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INTRODUZIONE

Parlando delle origini della psicologia dell’educazione, dobbiamo far riferimento

alla filosofia.

Nei primi anni del 20esimo secolo, negli Stati Uniti, Thordike (considerato il

padre della psicologia dell’educazione), pubblicò il primo manuale intitolato

psicologia applicata

Educational Psychology (1913), traducibile come

all’apprendimento dei contesti scolastici.

In Europa specialmente in Francia vengono fatti i primi studi sull'intelligenza dei

bambini da parte di Binert e Simon, che si concludono con la pubblicazione del volume

"The development of intelligence in children" (1916), a cui seguirà la ricerca di M.

"Psychologie de l'education"

Gilly che affronta:

- Lo studio delle caratteristiche dei sistemi scolastici diversi da paese a

paese

- Lo studio dei risultati del funzionamento delle istituzioni scolastiche

- Lo studio dell’insieme dei processi sociopsicologici che sono attivi

all’interno delle istituzioni scolastiche

Secondo una definizione largamente condivisa in ambito anglofono, la psicologia

dell'educazione si caratterizza per avere come tema centrale le dinamiche di:

Se le dinamiche di insegnamento-

Insegnamento-Apprendimento .

apprendimento figurano come tema comune, la ricerca in ambiente francofono

si concentra su:

- Relazioni fra i diversi livelli di funzionamento delle istituzioni scolastiche e

i relativi cambiamenti da esse prodotte

- Le dimensioni e i significati sociali delle pratiche quotidiane che

caratterizzano il funzionamento delle organizzazioni educative,

scolastiche e non solo.

Nello sviluppo della psicologia dell’educazione è sempre presente il discorso

dell’influsso reciproco tra psicologia e pedagogia come scienze autonome. Si

può parlare di una relazione particolare o specifiche tra di esse, dove la

psicologia affida i suoi contributi alla pratica pedagogica. In questo senso

veniva considerata come concorrente della pedagogia. Di conseguenza

quest'ulta cercava di mantenere le distanze di sicurezza dalla psicologia ed

elaborare autonomamente le proprie basi e i propri fondamenti psicologici nelle

realtà educative. In questo modo si identificano tre direzioni fondamentali nelle

relazioni tra psicologia e pedagogia:

Psicologia applicata all’educazione

 Pedagogia sperimentale

 Psicologia pedagogica (dell’educazione)

Noi ci concentriamo sull’ultima che può essere vista come scienza autonoma o

interdisciplinare. Il denominatore comune sono l’apprendimento e lo sviluppo,

questo sono al contempo un ponte tra scienze psicologiche e pedagogiche.

L’OGGETTO DELLA PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE

Diverse sono le definizioni del concetto di educazione; questo viene spiegato e

definito in maniera diversa nel campo psicologico e in quello pedagogico.

Alcuni autori sottolineano l’uso del concetto di educazione in due dimensioni: 1

- Quella di portata più ampia che comprende il complesso delle relazioni

tra educatori e ambiente educativo e l’influenza che questi hanno

sull’individuo e sul gruppo

- Quella invece di portata più limitata si riferisce all’influenza sulla sfera

affettiva dell’uomo, sul suo sistema di valori e sulla sua personalità.

In questo secondo significato si può inserire l’educazione corrispondente

all’insegnamento ed entrambi si riferiscono alla sfera della conoscenza legata

all’agire il cui oggetto d’interesse è la sfera dei bisogni fondamentali dell’uomo.

CONCETTO DI EDUCAZIONE

L’educazione è un influsso intenzionale più o meno consapevole, ha un

significato particolare nei confronti delle persone: l’educatore stimola

l’educando ad assumere una sostanza profondamente umana.

L’educazione è un sistema complesso di azioni, in cui tali atti vengono eseguiti

da persone che hanno un determinato ruolo sociale (educatore) nei confronti di

altre persone (educandi), o verso l’ambiente con l’intenzione di causare

cambiamenti secondo programmi stabiliti.

Questa definizione fa riferimento al concetto di educere: tirar fuori.

Tra gli aspetti fondamentali:

1) L’educazione è un’interazione tra persone con ruoli differenti

2) E’ una relazione asimmetrica:

Esiste una differenza sostanziale tra i soggetti a livello di

 competenze nel campo delle conoscenze e delle abilità.

Esiste una differenza nel campo delle conoscenze riguardanti le

 mete e i metodi del processo educativo. L’educando, non

possedendo tali conoscenze, dipende dall’educatore che glieli

fornisce.

