The social psychology of gender
Understanding gender
Nessun altro gruppo umano sperimenta una differenziazione sociale più costante di quella che esiste fra uomini e donne; il genere è radicato nelle categorie sessuali biologiche, basate sul genotipo e sui genitali che un neonato possiede al momento della nascita. Ma sono molte le costruzioni culturali, come gli stereotipi di genere, che si sovrappongono a questa distinzione biologica. Questi preconcetti culturali stabiliscono la relativa mascolinità/femminilità di una serie di comportamenti, tratti, professioni e ruoli. Quanto, però, ci riferiamo alle categorie biologiche di sesso, maschio e femmina useremo il termine mentre quando ci riferiamo alle costruzioni sociali di mascolinità e femminilità, come ad esempio stereotipi e ruoli, useremo il termine psicologico.
Essenzialismo e differenze di genere
L'essenzialismo è la tendenza a pensare che i membri di una categoria condividano tutti proprietà profonde e immutabili che fondamentalmente determinano chi sono. In altre parole, l'essenzialismo ritiene che le differenze sessuali biologiche determinino in modo importante una serie di differenze sessuali psicologiche. Gli essenzialisti del genere presumono che le differenze nel modo in cui donne e uomini ragionano, provano sentimenti e agiscono, siano biologicamente prefissate e immutabili. La polarità degli ideali essenzialisti può essere ricondotta ad almeno due fattori: il genere si collega a una dicotomia sottintesa e netta fra l’essere donna e l’essere uomo che non si riscontra nelle altre categorie sociali ed infine le evidenti differenze fisiche rendono il genere una categoria sociale altamente differenziata.
Socializzazione culturale del genere
Nell’approccio culturale le teorie e le ricerche più conosciute riguardano la socializzazione di genere, ovvero il processo tramite cui i bambini e le bambine assimilano le identità femminili e maschili. La socializzazione non è un processo passivo, piuttosto come i bambini assimilano le aspettative di genere, cominciano anche a manifestare il genere in modo attivo, cercando di essere all’altezza degli ideali di genere predeterminati e degli stereotipi propri della società. Pertanto, i teorici culturali sono costruzionisti sociali; essi ritengono che gli ideali culturali generino la maggior parte delle differenze comportamentali fra i due sessi, se non tutte, dato che le persone recitano “copioni culturali” assegnati al genere cui appartengono.
Teoria dell'apprendimento sociale
La teoria dell’apprendimento sociale si concentra sull’apprendimento modellante o osservante, termini che si riferiscono ai comportamenti che si acquisiscono osservando il modo in cui dei nostri simili, in genere appartenenti al nostro sesso stesso, si comportano. I teorici culturali sottolineano il modo in cui la società comunica gli ideali culturali condivisi relativi al modo in cui gli individui appartenenti a ciascun genere dovrebbero comportarsi. Queste aspettative spaziano dai tipi e dai colori degli indumenti che bambini e bambine dovrebbero indossare (blu/rosa), ai tipi di attività (baseball/pattinaggio artistico) e alle professioni (dottore/infermiera) che dovrebbero preferire. Questi ideali culturali di genere plasmano delle strutture di conoscenza coerenti, conosciute come “schemi di genere”, che guidano la percezione del sé e degli altri, dei loro comportamenti e delle loro preferenze, e che di norma diventano le lenti attraverso cui gli individui guardano il loro mondo sociale e persistono fino all’età adulta.
Approccio evoluzionistico
L’approccio evoluzionistico si basa sulla teoria Darwiniana e pone l’accento sulle differenze di sesso basate sulla biologia, non solo per quanto riguarda le caratteristiche fisiche ma anche per quanto riguarda i tratti psicologici, i processi mentali e il comportamento. I teorici evoluzionisti fanno affidamento sul confronto fra le persone e gli animali, poiché alcune delle basi della riproduzione eterosessuale, che secondo le teorie evoluzionistiche hanno creato le differenze di sesso psicologiche e comportamentali, devono necessariamente aver avuto influenze evoluzionistiche simili nelle varie specie.
