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Competenze motorie e sviluppo motorio

CM: competenze motorie SM: sviluppo motorio b.= bambino CONT= contesto camb= cambiamento

Perché a scienze motorie

Sia per la crescita del bambino (benessere e sviluppo), sia per le funzioni esecutive (problem solving). Il potenziamento delle abilità motorie è importante per il corretto sviluppo in toto del bambino. Incide su benessere psicofisico, altre abilità e funzioni dello stesso.

Verità e falsità sullo sviluppo motorio

VERO:

  • Lo sviluppo delle CM dipende dalla pratica dell’attività fisica, e dall’opportunità di fare esperienza.
  • Devono avere affianco un adulto che li sprona e li motiva.
  • Deve praticare per diventare più competente.

FALSO:

  • Il percorso di sviluppo motorio è uguale per tutti.
  • La CM si trova in tutto quello che già fanno.
  • L’attività fisica mette a rischio gli incidenti.

Sviluppo delle competenze motorie

Processi mentali finalizzati all’apprendimento di schemi motori e cognitivi-comportamentali in risposta a condizioni nuove e impegnative. È alla base della pianificazione, creazione di strategie e problem solving.

Funzioni esecutive

Tre capacità principali:

  • Controllo o inibizione motoria: consente di non far interferire informazioni inutili nel compito che si svolge.
  • Memoria di lavoro: tiene in memoria info utili.
  • Flessibilità di risposta cognitiva: variare strategie.

Importanza delle scienze motorie

Riconoscere i processi di sviluppo in atto e promuovere comportamenti positivi e lo sviluppo di abilità, strutturare percorsi idonei per il benessere psicofisico e/o performance sportiva dell’individuo.

Sviluppo e cambiamenti

Cambiamenti che avvengono dalla nascita alla morte. I cambiamenti non sono sviluppo.

  • Maturazione: per natura in corredo genetico.
  • Cambiamenti in quantità, la velocità di maturazione varia in base al periodo.

Fattori dello sviluppo

Intrinseci e estrinseci:

  • Intrinseci: geni e cromosomi.
  • Estrinseci: alimentazione, esercizio fisico e clima, igiene, sistemi di riferimento.

Ambiente/interazione: dovuti all’apprendimento. Natura e cultura hanno un grande ruolo, co-azioni.

Esiti evolutivi

Dotazione innata, esperienze, ambiente (non solo fisico). Tre principi dello sviluppo:

  • La velocità è diversa nelle persone.
  • È ordinato: si impara secondo una gradualità, prima semplice e poi complesso (non vuol dire prevedibile).
  • Sviluppo è graduale: non repentini, ma ci vuole tempo per cambiamenti.

Periodi sensibili

Momenti per apprendere molto bene. Non sono critici, una persona dopo può sempre e comunque imparare.

Psicologia dell'educazione

Studio dello sviluppo, apprendimento e motivazione, insegnamento e valutazione di tutti i contesti evolutivi.

Educazione

Imprese comunitarie. La psicologia dell’educazione aiuta a costruire una comunità educante.

Sviluppo motorio del bambino

Manualità, mobilità, equilibrio

SM legato a crescita e maturazione fisica, sviluppo percettivo-cognitivo-affettivo-sociale-relazionale. Motricità: innata e indotta. La percezione stimola il bambino a muoversi verso gli obiettivi.

Fasi dello sviluppo motorio

  • Motricità intrauterina: Dopo il quarto mese il feto compie movimenti analoghi a quelli che compirà il neonato.
  • Neonatale:
    • Spontanea: durante stati di veglia tranquilla e durante il pianto. Armoniosi (coinvolgono tutto il corpo), progressione arti-corpo-capo (esecuzioni graduali).
    • Indotta: da stimoli esterni, repertorio di riflessi. Comportamenti automatici in risposta a stimoli specifici.

Riflessi del neonato

  • Riflesso di marcia automatica: Neonato in piedi compie movimenti di deambulazione, deriva da rotazione fetale.
  • Rotazione del capo: Toccando la guancia del neonato, prima verso il lato toccato poi verso l'altro.
  • Suzione: Se si può succhiare il neonato succhia.
  • Riflesso di Babinsky: Accarezza pianta del piede, prima stende dita e poi richiude.
  • Riflesso di Moro: In caso di allarme il neonato inarca la schiena, estende braccia e gambe e poi le chiude.
  • Prensione: Presente alla nascita: movimenti di preavvicinamento, base di movimenti fini.
  • Motricità fine: Legge prossimo-distale: prima si imparano movimenti con muscoli vicini alla parte mediana del corpo, poi movimenti con quelli prossimali.