Esiste differenza nel potere che è l’effetto del ruolo che hanno

 entrambi; il ruolo dell’educatore si caratterizza per il fatto di avere

un potere maggiore rispetto a quello dell’educando. Bisogna però

sottolineare che al giorno d’oggi la società non appoggia la figura

dell’educatore.

3) L’educazione è un’azione indirizzata verso la persona o verso il suo

ambiente, con lo scopo di far emergere dei cambiamenti

4) L’educazione è un’azione diretta o indiretta. Diretta quando l’educatore

stabilisce un contatto attivo con l’educando, indiretta quando si attua non

esplicitamente verso l’educando ma verso altre persone, gruppi o

istituzioni, per lui significative e che appartengono al contesto in cui vive

lo stesso educando

5) L’educatore agisce con l’intenzionalità di provocare cambiamenti

nell’educando o nel suo ambiente. L’educatore può anche non essere

consapevole di questa intenzione e si parla di programma nascosto.

6) L’educatore agisce secondo un programma previsto, che è la

conseguenza dei valori interiorizzati o imposti. Il compito fondamentale

dell’educatore è fare in modo che il programma venga interiorizzato

dall’educando.

E’ opportuno rilevare che l’educazione è sempre un intervento e come tale si

svolge in un sistema vivo e in continuo sviluppo, possiede la propria storia e

aspira a un futuro. 2

ALCUNI ASPETTI PRATICI PER LA PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE

Nella psicologia dell’educazione si possono distinguere tre rami:

- Psicologia educativa

- Psicologia dell’insegnamento

- Counseling

Per tradizione tutte e tre le branche si occupavano prevalentemente dei

bambini e dei giovani. Nel nostro periodo storico però è difficile accettare

questa importante situazione, poiché si sono manifestati diversi indirizzi di

psicologia (sviluppo, sociale, etc.). La sfida particolare che è alla base della

psicologia dell'educazione, consiste nella necessità di risolvere i problemi delle

singole persone e dei gruppi interi che si trovano nelle condizioni di affrontare i

cambiamenti sociali, rapidi e impetuosi, legati alle diverse riforme. Questo tipo

di sfida impone la necessità di riconoscere i problemi e di sociali e in modo

idoneo trovare i metodi adeguati per risolverli. In sempre maggiore misura

vengono studiati e analizzati diversi interventi di carattere educativo che

dovrebbero avere come scopo quello di suscitare e provocare cambiamenti

nella società intera. Un'ulteriore problematica emergente negli ultimi anni

riguarda i forti cambiamenti sociali che richiedono la conquista di quelle

competenze necessarie che sono state trasmesse durante il periodo

dell'educazione scolastica, familiare dell'infanzia e dell'adolescenza.

L'educazione si pone come necessaria anche per gli adulti in condizioni sociali

e con visioni del futuro diverse.

GLI OBIETTIVI DELLA PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE

Le idee fondamentali dell’agire educativo sono:

- Prospettiva dinamica della persona: cercare legami tra funzionamento

attuale, passato e futuro

- Consapevolezza che l’azione educativa nella sua doppia dimensione

(persona-ambiente) porta sempre risultati a breve e lungo termine, diretti

e indiretti

- L’accettazione della molteplicità, diversità e complessità dei diversi

influssi che incidono sulla persona nel corso della vita; cioè rendersi

conto che l’essere umano fa parte di una rete sociale da cui è

influenzato.

Tuttavia emergono alcuni problemi attuale che la psicologia dell'educazione

deve affrontare:

Offerta educativa:

1. Per valutare se tale offerta è valida deve essere:

adeguata al livello delle conoscenze e delle abilità - attraente e

stimolante - coerente con i bisogni.

Disponibilità delle persone a ricevere offerte educative adeguandosi ad

2. esse: per essere in grado di soddisfare le esigenze ambientali/ relazionali

bisogna essere a un livello congruente di maturità e possedere

prontezza/adeguatezza intellettuale, emotiva e psicosociale - pronto a

comprendere e accettare l'offerta formativa.

Condizioni necessarie per realizzare le offerte educative:

3. livello adeguato

di preparazione degli educatori - condizioni naturali. 3

Quindi i compiti della psicologia dell’educazione racchiudono tre campi di

conoscenza e di ricerca che richiedono nell’insieme soluzioni pratiche:

Costruire le offerte educative adeguate: programmi che promuovono

 calori sociali e apprezzati, che siano coerenti con le norme che rispettano lo

sviluppo dell'individuo e prendono in considerazione il contesto di vita delle

persone a cui l'offerta è indirizzata.

