La mediazione penale minorile
Introduzione
L’amministrazione della giustizia è sempre stata oggetto di dibattito nel corso della storia, soprattutto per quanto riguarda l’ambito penale, dove l’amministrazione della giustizia prevede interventi basati su tre forme di conflitti:
- Modello retributivo: attenzione focalizzata sul reato; dopo aver accertato la colpevolezza del soggetto si applica la “giusta posizione”, che spesso consiste nella privazione della libertà personale. La retribuzione è espressione di una giustizia rigida e repressiva, discendente dalle forme di vendetta privata delle società arcaiche e di quelle culturalmente arretrate. Nonostante l’evoluzione, anche nell’attuale società moderna permane la volontà di “far pagare il male con altro male”; tuttavia, rispetto al passato, oggi questo compito spetta allo Stato, il quale prevede forme di risarcimento da infliggere al colpevole sotto forma di sofferenza, come “retribuzione sociale” per sanare il danno causato alla vittima.
- Modello riabilitativo: si prepone lo scopo di modificare il comportamento deviante. L’oggetto centrale dell’intervento è l’autore del reato, sul quale si agisce mediante tecniche e metodi acquisiti dalle scienze psicologiche e sociali specializzate nel trattamento della devianza. Questo modello, in linea cronologica, è l’ultimo nato; creato allo scopo di superare la situazione di disagio venutasi a creare in seguito alla presa di coscienza dell’inefficacia delle politiche adottate. Negli anni è emerso un malcontento generale legato all’amministrazione della giustizia penale, ciò ha trovato un punto di approdo nella giustizia riparativa.
- Modello riparativo: la giustizia riparativa è portavoce di una nuova visione del reato, da “offesa nei confronti dello stato” a “lesione dei diritti della persona”; tramite quest’approccio la punizione per chi commette un delitto prevede azioni da parte dell’artefice volte a reintegrare l’offesa (patrimoniale e morale), inflitta mediante il proprio comportamento. Quest’ottica rappresenta una prospettiva nuova che supera in maniera netta gli approcci precedenti; vi è inoltre l’accentuazione del ruolo dei diretti protagonisti dell’accaduto. Il focus passa da “rispetto di leggi e procedure” a “soddisfazione dei protagonisti del conflitto”. La giustizia riparativa è un nuovo modo di pensare il crimine; si concentra sul danno causato dall’azione illecita, sulla sua riparazione e, tramite la prevenzione, sulla riduzione dei possibili danni futuri. Inoltre esige dal reo l’assunzione di responsabilità, cerca di recuperare la vittima, assicurandole un reale pentimento del reo e cerca infine di reintegrare entrambi i soggetti nelle rispettive comunità.
Capitolo 1 - Giustizia riparativa: origini, definizioni, valori
Le prime riflessioni inerenti la giustizia riparativa si ebbero attorno al 1975. Oggi il tema della ricomposizione privata dei conflitti è diventato campo d’interesse sia di professionisti che di istituzioni e della politica internazionale, tanto che nel 2004 il Consiglio europeo ha affidato al “forum europeo sulla giustizia riparativa” la stesura di una guida per orientare i governi europei in merito al tema.
Il modello di giustizia riparativa si è affermato sulla contrapposizione rispetto ai precedenti modelli retributivi e rieducativi, in quanto poggia su differenze quali: Oggetto, Mezzi e Obiettivi. Questo, si differenzia dai modelli precedenti per:
- Oggetto: conflitto, danni arrecati alla vittima;
- Mezzi: attività riparatorie del danno causato alla vittima;
- Obiettivo: eliminazione delle sue conseguenze.
Questi tre nuovi parametri sono visti dai professionisti del campo come una “rivoluzione copernicana” per la politica criminale. Riguardo la nascita di questo modello vi sono varie ipotesi, anche discordanti fra loro, riconducibili tutte ad alcuni principi guida:
- Convinzione del fallimento dei sistemi di giustizia penale tradizionale: consapevolezza radicata nell’inefficienza dei sistemi di giustizia penale, fondati su pratiche di deterrenza, o programmi di riabilitazione. L’obiettivo del modello riparativo è di rimpiazzare i modelli precedenti, promuovendo la restaurazione del legame sociale, riparando il danno subito dalla vittima. Cd. Approccio giuridico meno Stato-dipendente.