Quando si parla di genere, i teorici evoluzionisti propongono un’alternativa alle spiegazioni culturali e affermano che uomini e donne differiscano in modo importante, sotto tutti i punti di vista, a causa della biologia evolutiva. Il dibattito evoluzionistico riguardo alle differenze di sesso si basa largamente sul processo della selezione sessuale, da distinguere dalla nozione più familiare di selezione naturale. La teoria evoluzionistica pone l’accento su quanto le persone debbano riprodursi, e non soltanto limitarsi a sopravvivere, al fine di trasmettere i propri geni. Darwin aveva riconosciuto che la sopravvivenza da sola non basta, e che la riproduzione sessuale è una questione complessa che richiede, fra le altre cose, l’abilità di attrarre dei partner.
La teoria della selezione sessuale di Darwin esamina le strategie di accoppiamento, notando che possedere i tratti che i potenziali partner trovano attraenti aumenta le possibilità di un individuo di riprodursi, rendendo più comuni i geni relativi a quei tratti all’interno delle generazioni successive. Se, negli stadi precedenti della storia evolutiva umana, uomini e donne hanno cominciato a selezionare i partner sulla base di vari tratti, allora la selezione sessuale potrebbe aver portato a differenze di sesso biologicamente fondate riguardanti la personalità e le competenze. Queste differenze di sesso relative alle caratteristiche psicologiche sono, a meno che non siano assoggettate a nuove pressioni di selezione, sopravvissute fino ad oggi.
Secondo Trivers, a causa di queste differenze nell’investimento riproduttivo, le donne hanno sviluppato una strategia di selezione del partner più rigida; di conseguenza, uomini e donne teoricamente sono alla ricerca di tratti differenti in un partner. Lo status sociale di un uomo e la sua dominanza indicano ipoteticamente la sua abilità a provvedere ai bisogni, suggerendo che egli abbia l’abilità di superare gli altri uomini nella corsa alle risorse. La selettività delle donne ha esercitato una pressione di selezione sugli uomini, alimentando la competizione fra loro al fine di dimostrare la loro dominanza e a procurarsi la maggior quantità di risorse. Quest’argomentazione è stata utilizzata per suggerire che, ironicamente, le preferenze delle donne riguardo ai partner causino la selezione di geni che promuovono la dominanza maschile, che a sua volta dà luogo alla subordinazione delle donne, che gli uomini escludono dalla loro competizione. Gli uomini, inoltre, si sono ipoteticamente evoluti al fine di esercitare il controllo sulla sessualità delle proprie partner, così da assicurarsi che esse non abbiano fatto sesso con qualcun altro; a causa della paternità incerta, gli uomini si sono evoluti per provare una forte gelosia sessuale.
Le teorie evoluzionistiche contemporanee hanno fornito spiegazioni più complesse, che riguardano le proprietà uniche degli esseri umani. In particolare, esse pongono l’accento su come la flessibilità cognitiva umana, combinata con l’apertura nei confronti dell’influenza degli altri, abbia attivato meccanismi di adattamento nei confronti di ambienti in rapido mutamento; di conseguenza, pochi comportamenti umani sono programmati geneticamente, invece, la malleabilità e l’apertura alle influenze sociali e culturali differenziano la specie umana dalla maggior parte delle altre specie.
Fallacie della teoria evoluzionistica
- Fallacia naturalistica: le differenze di sesso non sono desiderabili, perché non tutto ciò che è naturale è anche desiderabile;
- La seconda fallacia riguarda il fatto che i tratti geneticamente determinati siano inevitabili o immuni alle condizioni sociali.
I teorici evoluzionisti sostengono le proprie tesi poggiandosi sulla consistenza delle differenze di sesso cross-culturali, che essi ritengono incompatibili con l’approccio culturale. Per esempio, un esame iniziale delle preferenze in fatto di partner in uomini e donne di 37 nazioni ha suggerito, come predetto dalla teoria della selezione sessuale, che uomini e donne si focalizzano su caratteristiche differenti quando si tratta di scegliere un partner, con le donne che danno più importanza al potenziale di guadagno del partner e gli uomini che danno più importanza all’avvenenza fisica della partner. Una rianalisi degli stessi dati con un’attenzione particolare alle differenze cross-culturali in fatto di preferenze nei confronti del partner, però, suggerisce una spiegazione sociale per queste differenze di genere. Gli indici nazionali relativi all’eguaglianza di genere spiegano in modo esaustivo le differenze di sesso relative alle preferenze in fatto di partner. Nello specifico, le nazioni più egualitarie mostrano delle differenze di sesso ridotte per quanto riguarda la preferenza nei confronti di un partner con un buon potenziale di guadagno. Quando le donne hanno scarse opportunità di ottenere risorse per conto proprio, esse sembrano ricercare tali risorse nei propri partner, ma quando lo status delle donne è più alto questa differenza di sesso tende a diminuire.
