinazione nei confronti del committente.

La disciplina applicabile in questo caso è quella codicistica. Va considerato, però, che

nel corso degli ultimi anni numerosi sono stati gli interventi di riforma finalizzati a

disciplinare alcune tipologie di rapporto di lavoro autonomo. Questi diversi interventi di

riforma erano giustificati da due scopi:

1. Contrastare l’uso improprio del lavoro autonomo;

2. Contrastare l’elusione degli obblighi contributivi e fiscali.

In questo contesto di riforme si colloca l’intervento del legislatore del 2012, con la

Riforma Fornero, che introduce la generica presunzione secondo cui

In presenza di prestazioni d’opera rese in regime di lavoro autonomo, da

soggetti titolari di Partita Iva, si è in presenza di RAPPORTI DI

COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA , a condizione che si

presentino almeno due dei tre presupposti richiesti:

1. Che la collaborazione abbia una durata complessiva superiore agli 8 mesi annui,

per 2 anni consecutivi;

2. Che il corrispettivo derivante dalla collaborazione sia superiore all’80% del

corrispettivo di fatto percepito dal collaboratore da altre prestazioni svolte nel

corso dei 2 anni solari consecutivi;

3. Che il collaboratore disponga di una postazione fissa all’interno della sede

aziendale del committente.

I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa sono stati oggetto di interesse

Jobs Act,

anche del Decreto Legislativo 2015, denominato che ha posto tra le sue linee

direttive una stabilizzazione dell’occupazione, mediante il ricorso al contratto di

subordinato a tempo indeterminato, per favorire l’assunzione dei lavoratori impiegati

nei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, e dei lavoratori autonomi con

i quali sono stati instaurati rapporti di lavoro autonomo.

lavoro agile

- Il Jobs Act dedica ampio spazio anche al , inteso come modalità

flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro, quanto ai tempi ed ai luoghi. Il

lavoro agile - introdotto al fine di garantire una maggiore conciliazione dei tempi

di vita e di lavoro, nonché un migliore livello di occupazione e produttività

all’interno dell’impresa- consente di svolgere la prestazione di lavoro in parte

all’interno dei locali aziendali ed in parte all’esterno, ma pur sempre nel rispetto

dei limiti d’orario giornalieri e settimanali.

Al lavoratore agile spetta un trattamento economico e normativo di fatto non

inferiore a quello riconosciuto al lavoratore che svolge, abitualmente, la

propria attività di lavoro all’interno dei locali aziendali.

prestazioni d’opera intellettuali,

- Una species del lavoro autonomo sono le per la

cui esecuzione è richiesta l’iscrizione in appositi albi od elenchi.

A riguardo, la Corte Costituzionale ha definito queste prestazioni d’opera

prestazioni protette

intellettuali come , subordinate al possesso di

un’abilitazione o, in alternativa, di requisiti di volta in volta accertati dall’Ordine

Professionale di appartenenza, o commissioni appositamente istituite.

Il lavoro autonomo, quindi, può essere impiegato come fattore produttivo

all’interno dell’impresa, poiché fornisce lavoratori formalmente autonomi ma di

fatto assoggettati alle direttive altrui .

Per questa ragione, per anni, la dottrina ha collocato tra la subordinazione e

l’autonomia la parasubordinazione, cui ha ricollegato la disciplina del lavoro

subordinato.

E’ solo nel 1973 che, con la legge di riforma sul processo del lavoro, si estende

la disciplina tipica del lavoro anche a rapporti di agenzia, rappresentanza

commerciale e a quelle prestazioni d’opera personali, coordinate e continuative

anche se non di natura subordinata.

E’ in questo contesto che nasce la nozione di rapporti di collaborazione

coordinata e continuativa.

Tre sono i requisiti fondamentali:

1. La continuatività;

2. La coordinazione;

3. Il carattere prevalentemente personale della prestazione di lavoro.

continuatività

Quanto al primo requisito, cioè la , questo può riferirsi sia

all’esecuzione di un’attività, sia ad una serie di risultati tra loro connessi da

un legame di continuità.

Questo ci fa capire che la continuità allude ad un rapporto di lavoro durevole

nel tempo ed, infatti, l’interesse perseguito dalle parti è di natura durevole, e

ci porta a collocare i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa

nell’ambito dei rapporti di durata.

In questi termini, quindi, i rapporti di collaborazione coordinata e

continuativa si discostano dal contratto d’opera, che rientra nei contratti ad

esecuzione istantanea, o prolungata. coordinazione

Il secondo requisito, invece, è quello della , in forza del quale

si evidenzia un collegamento funzionale tra l’attività del collaboratore e

quella economica svolta dal committente. Di modo che, il collaboratore sarà

tenuto a svolgere la propria prestazione lavorativa nel rispetto di quanto

indicato dal committente.

Si badi bene, però, che una collaborazione si definisce coordinata quando,

nel rispetto di quanto pattuito tra le parti, il collaboratore può organizzare la

propria attività lavorativa autonomamente.

carattere prevalentemente personale

Il terzo requisito è quello del , in

forza del quale il collaboratore può avvalersi dell’aiuto di altri collaboratori,

purchè l’apporto lavorativo offerto da quest’ultimi sia inferiore a quello

offerto dal collaboratore principale.

La disciplina applicabile a questi rapporti non si differenzia da quella prevista

per i rapporti di lavoro autonomo.

