Accessibilità
L'abbattimento delle barriere di tipo cognitivo può determinare diversi effetti positivi, in primo luogo massimizzando la qualità dell'esperienza di fruizione. La visita deve risultare comprensibile per coloro che non sono dotati di una specifica preparazione di tipo umanistico.
Barriere di tipo fisico
L'abbattimento delle barriere di tipo fisico come la disponibilità di mezzi di trasporto pubblici e dei relativi collegamenti o l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Barriere di tipo economico
Di tipo economico, nel rispetto del principio di equità, richiede che lo Stato rimuova gli ostacoli alla piena fruizione del bene culturale da parte di tutti i cittadini. Per quanto riguarda il fondamento costituzionale dell'intervento pubblico in campo artistico e culturale, dobbiamo rivolgerci agli artt. 9 e 33 e artt. 117 e 118.
L'art. 9 fonda l’intervento pubblico ("La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione") e l'art. 33, in cui il primo trova conferma, riconosce le libertà dell’arte e della scienza.
La decisione di affidare alla P.A. la cura di alcuni determinati bisogni spetta in via primaria alla Costituzione. L'art. 21 parla di libertà di manifestazione del pensiero. Fondamento di ogni democrazia in quanto garanzia della circolazione delle idee (pluralismo ideologico). Tutti possono manifestare il proprio pensiero attraverso qualunque mezzo come, ad esempio, l'arte, che è tra le più nobili manifestazioni del pensiero.
Normativa nel codice civile
Art. 2082 definisce l’imprenditore come colui che esercita per professione un'attività economica che ha un fine produttivo volto allo scambio di beni o servizi.
Art. 2555 l'azienda è il complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio della sua attività d’impresa.
La specificità del settore culturale risiede nello sviluppo di un processo di generazione di ricchezza e valore culturale. Un valore che, trattandosi di cultura, è, insieme, economico e sociale. Si tratta quindi di rendimenti immateriali che sono di maggior interesse per le organizzazioni culturali impegnate in attività sociali e collettive.
Industrie culturali, creative e imprese culturali
Le industrie culturali e industrie creative
Le industrie culturali sono le industrie che producono e distribuiscono beni o servizi e posseggono un carattere, un uso o uno scopo specifico e che trasmettono espressioni culturali (cinema, musica, radio, tv, videogame e software, editoria, media).
Le industrie creative sono le industrie che utilizzano la cultura come input, e loro output ha un carattere principalmente funzionale (per esempio design, architettura e comunicazione).
Le imprese culturali
Le imprese culturali hanno come caratteristica comune lo svolgimento di attività a contenuto artistico e culturale che garantiscono la realizzazione di una finalità di ordine sociale: la crescita culturale collettiva. Organizzazioni come musei, aree archeologiche, i teatri, le fondazioni liriche, gli archivi e le biblioteche sono caratterizzate da elementi che le accomunano:
- La preminente finalità culturale
- L’assenza dello scopo di lucro
- La presenza di un complesso di risorse da amministrare
- L’escludibilità nel senso che l’accesso alle risorse è disciplinato da forme di accesso controllato
Tali imprese culturali si differenziano dalle imprese private perché quest’ultime presentano una logica del profitto, una diversa funzione primaria e sono liberamente accessibili. Quindi per le imprese culturali la logica di profitto non rappresenta il loro fine ma lo strumento per realizzare la loro attività.
Abbiamo diverse tipologie di imprese culturali: Teatri e fondazioni liriche, biblioteche, archivi, musei ed aree archeologiche. Tutte hanno precisi compiti e svolgono determinati servizi:
- Servizio di base
- Servizi complementari (antecedenti, concomitanti, susseguenti)
- Servizi accessori
Teatri e fondazioni liriche
Servizio di base: messa in scena di uno spettacolo dal vivo.
Servizi complementari: (antecedenti: la presenza di un parcheggio, prevendite di biglietti; concomitanti: ne aumentano la fruizione es. presenza di display che ne facilita la comprensione; susseguenti: attività informative come depliant).
Servizi accessori: ne arricchiscono l’offerta come bar, ristoranti e caffetterie.
Il MIBACT identifica 4 tipologie di teatri: stabili ad iniziativa pubblica, stabili ad iniziativa privata, stabili ad innovazione nella ricerca e sperimentazione teatrale, stabili di innovazione nel teatro per l'infanzia e la gioventù.