- Weitekamp afferma che la giustizia riparativa esisteva già ed era praticata nelle società acefale-non statali. Esempi di queste società sono i family group conferences/circles fra aborigeni, inuit e nativi americani. In merito:
- Braithwaite afferma che “la giustizia riparativa è lo sviluppo più evoluto del pensiero giuridico di Arabi, Greci e Romani i quali la applicavano anche ai casi di omicidio.
- Consedine afferma che il movimento della giustizia riparativa è da intendersi come un ritorno alle origini- “Giustizia new age”.
- Movimento abolizionista istituzionale: l’insoddisfazione per i modelli di giustizia penale classica è il principale motivo alla base della diffusione in USA e in Europa dei movimenti abolizionisti, al cui interno di distinguono due correnti:
- Abolizionismo radicale: che individua nel sistema penale stesso le cause di criminalità, chiedendo l’abolizione dell’intero sistema
- Abolizionismo istituzionale: Il quale auspica l’abolizione di tutte le istituzioni totali (carceri, comunità, pena di morte e procedure deumanizzate) dall’abolizionismo istituzionale prende spunto il modello riparativo, come terza via possibile fra retribuzione e riabilitazione.
- Riconsiderazione del ruolo delle vittime: in merito Ponti afferma che negli anni si sono accumulati debiti nei confronti delle vittime, non ancora onorati. Questa affermazione nasce dalla riflessione sul ruolo marginale della vittima, poiché tradizionalmente la dottrina penalistica aveva dato spazio sempre maggiore al colpevole. La crescita d’interesse nei confronti delle vittime è legata alla diffusione di movimenti in loro favore (soprattutto vittime di reati sessuali e il movimento femminista).
- Idee religiose: Mc Laughlin sottolinea come la Giustizia della Bibbia è una giustizia di tipo essenzialmente riparativo. Van Ness e Strong hanno riassunto gli argomenti principali su cui si fonda il movimento di Restitution:
- La vittima è il soggetto realmente colpito,
- Necessità di forme di pena meno intrusive e alternative al carcere
- Chiedere al reo di risarcire la vittima può avere effetto riabilitativo
- La restitution è facile da ottenere e garantire
- Un risarcimento adeguato riduce le istanze vendicative
Questa visione, che occupa una parte importante nella giustizia riparativa è però orientata al passato-Status quo Ante. Il primo ad immaginare un modello di giustizia integrato fu Howard Zehr, che in “Changing Lenses” presenta la giustizia riparativa come paradigma alternativo a quello retributivo. Il suo lavoro è orientato a valorizzare tutto ciò che migliora la condizione della vittima e mettere il colpevole nella condizione di assumersi le proprie responsabilità. L’impatto di questo procedimento risulta molto più forte di quello che scaturisce da una sentenza di tribunale.
A partire dagli anni ’90 “Giustizia riparativa” iniziò ad esser un’espressione comunemente utilizzata. In un certo senso l’avvento di questo modello non determina la fine di quelli precedenti. Quello di “Restorative Justice” è un concetto introdotto in letteratura da diversi articoli pubblicati nel 1977; in merito Eglash distingue tre tipi di giustizia criminale:
- Retributiva
- Distributiva
- Riparativa
Mentre i primi due si occupano principalmente dell’atto criminale, decretando una partecipazione passiva di vittima e reo, il terzo tipo si occupa di individuare i danni causati, coinvolgendo attivamente le parti.
-
Riassunto esame Sociologia della famiglia, prof. D. Barba, libro consigliato La mediazione penale minorile D. Barba…
-
Riassunto esame Sociologia della Violenza, prof. Cifaldi, libro consigliato La devianza come sociologia, Cipolla
-
Riassunto esame Sociologia Generale, prof. Giovanni, libro consigliato Manuale di Sociologia della Devianza, Gennar…
-
Riassunto esame Sociologia della devianza, Prof. Fava Terenzio, libro consigliato La devianza, Scarscelli e Vidoni