Il principio di competenza economica
Il principio di competenza economica, come noto dal corso di bilancio, richiede che in conto economico i costi vengano «spesati» coerentemente con i ricavi. I costi sono infatti sostenuti prevalentemente in relazione all’acquisto e impiego di fattori produttivi (e in pochissimi casi in relazione alla vendita: es: provvigioni o costi di vendita).
Valorizzazione dei magazzini
Nel caso in cui i volumi di produzione e i volumi di vendita non siano uguali, il principio di competenza viene attuato attraverso la valorizzazione dei magazzini:
- Magazzino materie prime: valorizzazione degli acquisti non prelevati per la produzione.
- Magazzino prodotti finiti: valorizzazione dei prodotti ottenuti ma non venduti.
- Magazzino prodotti in corso di lavorazione: valorizzazione dei prodotti non ancora completati.
Full cost industriale
Come noto, il codice civile ed i principi contabili nazionali richiedono che la valorizzazione dei magazzini avvenga considerando tutti i costi sostenuti. Il costo storico è definito dai Principi Contabili nazionali come il “complesso dei costi sostenuti per ottenere la proprietà delle rimanenze di magazzino nel loro attuale sito e condizione” (Principio Contabile n. 11). Dunque, il costo storico si identifica con:
- Il costo di acquisto per le materie prime, sussidiarie, di consumo e i semilavorati d’acquisto.
- Il costo di produzione (o industriale) per i prodotti finiti, semilavorati di produzione e prodotti in corso di lavorazione.
I sistemi di misurazione dei costi
I sistemi di misurazione dei costi - laddove riguardino la misurazione del costo dei prodotti realizzati dall’azienda (oggetto di costo: singolo prodotto) - definiscono le modalità attraverso le quali l’azienda determina il valore unitario dei costi di produzione.
CSM tradizionali
- I CMS tradizionali hanno definito le modalità per la determinazione del full cost del prodotto.
- Si sono prevalentemente concentrate sui costi di produzione, trattando i costi non di produzione con metodologie semplificate.
- Nelle imprese molto semplici (pochi oggetti di costo) e quando la maggioranza dei costi è rappresentata da MD e MOD, i costi indiretti di produzione vengono aggregati e allocati attraverso un’unica base di ripartizione (o driver di costo).
- Al crescere della complessità i costi indiretti sono suddivisi in aggregati che possono essere definiti su base funzionale o per fasi del processo (reparti operativi), e allocati agli oggetti di costo mediante drivers specifici.
Orientamento funzionale
- L’orientamento funzionale definisce aggregati di costo indiretto definiti in base alla loro connotazione funzionale. Si individuano per tale via raggruppamenti di costi indiretti di produzione riferibili alla manutenzione, alla progettazione, alla funzione di logistica in entrata.
- Per ciascuno di tali aggregati si definisce base di imputazione appropriata, determinando per tale via un coefficiente di imputazione specifico per ciascun cost pool costruito su base funzionale.
Orientamento alle fasi del processo
a) Riclassificazione dei costi indiretti rispetto alle fasi del processo.
-
Riassunto Programmazione e Controllo
-
Riassunto esame Programmazione, pianificazione e controllo, prof. Spallini
-
Riassunto esame Programmazione e controllo, prof. Pistoni, libro consigliato Programmazione e controllo, Horngren
-
Riassunto esame Programmazione e controllo, prof. Culasso, libro consigliato Programmazione e controllo, Brusa