Questi dati lasciano comunque molto spazio al dibattito; gli psicologi evoluzionisti non si aspettano una completa omogeneità cross-culturale, sostenendo che le predisposizioni scaturite dall’evoluzione dipendano da una serie di circostanze ambientali scatenanti. Perciò, le variazioni cross-culturali non contraddicono necessariamente l’approccio evoluzionistico; tuttavia, le prove che le preferenze in fatto di partner varino a seconda del grado di eguaglianza di genere in una società tende a mettere a rischio l’argomentazione evoluzionistica, supportando invece le spiegazioni culturali.
Ricerca cumulativa sulle differenze di sesso
La ricerca cumulativa riguardante le differenze di sesso nei tratti e nelle abilità psicologiche getta nuova luce sul dibattito natura-cultura e si è rilevano generalmente piccole o inesistenti differenze di sesso nei tratti psicologici; anche se sono state trovate due importati eccezioni che supportano la teoria della selezione sessuale. In primo luogo, l’attitudine al sesso occasionale differisce in modo netto fra uomini e donne. Gli uomini, coerentemente con il loro scarso investimento riproduttivo, nutrono un interesse molto maggiore nei confronti del sesso occasionale e hanno standard molto più bassi riguardo alle caratteristiche di un partner occasionale rispetto alle donne. La seconda differenza riguarda l’aggressione fisica nei confronti dello stesso sesso, che è di molto prevalente fra gli uomini rispetto a quanto accade fra le donne, coerentemente con la teoria secondo cui gli uomini sono stati selezionati per competere al fine di ottenere le risorse in grado di attrarre partner femminili.
Queste differenze, comunque, non escludono le spiegazioni culturali. Le differenze di sesso in merito alle attitudini nei confronti del sesso occasionale potrebbero riflettere l’adozione di un doppio standard culturale che punisce le donne, ma non gli uomini, per la promiscuità. Analogamente, le differenze per quanto riguarda l’aggressione fisica potrebbero riflettere i preconcetti culturali di mascolinità.
Approccio socio-strutturale
Una terza via è l’approccio socio-strutturale che spiega le posizioni sociali di determinati gruppi all’interno della società e la struttura delle relazioni intergruppo determinino le percezioni dei membri degli altri gruppi sociali e i comportamenti nei confronti degli stessi. L’espressione posizione sociale si riferisce ai ruoli e alle professioni che i membri di un gruppo sono soliti svolgere, al loro status e alle gerarchie di potere. La struttura delle relazioni intergruppo, invece, si riferisce al modo in cui il contesto situazionale influenza le relazioni intergruppo.
Le variabili strutturali giocano un ruolo importante nel plasmare le relazioni di genere, il contenuto degli stereotipi di genere, e le differenze di sesso verificate in termini di tratti e comportamenti. I teorici socio-strutturali vedono la socializzazione come un importante meccanismo che plasma i tratti e i comportamenti degli uomini e delle donne. Però, concentrandosi sul ruolo casuale di fattori, come le posizioni relative dei gruppi all’interno di una gerarchia di status, le spiegazioni strutturali non si limitano a descrivere il contenuto e le modalità di trasmissione degli ideali attuali relativi al genere, ma possono anche contribuire a:
- Spiegare le origini e i contenuti alla base degli stereotipi di genere, così come le effettive differenze di sesso relative ai tratti e ai comportamenti;
- Predire il grado di costanza/variazione all’interno degli stereotipi e dei comportamenti in varie culture e in vari periodi storici;
- Spiegare quando e perché gli stereotipi di genere sono diventati ideali normativi, e non più semplici aspettative, relativi al modo in cui uomini e donne dovrebbero comportarsi;
- Abbracciare e connettere fra loro vari livelli di analisi, dalle condizioni sociali più ampie, ai comportamenti degli intergruppi, alla psicologia individuale.
Teoria del ruolo sociale di Eagly
La teoria del ruolo sociale di Eagly si concentra su due aspetti socio-strutturali delle relazioni di genere:
- La suddivisione del lavoro in base al genere;
- La gerarchia basata sul genere.