Per quanto concerne la retribuzione, non si applica il principio della

retribuzione minima sufficiente, prevista all’art. 36 Cost. ed applicabile

esclusivamente ai rapporti di lavoro subordinato – e non ai rapporti di lavoro

autonomo, sebbene resi in regime di collaborazione coordinata e

continuativa.

La retribuzione spettante al collaboratore, dunque, viene fissata in

proporzione alla qualità ed alla quantità di lavoro prestato.

I RAPPORTI DI LAVORO A PROGETTO

 ( CO.CO.PRO. )

Con gli anni il legislatore si rese conto di un eccessivo ricorso ai rapporti di

collaborazione coordinata e continuativa, spesso in funzione elusiva della disciplina

posta a tutela del rapporto di lavoro subordinato.

Era necessario correre ai ripari, ed in tal senso si colloca l’intervento del legislatore del

2003 che introduce un nuovo tipo legale, il lavoro a progetto, cui ricondurre

forzosamente tutti i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Inizialmente si stabilisce solo che tutti i rapporti di collaborazione dovessero tendere

verso un progetto o programma.

1. LA RIFORMA FORNERO

Nel 2012 la Riforma Fornero precisa che

- ogni progetto, o programma, doveva convergere verso un risultato finale;

- ogni progetto non poteva coincidere con compiti ripetitivi, facilmente

individuabili dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali,

comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

- ogni progetto non poteva coincidere con l’interesse finale dell’impresa.

La disciplina sul lavoro a progetto impone la stesura per iscritto, con contestuale

indicazione della durata di ogni collaborazione e dunque progetto.

Viene esclusa, invece, l’applicabilità della sua disciplina per alcuni rapporti di lavoro

come quello di agenzia e di rappresentanza di commercio. La disciplina del lavoro a

progetto non si applica neppure nel settore della pubblica amministrazione.

Quanto all’obbligo di stipulare il contratto in forma scritta, questo escludeva

tutti i rapporti di collaborazione

l’applicazione della sanzione secondo cui

coordinata e continuativa che non risultassero riconducibili ad un specifico progetto

o programma, dovevano automaticamente essere convertiti in rapporti di lavoro

subordinato a tempo indeterminato, sin dalla data di costituzione del rapporto di

lavoro.

2. IL D. LGS. 81/2015

Resta il fatto che neppure l’intervento del legislatore del 2012 era stato sufficiente

a frenare l’abuso dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

In questo contesto si colloca, quindi, l’intervento del legislatore del 2015 che, con il

tutti i rapporti di collaborazione che si concretizzano

D. Lgs. 81/2015, stabilisce che

in prestazioni d’opera a carattere esclusivamente personali, continuative ed

organizzate dal committente, quanto alle modalità di esecuzione del rapporto di

lavoro, erano assoggettati alla disciplina del rapporto di lavoro subordinato .

Per questa ragione, si escludeva la disciplina del lavoro a progetto per tutti i

rapporti di collaborazione stipulati dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo,

quindi dopo il 7 marzo 2015.

Si badi bene, però, che i rapporti a cui si riferiva il legislatore del 2015 erano solo

quelli a carattere ESCLUSIVAMENTE PERSONALE, CONTINUATIVE, ed

ORGANIZZATE dal committente, e dunque non più coordinate.

In pratica, l’intento perseguito dal legislatore del 2015 era identico a quello che

aveva animato il legislatore del 2003, cioè contrastare l’uso improprio dei rapporti

di collaborazione coordinata e continuativa, in funzione elusiva della disciplina del

rapporto di lavoro subordinato. Mutavano, invece, le tecniche normative impiegate.

Il legislatore del 2003 aveva introdotto un nuovo tipo legale cui ricondurre

forzosamente tutti i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. Il

legislatore del 2015, invece, aveva affiancato alla fattispecie dei rapporti etero-

diretti quella dei rapporti organizzati dal committente, cui applicava la disciplina

del rapporto di lavoro subordinato.

Anche in questo caso erano 3 i caratteri distintivi dei rapporti organizzati dal

committente:

-il carattere esclusivamente personale, che escludeva la presenza di

eventuali altri collaboratori, oltre quello principale. La presenza di secondi o

terzi collaboratori escludeva l’applicabilità della disciplina del rapporto di lavoro

subordinato;

-il carattere della continuità, che ammette di collocare questi rapporti

nell’ambito dei rapporti di durata;

-il carattere dell’organizzazione, secondo cui le modalità spazio-temporali per

l’esecuzione del rapporto di lavoro dovevano essere stabilite solo dal

committente.

Qui sta la differenza con i rapporti coordinati. Infatti, mentre in questi le modalità

spazio-temporali di esecuzione del rapporto di lavoro sono stabilite di comune accordo

tra datore e collaboratore, nei rapporti organizzati, invece, è il committente a stabilire

come e dove eseguire la prestazione di lavoro.

3.ECCEZIONI ALLA RIFORMA


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5 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di diritto del lavoro. Testo di riferimento : Il rapporto di lavoro subordinato- Carinci.
L'appunto é il frutto di uno studio autonomo ed approfondito del testo, integrato con gli appunti presi a lezione.
L'appunto affronta in modo chiaro:
- i rapporti di collaborazione ( con disciplina aggiornata al D. Lgs 81/2015 );
- i rapporti a carattere associativo;
- il lavoro gratuito;
- i rapporti di lavoro speciali: a domicilio, domestico, giornalistico, sportivo e nautico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Raggiodiluce di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Altavilla Renata.

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