Biblioteche
Il loro compito è la conservazione, il restauro, la catalogazione e messa a disposizione di testi al pubblico.
Servizio di base: è la consultazione di volumi.
Servizi complementari: ricerca di volumi, di documenti ma anche la riproduzione degli stessi.
Servizi accessori: caffetterie e punti di ristoro, la vendita di riproduzioni.
Abbiamo diverse tipologie di biblioteche: nazionali, scolastiche, di pubblica lettura.
Archivi
Compito principale dell’archivio è raccogliere, conservare, ordinare ed offrire alla consultazione i documenti prodotti da uno o più organismi, conservando così la “memoria storica”.
Servizio di base: è la conservazione.
Servizi complementari: sono la promozione come quella didattica.
Servizi accessori: come la ristorazione.
Possono essere storici e correnti. Gli storici sono gestiti dal MIBACT e la conservazione è affidata all’Archivio Centrale dello Stato dove alcuni documenti riservati sono consultabili dopo 50 anni.
Musei ed aree archeologiche
Il museo, definito dall’ICOM come un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, effettua ricerche, acquisisce testimonianze materiali ed immateriali, le conserva, e le comunica ed espone per scopi di studio, educazione e diletto.
Servizio base: è la conservazione, la catalogazione e l’esposizione.
Servizi complementari: sono la distribuzione di materiale informativo, le visite guidate, l’assistenza didattica.
Servizi accessori: come l’accoglienza, il guardaroba, la caffetteria e il book shop.
Stakeholder nel settore culturale
Gli operatori che esercitano nel settore culturale sono chiamati stakeholder (cioè portatori di interesse) e possono essere:
- Primari: che hanno un’influenza immediata sul funzionamento della struttura (proprietari, dipendenti, clienti)
- Secondari: finanziatori, mecenati, donatori, media, comunità, soggetti istituzionali perché hanno un grado di influenza minore ma rilevanza a lungo periodo.
Lo stakeholder è un soggetto (una persona, un'organizzazione o un gruppo di persone) che ritiene di detenere un "titolo" per entrare in relazione con una determinata organizzazione. Un soggetto le cui opinioni o decisioni, i cui atteggiamenti o comportamenti, possono oggettivamente favorire od ostacolare il raggiungimento di uno specifico obiettivo dell'organizzazione. Per rilevare le categorie degli stakeholder è necessario analizzare il contesto e la collettività di riferimento dove l’industria culturale si trova.
Gestione delle imprese culturali
Per gestione si intendono le tecniche a cui è possibile ricorrere per assumere le decisioni relative all’utilizzo delle risorse di cui l’organizzazione culturale dispone. La gestione di un’impresa culturale può essere interpretata come un’attività di “problem solving” in quanto si compone di una pluralità di scelte per affrontare i problemi che possono verificarsi durante lo svolgimento dell’attività dell’impresa. I processi decisionali che devono essere attivati da un’organizzazione vengono chiamati “knowledge-intensive”, essendo basati sull’utilizzo della conoscenza. Quindi la gestione di un’impresa, richiede un approccio multi-disciplinare.
Decision making model
Il processo per assumere una decisione viene chiamato decision making model:
- È necessario innanzitutto comprendere la natura del problema e per fare ciò occorre avere accesso ad una pluralità di dati
- La fase di “problem defining”, permette di identificare ed analizzare una situazione problematica
- Si procede all’acquisizione dei dati e la produzione di informazioni fino ad arrivare alla formulazione della risposta.
- Il processo decisionale si completa con una risposta al problema.
Risulta necessario lo studio dei punti di forza e di debolezza e del sistema di minacce/opportunità attraverso l’analisi competitiva.
L’analisi PEST è una valutazione di quello che è lo scenario ambientale nel quale si intende operare. L’analisi pone attenzione sul contesto politico, la situazione economica, le tendenze sociali e le dinamiche tecnologiche. L’analisi PEST può avere sostanzialmente due finalità:
- Analisi statica: individuare quelle variabili che possono produrre effetti rilevanti sulle scelte dell’impresa
- Analisi dinamica: individuare i principali elementi di discontinuità con i quali si prevede di confrontarsi
Molte volte si verificano inevitabilmente delle situazioni in cui gli operatori operino nello stesso ambito concorrenziale di altri e quindi si crea una “sovrapposizione competitiva”. Cioè la possibilità che altri operatori, appartenenti a settori esterni, possano in qualche modo inserirsi nello stesso spazio concorrenziale.
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