La mediazione penale minorile – Un percorso per la giustizia riparativa
In ambito penale, l’intervento è condotto sulla base di tre forme:
Modello retributivo
L’attenzione è focalizzata sul reato. Una volta accertata la colpevolezza del soggetto, si applica una punizione che spesso consiste nella privazione della libertà personale. La retribuzione si rifà a una giustizia rigida, propria delle società arcaiche. Nella civiltà moderna permane l’idea di dover pagare il male con il male, e questo compito viene assunto dallo Stato.
Modello riabilitativo
Questo modello vuole modificare il comportamento deviante. Oggetto centrale di tale intervento è il soggetto, sul quale si cerca di agire attraverso le scienze psicologiche.
Modello riparativo
Rappresenta l’ultimo dei modelli. A esso si è fatto appello per superare il malcontento generale riguardo alla giustizia penale. Il reato non è più considerato come offesa allo Stato. La giustizia riparativa si concentra sul danno causato dal crimine, sulla riparazione e sulla riduzione dei danni futuri, grazie alla prevenzione. Si cerca di recuperare la vittima, garantire un reale pentimento del criminale e favorire l’integrazione di entrambi nella comunità.
Il modello riparativo si viene a studiare in modo più approfondito dopo gli anni ’70, grazie a vari studi e diverse pubblicazioni, tra le quali ricordiamo:
- Handbook on Restorative Justice Programmes - United Nations Office on Drugs and Crime, 2006.
- Guida di orientamento per i governi europei sulla giustizia riparativa a cura del Forum Europeo sulla Giustizia Riparativa, 2004.
Nasce come alternativa alla giustizia retributiva e riabilitativa. Infatti, si differenzia per obiettivi e mezzi. Weitekamp afferma che questo tipo di giustizia esisteva già nelle città stato, dove si praticavano le family group conference. Braitwaite invece riscontra l’inizio di questo modello dai tempi degli antichi romani e greci.
L’insoddisfazione rispetto ai modelli di giustizia penale precedenti è l’origine della diffusione in Europa e USA dei movimenti abolizionisti. L’abolizionismo radicale propone una profonda trasformazione del modo di percepire la pena e ne chiede l’eliminazione.
La vittima
La crescita dell’interesse per la vittima è legata alla diffusione dei movimenti in favore delle vittime. Il fine principale del modello riparativo è proprio aiutare la vittima a trovare una soluzione ai problemi posti dal reato.
Le differenze
- L’approccio retributivo definisce lo Stato come vittima.
- L’approccio riparativo identifica la persona come la vittima.
Strong e Van Ness hanno riassunto i principali argomenti su cui si fonda la restitution (giustizia riparativa):
- La vittima è il soggetto autenticamente colpito dal reato;
- Sono necessarie forme di pena meno intrusive e alternative al carcere;
- Richiedere all’autore di reato di risarcire la vittima può avere un effetto riabilitativo;
- La restitution è facile da ottenere e garantire;
- Un adeguato risarcimento riduce la possibilità di vendetta.
Zehr orienta il suo lavoro alla valorizzazione di tutti gli aspetti che recano beneficio alla vittima e mettono il criminale in condizione di assumersi le sue responsabilità. L’impatto di questa interazione con la vittima è più profondo di quello che potrebbe generare una condanna. Egli inoltre fa una critica agli approcci moderni riguardanti la giustizia attuale, perché lasciano la vittima, il criminale e la comunità insoddisfatti.
Retributiva vs riparativa
| Retributiva: crimine come violazione di una norma. | Riparativa: crimine definito come danno a persone. |
| Stato come vittima. | Persona come vittima. |
| Stato e criminale come soggetti. | Stato e vittima come soggetti. |
| Bisogni della vittima reale ignorati. | Bisogni della vittima centrali. |
L’avvento del modello riparativo non implica la fine dei precedenti, ma la possibilità di farli coesistere, integrarsi e sostituirsi secondo i cambiamenti sociali e politici. Barnett è stato il primo a usare il termine Paradigm Shift (spostamento di paradigma). Egli riteneva che la crisi del sistema penale potesse essere superata attraverso l’adozione di un nuovo paradigma.
Modelli di giustizia riparativa
Victim - offender mediation (VOM)
È la pratica di giustizia riparativa più conosciuta e utilizzata. Sono coinvolti unicamente il criminale e la vittima; il mediatore li incontra prima singolarmente e poi organizza un incontro al di fuori delle mura delle istituzioni penali con entrambi. Durante l’incontro è data la possibilità al delinquente di assumersi le proprie responsabilità e determinare con la vittima un accordo scritto.
Family group conference (FGC)
Allarga il cerchio dei partecipanti ai familiari di vittima e reo. Il conduttore deve essere imparziale e valutare i bisogni di entrambe le parti. Alcune forme di FGC seguono un copione nella conduzione degli incontri. Il processo comincia con la descrizione da parte del reo di cosa è successo, poi la vittima descrive la propria esperienza e i danni ricevuti. Tutti esprimeranno la propria opinione successivamente. La cosa importante è che il criminale affronterà direttamente ciò che ha fatto e insieme il gruppo deciderà come dovrà rimediare.
Questo modello ha varie sottocategorie:
- Sentencing circles;
- Peacemaking circles.
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