Appagare lo sviluppo delle persone: e costruire la loro propensione a

 ricevere le offerte formative nelle diverse tappe della vita.

Aiutare nell'adeguamento dell'offerta formativa: la persona e il

 gruppo nel fa ri che ci sia coerenza con il livello di sviluppo.

EDUCAZIONE COME FATTORE DELLO SVILUPPO DELL’UOMO

EDUCAZIONE COME FATTORE DI CAMBAIMETO INDIVIDUALE E SOCIALE

L'azione educativa è sempre un doppio intervento. Il primo si verifica nella

realtà individuale della persona, il secondo invece nella realtà sociale del

soggetto, contesto importante per lo sviluppo dell'individuo. L'educazione si

considera un intervento perché infrange e oltrepassa i confini di queste due

dimensioni. L'educazione cerca di suscitare in queste due dimensioni dei

mutamenti. Il cambiamento nel mondo interiore dell'individuo ne altera anche il

comportamento e quindi si verifica anche la realtà sociale che lo circonda.

Il duplice livello dell'intervento educativo implica che ci sia una doppia

conseguenza, ovvero un influsso diretto sull'individuo cambia, in modo indiretto

il contesto di vita a lungo termine. A sua volta l'influsso sul contesto sociale,

con il passare del tempo, fa si che ci siano dei cambiamenti nella funzionalità

della persona. Il non essere a conoscenza del fatto che per ogni intervento ci

sia una duplice conseguenza è spesso causa di fallimenti.

Intervenire a livello educativo sulla persona significa inoltre prendere atto dello

scopo di evidenziare i cambiamenti sulle abilità, sulle conoscenze, sugli

atteggiamenti e sui valori. Questo intervento si basa sul presupposto che le

persone siano pronte ad affrontare questo mutamento.

L'intervento educativo, invece, indirizzato ai diversi livelli della realtà sociale, è

accompagnato dalla convinzione che le singole persone possano influire in

maniera attiva sullo sviluppo della società.

EDUCAZIONE COME FATTORE CHE MODIFICA I VINCOLI TRA SOCIETA’ E

INDIVIDUO

L’educazione si riferisce alla persona e ai suoi molteplici legami sociali. Il

sistema organizzativo della società si può studiare a diversi livelli, tenendo in

considerazione che essi sono sempre interdipendenti tra loro. Nell’analisi

sociale si possono individuare alcuni livelli:

- il livello delle persone e delle interazioni tra loro

- il livello delle relazioni tra le persone appartenenti ai diversi gruppi

- il livello delle relazioni tra i gruppi

Per studiare l'atteggiamento umano dovremmo riconoscere che ogni singolo

comportamento viene visto nelle sue interconnessioni tra i diversi livelli,

indipendentemente dal fatto che la persona sia consapevole o meno. 4

Nell’analizzare le strategie educative orientate all’individuo, vi sono due livelli

di cambiamento: il primo riguarda quello del comportamento e

dell’atteggiamento delle persone (livello intrapersonale); il secondo concerne il

cambiamento delle relazioni umane (livello interpersonale). Le strategie

educative legate al sistema sociale si riferiscono al gruppo: cambiamenti

relazionali tra i gruppi e nelle istituzioni; cambiamenti nel funzionamento;

cambiamenti relazionali tra le istituzioni.

L’uomo vive all’interno di diverse istituzioni e organizzazioni in cui diverse

dimensioni si influenzano reciprocamente creando o meno nella persona le

possibilità di soddisfare i bisogni e realizzare mete sia individuali che di gruppo.

Ciò significa che ogni uomo nei diversi momenti della propria vira è

contemporaneamente partecipe nei differenti ambienti e nei diversi livelli delle

organizzazioni sociali.

Pe la psicologia dell’educazione sono fondamentali i livelli interpersonale e

intrapersonale, ovvero le persone e le relazioni; gli altri livelli (di gruppo e

istituzionali) vengono analizzati come indici di qualità relazionale. In

conclusione è possibile affermare che le strategie orientate alla persona e

quelle orientate al contesto possono accendere diversi meccanismi di

cambiamento e nel contempo una può influenzare positivamente l’altra e

viceversa.