La teoria suggerisce che questi fattori strutturali determinino il contenuto di ideali socialmente condivisi riguardo agli uomini e alle donne, così come determinano le differenze di genere verificabili relative alla personalità, alle abilità e al comportamento.
Per quanti riguarda il punto 1 la teoria del ruolo sociale ha osservato che i ruoli richiedono agli individui di manifestare particolari tratti e comportamenti. Il fatto che le donne siano culturalmente incaricate di fungere da allevatrici è radicato nella biologia riproduttiva, che collega le donne all’allevamento e alla nutrizione degli infanti. La teoria del ruolo sociale suggerisce che la segregazione insita in questo ruolo produca delle aspettative stereotipate; analogamente, collega gli stereotipi propri degli uomini ai loro ruoli lavorativi non domestici, i quali richiedono tendenzialmente audacia fisica e capacità di leadership.
Le differenze di status fra uomini e donne rafforzano queste aspettative stereotipiche di genere. I due aspetti strutturali delle relazioni di genere identificati dalla teoria del ruolo sociale, la suddivisione del lavoro e la gerarchia, sono strettamente correlati fra loro. I ruoli maschili, solitamente, accrescono lo status e forniscono maggiori opportunità di accumulare risorse rispetto ai ruoli femminili. Occuparsi della casa e dei bambini, lavori tradizionalmente femminili, non conferisce né prestigio né una somma significativa di denaro. Il contenuto degli stereotipi relativi ai vari gruppi di basso o alto status corrisponde al contenuto degli stereotipi relativi a coloro che si occupano della casa e a coloro che si procurano le risorse, perché i tratti comuni assegnati alle donne sono tratti di basso status, mentre i tratti assegnati agli uomini sono tratti di alto status.
La teoria del ruolo sociale ipotizza che i ruoli non si limitino a produrre gli stereotipi relativi a ciascun sesso, ma anche che essi collaborino a creare una realtà corrispondente; questo succede perché:
- Gli individui interagiscono in modo da promulgare i tratti richiesti dai ruoli a cui il loro gruppo si dedica abitualmente;
- Le persone adottano i tratti associati al loro gruppo sociale;
- Il “recitare” in ruoli connessi al genere aumenta il grado in cui le persone manifestano i tratti e i comportamenti che questi ruoli richiedono.
La società fornisce delle ricompense e delle punizioni che fungono da incentivi affinché le persone si comportino secondo le aspettative riguardanti i membri del proprio gruppo, anche se queste non si addicono alla loro personalità.
La teoria del ruolo sociale suggerisce che le convinzioni culturali riguardanti gli uomini e le donne non siano casuali né arbitrarie. Da questo punto di vista, gli ideali culturali di femminilità e mascolinità avrebbero potuto svilupparsi in modo differente soltanto se i ruoli sociali degli uomini e delle donne fossero stati differenti. Se, per esempio, gli uomini e le donne contribuissero in modo eguale all’allevamento dei figli e al lavoro al di fuori del contesto casalingo, essi verrebbero percepiti come aventi tratti analoghi, e non differenti.
Per quanto riguarda il punto 2 la teoria del ruolo sociale predice quando e perché i cambiamenti sociali porteranno a cambiamenti negli stereotipi di genere e nelle corrispondenti differenze di sesso relative a tratti e comportamenti; teorizzando che se ci fossero cambiamenti all’interno dei ruoli sociali allora ci potrebbe essere un rafforzamento o una riduzione degli stereotipi e al comportamento.
È necessario applicare questi stessi principi, se si vogliono comprendere le analogie cross-culturali e le differenze relative agli stereotipi di genere e al comportamento, riuscendo a spiegare perché le donne vengano considerate cross-culturalmente più communal.
Per quanto riguarda il punto 3 la teoria del ruolo sociale riesce a spiegare perché gli stereotipi di genere siano prescrittivi (il modo in cui uomini e donne dovrebbero agire), ma anche descrittivi (il modo in cui uomini e donne tendono ad agire). Quando una società si basa su una divisione del lavoro fondata sui gruppi, essa ha un interesse nell’assicurarsi che le persone agiscano coerentemente con il proprio ruolo. Se gli individui non riescono a svolgere i propri ruoli o non riescono a farlo bene, la normale suddivisione del lavoro diventa inefficiente e improduttiva. Osservare i casi in cui la violazione di uno stereotipo scatena una reazione di collera, e non solo di sorpresa, è cruciale per comprendere l'importanza della conformità ai ruoli sociali.
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