Primi afferramenti

  • Tra i 4 e i 6 mesi, il bambino “rastrella” gli oggetti verso sé.
  • 7/8 mese: prensione radio-palmare, il bambino afferra con tre dita.
  • 9 mesi: radio-digitale, coordinazione, movimenti precisi e diversi delle due mani.

Postura e deambulazione

Legge cefalo-caudale: prima asse corporeo e poi arti. Mento, spalle, avambracci.

  • Postura seduta:
    • 4-5 mesi: sostegno dell'adulto.
    • 6 mesi: schiena dritta, tronco in avanti e appoggio mani a terra.
    • Da 7 mese: mantenimento della postura seduta, senza mani.
  • Posizione eretta: Verso il 9 mese ci si tiene in piedi se sorretto, verso 11-12 mese da solo.

Deambulazione e movimento

  • 9-10 mesi: se sostenuto.
  • 1 anno: cammina tenuto per mano.
  • 13-14 mesi va da solo.

Fino ai 3 anni il bambino si coordinerà da solo sempre più. Dialogo posturale: il bambino crea il d.p.: a seconda della postura può dire qualcosa. Bisogna cogliere ciò che dice. Bisogna accogliere i tempi del bambino. Evitare anticipazioni di posizioni e movimenti prima del loro sviluppo.

Training e attività per lo sviluppo

Il training dovrà sviluppare manualità, mobilità, equilibrio, e dovrà essere diverso per fascia di età.

  • Manualità: manipolazione.
  • Mobilità: primi percorsi, stimolazioni multiple, salti e ostacoli.

Dopo i 3 anni

  • Impulso a muoversi.
  • Fantasia, curiosità.
  • Difficoltà di analisi, scelta spinta da istinto.
  • Scarsa concentrazione.

Cosa proporre?

  • Correre, saltare, strisciare, arrampicarsi per imparare più pattern motori possibili.

Attività proposte

  • Manualità: raccogliere, riconoscere oggetti, identificare oggetti attraverso il tatto, effettuare diversi tipi di lanci con diverse palle, di diversi pesi. Disegnare una traccia, colorare figure, afferrare diversi oggetti di diverso peso con tutte le mani. Tirare e lanciare oggetti.
  • Mobilità: attività a occhi chiusi, strisciare, procedere su diverse superfici a diverse velocità, diverse pendenze con diversi ostacoli. Camminare trasportando oggetti leggeri e pesanti, grossi e piccoli con diverse parti del corpo. Camminare in piedi a gattoni, in modo diverso.
  • Equilibrio: diversi tipi di altalene, scendere e salire da scivoli, capovolte indietro e avanti, camminare e saltare da una posizione a un'altra distante. Correre e saltare su un peso elastico. Eseguire verticali, saltare in modi diversi.

Costruttivismo e sviluppo delle competenze

Costruttivismo

Interazione continua tra individuo dotato di competenze e ambiente, attraverso processo di auto-regolazioni. L’ambiente modifica schemi innati e produce cambiamenti.

Strutturalismo costruttivistico

Il bambino è costruttore di conoscenze. Vogliamo dare senso al mondo. Cosa rifiuta Piaget? Il determinismo: rifiuta la visione in ottica di sola maturazione quindi come pre-programmato geneticamente.

Quattro fattori di sviluppo

  • Maturazione biologica: dispiegamento di mutamenti biologici. Poca influenza di coach.
  • Attività: azione nell’ambiente, incrementa con sviluppo di equilibrio e coordinazione.
  • Interazioni sociali: comunicare con le persone, trasmissione sociale, apprendimento da altri.
  • Equilibrazione: ricerca di equilibrio mentale = schema che funziona è equilibrio, viceversa si deve cambiare schema.

Due funzioni invariate

  • Organizzazione: costruire sistemi coerenti che presentano leggi. Padroneggiata un’abilità, se ne acquisisce una più complessa. Lo sviluppo cognitivo studia le caratteristiche della organizzazione cognitiva nelle diverse età. Schemi di azione (strutture elementari perché interazione con ambiente limitate a percezione) >>>> schemi mentali.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mattia.girello di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Perciavalle Vincenzo.
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