L’INFLUSSO DELLA FUNZIONE SOCIALIZZANTE ED EMANCIPANTE

SULL’EDUCAZIONE

La società si aspetta dall’educazione lo svolgimento di due funzioni:

SOCIALIZZAZIONE

- è legato alla preparazione delle persone a poter svolgere

diversi ruoli nella società e per la società in modo da non turbare l’equilibrio

sociale; si parla di funzione adattiva. L’agire educativo dovrebbe trasmettere

sia sistemi di valori sia atteggiamenti e formare le abilità socialmente utili

affinchè la persona sia pronta a cogliere i vari compiti richiesti dalla società.

Possiamo quindi dire che la prima funzione dell’educazione, ovvero la

socializzazione, riguarda il rispetto verso l’interesse sociale.

EMANCIOAZIONE:

- è legata all’organizzazione delle condizioni nell’ambiente

della persona in sviluppo affinchè il suo potenziale possa liberarsi e realizzarsi.

Considera dunque il rispetto verso l’interesse individuale.

Entrambe le funzioni sono in “conflitto costruttivo”: tra le due ci deve essere

equilibrio perché la predominanza di azioni che favoriscono la funzione

socializzante crea condizioni che tendono a frenare lo sviluppo della funzione

emancipativa e viceversa. La troppa pressione sull’una o sull’altra funzione del

processo educativo determina delle conseguenze che riguardano l’educando e

l’educatore che ne pagano i costi psicologici dovuti allo squilibrio.

L’eccessiva funzione emancipante è pericolosa per l’educatore che potrebbe

perdere la propria individualità ed essere strumentalizzato (tratta sé stesso solo

come se fosse uno strumento); l’eccessiva funzione emancipante può portare

l’educatore a concentrarsi sulla persona dell’educando o sulla

strumentalizzazione della propria persona e dell’educando.

NB: il processo educativo si concentra nella realizzazione del programma

educativo nascosto più che sulle mete formulate nell’offerta educativa.

E’ importante dire che la relazione tra le due funzioni, socializzante ed

emancipante è sottoposta a un mutamento nel corso delle varie fasi della vita. 5

Il giusto ambiente educativo è quello dove esiste un equilibrio dinamico tra le

due cioè dove le offerte educative sono realizzate in maniera efficace e si

raggiungono gli scopi previsti, ma nello stesso tempo sono rispettare le

differenze e le individualità del singolo. -> In tal modo vengono realizzati sia i

bisogni sociali che quelli individuali.

Le regole fondamentali sono:

1) trasparenza delle regole riguardanti la funzionalità di tutti i partecipanti

2) Interessamento di tutti i canali comunicatici

3) Autonomia delle persone, dei gruppi e delle situazioni.

Percezione dell'ambiente educativo in questo senso -> rende efficace la

realizzazione delle mete fondamentali in tutte le direzioni della formazione

umana.

I CONCETTI DELLO SVILUPPO DELL’UOMO E I MODELLI

DELL’EDUCAZIONE

Nel processo di individuazione della persona si sviluppa in tre dimensioni:

- si concretizzano le modalità di soddisfare i diversi bisogni e si consolidano una

o più modalità di soddisfare uno stesso bisogno considerando le condizioni di

vita della persona (processo di concretizzazione)

- il bisogno comincia a essere consapevole, ovvero la persona comincia a

prendere coscienza se tale bisogno è stato soddisfatto o meno (processo di

mentalizzazione)

- i fattori culturali cominciano a essere rispettati sempre di più nel processo di

soddisfacimento dei bisogni (processo di socializzazione).

MATURAZIONE E APPRENDIMENTO NELLO SVILUPPO DELLA PERSONA

Nella formazione della persona è molto importante la tematica circa le relazioni

tra maturazione e apprendimento, visti entrambi come fattori che condizionano

lo sviluppo della persona stessa; tale aspetto influenza anche il ruolo

dell’ambiente circostante in relazione agli influssi intenzionali e inconsci.

Per MATURAZIONE si intende: processo di crescita fisica che porta a un grado

tale di maturità dell’organismo, che permette, da un punto di vista somatico e

neuro-fisiologico, lo sviluppo di funzioni specifiche o di un insieme di

comportamenti del soggetto.

Per APPRENDIMENTO si intende il processo di produzione, di creazio

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chicca.ci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pontificia Salesiana - Unisal o del prof Formella Zbigniew.
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